
Gli autori sono stati dannatamente fortunati a questo giro. Scrivendo infatti con mani e bocca sporche di zucchero natalizio sarò molto più indulgente di quanto in realtà mi sia concesso.
Il lato più brillante e (im)puro di Dexter Morgan è nato e morto con la prima stagione. Tutto quello che ne è seguito si riduce a una semplice, astuta ripetizione meccanica con esiti radicalmente opposti, e la conclusione di questo sesto ciclo nomina un nuovo vincitore a quell’estremo della bilancia che indica la mediocrità. Purtroppo non posso svignarmela con queste quattro righe, e da qui in poi cercherò di fare ordine tra le (tante) cose che non mi sono proprio andate giù.
LA NOIA
Analizzando in blocco le critiche mosse verso la serie in tutti questi anni, la nota più ribadita è certamente quella delle fastidiose ed inconcludenti side-stories: le ottocento puntate della telenovela multietnica tra Angel e Maria, le interessantissime avventure del pene di Quinn e via dicendo. Gli autori ci avevano promesso che ci avrebbero risparmiato da tutte queste sofferenze dopo aver realizzato una cosa alla quale molti di noi erano già arrivati da tempo: eccettuati il protagonista e sua sorella, degli altri non ce ne potrebbe fregare una mazza. Così è stato. La sesta stagione ha avuto pochissimi deragliamenti rispetto alla trama orizzontale, ma è successo è qualcosa: persino le parti con Dexter e Debra sono diventate noiose. E quando guardando una serie non ti interessa più seguire le vicende dei protagonisti è bene passare ad altro. C’è chi ha abusato ulteriormente del tasto skip, c’è chi è uscito dallo schermo intero ed ha acceso la luce e c’è chi (come me) si è messo a pulire la casella di posta elettronica.
IL KATTIVO
Il cattivo di una storia è un antagonista con i contro cazzi, ben tratteggiato ed inquietante al punto giusto (nel caso di Dexter, Trinity è la punta più alta). Diversamente si parla del kattivo, ovvero l’individuo più innocuo e ridicolo all’interno di qualsiasi intreccio. Sulla scia della confraternita di stupratori dell’anno scorso, il big bad di quest’anno si è sdoppiato e ha incarnato simultaneamente i ruoli di cattivo e kattivo. Il cattivo, il professor Gellar, è stato abbattuto piuttosto velocemente e ha salutato il suo pubblico con un plot twist intuibile già dal quarto episodio; il kattivo, ovvero Travis Marshall, è stato vittima di una pessima scelta di casting (Colin Hanks è forse il figlio-di più raccomandato e sopravvalutato dello star system). Di conseguenza, sono state più le volte in cui mi sono messo a ridere davanti alle presunte minacce di morte e apocalisse che quelle in cui mi sono sentito veramente disturbato.
LO SNATURAMENTO DEL PROTAGONISTA
Andare a riguardare il pilot di Dexter, più che un tuffo nostalgico nel passato, diventerebbe quasi una visita in una realtà alternativa. Una realtà dove Dexter non ha abbandonato quel metodismo e quella maniacalità che lo rendevano adorabile, quel cuore pulsante ma sempre controllato, quell’anima sporca, dannata e fredda che dall’esterno era vista solo come elemento caratteristico di una persona molto riservata. L’umanizzazione del personaggio di Dexter era iniziata con Rita ed Harrison, che hanno creato una breccia tangibile, ma comunque positiva, nella corazza. Tuttavia la situazione è sfuggita di mano: se nei primi anni volevano raccontarci la storia di un supereroe dalla moralità ambigua a causa del suo Dark Passenger, adesso Dexter è diventato la storia di un completo deficiente. Inetto, perennemente distratto e mai più lucido come una volta.
L’ELEMENTO BORIS
Ovvero, la sfida aperta contro Gli Occhi Del Cuore: fare tutto alla cazzo di cane. In dodici episodi abbiamo assistito a lampanti esempi di brutta e altalenante scrittura, personaggi con potenziale altissimo martoriati dopo cinquanta minuti dalla presentazione, deus ex machina letterali, metaforici e fallimentari, risvolti morbosi ammiccanti al leitmotiv televisivo del 2011 (l’incesto), cliffhanger e rivelazioni della lega più bassa. I presupposti per una stagione più particolare, mistica e approfondita c’erano tutti (dopotutto ho dato quattro stelline alla premiere senza neanche pensarci due volte, e non ero nemmeno in fase di adorazione): la resa è stata pessima, e la continua delusione ha accompagnato lo sfinimento televisivo più angosciante che abbia dovuto subire quest’anno.
Due stelline all’episodio, al quale non ho nemmeno accennato in tutto il mio parlare. Scenette come quelle in mare aperto all’inizio e l’impennata feroce verso la locuzione più fraintendibile della lingua inglese (I love you) parlano da sole. Non posso fare a meno però di vomitare arcobaleni ogni volta che Dexter condivide l’inquadratura insieme ad Harrison: là perdo completamente la ragione.
Mezza stellina alla stagione. Inconcludente. Noiosa. Atroce. Inutile. Mal gestita. Deludentissima. *inserite qui il vostro commento stringato preferito* Tutto da buttare, anche se c’è quel momento che a lungo abbiamo desiderato ed ora è finalmente arrivato. Resta da vedere in quale barbaro modo se lo giocheranno per questi prossimi (e si spera ultimi) due anni. L’unica nota di merito è che la stagione ha davvero parlato di fede e resistenza, ma avevamo capito male: è stato Dexter a metterci alla prova, a torturarci con questa automutilazione e azzeramento totale. Adesso chi ha il coraggio di andare avanti?














@ Ale “Spoiler Alert” Valentini:
Oh, e io che pensavo di essere l’unica a non considerarla affatto malaccio come stagione!
La cosa migliore di Dexter S06 è stata la promessa non mantenuta d’incesto (più o meno). Peccato. Speriamo nella S07 con una bella cavalcata tra Deb & Dex.
Stagione secondo me scritta in modo svogliato e indeciso. Forse c’erano incertezze sui rapporti tra i 2 recenti ex coniugi, forse il dubbio su quello che avrebbe deciso Michael C. Hall per il prossimo anno, forse autori e produttori non hanno trovato la soluzione a differenti visioni del plot o dei personaggi, fatto sta che per me è stata la stagione peggiore di Dexter.
Puntate sostanzialmente noiose e piatte con pochi minuti finali che ti scuotevano quel tanto da aver voglia di buttare un occhio sull’episodio successivo.
Poteva essere tutto interessante, temi, personaggi, ma è stato buttato al vento in maniera indecente.
E mi dispiace perchè sono affezionata a Dexter e non posso non essere interessata a cosa gli accadrà, quindi continuerò a vederlo, vorrei solo tornare a farlo con piacere. Tra l’altro non sono nemmeno una esigente, ci sono scene (forse episodi) di ogni stagione che ho adorato, compresa la terza e la quinta che non piacciono a molti, ma questa stagione grida vendetta.
Ps: ma siamo sicuri che Deb ha scoperto che Dex è un serial killer? Potrebbe solo aver visto che è in grado di uccidere uno psicopatico che gli aveva rapito e minacciato di morte il figlioletto. Io preferirei fosse cosi, per me la scoperta che Dex potrebbe essere diverso da come tutti lo vedono dovrebbe essere graduale e sottile.
Mi ritrovavo ad unnuire e pronunciare “geniale” pensando agli autori….
Cosa è successo quest’anno??? Cosa si sono bevuti mentre scrivevano questa stagione??
Bella l’idea del killer con lo sdoppiamento della personalità…ma la costruzione è caduta dopo 5 minuti…perchè mai???
Dexter che invia un videomessaggio???? Pure il padre si è rifiutato di commentare la cosa…!!!
E poi..Dexter che decide di far fuori Travis nella chiesa dove Debra gli aveva appena detto di andare…non ci volevo credere….potevano scriverlo direttamente nel titolo.
(Non vi sembra che manchi quasi una puntata??)
Spero in un miracolo per la settima stagione!!!!
Sara ha scritto:
Beh, effettivamente l’hanno scritto nel titolo… Non riesco ad immaginare un evento più simile alla fine del mondo per Dexter che essere scoperto per quello che è realmente dalla sua adorata sorellina.
Spero piuttosto che nella prossima stagione se la giochino bene e non mandino tutto in vacca.
(cioè, non più in vacca di quanto non abbiano già fatto).
Ah, e vorrei spezzare una lancia (o un arpione, visto l’incipit della puntata) per il povero Travis Marshall. Va bene, la scelta di casting di Colin Hanks non è stata azzeccatissima ma probabilmente si cercava un cattivo con la faccia comune da bravo ragazzo, ed Hanks figlio quella faccia ce l’ha innegabilmente. Ok, forse è l’unica faccia che ha… Però il cattivo Travis ha avuto un vantaggio che gli altri “cattivi di stagione” non avevano: è completamente pazzo. E da un pazzo fanatico religioso che farnetica della fine del mondo puoi aspettarti di tutto. Ad un certo punto avevo quasi cominciato a temere per la sorte di Harrison…
Va bè, ci si rivede per la settima.
Claudio ha scritto:
sono d’accordo in parte. nel senso che un pazzo come Travis non si era mai affacciato a questa serie, ma è stata proprio la faccia da bravo ragazzo avuta per mezza stagione (quindi trasformando il personaggio in una macchietta), che ha reso poco credibile l’esplosione di follia nella seconda parte. Considerando che comunque la follia era descritta nei dialoghi perchè come dici tu, Hanks non ha cambiato la sua espressione al cambio del personaggio. Ci sono diversi caratteristi che fanno la fame in America che avrebbero saputo e potuto interpretare quel personaggio in maniera sublime lasciando assaporare tutte le sfumature, ma purtroppo non sono figli di attori famosi, quindi non hanno spazio. Tralasciando le polemiche, speriamo che alla settima sappiano fare un casting call come Dio comanda (cosa abbastanza facile visto che un bassotto di 4 mesi reggerebbe alla grande il confronto con Hanks).
Fabrixio ha scritto:
Ovviamente hai ragione, un Travis Marshall qualunque scompare al confronto con “cattivi” come Trinity. Ma secondo me il personaggio aveva del potenziale. Forse non è stato sfruttato al meglio, dato che gli autori potevano permettersi di far fare qualsiasi cosa ad un pazzo furioso come lui ed invece si sono limitati al copione del maniaco religioso che segue il suo schema “fine-di-mondo”… O forse perchè un attore come Colin Hanks non è nemmeno degno di lustrare le scarpe al signor John Lithgow…
@ Claudio:
chiedo scusa a tutti ma a me il padre è antipatico e il figlio lo ritengo inutile per la razza umana
LO ODIO!!!!
io direi che non è degno neanche di lustrare le scarpe al lustratore di scarpe del commercialista di Lithgow