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Dalla parte del divano – House M.D.

Eccoci qua a “Dalla parte del divano”, la rubrica che amplifica i vostri stati d’animo, soprattutto la noia. Dopo aver capito, dai commenti della puntata scorsa, che andare a letto la sera non rientra nelle vostre priorità, oggi infangheremo un altro grande nome del pensiero occidentale per cercare di snocciolare i ruoli attanziali di chi guarda House M.D.

House M.D. è forse, insieme a Desperate Housewives, la serie più sputtanata del mondo. Tante stagioni (otto), tante puntate (centosettantasette), tanti passaggi su reti generaliste italiane, una fanbase nostrana trasversale e amplissima, un personaggio “troppo” carismatico per non far storcere il naso ai puristi e  una struttura di fondo molto simile: il caso della settimana verticale e la trama orizzontale – tra l’altro struttura condivisa da altri capolavori come Fringe, quindi adesso non esageriamo.

Bene, tutto vero, cari miei. Peccato che Gregory House è esattamente come dovrebbe essere un medico. Almeno secondo quel gran giusto che è (era) Anatole Broyard, IL critico letterario più influente del secolo scorso. Anatole Broyard ha scritto quintali di critiche ma pochissima narrativa, giusto tre racconti. Nel Paziente visita il dottore, meravigliosa autobiografia del suo declino, l’autore, ormai settantenne, descrive le frequenti visite con un urologo, sostenendo l’importanza della parità culturale tra professionisti. Se io sono il campione del mondo di letteratura, anche il mio medico dev’esserlo per l’urologia. Se io sono intelligentissimo, brillante e stronzo, specularmente dovrà agire anche lui. Non voglio una gerarchia, ma un confronto.

Broyard, di fatto, vuole proiettare se stesso nel suo dottore, che dev’essere un genio cattivo, con poca (e allo stesso tempo molta) capacità relazionale, un gusto perverso per i mind games e tanta tristezza nel cuore. Dunque o questo, o questo. Peccato che House, di pazienti come Anatole Broyard, non ne abbia mai incontrati. E se li incontrava, avevano il lupus.

IL SOTTOTRAMISTA

Il sottotramista ormai non fa più caso alle sfide mediche del team, e neanche ai rapporti principali tra House e Cuddy (eccola che si intorta Sam Seaborne nel pilot di West Wing) o House e Wilson o House e Thirteen o House e Foreman o House e qualsiasi altra persona. Guarda le puntate stringendo un cuscino a forma di cuore con l’immagine di Chase e Cameron con una croce a pennarello tutta sbavata disegnata sopra, piange ogni volta che pensa a quel tenero orsacchiotto infedele di Taub e si ricorda a memoria tutti i compagni di House nell’ospedale psichiatrico all’inizio della sesta stagione e i carcerati all’inizio dell’ottava.

 L’IPOCONDRIACO

L’ipocondriaco è convinto di avere tutte le malattie curate nella serie. I suoi amici gli hanno spiegato che non è che tutta questa gente si ammali continuamente di morbi sconosciuti, è che tutti quelli che lo sono vengono spediti apposta da House. Ma nulla. Il problema è che, analizzando le quasi duecento puntate, qualsiasi sintomo, QUALSIASI, può essere riconducibile a una malattia terminale.

Nonostante questo, l’ipocondriaco non riesce a scollarsi dallo schermo, trovando pace nella quasi totalità di successi del team di diagnostics. I suoi amici, per prenderlo per il culo, hanno creato il finto sito del Princeton Plainsboro Teaching Hospital e lui ha già scaricato tutte le brochure ed è pronto per partire alla prima sudarella o dolorino all’alluce destro.

IL FAN DI KAL PENN

Potrà sembrare strano, ma un’intera categoria è costituita dai fan di Kal Penn. E c’è un motivo ben preciso per questa monomania. Da quando Pietro Sermonti è passato con disinvoltura dal ruolo del dottor Guido in Un medico in famiglia a quello del dottor Giorgio in Boris, gli attori che cambiano serie, carattere, personaggio ma sostanzialmente rimangono medici hanno fatto breccia nel cuore di tutti gli appassionati. Dopo aver preso delle gran mazzate da House, Kal Penn adesso si limona Robin in HIMYM. Anche se nel frattempo ha fatto qualcos’altro.

QUELLO CHE LO GUARDA SU ITALIA 1

Quello che lo guarda su Italia 1 non sa che Chase ha un adorabile accento australiano. Non sa che Foreman quando pronuncia la “s” la strascica sempre. Chiama Thirteen “Tredici”. Quando Wentworth Miller (la maggior parte di voi se lo ricorda così) fa la sua apparizione nella terza puntata dell’ottava stagione, anche il suo nome viene tradotto e il nostro amico crede che esista un attore che risponde al nome di “Ne è valsa la pena mugnaio”. Ma soprattutto dice: “la Cuddy” con l’articolo davanti. Ma quando mai, QUANDO MAI, qualcuno al mondo dice sempre “la Cuddy”, in tutte le frasi? Ma che razza di doppiaggio?

QUELLO CHE FA LA GAG “IT’S NOT LUPUS”

Basta. Basta. Basta informarsi un po’ per capire che è perfettamente naturale che non sia lupus. Il lupus eritematoso sistemico si manifesta con un’eruzione cutanea a forma di farfalla sulla faccia. Sembra abbastanza semplice da diagnosticare, quindi c’è poco da prendere per il culo.

Quelli che fanno la gag “It’s not lupus” guardano le puntate di House con la maglietta “It’s not lupus” e fanno il drinking game con gli amici ogni volta che House dice “It’s not lupus”. Quando un paziente avrà davvero il lupus, probabilmente smetteranno di guardare la serie per sempre.

E voi? In che modo guardate House M.D.? Ma soprattutto, lo guardate o è troppo sputtanato? Evviva i giudizi di valore, evviva Two Broke Girls!

Jacopo Cirillo

Jacopo Cirillo ha sempre scritto solo di libri, poi un giorno si è svegliato e ha pensato, sai che c'è, scrivere di serie tv è molto più divertente. E si è messo a scrivere di serie tv. Poi però si è sentito un po' in colpa con gli amici di Finzioni, e allora, dai, facciamo fifty fifty. E così è stato.

44 Comments

  1. va ce c’era stata la puntata dove era veramente lupus alla fine
    verso la terza o la quarta serie
    dove alla fine House dice “well, i guess it was really lupus after all”

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  2. Ma se non ricordo male c’è stato davvero un caso di Lupus!
    IO non appartengo a nessuna di queste categorie, appartengo a quella “Hugh Laurie per tutta la vita” riguardandomi ogni scena in cui fa qualcosa di stupido o crudele, ma lo fa talmente bene che dico sempre ad alta voce “io amo quest’uomo, che attore meraviglioso” .
    Adoro House, davvero, ma House è Laurie, togli lui togli tutto.

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  3. Cuddy (eccola che si intorta Josh Lyman…): intortava Sam Seaborne…!

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  4. No va beh dai, io ho smesso di guardarlo per via dell’ipocondria…

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  5. io sono un misto tra quello che lo guarda us italia 1 e quello del lupus.Lo guardo su italia 1 perchè non ce la faccio a vedere un altra serie in contemporanea;inoltre è un rito a casa mia riunirsi per vedere House e imprecare contro chi passa in cucina disturbando la visione.
    E sì sono tra i possessori della t-shirt “It’s not lupus”.è una gag immortale secondo me.

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  6. strano ma non faccio parte di nessuna di queste categorie, sono una di quelle che guarda House perchè mi sta terribilmente simpatico lui e il suo (old) team. Però lo ammetto, le battute sul lupus mi fanno troppo ridere

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  7. Io da studente di medicina la puntata me la guardo cercando di anticipare diagnosi e esami da fare a House. Può essere divertente specialmente quando sei sotto esame e becchi un episodio con la patologia ripetuta la mattina!

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  8. Io sono tra quelli che hanno iniziato a guardare House in italiano, ho visto le prime 3 stagioni sul divano con mia madre, entrambe appassionate ai medical drama grazie a quell’apripista che è stato E.R.
    In seguito le ho recuperate tutte in originale, godendomi gli accenti di House e Chase, appassionandomi alle storie e odiando Cameron (sì, la trovavo insopportabile).
    Considero le stagioni dalla 4 alla 7 le migliori, sto facendo un po’ di fatica ad appassionarmi a quest’ultima… però House è House, e House è Hugh Laurie, e noi lo amiamo.

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  9. cordelia ha scritto:

    Ma se non ricordo male c’è stato davvero un caso di Lupus!
    IO non appartengo a nessuna di queste categorie, appartengo a quella “Hugh Laurie per tutta la vita” riguardandomi ogni scena in cui fa qualcosa di stupido o crudele, ma lo fa talmente bene che dico sempre ad alta voce “io amo quest’uomo, che attore meraviglioso” .
    Adoro House, davvero, ma House è Laurie, togli lui togli tutto.

    Perfettamente d’accordo!! U____U anche io sono “Hugh Laurie per tutta la vita” XD

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  10. …e in Harold & Kumar Kal Penn è un medico mancato (suo padre e suo fratello sono dottori e si aspettano che lo diventi anche lui ma lui non vuole)! non ci avevo mai fatto caso, è tutto collegato!!

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  11. @kaw visto? Chissà quale sarà il prossimo ruolo di Kal Penn! Forse proprio il dottore di Un medico in famiglia, magari il figlio non riconosciuto di Kabir Bedi, che qualche stagione fa furoreggiava con la famiglia Martini

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  12. Manca la categoria di quelli che continuerano a guardarlo fino allla fine anche se non ne possono più, perché ormai ci hanno investito troppe ore della loro vita.

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  13. Manca la categoria “favolisti” : quelli che non lo hanno mai visto, che ci hanno girato per caso e che alla vista di Jennifer Morrison hanno gridato “Emma!!!”, hanno attirato l’attenzione degli altri presenti, e alla domanda “chi” hanno risposto serafici “la figlia di Biancaneve no!?”

    Non che mi sia successo, eh :P

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  14. @ Jacopo Cirillo: il fatto che entrambi sappiamo che la famiglia si chiamava Martini e che c’era Kabir Bedi getta un’ombra di sfiducia su Serialmente…

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  15. E no caro, altro che facile da diagnosticare, il lupus è una brutta bestia: ricordo una studente con tremila sintomi strani e contrastanti che andavano avanti da almeno UN ANNO e un collega che una mattina ci dice: “Sembra sia lupus”. Giuro che ho faticato a non scoppiare a ridere. Comunque, non era lupus. Come dice House,non è mai lupus e House is always right.

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  16. Ah, dimenticavo: mancano un sacco di categorie nella lista, non ultima quella di un sacco di donne che guardano House per gli occhi azzurri di Laurie, perché bisogna ammettere che due fanali azzurri così non se ne sono mai visti in giro. Soprattutto se accoppiati a una verve e a una intelligenza brillante e tagliente (e che non è solo del personaggio).
    E non sottovaluterei neanche i maschietti un po’ sfigati che pensano che se il papà di Stuart Little è riuscito a diventare un sex symbol, allora c’è speranza anche per loro.

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  17. “La Cuddy” è giusto. Tutti direbbero “la Cuddy” in italiano essendo il suo cognome. Il problema è che avrebbero dovuto essere coerenti e dire “la Cameron”. Invece no, la Cameron è sempre stata “Cameron”, e questo non ha senso.

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  18. Laz ha scritto:

    “La Cuddy” è giusto. Tutti direbbero “la Cuddy” in italiano essendo il suo cognome.

    prendiamoci comunque cinque minuti per realizzare quanto sia sessista la nostra lingua, o il nostro modo di usarla. “la cuddy” sarà anche usato, ma non c’è nessuna regola che imponga di anteporre l’articolo femminile al cognome delle donne.

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  19. io sono uno di quelli che spera che l’ultimissimo episodio inizierà con un Vero caso di Lupus

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  20. @ psychokinesis:
    anch’io! Il lupus all’ultimo episodio LO PRETENDO.
    Io House lo guardo, ma non rientro in nessuna delle categorie. Perché lo guardo ancora, nonostante questa (finora) brutta ottava stagione? Non so rispondere. Ah sì: per recensirlo su Serialmente. Vabbé, anche un pò per sapere che ne sarà di quell’uomo le cui vicende umane mi stanno ancora a cuore. Per il resto, come cantava Bowie: “the rest can go to hell”.
    Cmq qualche malattia ogni tanto me la sono autodiagnosticata, guardando la serie. E in effetti Laurie è il motivo per cui ho la forza di sopportare persino Adams.
    Però ci terrei davvero a conoscere qualcuno che ha il cuscino con Chase e Cameron (odio perpetuo) e/o è fan di Kal Penn (disturbo perenne).

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  21. Anche io ho smesso per ipocondria. E un pochino di noia, ma soprattutto ipocondria. Credo.

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  22. lupus! lupus! lupus! :-P
    nel finale ce lo devono mettere… anche se c’è già stato… lo rivogliamo!
    anch’io iniziai a seguire il telefilm su Italia1 e andai avanti per un bel po’, quasi fino alla quinta stagione, recuperando man mano i vari episodi in lingua originale… doppiaggio e adattamento, pur con i vari difetti e difettucci, li ho sempre trovati dignitosi, ma la programmazione a un certo punto si fece indegna… stavolta però non me la sento di tirare i pomodori addosso a nessuno in particolare perché hanno avuto il grande merito di farmi scoprire la serie quando ancora non avevo ‘sta gran Adsl e di fare scorpacciate di episodi recuperando abbastanza in fretta ciò che mi ero persa…
    per il resto credo che quasi ogni spettatore di House appartenga a molte categorie diverse, non tutte citate nell’articolo… per esempio gli occhi azzurri di Hugh Laurie hanno giocato un bel ruolo anche per me :-D (oltre ovviamente alla bravura dell’attore e alla natura atipica del personaggio)

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  23. Guardo “House, MD” perché è semplicemente geniale (la serie, la scrittura, tutto).

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  24. Non mi piace come sono scritti questi articoli. Il tono del recensore suscita in me antipatia, come se volesse fare il simpatico a tutti i costi.
    E comunque l’articolo determinativo può essere usato davanti ai nomi propri femminili, quando sono adoperati in registro familiare-affettivo, ma non davanti ai nomi propri maschili.

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  25. secondo me nell’ultimissimo episodio house stesso scoprirà di avere il lupus :)

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  26. @Laz per una questione di pratica linguistica, dire “la Cuddy” è giusto, per carità. Ma parlando di doppiaggio italiano, mi sembra che strida un po’ con tutti gli altri precedenti. Non ricordo, a memoria, una serie o un film americano doppiato con questa cosa. Tanto più che Cuddy non è semplicemente il capo di House. Non che sia un male, per carità, semplicemente è una cosa che mi ha sempre colpito!

    @klatu @raffa ovviamente le categorie non sono esaustive! Ce ne sarebbero mille altre che invito tutti ad aggiungere.

    @ChimPanZzZ de gustibus :)

    @kaw voglio fare con te una maratona di Un medico in famiglia e godere di quando Elio Germano faceva “Er pasticca” e si intortava Margot Sikabony

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  27. @ Jacopo Cirillo: ER PASTICCA ERA ELIO GERMANO? mi arrendo all’enormità di un medico in famiglia.

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  28. Jacopo Cirillo ha scritto:

    @Laz per una questione di pratica linguistica, dire “la Cuddy” è giusto, per carità. Ma parlando di doppiaggio italiano, mi sembra che strida un po’ con tutti gli altri precedenti. Non ricordo, a memoria, una serie o un film americano doppiato con questa cosa. Tanto più che Cuddy non è semplicemente il capo di House. Non che sia un male, per carità, semplicemente è una cosa che mi ha sempre colpito!

    Lasciando da parte l’eventuale questione sessista… io faccio fatica a ricordare un esempio in cui l’articolo non venga usato. In realtà non mi viene in mente niente con dei cognomi in assoluto. Qualcuno ha un esempio extra-House? Sarebbe un “pugno nell’orecchio” che salterebbe subito all’attenzione. Come appunto Cameron (che non salta davvero finché non si pensa che è il cognome).

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  29. Quoto Pogo sui motivi per vedere House e aggiungo che un personaggio così è semplicemente unico. Poi potrà anche essere odioso a molti, per carità, ma ha una forza iconica fenomenale. Credo che un merito supplementare vada al formidabile interprete.

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  30. @ klatu:
    beh sì. Ripensando alle 8 stagioni, non c’è stato un solo momento in cui il personaggio House mi abbia delusa, lo hanno creato e sviluppato davvero coi controcazzi. Detto e ridetto, ma l’interprete è formidabile (e quest’anno avrebbe dovuto vincere l’Emmy).
    Proprio per questo però vorrei che gli autori facessero un ultimo sforzo in questa 8a stagione.

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  31. Mi manca Cuddy.
    Comunque l’ultimissimo episodio è bellissimo.

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  32. Nel prossimo articolo di cosa si parlerà?…qualche spoiler?

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  33. Non mi manca Cuddy, Klatu.
    E l’ultimo episodio è straordinario.

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  34. Io l’ho sempre retta poco, ho guardato (mi pare) la seconda stagione e basta, in una delle mille repliche di Italia 1… Però complimenti per la rubrica, davvero spassosa!!

    Solo un appunto: il LES (lupus eritematoso sistemico) è davvero un casino da diagnosticare, perchè il rash malare al volto è presente solo in una minoranza dei casi!! E si può manifestare davvero con mille e un sintomo, per questo ad House piace tanto!! :D

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  35. Io sono nella categoria “aspetto una bella battuta di Hugh Laurie ad ogni puntata… anzi, più ce ne sono, meglio è”. Ogni tanto i casi mi annoiano, quindi mi interessa di House.

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  36. Probabili categorie minori: :-P

    - “Quelli che aspettano trepidanti le scene delle ‘amate’ visite di House in ambulatorio”… certo hanno perso un po’ di mordente nel corso degli anni, ma spesso si rivelano infinitamente migliori del caso della settimana :-)

    - “Quelli che aspettano di scoprire qualche altro altarino su Wilson”; dopo le ninfe del bosco, chissà che altro ci nasconde quell’uomo xD

    - “Quelli che aspettano di (ri)vedere qualche scena come si deve nell’appartamento di House” … ora non più molto, ma nelle prime stagioni quell’appartamento era un’istituzione… non solo il suo rifugio, ma quasi un’estensione della sua anima… poi è diventato semplicemente un posto dove abitare, non so se rendo l’idea…

    - “Quelli che vogliono rivedere House con il gameboy e la tv portatile a guardare le soap opera e i teen drama” (citava pure The O.C. … lol :-D)

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  37. @jacopo cirillo: geniale taggare “lupus”! lo faccio anche io nella recensione della 8×07, grazie dell’idea! ;)

    klatu ha scritto:

    Comunque l’ultimissimo episodio è bellissimo.

    sottoscrivo in pieno!

    Rispondi

  38. Guardo House dalla seconda stagione.
    iniziato in COLLEGIO al primo anno di università, tra sei mesi sono alla seconda laurea: ci sono diventata adulta, con House.
    Seconda stagione in italiano. Compro convulsivamente i cofanetti e guardo le puntate in maniera disordinata, cinque a sera, certe sere rifaccio il giro ripartendo dall’inizio.
    Finalmente arrivo ad averle viste tutte. Inizia la terza stagione.
    Finisce.
    Inizia la quarta e si interrompe prima di House’s Head /la puntata dell’incidente con l’autobus/
    Mi rompo della programmazione scema di Mediaset perché mi sono involontariamente spoilerata su Youtube, e ora non posso resistere senza SAPERE.
    Conversione all’inglese. Insieme al mio beniamino Wilson, lascio un pezzo di cuore nella stanza dove muore Amber.
    Sottotitoli in italiano.
    Poi sottotitoli in inglese.
    Poi niente.
    Poi di nuovo sottotitoli in inglese per essere SUPER sicura di non perdermi nessun riferimento al più oscuro simbolo pop-cultural. ma solo alla seconda visione, perché la prima E’ QUELLA LIVE dagli Stati Uniti.
    Di notte.
    Alle 3 fino allo scorso anno, poi alle 4.
    E finisco a fare fanvideo, che è la cosa più tremendamente patetica che un fan nerd ossessivo possa finire a fare, a parte incorniciare il pennarello con cui Hugh Laurie mi ha fatto l’autografo (sul suo CD Blues) quando gli ho PARLATO a maggio scorso, a Parigi.
    Nel frattempo, esaurisco la filmografia di Hugh Laurie, e scopro Stephen Fry.
    Scopro altresì un mondo di ingleserie di qualità (Peter’s Friends!).
    E mi viene una paura della madonna all’idea che l’ottava stagione sia l’ultima. Cazzarola, che ne sarà dei miei martedi notte?
    Credo di avere una malattia, aiutatemi.

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  39. @ ale:
    Dai, è una bella malattia. Ma vedrai che sopravvivi. Tutto finisce e si passerà ad altre ottime serie, sempre ricordando che il primo grande amore rimane insuperato e un personaggio così non si può rimpiazzare (almeno per chi l’ha amato davvero). Troppo totalizzante.
    Ma l’attore è davvero troppo bravo per sparire e troppo intelligente per fare cose di basso livello. Staremo a vedere cosa tirerà fuori..

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  40. Ho visto e stravisto le prime tre serie in italiano perché c’è stato un periodo che continuavano a farle su Fox Italia. Risultato: le ho imparate a memoria. Dalla quarta in poi ho iniziato a vederle in inglese.
    Stagioni che mi sono piaciute di più: quarta e quinta, l’inizio della sesta, sono secondo me dei capolavori. La cosa però che mi piace di più di House MD è il fatto che ci sono certi episodi veramente profondi per quanto riguarda messaggio e significati, spesso anche commuoventi.

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  41. ale ha scritto:

    Credo di avere una malattia, aiutatemi.

    è lupus

    Rispondi

  42. C’è poco da ridere… sto rivedendo le primissime stagioni in lingua e per la prima volta in otto anni inizio a sentirmi i sintomi più strani e penso di avere le malattie più improbabili… eh sì, alla fine l’ansia e l’ipocondria hanno colpito anche me :-D

    Rivedendo in inglese episodi che avevo visto solo in italiano ammetto che il divario c’è… i doppiatori non sono male (specie il compianto Di Stefano), i personaggi principali hanno timbri di voce molto simili agli attori originali, magnifica poi la voce italiana di Cuddy che regala al personaggio una sensibilità che spesso, nel corrispettivo inglese, non ha… però nell’adattamento qualche cosuccia c’è, per esempio nelle prime cinque stagioni ho notato la fastidiosa tendenza a “depurare” i dialoghi… “ass” tradotto come “bottom” e simili… termini colloquiali e informali che da noi diventano forbiti… nella sesta invece con mia sorpresa si erano scatenati 8) …

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