House Of Lies - 1x01

Gli instancabili cugini d’oltreoceano ce lo avrebbero iniziato a mandare a partire da oggi, ma Showtime si è anticipata per l’ennesima volta. Così, sotto l’albero di Natale, il pilot di House of Lies è arrivato insieme alle premiere di Shameless e Californication (di cui parleremo a breve).

Come testimonia anche lo screencap (una volta tanto sceglierlo è stato un gioco da ragazzi), tutta l’attenzione che potreste riservare ad House of Lies è inevitabilmente collegata alla presenza nel cast di Kristen Veronica Mars Bell, ufficialmente ritornata sui nostri amati schermi. Se nel mentre avete sentito crescere le vostre aspettative, la colpa è da attribuire al riscatto qualitativo del canale durante l’anno appena concluso (Shameless e Homeland) o al vostro amore per Jean Ralphio di Parks and Recreation. E la cosa finisce davvero qui, perché non ci sono altre possibili giustificazioni. Mi rifiuto di credere che al mondo esistano persone scalpitanti per una serie prodotta dallo Showtime il cui protagonista è interpretato da Don Cheadle, scritta dall’autore di Dirt.

Esattamente, la penna che firma è quella di Matthew Carnahan, autore di una delle serie più brutte che mi sia capitato di vedere (e non perché il concept fosse pessimo, ma la noia e l’assurdità della messa in scena era davvero insopportabile). Al fratello Joe era andata leggermente meglio con Smokin’ Aces, ma finiva tutto là. Qui la formula, purtroppo, è la stessa: la casa delle menzogne del titolo è una società (o meglio, un team di managers) che si occupa di creative consulting. Senza andare a parafrasare il contorto riassunto che potreste trovare su Wikipedia, basta riflettere sulla tag-line del poster: Put The Con In Consulting. Conosciamo e seguiamo da vicino i protagonisti, ai quali è stato chiesta una mano da parte di una grossa multinazionale in crisi. La società in questione sta perdendo titoli e ha bisogno di difendere e migliorare la propria immagine dagli attacchi della stampa. Questo team di esperti, capitanato da Marty Kaan, prepara strategie e campagne a tavolino, facendo in modo di riscattare – possibilmente, nel modo più falso possibile – la reputazione dei loro clienti. Fine della storia, arrivederci alla prossima settimana. L’idea di base è ispirata a un libro scritto dall’ex manager Martin Kihn (autore, anche di un certo Asshole: How I Got Rich And Happy By Not Giving A Shit About You).

In queste righe vi ho più o meno spiegato il fulcro della serie, e il grosso avviene più o meno tutto negli ultimi dieci minuti. Nei restanti ventitré minuti del pilot viene fatto sfoggio dei marchi storici del canale:

  • La prima inquadratura ci mostra Don Cheadle completamente nudo, a letto insieme a quella che scopriamo essere la sua ex moglie (sua rivale in affari). Il personaggio di Cheadle, tra l’altro, rompe in continuazione la quarta parete spiegando a noi spettatori quello che fa e quello che sta succedendo.
  • L’immancabile personaggio gay è affidato a Roscoe Kann, il giovane figlio di Marty. Tuttavia, più che omosessuale il ragazzino sembra solo estremamente effeminato. La sua storyline parallela si sostanzia nel tentativo di ottenere la parte di Sandy nella rappresentazione scolastica di Grease.
  • I necessari cinque minuti di tette e culi femminili, concentrati nella sequenza al night club. Facciamo che chiudiamo un occhio solo ed esclusivamente perché anche Kristen Bell prende parte ai giochi.
  • Non sappiamo se li rivedremo di nuovo, ma salutiamo comunque Anna Camp e Greg German (il vecchio Richard Fish di Ally McBeal). Alla Camp è toccata la parte di quella che si scopre lesbica alla toilette di un ristorante, e lo rende chiaro anche al consorte con la battuta più divertente dell’intero episodio.

Il giudizio, per adesso, è negativo. Tutti i pilot hanno dei difetti, ma tra questo e Work It il 2012 non sembra essere iniziato molto bene. Trascurando la noia e l’imbarazzo di fronte a qualcosa fatto per ridere che non fa davvero ridere, come si può andare avanti senza infilarsi per forza sui binari del procedurale? Personalmente, continuerò a seguirlo per qualche altra settimana. Infatti, pur essendo in grado di riassumere tutto il peggio della Showtime in 30 minuti, il pilot di House of Lies sembra il punto di partenza per qualcosa di terribilmente ibrido. Tradotto in altre parole, ci sono delle potenzialità in fondo al tunnel. C’è già una piccola luce: Jeannie Van Der Hooven. Il personaggio di Kristen Bell viene descritto come una brillante neolaureata che diventa il braccio destro di Marty Kaan. Non chiedo un’altra Veronica Mars, ma l’ambiguità sessuale e la completa assenza di peli sulla lingua promettono bene. E poi, ha un segreto! Sarà anche questo a good one?

Giulio

Brutto, cattivo e antipatico. Sì, un criticone.
Conflitti interiori e menti disturbate sono di casa.

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Commenti
7 commenti a “House Of Lies – 1×01 – Gods Of Dangerous Financial Instruments”
  1. xncnbu scrive:

    A me invece è piaciuto.
    Gli do 4 stelle.
    Non mi aspetto chissà cosa ma lo continuerò a vedere sicuramente, anche perchè 20 minuti non sono poi tanti.

  2. sistolina scrive:

    troppo tempo orfana di Kristen, lo guarderei anche se ci fosse solo lei immobile in una stanza biancaXD

  3. SteWii scrive:

    non so, si condivido i difetti ma il risultato in qualche modo mi è piaciuto.. è troppo, come dire, volontariamente cazzone: come prendere una serie/film senza troppe pretese sui college americani che ha l’unico obbiettivo di far vedere quanto sono scemi gli universitari e trasportarla in un contesto che dovrebbe essere tipo tutto il contrario
    in più ci sono kristen bell e jean ralphio.. è un si a prescindere

  4. Will Gaiman scrive:

    Joe Carnahan però è anche l’autore di Narc, film interessante. Per dire che il divario col fratello è ancor più grande di quel che sembra.
    Potrei andare avanti, naturalmente solo per Kristen Bell, ma molto probabilmente non lo farò.

  5. titus scrive:

    io guarderò solo ogni scena sexy , ammiccante o solo vagamente collegata al sesso con la Bell.

  6. Donatella scrive:

    giulio, un commento totalmente OT… so che tu segui le serie e mini serie inglesi e mi domandavo se hai seguito (o stai seguendo o hai intenzione di farlo) SILK

  7. Pogo scrive:

    Robetta da mezzo soldo bucato.

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