
Because they’re going to be sad later.
Natale! Ormai sono anni che Natale vuol dire per prima cosa Doctor Who e solo dopo regali, pranzi, parenti, spirito natalizio (chi ce l’ha) e così via. Fin da subito è diventata una tradizione (tant’è che quando ho iniziato io a guardare la serie nel 2007 pensavo fosse una cosa che si tramandava da decenni) e anche quest’anno il Dottore è arrivato con quello che prometteva essere l’episodio più “christmassy” di sempre.
In realtà a me era sembrato più “christmassy” lo scorso anno!
Il Dottore precipita sulla Terra nel 1938 (dopo averla salvata da non si sa quale ennesima minaccia aliena) e viene aiutato a ritrovare il TARDIS da una simpatica signora di nome Madge. Madge vive con il marito e i due figli. Lily e Cyril.
Passano tre anni, è quasi Natale e il marito di Madge è precipitato con il suo aereo mentre sorvolava la Manica. Lei non l’ha ancora detto ai figli che si aspettano l’arrivo del padre a breve. Vanno in una casa fuori Londra (per i bombardamenti) e il custode di questa casa è… il Dottore! Che ha potenziato la casa come nemmeno in Extreme Makeover Home Edition. Tra le varie cose c’è un enorme regalo… da non aprire fino a Natale. Cyril ovviamente non resiste e di notte lo apre. E ci entra, perché il regalo è in realtà una porta su un altro mondo, una foresta innevata in teoria sicurissima (sarebbe stato il regalo di Natale da parte del Dottore), ma in pratica meno. Cyril si mette a seguire una strana creatura e dopo un po’ il Dottore e Lily iniziano a cercarlo. Per ultima anche Madge si mette a vagare alla ricerca dei figli e scopre che tutto il pianeta sta per essere riempito di pioggia acida (perché il legno sciolto è un ottimo carburante). Il Dottore e i bambini intanto sono entrati in contatto con gli alberi che hanno bisogno di un “vascello” umano per trasportare le loro “anime”. Il Dottore non va bene, non è abbastanza forte, ma… Madge sì, in quanto donna e mamma. Riescono così a fuggire dalla pioggia attraverso il Time Vortex. Per arrivare a casa Madge deve pensarci intensamente e i pensieri più intensi sono quelli con il marito… vedono quindi la scena in cui il suo aereo dovrebbe cadere e… sorpresa! Passando da quella scena illuminano abbastanza la via all’aereo che riesce a seguirli e ad atterrare senza problemi. Per questa volta Everybody lives!
Alla fine Madge intima al Dottore di andare a trascorrere il Natale con i suoi amici e lui… lo fa, presentandosi alla porta di Amy e Rory due anni dopo averli lasciati. Loro, naturalmente, avevano già un posto a tavola pronto per lui.
Natale, Natale, è l’episodio di Natale per cui everybody lives anche oltre i titoli di coda a differenza dello scorso anno dove Abigail probabilmente schiattava durante i titoli di coda.
Il titolo di origine “narniana” questa volta era solo un accenno… da Narnia si può trovare solo il fatto che fossero fuori Londra per i bombardamenti e che ci fosse un passaggio a un altro posto pieno di boschi innevati. Stop. Il “wardrobe” non era nemmeno il passaggio (era il TARDIS) e in effetti la vedova nemmeno era realmente vedova. Perché non c’è davvero nulla di timey-wimey, il tempo non viene riscritto per quanto ne sappiamo perché quando vediamo l’aereo che comincia a precipitare all’inizio non vediamo che fine faccia e la scena viene interrotta subito prima dell’arrivo del Time Vortex alla fine. Atterrando poi direttamente a Natale, non viene cambiato nulla; il telegramma viene scritto nello stesso modo e così via. Per una volta una trama estremamente lineare.
Una trama in cui il Dottore è quasi un semplice accessorio allo svolgimento della vicenda… la vera protagonista è Madge (anche i bambini sono secondari… soprattutto Cyril. Dalle foto e dal trailer sembrava il personaggio principale, invece parla appena!). Ammetto di essere stato ingannato da Madge quando si mette a piangere di fronte ai tre tizi… ho pensato “Mpf, mi sembrava un personaggio più interessante”. Finché non frega loro e me. Azz.
Ammetto di non aver pianto. Vedo molta gente che dice di aver pianto o avere almeno avuto la lacrimuccia, ma… forse non avevo avuto modo di conoscere abbastanza il padre (il Mr. Smith delle Sarah Jane Adventures!) o forse era così ovvio che alla fine se la sarebbe cavata che non mi ha toccato. O forse invece magari sono un orso insensibile, anche se questa definizione la terrei da parte per quel paio di persone che ritengono questo l’episodio più brutto di tutti i tempi e si stracciano le vesti… se non ci foste bisognerebbe inventarvi! Sono rimasto invece sorpreso dal numero di persone che ha detto di aver adorato l’episodio (e appunto di aver pianto). A me è piaciuto abbastanza, ma non a livelli da River Song o da “Blink” (non che me li aspettassi… è Natale.) Meglio per loro!
Una cosa che è piaciuta credo a tutti (tranne, ne sono certo, ai Ponds-haters. Ponds-haters, andate a vedere i film di Vanzina!) è la scena finale. Il Dottore che si “arrende” e torna dalla sua famiglia a Natale. Letteralmente “famiglia”, sono i suoceri dopotutto… e non sarebbe stato male se ci fosse stata River, ma immagino che quel giorno di riprese Alex Kingston fosse dall’altra parte del pianeta. E naturalmente Amy e Rory (abituati ad aspettare) lo accolgono come se nulla fosse. E lui… si commuove! Ecco, qui sì che stavo per commuovermi anch’io.
Matt Smith si riconferma (diventeremo noiosi a furia di ripeterlo) forse il più grande Dottore di tutti i tempi.
Apriamo ora invece l’angolo della continuity maniacale.
L’angolo della continuity maniacale
Due anni… quindi in futuro, quando ricompariranno Amy e Rory, sarà nel 2014? In “The Eleventh Hour” quando alla fine saltano due anni la cosa è facile da spiegare… era tutto (tranne l’inizio) ambientato nel 2008 e l’ultima scena nel 2010. Tanto non citando mai le date non ci sono poi queste grandi differenze in un paio d’anni (mica siamo in Lost dove il modello di cellulare ci fa capire che quello non è un flashback). E in passato è già stato fatto… quando Rose viene portata a casa dal Dottore un anno più tardi, l’anno di sfasamento viene mantenuto fino alla fine.
D’altro canto rimane la curiosa questione irrisolta di Amy e Rory in “Closing Time“. E quell’”un anno dopo” in “Blink” non ha mai avuto del tutto senso (tutta la storia era un anno prima? Oppure il finale era un anno dopo? In entrambi i casi Martha ha viaggiato meno di un anno con il Dottore! Forse.)
Dicevo “non citando mai le date”… cosa che invece negli ultimi due anni è sempre stata fatta in maniera molto esplicita. Quindi… boh? Magari nei prossimi anni le date attuali avranno meno importanza. Vedremo.
Non che sia la cosa più importante del mondo, ovviamente, è solo divertente.
Il Dottore non si fa nemmeno chiamare Dottore (seppur non nascondendo il suo nome). “Caretaker” è il suo appellativo in questo caso. Che sia un caso o che sia l’inizio del suo essere in incognito non è dato a sapersi. D’altra parte, come già si diceva, che ne sanno gli altri (il Silenzio & C.) se quello è il Dottore prima dello Utah o dopo lo Utah?
E sempre a questo proposito, i “900 anni” sono tornati a far capolino nei discorsi. (In teoria dovrebbe avere l’età dichiarata in “The Impossible Astronaut“. Sempre che non fosse una balla per giustificare l’aspetto lievemente diverso… e tutti i tic che aveva e che in realtà erano dovuti al fatto che non fosse realmente lui. L’ho notato solo ora, sì, uccidetemi.) Ormai direi che è quasi certo che qualsiasi età abbia se li abbassa sempre a 900 per sembrare più giovanile. Tipo Yoda.
Per il resto poco da dire… la trama si richiudeva un po’ su se stessa visto che tutto era in posizione per far avvenire una profezia che non si sa bene da dove fosse uscita e il Dottore fa come già detto solo da tramite affinché Madge possa salvare la foresta e indirettamente anche suo marito.
Non ci sono cattivi! Variante apprezzabile. Certo ci sono i cattivoni che mandano la pioggia acida, ma il messaggio ecologista è solo vagamente accennato… non si passa troppo tempo a condannarli (d’altra parte è ovvio che sciogliere una foresta con l’acido non è una cosa molto simpatica, non serve ribadirlo) e i tre tizi che vediamo non sono particolarmente cattivi, sono semplici tecnici/soldati. Simpatica la faccenda del maschio/debole vs. femmina/forte. Una banalità riaffermata in maniera tranquilla. L’unico vero “insegnamento” (se così vogliamo chiamarlo) realmente interessante e profondo dall’episodio io l’ho trovato altrove, invece. Nel discorso tra Madge e il Dottore nella stanza dei bambini, quando lui sostanzialmente la psicanalizza per spiegarle perché non li vuole vedere felici (visto che poi saranno tristi) spiegandole che è proprio il motivo per cui devono essere felici. Perché non lo saranno più dopo. Scena meravigliosa.
In definitiva, buon speciale di Natale… nulla di fantasmagorico, ma buon speciale di Natale… anche se io ho preferito gli sviluppi timey-wimey dello scorso anno (ma quello sono io).
“The Doctor, the Widow and the Wardrobe” è stato scritto da Steven Moffat
(Grazie a Morry, che con me e altri cura Doctor-Who.it, per l’aiuto!)
+

(26 voti, media: 4,54 su 5)










Sai che probabilmente verrai scorticato per questa recensione.
Comunque sono pienamente d’accordo.
Voto un po’ troppo alto per quello che è un buon episodio a mio avviso.
Concordo praticamente in tutto con la recensione, non c’era bisogno di mandare frecciate qui e li, la rovinano un po’ ^^
Senza frecciate c’è meno gusto! (Ah, nel frattempo ne ho visto un altro che si è commosso…
)
PS: Per Doctor Who, 4+ è un voto abbastanza basso. Per Doctor Who di Steven Moffat immagino sia il più basso che io abbia mai dato (dopo The Beast Below)… non fatemi controllare, ma ne sono quasi certo. In ogni caso non basterà, chiaramente!
Io mi sono effettivamente commossa parecchio durante questo episodio, ma sono d’accordo sul fatto che non sia un’episodio spettacolare, diciamo un buon episodio ma sicuramente non ai soliti livelli. Forse il peggiore Moffat so far, ma diamine, se questo é il peggio dobbiamo solo rallegrarci.
Sono sostanzialmente d’accordo con la recensione… a parte il fatto che Matt Smith sarebbe il più grande Dottore di tutti i tempi?! Mi pare un po’ grossa questa…
Buone feste a tutti!
Gino ha scritto:
a parte il fatto che Matt Smith sarebbe il più grande Dottore di tutti i tempi?! Mi pare un po’ grossa questa…
Ho scritto “forse”…
(Ma noto sempre più una tendenza nei vari siti a dichiararlo – forse – anche più grande di Tom Baker! :O)
Non mi è piaciuto molto. L’ho trovato discreto. Di sicuro piuttosto dimenticabile. Lo speciale dello scorso anno era su un altro pianeta
L’unica parte che ho apprezzato è anche per me il ricongiungimento con i Pond. Per il resto 4 stelline secondo me sono fine troppe
a me è piaciuto tantissimo. ^^ fino ad ora gli speciali di natale non mi avevano detto molto, quello dell’anno scorso in particolare non mi era proprio piaciuto. non mi sono commossa, ma l’ho trovato coinvolgente. è stata una bella favola familiare.
assolutamente d’accordo con la recensione in tutti i suoi punti tranne uno: per quanto io ami Matt Smith e il suo Eleven, sia David Tennant che Tom Backer gli sono superiori secondo me
Thiliol ha scritto:
Aggiungerei anche Jon Pertwee, il mio preferito di tutti i tempi.
@Laz: ovviamente è questione di gusti personali, e riconosco di sicuro al buon Matt un costante miglioramento nel tempo. Alla fine, il Dottore conta come entità al di là di chi lo rappresenti in quel momento.
Sono d’accordissimo con te.
Lo speciale di Natale dello scorso anno mi aveva commosso, non è stato così stavolta.
Ciò non significa che non sia stato comunque un bel episodio. ^^,
P.S. Matt #1! x°D
Speciale… meh. La prima parte è stata tremenda, ho messo in pausa e ripreso non so quante volte, brutta e senza ritmo. Inizia ad ingranare davvero quando compaiono i tecnici e per fortuna è un crescendo, fino all’emozionante viaggio di ritorno durante il quale mi sono commossa. Odiosa la parte coi Pond che ormai sopporto poco e male e, con affetto, a vedere i Vanzina ci vai te, eh! xD
Episodio facilone e Moffat mi fa dubitare ancora dopo gli ultimi episodi da lui scritti. Sperando che ritorni lo scrittore che mi conquistava con due righe di sceneggiatura.
E comunque, per quanto Matt SMith sia eccellente, deve mangiare ancora tanta pasta e cacciaviti sonici per essere alla pari di Tennant e Baker.
A parte la scena finale con i Pond, non mi è piaciuto per niente. L’ho trovato deludente e fiacco.
Non so, io non riesco a scegliere un Dottore migliore, ma di certo spero che Matt Smith rimanga tanto a lungo in questo ruolo, è veramente perfetto e viene gestito benissimo.
L’episodio di Natale mi è piaciuto, mi sono perfino venuti i brividi nella scena finale, però anche da parte mia nessuna lacrima, solo un po’ di felicità ritrovata. Probabilmente vederlo lontano da questo periodo mi avrebbe comunicato di meno, ma ho proprio apprezzato l’episodio.
Purtroppo ci saranno parecchi mesi da aspettare prima che inizi la settima stagione.
Commento come sempre molto interessante. Anche per me, Matt Smith è un “grande”.
..ehm ..io la lacrimuccia sul finale con Eleven commosso l’ho versata..
guilty!
A me non è mica dispiaciuto, ovvio che Blink e River Song sono altra materia ma mi accontento (ed è comunque un bell’accontentarsi!).
Solo che adesso tocca aspettareeee!!!!!!!!
Concordo con la recensione. Riguardo Matt Smith come il più grande Dottore di tutti i tempi, io non saprei dirlo non avendo mai visto molto della serie originale. Ma, personalmente, preferirei che il momento in cui Eleventh raggiunga Trenzelore (o Tranzelore? XD) e la sua morte sia moooooolto in là. Mi piace veramente molto l’interpretazione e la versione del Doctah da parte di Matt Smith. Ed io, all’inizio, non riuscivo a farmelo completamente piacere dopo Tennant, ma ora come ora me lo ha pure superato personalmente. Ha dato un qualcosa di .. infantile e giocoso al Dottore che non vedevo nei precedenti.
Vogliamo parlare della scena, in questo episodio, in cui dice di far finta di aver tutto sottocontrollo e aspettare un idea intelligente? XD Uhm.. in realtà non era proprio cosi, ma mi sono scordato le frasi precise. In ogni caso mi ha fatto morire dal ridere. XD
Stranamente non mi è piaciuto. Sarà stata l’atmosfera noiosa (vedova con due figli a natale? sonno!) o il fatto che l’ho visto subito dopo il bellissimo (e lunghissimo, e incredibilmente stancante) christmas special di Downton Abbey (qualcuno lo recensisca! subito!) fatto sta che ho skippato buona parte della parte centrale dell’episodio (ci sono tornata dopo, però) anche se ho adorato la fine(compresi i Pond) e la divertentissima scena iniziale.
Tre stelline e mezzo.
PS: sono contenta che il mio amore smisurato per Matt Smith sia condiviso da qualcun altro. Non posso farci niente, ma mi piace veramente un casino, molto più di Tennant
nonostante mi sia piaciuto( beh, qualsiasi episodio/storia/pubblicità del dottore mi piace), l’ho trovato un pò politically correct sul Natale, e veramente anche la storia mi ha un pò delusa(mi aspettavo qualche colpo di scena)… cioè rispetto a “voyaged of the damned” o “a christmas carol” questo è un pò…mi ripeto politically correct. mi trovo daccordissimo con Laz riguardo il dialogo tra madge e Doc, e anche a me ha colpito (ma ahimè niente commozione) la lacrimuccia davanti alla porta dei pond…lacrimuccia che non c’è mai stata, neanche quando ha lasciato Rose alla baia del lupo cattivo(la prima volta intendo). E come direbbe la mia prof di Letteratura …”va bene ,ma potrebbe fare di più”
ps: Smith è bravo…ma io ho Tennant nel cuore
Ciao pur essendo un fan del Moffat ho trovato questo speciale poco coinvolgente e assai prevedibile (prologo ed epilogo a parte), per quanto riguarda Matt Smith sono d’accordo con te la sua interpretazione del doctor è assolutamente spettacolare e in continua evoluzione
Credo che il Moffat abbia ampiamente dimostrato di saper scrivere cose incasinate temporalmente e tremendamente coinvolgenti; questa volta mi ha dato l’impressione di essersi divertito, di essersi limitato a una favola nel senso più.. ortodosso del termine. Insomma, credo che le critiche siano sensate non tanto all’episodio, quanto al genere in cui si colloca, nel senso che se lo paragoniamo a “A Christmas Carol” è ovvio che stiamo andando verso cose molto più impegnate, che in questo episodio non si è nemmeno provato a toccare.
Insomma, credo che il Moff abbia scritto esattamente ciò che voleva scrivere, dubito avesse chissà quali ambizioni di grandezza riposte in questo special…
Anche io sono un’ammiratrice dell’episodio dell’anno scorso. Mi piaceva un sacco anche il brano inserito per il soprano, che era veramente spettacolare e natalizio. Però, appunto, il Dottore che si commuove è una cosa bellissima. Matt Smith ti amo tantissimo!
Ah, riguardo al Dottore più grande … anche io ho ripreso la nuova serie e basta (prima o poi mi deciderò a vedere anche i vecchi episodi, datemi tempo) però per me non c’è partita: Eleventh for president! E’ il mio preferito, sia nella caratterizzazione che nell’interpretazione. Amo la sua vena infantile, da trickster umorale e iper-attivo. E, onestamente, non vedo tutto questo divario professionale tra Tennant e Smith, bravo tanto quanto e capace di impersonare il Dottore in ogni sfumatura (Non dimentichiamo che, in certi momenti, sembra davvero vecchissimo e stanco.)
A me è piaciuto molto, anche se non raggiunge “A Christmas Carol” (la vita di un anziano malvagio rigirata come un guanto allo scopo di farlo diventare buono è assolutamente geniale). Spero che Moffat rimanga a lungo alla guida di Doctor Who, anche se ho paura che Hollyhood lo reclamerà nuovamente dato il suo immenso talento come sceneggiatore.
Moffat è un grande sceneggiatore, ma ultimamente io ho trovato qualche passetto falso negli episodi che ha scritto per il dottore che prima non faceva. Magari è solo un’impressione personale, però io ci vedo delle differenze tra i vari Blink, The girl in the fireplace, Silence in the library, il doppio episodio di apertura della sesta stagione e dall’altra parte questo speciale, Let’s kill Hitler (che non mi è proprio piaciuto) e tutto sommato anche il finale della sesta, che ho apprezzato ma è stato piuttosto prevedibile nel complesso. E la prevedibilità si sa non fa rima con Moffat
Sì, ok, episodio forse non all’altezza dei grandi episodi di Moffat, ma facilmente migliore di un episodio medio delle prime stagioni del Dottore, anche perché per quanto possa fare passi falsi Moffat rimane uno dei migliori sceneggiatori viventi. E con questo ribadisco che a me l’episodio è piaciuto, e una delle famose persone che Laz ha “sentito piangere” sono proprio io. Una gran bella favola di Natale. Grazie, Steve!
Matt Smith potrebbe essere il più grande Dottore di sempre, sono assolutamente d’accordo.
Episodio molto natalizio, ma secondo me dall’avvio troppo lento… c’ho messo un po’ a farmi coinvolgere però alla fine anch’io mi sono commossa! Per quanto Tennant sia il mio Dottore son daccordo che Matt sta facendo passi da gigante per affiancarlo, e poi ricordiamoci che il ragazzo è ancora giovane…
Posso capire che il Dottore più recente sia il più popolare tra gli whoviani più recenti. Però, vedendo le cose con un po’ più di memoria storica, mi risulta impossibile definire Eleven ”il miglior Dottore di tutti tempi”, titolo iperbolico difficile da attribuire persino a chi lo meriterebbe di più.
Tom Baker, col suo talento multiforme, e la sua eccezionale presenza scenica, ha profondamente reinventato il Dottore, facendone il geniale, istrionico semidio alieno che tanto affascina, capace sia della più giocosa clownerie, che della più solenne intensità.
Da David Tennant è venuto il successivo fondamentale upgrade: lo stile pirotecnico che padroneggia con acrobatica maestria, e soprattutto il significativo spessore umano che il suo poderoso talento drammatico ha aggiunto al personaggio.
(Btw, @Chiara, nel finale di Doomsday la lacrima c’è, eccome. Per non parlare della stupenda struggente scena con Wilf in The End of Time part I)
Posso capire che ognuno finisca per preferire il Dottore che sente più vicino a sé, che più gli somiglia, e questo c’entra sia con la passione dei forumers per il mercuriale geek-appeal di Matt Smith, che con la nostalgia di molti veterani per l’innegabile classe di Jon Pertwee.
Aldilà dei gusti personali, sempre rispettabili, ci sono però i meriti oggettivi: senza l’apporto autoriale di Tom Baker e David Tennant, il Dottore come lo conosciamo oggi non esisterebbe.
Sostanzialmente sentivo la mancanza del dottore e forse ho apprezzato l’episodio più di quello che in realtà valga, ma comunque sono daccordissimo con la recensione! Una lacrimuccia a fine puntata è scappata anche alla sottoscritta, ho apprezzato particolarmente l’emotività che Matt Smith ha aggiunto al Dottore, qualcosa che Tennant ,nonostante sia un buon attore, non è stato in grado di fare allo stesso livello del suo successore! (Io sono una grande fan di tennant intendiamoci,ma di lui ho apprezzato più il lato “pazzo-serio” del Dottore invece di quello triste ed emotivo che Smith ha centrato in pieno!)
A mio avviso gli speciali di Natale non vanno accostati agli episodi ordinari. Sono una categoria a sé.
Colme tale trovo questo migliore di A christma sCarol e The Christmas Invasion, e questo è abbastanza per renderlo un buon speciale. Certo, Voyage of the Damned è lassù, ma non rimpiango l’ora passata in compagnia del Dottore, di Madge e dei suoi figli.
Stavolta mi par di notare un Moffat rilassato, anche in termini di citazioni esplicite (solo Androzani, che, come sappiamo ha una bella importanza nella vita del Dottore), che ha lasciato Smith a gigioneggiare.
Non sono d’accordo con chi ha definito Madge una “Mary Sue”.
Credo che nel costruire quel personaggio (madre – forse – vedova, inglese, nel mezzo del Blitz) ci sia entrato tutto il patriottismo di cui siano capaci gli inglesi (incomparabile rispetto a quello di diversi italiani), rendendola per certi versi un personaggio un po’ soverchiante (neanche un minimo shock per la consapevolezza di trovarsi in un altro pianeta? Con i figli perduti e in comagnia di un pazzoide sconosciuto? Complimenti!). Tuttavia abbiamo a che fare comunque con un donna ben tratteggiata e non fastidiosa.
Così come non ho trovato mal piazzato l’innesto dei Pond. Sono la famiglia del Dottore, dopotutto. Li ha lasciati a terra proprio per poterli ritrovare ancora.
(la pistola ad acqua! Chi si ricorda che Tennant ha puntato a Gillian proprio un pistola ad acqua, la prima volta che l’abbiamo vista?)
In conclusione, al termine dello scorso speciale ho avuto la seria paura che la serie avesse “saltato lo squalo”. Così non è stato. Questa volta non ho aspettative. Speriamo vada bene di nuovo
neverletgo ha scritto:
Eppure Tennant veniva accusato proprio di aver reso il Dottore troppo emo. 0.o
@neverletgo: ho paura che con questa frase (“ho apprezzato particolarmente l’emotività che Matt Smith ha aggiunto al Dottore, qualcosa che Tennant, nonostante sia un buon attore, non è stato in grado di fare allo stesso livello del suo successore!”) ti attirerai l’ira funesta di molti whoviani!!!
Rispetto la tua opinione, ma onestamente non credo che i due attori possano essere paragonabili in quanto a bravura.. Tennant gli dà una pista, è un ottimo attore, non semplicemente “buono”!!! Soprattutto quando si tratta di esprimere l’emotività, come dici tu. Tutti hanno parlato della troppa “umanità” espressa da Tennant nel suo Dottore! Io particolarmente non apprezzo molto Smith come attore, non è riuscito a farmi commuovere, né qui né in altre puntate, a divertirmi sì, ma non mi ha trasmesso qualche altro tipo di emozione. Anche Eccleston era riuscito a commuovermi in più di un’occasione, ma Smith proprio no, mi dispiace.
A me, invece, piace proprio la caratterizzazione dell’Undicesimo Dottore: lo spirito mercuriale, eternamente ragazzino, da trickster. E’ veramente un mad man with a box e lo apprezzo moltissimo per questo.
Il decimo Dottore rispondeva più al canone dell’eroe tragico.
Ulteriori considerazioni nel confronto Tennant/Smith: come dicevo sopra, non vedo tutto questo divario recitativo. Non ne capisco molto, è vero, ma a me sembrano bravissimi uguale. Ed io mi sono molto più commossa nei monologhi di Smith al piccolo Stormaggeddon che di fronte alle lacrime di Tennant. E’ una cosa soggettiva, alla fine. Non nego che Tennant sia stato grandissimo e, sicuramente, ha lasciato un’impronta forte nel Dottore, ma amo più questa nuova versione scanzonata che Smith rende alla perfezione.
Quello dell’anno scorso era di altra categoria, non fosse altro per le stupende musiche di Murray Gold.
@ Lo Spirito dei Dottori passati:
ricordavo il viso contrito…ma non la lacrima…beh andrò a riguardarli per rinfrescarmi la memoria
cmq hai ragione, ognuno preferisce il dotore che sente più vicino a se.
E dunque vado contro molti dicendo che secondo me Matt Smith è superiore come doti recitative sia a Tennant che a Baker. (Pur bravissimi).
Il mio Dottore preferito, detto questo, rimane Ten. A Matt manca la solennità e la “terribilità” (si può dire?) che gli altri due hanno saputo mostrare durante il loro percorso. La raggiunge in alcuni momenti (“Seriously?”, ma anche il monologo del colonnello Scappavia) ma quegli altri se la portano da casa.
Come comico, dà una pista a tutti
E per una volta sottoscrivo il commento di Laz tranne per il fatto che ho preferito questo, a livello emozionale, a Christmas Carol. Belle le idee dickensiane, ma il canto finale mi ha fatto di molto storcere il naso.
Ragazzi, una domanda: essendo iniziata nel 1963 e non essendo reperibili tutti gli episodi dal primo (non sul web, proprio fisicamente stando a Wikipedia), da quando è consigliabile vederlo per capire anche le sfumature (o almeno non restare con delle domande del tipo “ma questo da dove viene” oppure “non capisco perchè ha fatto così e non così”)? Tipo, iniziare dalla prima stagione della seconda ondata è sufficiente?
Basta iniziarla dalla nuova serie del 2005. Ogni tanto c’è qualche allusione alla vecchia serie difficile da cogliere, ma sono giusto due o tre battute sparse non essenziali. I personaggi ricorrenti, invece, come i cattivi (Daleks, cybermen, ecc.), vengono puntualmente ripresentati per chi non ha mai visto la serie storica, quindi non ti perderesti comunque niente.
In realtà secondo me tutte ste discussioni “meglio Smith”, “no, meglio Tennant” “no, meglio tizio”…non hanno molto senso. Premesso che se vengono scelti per questa parte tutti sono ottimi attori, è ovvio che ognuno abbia i suoi gusti personali e i suoi preferiti. Una particolare interpretazione può suonare più vera e più significativa per qualcuno che per altri, per il modo diverso in cui “risuona” con il nostro carattere e i nostri gusti. Esempio: a me Tennant non coinvolge più di tanto emotivamente. Lo trovo un ottimo attore ma il modo in cui è scritto il suo personaggio, molte volte me lo rende quasi antipatico. Non è colpa sua, è solo che la mia idea personale del Dottore stride un po’ con il complesso dell’eroe che spesso affligge il Decimo. Lo preferisco molto di più nelle puntate in cui emerge il lato comico, buffo, piuttosto che in quelle dove tentano di presentarlo come l’eroe tormentato e tragico. Non è la mia idea del Dottore, ma magari per qualcuno lo è, quindi a ciascuno il suo. Con me risuona molto di più un Matt Smith che per la maggior parte del tempo sembra uno sciroccato, con il lato serio e tragico che emerge in pochi, mirati momenti, rendendolo meno invadente e più pregnante. Ma questa è solo una mia opinione personale, ripeto, vale come quella di chiunque altro.
stavo per citare tom baker quando ho visto un commento in cui era citato. cmq, anche io sono fra i fans di questo dottore. e i pond mi piacciono anche un bel po’. la puntata in questione l’ho trovata non bellissima, ma sorprendente e gradevole. soprattutto sorprendente e divertente. dai, è difficile che a qualcuno non possa piacere almeno un po’ il riferimento a narnia, la figata di avere un passaggio dimensionale sotto l’albero eccetera. poi, vabbe’, non è la migliore puntata di tutti i tempi, questo sì. però… vabbe’, ho già detto.
Smith il più grande dottore di tutti i tempi, hahahahaahahahahahaahahha!!
Questa sarebbe stata bella se fosse stata detta il primo di aprile