
La penna di Julian Fellowes, lo sappiamo, corre sempre veloce sulla pagina, ma forse mai come in questo speciale natalizio di Downton Abbey, che concentra in un’ora e mezza dal ritmo scatenato un materiale narrativo bastevole a sostenere quasi una stagione intera. Il risultato è un episodio che ha nella frenesia del racconto il suo limite più grande ed il suo pregio più evidente, perché, se non tutte le sottotrame ricevono il tempo e l’attenzione che avrebbero meritato, finendo per sembrare talvolta appena abbozzate, le impressionanti falcate in avanti compiute dalla narrazione spazzano via i pochi dubbi lasciati dalla stagione appena conclusa, volutamente lugubre nel tono e paludosa nello svolgimento, e fanno guardare alla prossima con nuova trepidazione.
Il processo
Nelle scene ambientate in tribunale, che si fanno come sempre notare per la minuziosa ricostruzione dell’affresco storico, Fellowes ha tentato scopertamente la via del colpo ad effetto: dopo la testimonianza compromettente di Mrs Hughes e quella, sorprendentemente sofferta, di O’Brian, per tacere della deposizione di lord Grantham, chiamato come teste dalla difesa ma prontamente manipolato dall’accusa, Bates viene dichiarato colpevole, fra le lacrime e le urla di Anna, e condannato all’impiccagione per l’omicidio della sua ex-moglie. C’è una certa disonestà nel modo in cui il giudizio viene presentato – John Bates, you have been found guilty of the charge of wilful murder. You will be taken from here to a place of execution – e serve l’intervento congiunto di Mr. Murray e Matthew per spiegare ad Anna, ed allo spettatore, tutti i cavilli legali del caso. Sta di fatto che, alla fine, la sentenza è commutata in ergastolo, probabilmente grazie all’influenza di lord Grantham stesso, il cui titolo possiede ancora grande peso nell’Inghilterra dell’immediato dopoguerra. A fronte di questo sviluppo, tutto sommato prevedibile dopo il primo momento di sconcerto, sembra abbastanza scontato immaginare una terza stagione spesa, almeno in parte, nel tentativo di provare definitivamente l’innocenza di Bates e la storyline ha senz’altro del potenziale, soprattutto per il ritratto storico-sociale che può emergere da una trama giudiziaria di questo tipo.
La proposta di matrimonio
Dopo averci fatto soffrire per quindici episodi con uno struggente e a volte frustrante will they or won’t they, Fellowes risolve finalmente la tensione fra Mary e Matthew nel relativamente breve spazio di un’ora e trentatré minuti ed io mi trovo diviso. Se, infatti, da un lato, non posso che gioire per la lungamente attesa proposta di matrimonio, dall’altro devo rilevare che il cambiamento d’intenti di Matthew è fin troppo repentino e, anziché scaturire organicamente dal racconto, sembra un po’ una forzatura autoriale. E tuttavia non posso che accogliere con favore la scelta di scavalcare i temporaggiamenti eccessivi della seconda stagione, incarnati da Lavinia e da sir Richard Carlisle, e consegnare i due personaggi alla felicità che stavamo attendendo dalla prima puntata. Per di più, se il percorso di Matthew non mi convince completamente, quello di Mary, che passa attraverso la confessione della notte di passione con Mr Pamuk e la scelta consapevole di affrontarne le conseguenze a testa alta, è una piccola gemma di coerenza psicologica e di continuità narrativa. Michelle Dockery è consistentemente superlativa in tutte le tappe dell’evoluzione di Mary e la sua espressione insieme allibita e sognante nell’ultima scena è la riprova della sua bravura, seconda solo a quella di Maggie Smith, che di nuovo si rivela signora incontrastata delle battute al fulmicotone con il suo “Do you promise?” alla dichiarazione di sir Richard, dopo la rottura del fidanzamento con Mary, di voler abbandonare Downton per non farvi più ritorno. Ad ogni modo, ora che Matthew e Mary sono findanzati e promessi sposi, l’impazienza con cui aspetto i nuovi episodi ha raggiunto picchi ancora inesplorati.
Il rapimento e la seduta spiritica
Fra le storie minori che gravitano intorno alle trame portanti dell’episodio vanno citate, benché per motivi diversi, quella di Daisy e quella di Thomas. Nel primo caso, la traiettoria del personaggio, accuratamente pianificata fin dall’inizio di stagione, culmina credibilmente con una nuova consapevolezza del proprio valore, lavorativo ed umano, rinfocolata grazie al supporto da un Mr Mason che, privato del suo William, trasferisce sulla ragazza il suo affetto di padre. Ciò che rende interessante la storyline è l’equilibrio sottile raggiunto da Fellowes nel tratteggiare una giovane donna forse facilmente manipolabile e sicuramente impressionabile, ma non per questo priva di carattere o inconsistente. La credulità nei confronti della seduta spiritica con cui Mrs Patmore la convince ad accettare finalmente il proprio ruolo di moglie già vedova è bilanciata da una coscienza etica semplice e pragmatica che è la cifra più vera ed interessante del personaggio. Parimenti, la storia di Thomas – che rapisce Isis, il cane di Lord Grantham, all’interno di una macchinazione per ottenerne il favore e diventarne il cameriere personale – dimostra una tendenza, opposta di segno rispetto a quella di Daisy, in atto fin dai primissimi episodi di questa stagione. Infatti, dopo averci mostrato il suo lato più umano e vulnerabile, con la ricerca ossessiva di una scappatoia dalla guerra prima e con l’avvicinamento al luogotenente Courtenay poi, il personaggio si è involuto, ripiombando nei medesimi schemi di comportamento della prima stagione, nel segno di un feroce arrivismo socio-economico. È il simbolo, come dicevamo già per il finale di stagione, di quella frustrazione delle speranze belliche che aveva interessato una grande parte del proletariato urbano e rurale dopo il 1918, eppure rimane la sensazione che si potrebbe fare molto di più con il personaggio, esplorandone non sono le velleità da arrampicatore sociale, ma anche la dimensione più propriamente umana, per tacere della sua condizione di omosessuale nell’Inghilterra pre-1967, che potrebbe fornire un materiale interessantissimo, se solo Fellowes, che purtroppo per noi non è Russell T Davies, avesse il coraggio di esplorarla.
La cameriera, la gravidanza e la ferita di guerra
Arriviamo dunque alle storyline mal riuscite dell’episodio. Se, infatti, il riavvicinamento di lady Edith a sir Anthony Strallan, comparso per l’ultima volta nel finale della prima stagione, cade nel vuoto dopo una manciata di scene e non si risolve, delle traversie sentimentali di lady Rosamund, manipolata dalla propria cameriera e da uno spasimante in difficoltà economiche, avremmo fatto volentieri a meno, soprattutto perchè la cara Rosamund è fra i personaggi più monodimensionali della serie. Tuttavia, la scelta che più mi lascia perplesso è quella di non far comparire nello speciale Sybil e Branson, salvo poi farci arrivare, con uno stratagemma abusatissimo, loro notizie via lettera. Apprendiamo così che Sybil è incinta e che Cora non è disposta a restare lontana dal suo futuro nipote per assecondare Robert, che avrà anche acconsentito al matrimonio ma chiama ancora il genero “the chaffeur.” Non so se Jessica Brown-Findlay e Allen Leech ritorneranno nella terza stagione o meno, ma spero che, nel caso non siano più parte del cast regolare, Fellowes non ripieghi sull’escamotage fin troppo antiquato dello scambio epistolare per raccontarci – in una sorta di tell, don’t show – le loro avventure irlandesi.
In conclusione
Come avrete capito, il “Christmas Special” è piaciuto moltissimo all’appassionato che è in me, anche se, a pensarci con mente più distaccata, l’urgenza narrativa ha penalizzato alcuni passaggi, svelando l’intenzione autoriale di affrettarne gli sviluppi. È un piccolo neo e non cancella il fatto che Downton Abbey si conferma, soprattutto quando abbandona gli eccessi melodrammatici in favore di una misura autenticamente edoardiana, una delle serie migliori in circolazione.
![]()

(14 voti, media: 4,36 su 5)










Questo speciale mi è sembrato di nuovo ai livelli della prima stagione e mi fa piacere che la storia si andata avanti. Spero ardentemente che la terza stagione si apra con le nozze di Mary e Matthew, se non addirittura a fatto avvenuto, perchè non vorrei che trascinassero ancora la cosa.
Anche a me è dispiaciuta l’assenza di Sybil e Carson, ero molto curiosa di vedere come andava la loro nuova vita lontani da Downton. Spero che la nascita del nipote riavvicini la famiglia e ci permetta di rivederli.
Per quanto riguarda Bates, a volte la sua eccessiva rettitudine mi fa venire voglia di schiaffeggiarlo, ma arrabiati ogni tanto, uffa!
In ogni caso, aspetto con trepidazione la terza stagione!
tranquilli Sybil a Branson saranno nella terza serie!la mia paura è che Fellowes possa decidere di ammazzarmi Branson nella guerra d’indipendenza irlandese!la proposta di matrimonio Matthew Mary era necessaria e dovuta…se ci avessero lasciato ancora in sospeso credo che Fellowes avrebbe rischiato una sommossa mondiale!ciò non toglie che potrebbe benissimo(SPERIAMO DI NO) scombinare tutto con una scusa all’inizio della prossima serie…
naturalmente, la mia speranza più grande resta per quella poraccia di Edith….datele più spazio e considerazione , trovatele qualcuno e fatemela felice per cortesia!mi si spezza il cuore a vederla mendicare compagnia da quel vecchietto di Sir Anthony Strallan!
Questo speciale mi è piaciuto più di tutta la seconda stagione. Non sono assolutamente d’accordo con l’inizio della recensione (che per il resto ho adorato) la penna di Fellowes NON corre veloce sulla pagina. Anche quando si tratta di far passare mesi o anni fra una puntata e la successiva, si rimane sempre allo status quo – JF mi ricorda molto alcuni dei suoi personaggi più conservatori in questo. Ma, hei, che possiamo farci. Come sottolineato nella recensione, JF non è Russel T Davies – perchè dovevi mettermi quest’idea in testa?
Anyway, lo stile “soft & calm” di Fellowes è la ragione per cui la seconda serie è stata lenta, a tratti stagnante e soap-ish, e l’improvviso svolgersi degli eventi è il motivo per cui ho adorato lo speciale.
*Succedono* delle cose. Non c’è un “happily ever after” per tutti (vedi: Bates. Se fosse stato scarcerato sarebbe stato forzato), ma comunque c’è. Storyline lasciate in sospeso da secoli trovano una soluzione, ed io non posso aspettare per la terza serie.
Ah, ciliegina sulla torta: creepy!Ian se ne è andato. Grazie al cielo, mi metteva un’anzia assurda. Anche è stato un pochino “cartonizzato”, non so se mi spiego. OVVIAMENTE sarebbe stato così Krudele da voler essere servito nel pranzo di Natale. OVVIAMENTE sarebbe stato così Kattivo da urlare a Mary davanti a suo padre.
RIP, turco, non ci mancherai. Davvero, non credevo fosse possibile trascinare per così tanto tempo una storyline che ancora NON riesco a spiegarmi. Sarebbe stato tanto difficile farlo passare per stupro? Sarebbe comunque stato uno scandalo, ma meno grave, e neanche una bugia.
Praticamente il turco è entrato in camera sua, e le ha detto “se urli sono cavoli tuoi, tanto vale che me la dai” e Mary 3 mesi dopo lo definiva “essersi presa un’amante”. Sicuro, Mary. Sono contenta che Mattew abbia assicurato che Mr. Pamuk non si resusciterà mai più. Amen.
Il che mi porta all’altra Cosa Implausibile. Lavinia che comunica con l’aldiquà? Cheesy. Ma succede 2 minuti prima della migliore scena dello show, quindi ci passerò sopra (Quanto era bella quella scena? La scrittura, l’interpretazione, la fotografia, LA NEVE)
Sono d’accordo con la “Conclusione” della recensione anche se, considerando il resto della seconda serie, gli avrei dato mezza stellina in più.
PS: spero che la prossima serie copra un arco di tempo minore. Fino ad adesso ha funzionato, perchè gli attori sono più vecchi dei loro personaggi (specialmente le sorelle Crawley) ma ormai sono passati anni dall’inizio della storia e dovrebbero rallentare un po’
PS2: tvtropes!! Ora so cosa succederà al resto della mia mattinata..
“spero che la prossima serie copra un arco di tempo minore”
don’t worry, la terza serie sarà ambientata in appena 18 mesi…
Una puntata prevedibile in ogni sua parte ed evidentemente “riparativa”.
L’affare Pamuk, chiuso soltanto dopo circa 7 anni nella realtà della serie, perde ulteriormente di credibilità.
Questo non è Gosford Park, non si può portare avanti una così vecchia e fragile questione fino alla puntata finale (ricordo che Pamuk entra ed esce dalla scena nella terza puntata della prima stagione).
Thomas continua a fare la figura del tonto, del cattivone che ci casca, fermo al solito punto a causa di storielle inutili e ripetitive. Non da meno Carson, la O’Brien e molti altri personaggi. Cora dal canto suo ha come unico compito quello di richiamare adesso l’uno e adesso l’altro quando è ora di cena, e giuro che non sopporto più la solita faccetta leziosa dell’attrice. E’ vero poi che Bates sta diventando insopportabile, troppo fermo e innaturale.
Troppi contentini in questa puntata (vedi anche la questione di Edith), paragrafi inutili e noiosi (Lady Rosamund) e romanticismo spicciolo.
La serie ha un grosso potenziale e la prima stagione è un piccolo capolavoro, ma la delusione è stata tanta rispetto alle ultime puntate della seconda… Natale e Capodanno inclusi.
Fellowes potrebbe pure farsi affiancare da un altro sceneggiatore volendo…
Spero in bene per la terza stagione.
@ helly:
Con “velocità,” per chiarire, intendevo solo i giorni, mesi, anni macinati nel corso di una stagione, quando non di un solo episodio
il romanticismo spicciolo Fellowes ce lo doveva da due stagioni…e meno male che c’è stato!ci doveva solo provare a separare per l’ennesima volta Matthew e Mary!
“you have lived your life and i lived mine. now it’s time to live them together”
AMORE TOTALE.
A me è piaciuto. I problemi c’erano e secondo me dipendevano parecchio dal fatto che Fellowes doveva chiudere la storyline di Mary e Matthew e mandare finalmente a quel paese Sir Richard, perché la cosa non poteva continuare per la terza stagione; però per far questo sembra, ancora una volta, che tutto accada in frettissima.
Però lo perdono di tutto, perché ha finalmente messo fine al will they/won’t they. Non se ne poteva più, per tenerli separati ha fatto di Matthew un idiota e io ero dispiaciutissima perché era un personaggio che amavo nella prima stagione.
Poi ci son sempre le storyline che iniziano e finiscono nel nulla, come quella di Edith, ma credo che in questo caso continuerà l’anno prossimo.
Mi sono piaciute anche le parti stupidine della seduta spiritica e di Thomas che nasconde il cane, sono degli intermezzi che danno leggerezza e che permettono al programma di non prendersi troppo sul serio, e che su erano persi nella seconda stagione (uno dei difetti principali era che tutto era troppo serio, pesante).
Nota dolente Bates, ormai non lo sopporto più – anche se amo Brendan Coyle – e anche se non ci ho creduto nemmeno per un attimo, ho sperato che lo mandassero davvero a morte.
Finalmente ho recuperato anch’io.
Devo dire che a me, invece, è piaciuta più la seconda stagione nel suo complesso che quest’episodio. A tratti l’ho trovato davvero scontato: Thomas che sgambetta per fare il maggiordomo (Anche se, FINALMENTE, magari avrà più posto come personaggio! Voglio più Thomas!), l’arrivista con la cameriera e il terribile momento in cui Lavinia, dall’aldilà, comunica con Daisy e Anna. Quello se lo potevano risparmiare, davvero! XD Mary Sue anche dall’aldilà è davvero troppo!
Bates, invece, è chiaramente un Gary Stu, visto che non si arrabbia neanche in cella. Però è stato adorabile in quest’episodio e non mi lamento.
Concordo con chi vuole più Lady Sybil e Branson, io vorrei anche più Lady Edith: è il personaggio che mi è piaciuto di più nella seconda stagione, dopo Lady Violet, ovviamente.
E finalmente, FINALMENTE, Mary e Matthew hanno deciso di mettersi assieme. Alleluia, alleluia! E’ stata veramente una tortura vederli esitare per tutto l’episodio. Ora che si sposino immediatamente, anche fuori scena, basta che lo fanno!
PS. Peccato per Sir Richard.
Non che fosse simpatico, ma in questo telefilm, tutti i personaggi un po’ sfumati, ambiziosi, capaci anche di cattiverie, sono spesso relegati al ruolo del villain. Effettivamente io vengo dalla “scuola” Whedon XD e amavo i cattivi col cuore e i buoni capaci di cattiverie … pazienza, ciò non toglie che Downton Abbey sia una serie veramente bella.
The Headmaster ha scritto:
no, avevo capito. Il mio problema con questa “tecnica” è che si ha l’impressione che il tempo non passi per niente.. un conto è quando una storyline è lenta, un conto è quando la stessa storyline dovrebbe durare anni!
io sono fra quelle che, pur riconoscendo che la prima stagione era inarrivabile, ha apprezzato anche la seconda. Lo speciale è stata la degna conclusione. Ok per Mary e Mattew, anch’io non ne potevo più della tensione sentimentale tra i due, ma Downton abbey non è una soap. E’ una accuratissimo affresco storico e di costume, con risvolti sentimentali e brillanti.. Personalmente, adoro Fellowes (qui come in Gosford Park e in Vanity Rair, così come nelle pagine di Snob e di Past Imperfect), la sua minuziosa ed impeccabile ricostruzione di ambienti, dialoghi e situazioni e la sua scrittura “lenta-veloce”… E mi piaccono le figure femminile che sa descrivere, qui come altrove: le donne sono la vera forza di Downton Abbey, upstairs e downstairs
Sono probabilmente l’unica, ma non ho provato nulla nel vedere Matthew e Mary insieme..Non hanno proprio nessuna chimica
Ciao a tutti è la prima volta che conmento questa serie, ma non sono nuova di serialmente, trovo come sempre, del resto, ottime le recensioni, si può non condividere tutto ma sono sempre molto accurate.
Per quello che riguarda la serie poi devo dire che a me è piaciuta e molto: è raffinata, elegante, e che bello sentire parlare inglese, anche per me che conosco poco la lingua, è veramnte musica.
Mi trovo d’accordo, e non è la prima volta anche se sono convinta che lei non si ricordi di me, con Siobhan, quest’ultimo episodio ha finalmente “risolto” parecchie situazioni compresa quella tanto agognata fra mary e >Mattew che a me piacciono molto, certo ci sono state alcune banalità: vedi seduta spiritica o la scena tra la governante e il cacciatore di dote ok però a me è piaciuto tutto.
Non sopporto, ma questo da subito Bates, va bene essere un uomo d’onore, va bene assumersi colpe che non ha, ma il personaggio è talmente stucchevole e sdolcinato che fa cariare i denti solo a guardarlo.
Grandissima Lady Violet lei da sola vale tutta la serie, a me non dispiaceva neanche l’antipatico e necessariamente odioso sir Carlise, cattivo forse ma non piatto e scialbo come Bates.
I personaggi femminili sono la vera forza di questa serie, mi è piaciuta moltissimo l’evoluzione di Mary concordo con chi invece ha trovato troppo repentino il cambiamento di Mattew, ma a questa serie perdono tutto molto volentieri e aspetto con ansia l’arrivo della terza.
A questo proposito sapete dirmi quando tornerà? Grazie
Buon anno a tutti
@ Raffaella:
I nuovi episodi andranno in onda il prossimo autunno.
@The Headmaster
Peccato dobbiamo aspettare un pò allora,
Grazie
Il giudizio definitivo è lo stesso che attribuisco anch’io a questo episodio natalizio. Sicuramente la prima stagione è stata a ben più alti livelli, ma la capacità di raccontare di Fellowes non è venuta meno nella seconda e in questo speciale. Ha peccato di qualche caduta melodrammatica nel senso meno nobile del termine (più harmony che Sirk), ma nel complesso “Downton Abbey” è una delle cose migliori siano in circolazione.
Chi critica l’atteggiamento di Bates non conosce gli inglesi.
@Pogo
probabilmente hai ragione. per quello che mi riguarda non posso dire di conosccere a fondo gli inglesi.
Downton Abbey è una serie inglese però, nessuno degli altri personaggi per quanto possoano essere formali, estremamente controllati, piacevolmente ironici è come Bates.
Trovo che sia lacrimevole, quella perenne aria da cane bastonato non è, secondo me, sinonimo di senso dell’onore, perciò si io continuo a trovarlo solo stucchevole.
Naturalmente questa è solo la mia opinione.
Ciao
Non ho ancora visto la puntata di Natale, ma questo si annuncia come il miglior feullletton dell’anno 2000. A parte The good wife, rischia di essere la mia serie preferita..genere opposto comunque..spero solo che non si continui con “morti azzeccate funzionali solo a futuri accoppiamenti” ( vedi la povera Lavinia)perchè un poì troppo ovvie..i maggiordomi più conservatori degli aristocratici, perfetto..e grande Maggie Smith, io pensavo fosse morta..spero Sybil ce la faccia e il padrone di casa alla fine è un cuore d’oro..e pensare che in Francia avevano tagliato le teste da moolto tempo::! ci aggiorniamo dopo la visione dell’ultima puntata non voglio leggere i vostri spoilers prima di averla vista
Ah, Mathew è davvero insipido. Spero mary cominci ad apprezzare il suo torbido faccendiere..ciao
Paola
Raffaella ha scritto:
A nessuno capitano le cose che capitano a Bates (Carson non sarebbe così diverso), personaggio che, inoltre, deve “redimere” parte del suo passato.
Stiamo parlando di un inglese cresciuto nell’era Vittoriana.
E che gli altri non siano proprio uguali, ci mancherebbe. Non è che tutti gli inglesi (o italiani, tedeschi etc…) sono uguali.
è vero, forse il messaggio di Ginger Lavinia dall’aldilà era poco plausibile (anche se segretamente voglio credere che fosse Mr Pamuk) e il personaggio di Carlisle è stato incattivito ad hoc in modo un po’ forzato (non mi insultate, ma per me lui e lady Mary facevano una bella coppia), però in fondo…chi se ne frega? ho adorato questo Christmas special, forse anche per i momenti sul filo del ridicolo.
La risoluzione di alcune storyline che si sono trascinate per tutta la seconda serie darà decisamente respiro alla terza.
Concordo sulla curiosità di vedere qualcosa del mondo all’esterno alla Abbey tramite il processo di Bates e scommetto che si tornerà a parlare dell’affaire eredità col ritorno di Bandaged Patrick. Chissà che Edith non si trovi in un triangolo amoroso col vecchietto e lo sfigurato. Sì, non è il massimo, ma sempre meglio di niente (avete visto che è stata votata come uno dei TV’s ten most annoying characters? pure questo povera edith)
Sybil e Branson torneranno sicuramente nella terza stagione, sono sicura che sarà una delle storie più interessanti da esplorare, anche se sotto il fuoco incrociato di Violet, Robert e Carson non vorrei essere al posto di Branson.
Anch’io soffro improvvisamente di diabete quando entra in scena Bates, ma devo dire che la scena della condanna è stata superba e Joanne Froggatt da’ un’umanità al suo personaggio davvero potente.
Come faremo ad aspettare fino all’autunno??
ma solo io ho trovato tutta la parte del processo completamente inutile? boh. a me sta storia della moglie di bates sembra solo un plotdevice per evitare l’HEA di Bates e Anna….
Allora mi ricredo dopo aver visto lo special natalizio: mathew e mary coronano un bel sogno d’amore e noi in fondo siamo romantiche..e va bene così, anche se carlise era francamente piuttosto interessante, almeno sul piano erotico..ma quando finisce questo puritanesimo? Ora per fortuna ci avviamo verso il periodo più glorioso per gli inglesi, quello che li renderà uno dei paesi più civili del mondo, a parte qualche caduta coloniale, e il primo dichiaratamente anti nazista.
Peccato per le difficoltà a trattare il tema della omosessualità, e la banalizzazione di un certo happy end, anche se dai ammettiamolo è bello sognare..cosa che non succede nelle fiction moderne preferite, dove l’amore in fondo, non esiste ( vedi the good wife, mia serie preferita)
Stile narrativo perfetto comunque, eleganza naturale, ottimi attori ( a parte l’americana mamma che era ragazzina in Ordinary People di Robert redford) e che continua a sgranare gli occhioni e basta, anche se è tanto buona e democratica..
splendida mary comunque elegante e teatrale attrice, noiosina la secondogenita e molto carina Sybil, anche se volutamente più popular. Non a caso Mary è so diafana mentre lei decisamente più in carne.
Dai gradevole come un buon vecchio romanzo, grande Maggie Smith, stupido ma buono il padrone di casa, reazionario il maggiordomo capo; tutto scorre nel giusto binario ottimistico, ma speriamo che questa prevedibilità buonista non stufi nella terza serie..nessuno fa veramente sangue comunque, e questo però ci consente una certa sana distanza dai personaggi, con cui non ci identifichiamo troppo; e ci consente di perderci in paesaggi privilegiati..Bye bye
Paola
credo che questo “contegno” puritano sia parte del fascino di Downton Abbey…e poi in realtà una scena un po’ più audace (giusto un po’) l’hanno osata, solo che non è quella che tutti aspettavano(Anna e Bates)
Scusate, Ma qualcuno sa quando in Italia vedremo la seconda stagione?
@ Luisa
io ho letto, ma prendilo con il beneficio, che dovrebbe esser in autunno
Per favore mi dite dove posso vedere Christmas Special con sottotitoli italiani? Grazie!!
@ Franca
( qui non si può dire di più).
i sottotitoli li trovi sia su itasa che su subfactory, ma ormai trovi già anche la versione con i sottotitoli integrati, e la trovi dove hai torvato già le altre
Quali difficoltà hai?
@ Raffaella:
Grazie Raffaella, purtroppo non sono riuscita a vedere dai soliti siti “Christamas Speciale”. Ho ancora controllato prima di scrivere qui, ma nulla. Perchè non si può dire dove vedere in streaming? Non chiedo il download. Comunque, grazie
Poichè è la seconda volta che mi “appassiono” ad una serie televisiva (la mia prima volta è stata con “Mad Men”) ho riletto quanto avete commentato. Soprattutto mi ha colpito la recensione The Headmaster: chiara, sintetica, pulita….
Mia cara, dai un occhio anche a The good wife, come io e Raffaella sappiamo bene..ma dall’inizio..anche perchè questa serie riprende in autunno–bye bye
Paola
Tutto sospeso. Peccato
Grazie per la segnalazione Paola, ma ho dato un’occhiata su Google e credo che “The good wife” non sia il mio genere. Avevo sospeso “Lie to me” per lo stesso motivo. Mi è piaciuta molto Mildred Pierce.
@ Franca
Prova a guardare una serie che a me piace molto (anche se TGW per me è il top) White collar, se non la conosci già prova è una serie americana con uno stile decisamente british.
Poi sappimi dire
Salve a tutti. Sapete dirmi se c’è modo di comprare ( scaricare, sempre pagando) le serie televisive di:
- Downton Abbey +
- Mad Men – Quinta stagione-
Grazie a chi mi risponderà
Franca