hmd 8x08 screencap

House M.D. – 8×08 – Perils Of Paranoia

Quanto è importante ciò che pensano gli altri di noi? Quanta autostima è necessaria per ammettere apertamente le proprie paure, per rivendicare le proprie opinioni? Fino a che punto è possibile distinguere la realtà dall’impressione?
Insicurezza e ipocrisia sono le protagoniste di questo episodio, midseason finale di una stagione finora a sua volta un po’ incerta e un po’ ambigua.
C’è chi si sente escluso e chiede rispetto, chi si sente solo ma non vuole una mano e chi ha nascosto un arsenale dietro alla cucina perché “non si sa mai”.

Si comincia con Tommy, avvocato di medio successo che ha cominciato la carriera con delle brutte esperienze nell’Health department ed evita da allora di mangiare tutto ciò che non sia stato preparato in casa propria. Sua moglie accetta questa fissazione senza darle troppo peso, ma quando Adams e Park trovano una stanza segreta piena di armi nel bel mezzo di casa, il sospetto che la prudenza di Tommy sia in effetti indice di paranoia è inevitabile.

I timori di Tommy scatenano il dibattito anche al di là della differenziale: possedere un’arma o possedere una stanza piena di armi sono cose diverse, ma la vera differenza sta nel motivo che spinge la gente a procurarsi oggetti del genere e onestamente non saprei dire se sia preferibile la ragione dell’avvocato o quella di Adams. Tutto dipende probabilmente da quale sia il bersaglio nel caso di Adams.
Devo ammettere che mi ritrovo nei panni di Park, in questo ambito: non vorrei mai un’arma da fuoco a portata di mano, finirei sicuramente per impallinarmi un piede.

Interessante vedere anche le reazioni di tutti all’idea dello sfacelo della società: chi lo considera più improbabile paradossalmente è proprio Adams, che dopo anni a contatto con i carcerati dovrebbe avere imparato a nutrire meno fiducia nell’umanità e nella sua capacità di autocontrollo.
Forse anziché il cinismo è stato alimentato il suo rispetto per le autorità… peccato non sia cresciuto anche il rispetto per i colleghi: lo scontro con Park dimostra quanto entrambe siano infantili, ma è decisamente Adams a fare la figura peggiore, grazie all’ipocrisia che trasuda da ogni battuta.
L’insicurezza di Park non sembra un tratto molto coerente del suo personaggio, ma forse il problema è che non è chiaro se teme di non essere apprezzata come persona o di non essere considerata un medico all’altezza del resto del team. Il dubbio sorge perché a parole dovrebbe essere il secondo caso, e sarebbe pure verosimile, ma nei fatti lei si comporta come se a darle fastidio sia che gli altri la escludono, manco fossero un gruppo di amici al bar.
Ormai è chiaro che la parte femminile del cast è quella più debole: sia a livello recitativo che per quanto riguarda lo spessore dei personaggi, le due nuove arrivate non riescono nemmeno lontanamente a colmare il vuoto lasciato da Cuddy, Thirteen o Cameron.
La rivalità tra loro potrebbe funzionare come spunto ancora per un po’, ma sospetto che finirà per risultare presto seccante anche per House, che non potendo mettere in pratica la soluzione a base di Jelly-O finirà per licenziare entrambe. O almeno ci proverà, dato che le quote rosa vanno in qualche modo colmate… In ogni caso, spero che dopo la pausa si torni con un po’ più di consapevolezza dei limiti di questi personaggi e che si usi un pennello un po’ più fine e definito per tratteggiarli.

Sul fronte maschile questa volta i riflettori sono puntati su Foreman, di nuovo coinvolto in questioni di cuore, su cui sorvolo appositamente per protesta.
Possibile che non sappiano pensare ad altro, per quanto lo riguarda? Si sono proprio dimenticati che è un neurologo? Fa piacere comunque vedere che almeno non si sono dimenticati di lui completamente e che quest’anno continua a fare capolino, episodio dopo episodio: il ruolo di nuovo dean gli calza bene, anche nel suo stargli stretto – perché è evidente ormai che gli sta stretto, soprattutto da quando c’è di nuovo House in giro a fornirgli un termine di paragone in termini di coolness dell’atttività lavorativa.
Molto ben risucite le dinamiche con Taub e gli scambi con Chase: a loro ormai basta poco per entrare in sintonia, un po’ come alla coppia Wilson e House.

Lo so che sono gli anni passati insieme a fare la differenza, ma è innegabile che la chimica per alcuni c’è stata fin dall’inizio, mentre per le ragazze di questa ottava stagione la magia fatica ancora a funzionare.
Non so cosa pensare dell’ultimissima svolta, poi, con la proposta di Park a Chase: colto di sorpresa, lui ha accettato, ma dubito fortemente che vedremo degli sviluppi in questa direzione dopo Natale… E tornando al tasto dolente della coerenza dei nuovi personaggi, non so se considerare Park più ingenua o più stupida; certo è che la sua spudoratezza ha messo in difficoltà sia Chase che Adams, che chiaramente nutre un certo interesse per il collega. Onestamente però spero che nemmeno questa coppia si formi. Anzi, spero che nessuna coppia si formi. Insomma, si è capito che le storyline di cuore mi hanno decisamente stufato? (la verità è che la huddy che c’è in me è ancora arrabbiatissima)

Chiudiamo sull’ultima storyline, quella che come al solito vede House e Wilson farsi i dispetti e che guadagna l’onore dello screencap: simpatici come al solito, molto divertenti in particolare a casa di House, ma anche per questo aspetto dell’episodio qualcosa stona.
Come è possibile che siano “già” così affiatati e intimi e complici e in vena di farsi i giochetti dopo che Wilson non è andato a trovarlo in prigione per otto mesi e dopo che House lo ha quasi investito quando ha distrutto la casa di Cuddy?

Sono passate poche settimane al Plainsboro ed è come se nulla fosse.
Sì, ci sono varie battute sparse che ci ricordano che House è stato in prigione, ma è come se tutto si limitasse a questo, alle battute, al dirlo ad alta voce, senza mettere in pratica questa consapevolezza, senza affrontare la realtà in modo diverso rispetto a questo nuovo elemento nella storia dei personaggi.
Il problema della stagione per me è proprio questo. Non sono stati brutti episodi, anzi, ci sono stati anche degli ottimi esempi e anche questo non è affatto male. Ma manca qualcosa, e credo che si tratti di questo, della strada annunciata che poi non è stata imboccata.
Con il primo episodio in prigione sembrava che la storia avesse preso una certa piega, ma in seguito non si è sviluppato quasi nulla in quella direzione.
La prigione, l’incidente, la solitudine di House e le sue ragioni vengono richiamati nei dialoghi, ma non vengono approfonditi; è il problema dello “show don’t tell” ed è la prima volta che capita in una serie come House M.D., che non ha mai avuto delle fortissime trame orizzontali ma è sempre stata capace di mostrarne il cuore in modo chiaro, anche nei periodi in cui facevano davvero solo da sfondo.

Ma forse è solo paranoia… Voi che ne dite?
Per questa volta le stelline sono “solo” tre e mezza, con la speranza che l’anno nuovo porti un po’ di concretezza e di coerenza. L’appuntamento è per il 23 gennaio, con Better Half!

Nusta

Perennemente affamata di storie, ama divorarle in grandi abbuffate ma anche gustarsele piano piano, assaporandone ogni capitolo. Che siano lunghe o corte, semplici o ingarbugliate, surreali o realistiche, che siano dolci, amare, aspre o dal sapore misto, che siano delle vecchie compagne o delle novità assolute, dopo un primo assaggio convincente le è difficile abbandonare a metà la portata. Talmente difficile che a volte la si potrebbe definire narrativa-dipendente. Se ci fosse una cura, comunque, non la vorrebbe affatto.

11 Comments

  1. Grazie Nusta, ti ho letto con piacere da cima a fondo e mi trovo generalmente d’accordo con te su tutta la linea. Adams e Park sono arrivate in un momento troppo debole della serie per riuscire come personaggi perfetti: Thirteen arrivò in pieno House-boom e l’intuizione di condannarla a morte certa fu una perfetta cartina al tornasole per i comportamenti e le convinzioni del suo capo. Queste due ad House non possono insegnare nulla, non sono narrativamente alla sua altezza: lo vedo più a proteggerle o a stimolarle che non a confrontarcisi in maniera diretta e produttiva. E c’è qualcosa in Charlene Yi che non mi convince, mentre Odette Annable interpreta un personaggio un po’ (tanto) spocchioso, e quindi il suo modo di fare ci si abbina piuttosto bene.

    Io sono una fan con le fette di prosciutto sugli occhi e continuerò a guardare House anche quando sarà una schifezza (metà fandom già lo pensa, e posso dire di averne un’esperienza abbastanza diretta per altre vie) e quindi anche ora sono in realtà fiduciosa che il drama arriverà, che i guai arriveranno, che la profondità arriverà. Soprattutto se questa ottava si dovesse rivelare l’ultima stagione.

    In generale però, e qui mi riferisco all’intera prima metà di stagione, c’è da apprezzare un certo sforzo di coerenza, di ricostruzione di un House MD che l’anno scorso aveva rischiato (ma anche preso direi) uno scivolone pericoloso: House e Cuddy sono stati il mio sogno di anni, e quando ho avuto quello che volevo ho sperato che fosse tutta una fantasia mia. House aveva perso di smalto e Cuddy era diventata una manipolatrice che invece di capirlo e amarlo per quello che è, cercava di farne qualcos’altro (inconsciamente, ma così è). Tutto questo ha inciso seriamente su tutto il resto: sull’essere medico, genio tribolato, sul dolore, sulla sfida con se stesso.

    In questa ottava stagione invece ritrovo un House che sta pian piano venendo ricostruito, e secondo me la bromance con Wilson è tornata subito sui binari usuali per favorire questa manovra, e per lasciarsi indietro il più presto possibile gli errori tattici della settima stagione. Il tutto supportato dal fatto che Wilson è sempre stato dalla parte di House dopo il break-up: ha sempre pensato che Cuddy stesse sbagliando, che gli avesse promesso delle cose che poi non ha mantenuto. Quindi credo che il cazzotto della 8×02 sia stato adeguato per fargli capire quanto cretino sia stato House a combinare la grossa idiozia della 7×23, e mi va anche bene che i due siano di nuovo amici.
    Per il resto, voglio proprio vedere (e ora veramente lo aspetto con ansia) il drama. Sono sicura che il 2012 ce ne porterà.

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  2. E’ vero la parte femminile è al momento il punto debole della stagione, che comunque continuo ad apprezzare e che è capace ancora di episodi emozionanti (faccio riferimento in particolare al precedente e alla premiere).
    Però devo fare un appunto alla sempre ottima Nusta perché non ha accennato all’introduzione di quella tematica che gli scrittori esploreranno in futuro senza dubbio, quella del rapporto di House con suo padre, come viene mostrato nelle ultime immagini dell’episodio, con Greg che tiene in mano e osserva pensieroso la spada di John House (tra l’altro, non era quella che aveva usato per tagliare il collo della bottiglia di champagne da bere con Cuddy?). Ora, siccome suo padre è morto, mi aspetto che venga fuori il nodo del suo rapporto con lui come può essere riflesso nel rapporto con sua madre o anche il famoso padre biologico che suppongo non sia mai stato introdotto nella serie per difficoltà a reperire un attore adatto (così come è stato per il fratello di Wilson, che doveva essere Ethan Hawke, probabilmente saltato per questioni di cachet troppo alto). Questa è una strada che gli autori vogliono seguire e che mi intriga tantissimo. Forse House sta rivalutando la figura del padre che l’ha allevato , altrimenti non si spiegherebbe l’attenzione con cui sembra custodire le sue memorie.
    Per quanto riguarda la settima stagione, io dissento da Ale: l’esplorazione del rapporto tra i due l’ho trovata bellissima nella prima parte della stagione, poi dopo la rottura gli autori hanno spinto troppo sul rancore tra i due alienandosi il supporto dei fan della coppia. Il fatto che la Edelstein non ci sia più ha impedito di “chiudere” in un certo senso questo rapporto e rimane il rammarico.
    Tra l’altro, adesso che mi sono messo a seguire The Good Wife anche per via di L. Edelstein, mi sono ritrovato in una situazione simile nella serie dei Kings ed ero curioso di vedere la loro tanto decantata abilità nel tratteggiare le psicologie dei personaggi (commento degli Huddies amareggiati: “Quelli sì che sanno come scrivere i personaggi…”). Beh, magari il sodalizio Alicia -Will avrà ancora molte cartucce all’arco, ma, fino a quando era durato, l’esplorazione della coppia House -Cuddy mi era sembrata molto più intrigante. Immagino questo sia perché non vedo la chimica tra i due avvocati.
    Ma qui si parla di un’altra serie quindi mi fermo qui.

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  3. anche per me il problema è quello “della strada annunciata che poi non è stata imboccata”, e me ne dispiace.
    spero però che gli autori vogliano approfondire la questione del rapporto di House con il padre, cosa già vista in “Parents” e che ritorna sul finale di questo episodio.
    di Adams e Park abbiamo già detto: non funzionano.
    @ klatu:
    anche per me la coppia House Cuddy era molto più intrigante della coppia Will Alicia, e anch’io tra i due avvocati vedo zero chimica. Se solo ripenso invece alla scena finale di “Help me”… maledizione!

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  4. Ragazzi, scusate, sapete quando verrà trasmesso il prossimo episodio? Riprenderà anche lui a gennaio? Che depressione queste pause natalizie prolungate :-)

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  5. @ Raffa:
    23 gennaio.Sì, le pause così lunghe sono uno strazio.

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  6. Una serie che ha superato la frutta da un pezzo. Tutti i personaggi più interessanti sono andati via, o sono stati reclusi nello sgabuzzino, vedi Foreman. L’unica possibilità di ridare vita ad una epopea ormai morta, ovverto House in una casa circondariale, è stato abbandonata al terzo episodio. Per fortuna non ci sarà una nona seria. Rest in peace, Greg.

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  7. Avercene di serie alla frutta che sfornano un episodio come Dead and Buried…
    Poi va da sé che al quasi duecentesimo episodio gli spettatori fedeli riconoscono benissimo i meccanismi.

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  8. klatu ha scritto:

    @ Raffa:
    23 gennaio.Sì, le pause così lunghe sono uno strazio.

    No, che tristezza… in un botto si rimane orfani per settimane delle nostre serie tv preferite… Mi consolerò con i dvd :-)

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  9. Io vorrei soltanto capire qual è la strada annunciata che non hanno percorso. Non hanno annunciato nessuna strada.

    klatu ha scritto:

    Avercene di serie alla frutta che sfornano un episodio come Dead and Buried…

    Concordo in pieno, Klatu. In pieno.
    Se si esclude qualche cosa sui canali via cavo, “House, MD” rischia di essere ancora il meglio che passa la televisione. A otto anni dall’esordio.

    Rispondi

  10. ale ha scritto:

    Queste due ad House non possono insegnare nulla, non sono narrativamente alla sua altezza: lo vedo più a proteggerle o a stimolarle che non a confrontarcisi in maniera diretta e produttiva.

    Una sintesi perfetta!

    House aveva perso di smalto e Cuddy era diventata una manipolatrice che invece di capirlo e amarlo per quello che è, cercava di farne qualcos’altro (inconsciamente, ma così è).

    verissimo, e ti dirò che da Cuddy non me lo sarei aspettata: preferisco anche io credere che la maternità abbia modificato le sue aspettative e le sue esigenze senza che lei ne prendesse pienamente coscienza, perchè lei è sempre stata una delle persone che capivano House e conoscevano anche i suoi lati più nascosti e al momento di promettergli che l’avrebbe accettato “per intero” io le avevo creduto. (@Daphne: Help Me T_T )
    Invece poi è stato evidente che la sindrome da crocerossina ha preso il sopravvento….

    Per il resto, voglio proprio vedere (e ora veramente lo aspetto con ansia) il drama. Sono sicura che il 2012 ce ne porterà.

    Speriamo!

    klatu ha scritto:

    Però devo fare un appunto alla sempre ottima Nusta perché non ha accennato all’introduzione di quella tematica che gli scrittori esploreranno in futuro senza dubbio, quella del rapporto di House con suo padre, come viene mostrato nelle ultime immagini dell’episodio, con Greg che tiene in mano e osserva pensieroso la spada di John House (tra l’altro, non era quella che aveva usato per tagliare il collo della bottiglia di champagne da bere con Cuddy?).

    Non avevo proprio capito! Cioè, non mi ricordavo affatto che fosse un oggetto di suo padre, pensavo che fosse quella l’oggetto di scena della storia raccontata a Wilson… La scena assume tutt’un altro spessore, in quest’ottica, e a questo punto mi aspetto anche io come Daphne un approfondimento del tema (anche se è sempre stato uno di quegli argomenti “accennati” nel corso di tutta la serie, più evidenti di tanto in tanto, ma mai “sfogati” in pieno, e mi sa che le intenzioni degli autori siano di farlo restare più che altro sfumatura…)

    Per quanto riguarda la settima stagione, io dissento da Ale: l’esplorazione del rapporto tra i due l’ho trovata bellissima nella prima parte della stagione, poi dopo la rottura gli autori hanno spinto troppo sul rancore tra i due alienandosi il supporto dei fan della coppia. Il fatto che la Edelstein non ci sia più ha impedito di “chiudere” in un certo senso questo rapporto e rimane il rammarico.

    Comunque a me Cuddy manca anche come personaggio a prescindere dal rapporto “sentimentale” con House. Foreman finora non ha avuto modo di fare davvero il dean con House, non ci sono stati scontri seri, anzi sembra faccia di tutto per tenere House “tranquillo”, mentre Wilson fatica a reggere il peso di essere l’unico pear in circolazione al Plainsboro.

    Pogo ha scritto:

    Io vorrei soltanto capire qual è la strada annunciata che non hanno percorso. Non hanno annunciato nessuna strada.

    Se siccome evito di spoilerarmi, può anche darsi che gli autori avessero detto che la prigione sarebbe durata solo il tempo della premiere, ma per quello che accade esclusivamente on screen sembrava che il cambiamento fosse molto più marcato, sia a livello di location che a livello di relazioni: abbiamo cominciato in prigione, con un House più solo che mai, rispetto ai suoi legami passati, ma nell’arco di quaranta minuti avevamo già nuovi punti fermi ben definiti all’interno del carcere. Perchè non usarli per un altro paio di episodi?
    Poi scopriamo che nessuno è andato a visitarlo e che tutti hanno proseguito la loro vita senza di lui, ma nel giro di pochissimi episodi siamo di nuovo con gli stessi personaggi e le stesse relazioni di potere e di amicizia/subordinazione (Foreman è l’unico che ha cambiato posto, ma nel rapporto con House non sembra affatto un capo, tantomeno un pear).
    Dopo aver messo in campo certe premesse, il fatto che si ritorni allo status quo così rapidamente è un peccato. Non dico che non sia verosimile, non sottovaluto la capacità di “perdono” di Wilson o di menefreghismo di Chase o Taub, e mi aspettavo che si sarebbe tornati al Plainsboro col vecchio team, ma è un peccato come occasione sprecata: avevano una prigione e un House abbandonato e degli “abbandonatori” di vario genere e coinvolgimento emotivo e non li hanno raccontati abbastanza, ecco.

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