Misfits 3x03 - Episode Three

L’idea all’apparenza è tanto semplice quanto geniale: in uno show di supereroi non possono mancare i fumetti. Tuttavia il primo indizio che il connubio sia meno naturale di quanto possa sembrare a primo acchito l’aveva fornita Heroes, ma coglierlo non era cosa facile in mezzo alla lunga lista dei problemi che affliggevano la serie. Se nemmeno però Misfits riesce a confezionare un buon episodio di ispirazione fumettistica la questione si può ritenre chiusa una volta per tutte.

 

Nuvolette disadattate

Le dinamiche supereroistiche cartacee trasportate su pellicola di rado funzionano, anzi limitando l’analisi al piccolo schermo i successi si riducono al lumicino mentre abbondano i fallimenti o le escursioni nella comicità involontaria. Misfits ha saputo ritagliarsi finora una proprio spazio nella casella delle eccezioni rinunciando al taglio supereroistico sia nella narrazione che nella concezione delle trame. Non c’è epica nel racconto, né grandi minacce o piani, quanto piuttosto una bizzarra quotidianità in cui i poteri risolvono i problemi tanto quanto collaborano a crearne. Una rielaborazione al di fuori degli schemi che unita al peculiare umorismo ha consentito alla serie di ricevere un apprezzamento trasversale.

 

Misfits non si è tuttavia completamente privata degli elementi più classici del mondo dei supereroi: per quanto alcuni episodi riescano egregiamente a funzionare senza la presenza di una minaccia dotata di poteri, non sono mancati gli avversari con superpoteri. Il supercriminale di Misfits è in ogni caso lo specchio del supereroe, quindi grottesco e guidato da motivazioni bislacche, si pensi al tatuatore o all’emulo di Grand Theft Auto. È ad ogni modo la trama di future-Simon a rappresentare la principale invasione nel territorio più classico nell’epica della calzamaglia tra costumi e identità segrete, una storyline molto diversa dalle altre affrontate dalla serie soprattutto per il tono, decisamente più drammatico, ma che ha funzionato molto bene grazie all’attenzione con cui è stata dosata.

 

Questo matrimonio non s’ha da fare

L’episodio di questa settimana è la conferma che inserire i fumetti in una serie tv sui supereroi non è una grande idea.
Per prima cosa la componente supereroistica ha preso drammaticamente il sopravvento sul resto, snaturando la narrazione. Il naturale cazzeggio dei protagonisti finisce in secondo piano relegato in piccole parentesi, sorta di siparietti a se stanti all’interno di una narrazione che d’improvviso si prende sul serio. L’attenzione è infatti monopolizzata da Simon e dalle sue avventure in costume, che non solo lasciano poco spazio alle altre vicende, ma peccano anche di originalità. Peter, il villain introdotto per l’occasione, ha un potere poco ispirato -la manipolazione della realtà attraverso il disegno di pagine di fumetto- e soprattutto già visto. In aggiunta, manca di motivazioni e parla per stereotipi: il suo tentativo di separare Simon e Alisha sarebbe dettato dalla nozione appresa sui comics che le relazioni sentimentali finiscono solo per complicare la vita del supereroe.

 

L’intenzione presumo fosse quello di realizzare un episodio metareferenziale, ma il risultato fa acqua da tutte le parti. È inconsistente la premessa -Peter invece che usare il suo potere per approcciare una ragazza le ruba una borsa e finisce al Community Center- ed è incomprensibile la conclusione, con il villain che è artefice della propria sconfitta e del fallimento del suo piano senza che ciò si in qualche modo motivato con un accenno a un’improvvisa redenzione o altro. La sua morte, scontata dal momento della scoperta dell’identità segreta di Simon, arriva così senza alcun pathos.

 

Dell’episodio non resta molto altro. Rudy continua a sembrare un alieno, il suo personaggio è divertente e ben interpretato, ma manca di interazione col resto del gruppo: se il suo potere fosse quello di poter essere visto e sentito solo dagli spettatori poco cambierebbe nell’economia della serie. Prosegue infine sullo sfondo la storyline sentimentale tra l’uomo dei poteri e Kelly incastrata in due brevissime scene.

I momenti da Misfits, insomma, sono pochi, e la mancanza si avverte terribilmente.

 

Claudio Magistrelli

"Sono sempre stato, e rimango, una spaventosa testa di cazzo, un uomo cattivo, che gode nel vedere quelli migliori di lui trascinati nella polvere." Sono parole di Mordecai Richler, messe in bocca al suo memorabile Barney Panofsky. Ma se non le avesse già usate lui ne richiederei il copyright per farne la mia biografia. Invece mi limito a citare.  
Claudio "Clod" Magistrelli

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Commenti
31 commenti a “Misfits – 3×03 – Episode Three”
  1. Holmes scrive:

    Personalmente la cosa che ho apprezzato di più è il “nazi-promo” dell’episodio successivo (e ovviamente Rudy, che preferisco nettamente a Nathan)…Continuo a non capire nulla del paradosso temporale di Simon che deve salvare o non salvare Alisha e gli sceneggiatori non fanno granchè per chiarire le cose. Il fatto che non ci sia neanche in questa puntata un abbozzo di trama orizzontale mi lascia supporre che anche quest’anno avremo 8 episodi a sè stanti e focalizzati a turno su uno o più personaggi: andava bene per 2 stagioni, ora sarebbe il caso di dare una rinfrescata a questa serie; ok, le battute sboccate mi piacciono, ma serve qualcosa in più, a mio avviso.

  2. Vega scrive:

    D’accordissimo con la recensione. Citando il grande Califfo, aggiungo: “Non ho detto gioia, ma NOIA NOIA NOIA”. Il peggior episodio di questa stagione e in generale di tutte e tre.

  3. ioio10 scrive:

    ed è incomprensibile la conclusione, con il villain che è artefice della propria sconfitta e del fallimento del suo piano senza che ciò si in qualche modo motivato con un accenno a un’improvvisa redenzione o altro.
    Io ho capito (magari male) che Peter ha voluto farsi uccidere apposta per “salvare Simon”. Mi spiego: sapeva che Simon sarebbe tornato indietro nel tempo per salvare Alisha così ha ricreato una situazione pericolosa per lei in modo che Simon potesse salvarla ed evitare di tornare indietro nel tempo morendo. E’ stato utile? Probabilmente per niente, ma nella mente (bacata) di Peter, aveva un senso e non mi sembra quindi, sempre dal suo punto di vista, un fallimento.

    Per il resto concordo, si sono visti episodi (molto) più brillanti, ma nonostante tutto, è sempre un piacere seguirla in mezzo a mille serie mediocri.

  4. Clod scrive:

    @ ioio10: interpretazione plausibile, resta comunque da capire perchè farsi uccidere invece che disegnare una qualunque altra minaccia, chessò un orso, le cavallette o gli alieni.

  5. ioio10 scrive:

    @ Clod:
    LOL sarebbe stato anche più comico in effetti, avrei gradito l’ipotesi alieni, considerando che ormai mancano solo quelli xD Ma credo che, data la sua fissa con gli supereroi, forse abbia proprio voluto salvare la situazione morendo da eroe “per il bene dell’umanità”. Mah.

  6. clem scrive:

    Ciò che amavo di Misfits era la capacità di aver reso l’elemento dei superpoteri ironico, non autocelebrativo inserendolo in una assurda quanto plausibile quotidianità. E ora Simon mi si trasforma in un vero supereroe? O almeno questo è quello che si sta prefigurando. Non che non ci sia ironia anche in questo (vedi il viso illuminato di Simon quando mostra fiero ad Alisha la propria mano bendata l’ho trovato volutamente ridicolo).
    E poi non mi è piaciuto il fatto che la decisione di Simon di salvare la tuta e insieme la sua “missione” sia stato deciso da qualcun’altro (perché così ho letto la vicenda del fumetto), facendo perdere sostanza al suo personaggio e alle conseguenze che questa decisione comporterà.
    Un 2,5 condiviso in pieno.

  7. Luca scrive:

    Ma per quale motivo non funzionerebbe il binomio fumetto-serie tv o fumetto-pellicola (quindi cinema?) ? E dove sarebbe la mancanza di pathos nella morte di Peter? Mi sembra chiaro che si sacrifichi affinchè il suo eroe possa continuare ad essere se stesso, addirittura scrivendone la sceneggiatura, evitando però che la sua donna si metta tra lui e la sua missione. Cosa si pretende di più empatico da un personaggio che passa il suo tempo chiuso in casa, alieno dal mondo a disegnare? Poi la questione della borsa, non può averla rubata prima della tempesta e quindi della scoperta del potere?
    3 puntate della nuova stagione 3 momenti dell’adolescenza: il dolore di un cuore infranto nella prima, la scoperta della sessualità nella seconda, l’autoalienazione nella terza. L’errore, secondo me almeno, sta nel considerare Misfits una serie naif sui supereroi, quando invece parla sempre e comunque del passaggio dall’età adolescenziale a quella adulta. Forse lo si guarda troppo con gli occhi degli adulti, magari ci si è dimenticati come si era prima dei 18.

  8. Memmo scrive:

    ioio10 ha scritto:

    ed è incomprensibile la conclusione, con il villain che è artefice della propria sconfitta e del fallimento del suo piano senza che ciò si in qualche modo motivato con un accenno a un’improvvisa redenzione o altro.
    Io ho capito (magari male) che Peter ha voluto farsi uccidere apposta per “salvare Simon”. Mi spiego: sapeva che Simon sarebbe tornato indietro nel tempo per salvare Alisha così ha ricreato una situazione pericolosa per lei in modo che Simon potesse salvarla ed evitare di tornare indietro nel tempo morendo. E’ stato utile? Probabilmente per niente, ma nella mente (bacata) di Peter, aveva un senso e non mi sembra quindi, sempre dal suo punto di vista, un fallimento.
    Per il resto concordo, si sono visti episodi (molto) più brillanti, ma nonostante tutto, è sempre un piacere seguirla in mezzo a mille serie mediocri.

    Io invece ho capito proprio il contrario (ma sono solo ipotesi). Credo che Peter fosse un vero sfegatato di fumetti e una prerogativa dei fumetti super-eroistici è proprio il sacrificio dell’eroe. In questo modo spiego il suo “suicidio” per uscire di scena come eroe. In più credo che in realtà non abbia fatto altro che incrementare l’obiettivo di Simon: diventare il Future-Simon; perché sapeva che Alisha prima o poi avrebbe convinto Simon ad abbandonare l’intento e non tornare indietro nel tempo. Questo spiega l’ultima scena in cui Simon nasconde il vestito da super eroe. Creando la vignetta in cui non rinuncia alla sua seconda identità, Peter non fa altro che costringere Simon a proseguire nel suo intento. Questa volta da vero super eroe con identità nascosta a tutti.

    Ma il promo-Nazi darà un continuo della seconda stagione? Perché mi ricordo dell’ebreo che era tornato indietro nel tempo per uccidere Hitler.

  9. Psi scrive:

    Fondamentalmente, tutto si regge sul fatto che Peter ha una mente tremendamente bacata -un presupposto che possiamo tranquillamente accettare, presumo-. Ha vissuto l’infanzia vivendo nel magico ed epico mondo dei superpoteri, e l’ion storm ovviamente gli ha dato il potere a lui più congeniale. Poi trova un supereroe “vero”, ed agisce di conseguenza. Viene rifiutato ma, dato che NON PUO’ ESSERE che un supereroe nella realtà non vada incontro al suo destino, crea tutta una storia rudimentale, malamente epicheggiante in cui il tizio in questione salva la tizia, riesce a vivere con lei MA salva la tuta anche se di fatto l’ha bruciata, una sorta di ridicolo monito del destino. Insomma, la conclusione ha senso, dal punto di vista di Peter, solo ed esclusivamente nell’ottica di rendere la realtà di Simon simile alla sua malata visione di come dovrebbe essere il mondo dei supereroi. Lui si trasforma in supoereroe e muore non perché la sua morte fosse necessaria, ma perché così crea una storia, rende vero il film che si è fatto nella sua testa.
    La cosa che veramente ho apprezzato dell’episodio -e che secondo me è il suo grande punto di forza- è l’aver posto a forza una componente seria, drammatica (tutte le scene disegnate da lui hanno un tono molto “peso) che nulla, ma proprio nulla ha a che fare con la realtà dei misfits -si veda la scena in cui Simon lascia Alicia, lui arriva lì iperserioso e lei non lo prende minimamente sul serio fino a che non capisce che, per qualche ragione incomprensibile, fa davvero sul serio-. Ho apprezzato anche il gioco che gli sceneggiatori fanno con gli spettatori: scene come quella appena ricordata e il “would you like to be my best friend?” suonano malissimo allo spettatore, gli fanno credere che la sceneggiatura sia clamorosamente scaduta, ma poi c’è il ritorno di fiamma nel momento in cui si capisce come mai le battute suonavano così stonate, in modo che possa pensare “Ah, l’avevo detto che quella scena aveva qualcosa di strano!”.(Per inciso, tecnica simile è stata usata nella immensa quarta puntata di PsychoVille, quando l’investigatore appare completamente un inetto anche per una serie del genere e poi vien fuori che è un attore). Nessuno dei misfits voleva una deriva supereroica del genere che chiaramente è stonatissima con la stagione, ma la bellezza dell’episodio sta proprio nel far vedere l’assurdo dell’inserimento di una componente del genere, come proprio no, nel mondo dei misfits non ci sta a far nulla, e qua parte ovviamente la satira supereroistica: cose del genere nella vita dei supereroi reali non accadono!
    In tutto questo, si gioca moltissimo con l’ambigiutà di Simon: da una parte proprio no, non è il tipico supereroe, è solo uno che sta imparando a saltare sui muri, ma dall’altra va su di giri pensando al suo destino, ed è decisamente eccitato all’idea di entrare nel suo ruolo. Questo, tra l’altro, è un’altra cosa che, nelle scene stonate, rende in qualche modo credibile la patetica sceneggiatura: forse era davvero così schizzato che è bastato un piccolo imput per farlo sbarellare… ma invece no. E anche sì però, perché nel sottosuolo bene o male ce lo porta di sua spontanea volontà il tizio, e gli brillano gli occhi a pensare che, come un “vero” supereroe, dovrà morire per salvare qualcun altro.

    Sulla rece:
    “sorta di siparietti a se stanti all’interno di una narrazione che d’improvviso si prende sul serio”
    Proprio no, non si prende minimamente sul serio! La serietà è tutta derivante dalle scene “forzate”, ed è pensata apposta per stonare, per dare l’impressione di ridicolo.
    “manca di motivazioni e parla per stereotipi”
    Certo che parla per stereotipi, ma non solo: pensa e agisce per stereotipi e, grazie al suo potere, rende la realtà uno stereotipo; è cresciuto a pane e fumetti, non potrebbe fare altro, è questo il suo personaggio: un personaggio delineato da stereotipi, ma non stereotipato: lo stereotipo è quello che lui ha in mente, non è certo lui come mente malata…

    “È inconsistente la premessa -Peter invece che usare il suo potere per approcciare una ragazza le ruba una borsa e finisce al Community Center”
    Al di là del fattore “macchissenefrega”, essendo uno che vive nel mondo dei fumetti è realistico che abbia una morale tale da non togliere in questo modo il libero arbitrio a una ragazza… ma è realistico che lo tolga a Simon, dato che il suo comportamento va contro tutto ciò che è la sua realtà supereroistica…

    “La sua morte, scontata dal momento della scoperta dell’identità segreta di Simon, arriva così senza alcun pathos”
    Il punto è che, per come l’ho letta, era scontato che morisse, non era scontato che morisse in quel modo come conseguenza del suo desiderio che rendere reale una storia epica; quando vedi perché lo fa il pathos arriva da solo, io mi sono sentito davvero male per lui…

    “Peter, il villain introdotto per l’occasione, ha un potere poco ispirato -la manipolazione della realtà attraverso il disegno di pagine di fumetto- e soprattutto già visto”
    Al di là che uno come me che non segue i supereroi non l’ha già visto, secondo me non è importante l’originalità, poiché voleva solo essere il pretesto per rendere ridicolmente drammatica e mis-fit una buona metà della puntata, e questo sì che è originale…

    Della conclusione ho già detto sopra…

    Difetti:
    -il gruppo va e strappa i disegni; ma poi va via?? Cioè, è ovvio che ne farà degli altri!
    -quest’anno le dinamiche di gruppo stanno sotto zero…
    -Rudy, meglio se non c’era; come in House, io sono per la drastica riduzione dei personaggi; meno ce ne sono per me meglio è…
    -ho sentito la mancanza della scena in cui il gruppo reagisce alla notizia che il tizio che gli ha picchiati è stato Simon… lo avranno capito spero, dopo aver strappato i disegni.

    Appunti:
    -Ma perché Simon va a capifitto contro un avversario che sa che può scrivere il futuro? Perché lui può manipolare il futuro, ovviamente.
    -La storia di Kelly sarà pure scontata, ma a me non dispiace…

  10. Rex Lozuresky scrive:

    Come fate a dire certe cose, la scena del pestaggio a fumetti è magistrale. Bell’episodio, e questa stagione si conferma la migliore.

  11. Monik scrive:

    Dissento in toto con la recensione e mi trovo molto d’accordo con la disamina di Luca che aggiunge al mio pensiero ulteriori interessanti considerazioni sui tre temi delle tre puntate, di cui lo ringrazio. Sarà che la bellezza sta negli occhi di chi guarda, ma io ho trovato questo episodio davvero interessante e ben fatto. Io ho sempre percepito Misfits come una serie molto profonda e piena di spunti sul comportamento adolescenziale. Gli inglesi non sono mai banali nelle sceneggiature, riescono a trasmettere qualcosa sempre, anche quando, sembra di assistere ad un telefilm cazzaro. Mi rendo conto che magari non tutti lo notano, o si approcciano alla visione allo stesso modo ed è un peccato perché credo che questa sia la vera forza di Misfits. Infine mi dispiace ma io trovo Rudy inseritissimo e molto più parte del gruppo di quanto lo fosse Nathan, ma questo mi pare che lo avesse notato anche qualcun’altro se non vado errata. Ad Ogni modo lo ritengo un migliorativo della serie e non un peggiorativo. L’unica cosa che davvero mi fa un po’ storcere il naso è che troppa poca continuità (per ora) e certe cose vengono tirate un po’ via, ma si può sempre migliorare.
    Per ultimo vorrei dire che è geniale anche il tipo che vende i superpoteri. Da spacciatore di droga a spacciatore di poteri, in Misfits niente mai è lasciato al caso, per questo lo adoro.

  12. fluorocromo scrive:

    a me è piaciuta più della precedente.
    Secondo me il fatto che rudy non sia ancora parte del gruppo è voluto, non a caso per più di una volta nell’episodio gli fanno dire “I’m the new”, in un certo senso mi aspetto che prima o poi accadrà qualcosa che lo renderà parte integrante, nel frattempo a me piace e le scene in cui c’è il suo doppione sono veramente divertenti.
    d’altronde sarebbe stato ancora più assurdo se già dal terzo episodio, avessero iniziato a trattarlo come se fosse stato sempre uno di loro.

  13. Clod scrive:

    Risposte sparse.
    Per quanto mi riguarda era chiaro dallo sguardo di Simon che fosse sotto il controllo di qualcosa o qualcuno e visto che 10 minuti prima si era visto Peter disegnare non è stato difficile fare 2+2. E sarà che mi sento chiamato in causa, ma delineare un appassionato di fumetti come uno che riesce ad affrontare la realtà solo mediandola attraverso le pagine di ciò che legge vuol dire creare uno stereotipo, siamo dalle parti del Comic Guy dei Simpsons.
    Altra questione, il potere: non è roba fumettistica, Heroes è andata avanti non so quanto con l’amico di Hiro che trovava in edicola i fumetti che raccontavano le loro vicende. Forse era il pittore a realizzarli, boh, non ricordo.
    Serietà: l’episodio si prende tremendamente sul serio. Non c’è una sola battuta in tutta la vicenda del supereroe, Alisha non contesta a Simon il fatto che vada in giro conciato come un idiota a saltare sui tetti, ma lo riprende perchè rischia di farsi male e finirà per farsi ammazzare. Ogni altra avventura dei Misfits ha avuto una componente ironica che qui è totalmente assente, se si esclude l’irruzione nei bagni di Rudy.
    Capitolo Rudy: trovo normale che non sia entrato all’interno del gruppo, ma a me pare avulso proprio dalle dinamiche della narrazione. Al di là del primo episodio a lui dedicato finora è stato utilizzato come un saltimbanco che pronuncia volgarità al solo scopo di far ridere lo spettatore. Chiariamoci, mi piace un sacco come personaggio, ma nella seconda visione dell’episodio l’ho immaginato invisibile e buona parte dell’episodio funzionava lo stesso.
    Sulla metafora dell’episodio: un nerd appassionato di fumetti che passa la vita in casa, ha difficoltà d’approccio con l’altro senso e vorrebbe tanto un amico a cui far vedere la collezione di Judge Dredd. Via, questo è Milhouse, mica un’analisi sull’alienazione.

    L’episodio mi ha ricordato molto Unbreakable. E probabilmente non mi è piaciuto per lo stesso motivo per cui non ho amato il film.

    Ah, la frase iniziale. Di film/serie tv in grado di riprodurre il feeling supereroistico se ne contano proprio pochi. Il primo Spider-Man. Il recente X-Men. E i Batman di Nola, ma già loro sono bordrline, il secondo soprattutto è un ottimo film che funzionerebbe anche come thriller senza Batman/Joker.

  14. David scrive:

    Scusate, possibile che non avete capito che quella che voi chiamate “seriosità” dell’episodio è proprio dovuta al fatto che tutte le azioni dei personaggi fossero dettate da Peter?
    nello stesso senso la morte del fumettista, da lui stesso messa in atto è un sacrificio per lui necessario per far diventare Simon il supereroe che sarà, per farlo crescere.
    Mi chiedo come si possano fare commenti se non si è capito neanche il filo conduttore dell’episodio, boh…

  15. CaptainSpaulding scrive:

    Io mi trovo d’accordo con la recensione. Temevo una digressione negli archetipi nerdosi da fumetto già dall’apparizione di Future Simon dell’anno scorso, infatti l’epicità di questo episodio mi ha ricordato più prodotti americani che il misfits di GTA ecc.
    Il tono drammatico c’era e non era sempre sdrammatizzato nel ridicolo per contrasto (lo era, ad esempio, quando Simon ha lasciato Alisha); purtroppo ci vedo comunque una certa sterzata verso quelle stesse illusioni fumettistiche che l’episodio introduceva.
    Spero che non si lascino sopraffare da queste intenzioni da SUPER-eroe e tornino ad essere i cazzoni di cui mi innamorai alla prima stagione (anche se il fatto stesso di avere dei poteri scelti e di usarli consapevolmente sancisce un’evoluzione innegabile del format).

  16. Psi scrive:

    Clod ha scritto:

    Per quanto mi riguarda era chiaro dallo sguardo di Simon che fosse sotto il controllo di qualcosa o qualcuno e visto che 10 minuti prima si era visto Peter disegnare non è stato difficile fare 2+2.

    Ma la prima volta vedi il fumetto dopo la scena del best friend, quindi poteva benissimo essere che lui disegnava scene vissute.

    Sulla seriosità: io non ne ho trovata, a me è sembrato tutto molto ridicolo: come se ci fosse sempre l’elemento cazzeggiante, solo che a tratti viene coperto dalle forzature di Peter, ed è proprio qui che gioca l’episodio, sul contrasto cazzeggio/seriosità indotta.Clod ha scritto:

    delineare un appassionato di fumetti come uno che riesce ad affrontare la realtà solo mediandola attraverso le pagine di ciò che legge vuol dire creare uno stereotipo

    Lui non media la realtà, -se mediasse la realtà tramite i fumetti avremmo un personaggio che per conto suo si comporta come se fosse in un fumetto, con regole di comportamento prese dai fumetti, cosa che non è- lui la crea; prima si fa tonnellate di film mentali e poi li impone al mondo e, già detto, l’episodio gioca proprio sul contrasto/amalgamamento di questa realtà imposta su Simon e Alicia…

  17. Memmo scrive:

    Be’, però se si definisce stereotipo il fumettista, allora non è la prima volta che Misfits agisce così: per esempio il pazzo che crede di essere in G.T.A; non è stereotipo l’uomo che gioca così tanto ai videogiochi da credere di esserne in uno?
    Secondo me questa serie ha i suoi difetti ma gli spettatori sono pronti a selezionarli più delle scorse serie.
    Per me l’unica pecca pecca è Rudy, ma non come recitazione ecc; ma perché è messo lì ed è usato solo come mezzo comico. Spero, ma son sicuro, che prima o poi faranno una puntata basata sul suo collocamento all’interno del gruppo… anche perché non si spiega perché se lo portino dietro nonostante sia un vero disastro (come la scena dell’allarme) Nathan lo era, ma ormai gli altri gli volevano bene.

  18. suigi88 scrive:

    clem ha scritto:

    Ciò che amavo di Misfits era la capacità di aver reso l’elemento dei superpoteri ironico, non autocelebrativo inserendolo in una assurda quanto plausibile quotidianità. E ora Simon mi si trasforma in un vero supereroe? O almeno questo è quello che si sta prefigurando. Non che non ci sia ironia anche in questo (vedi il viso illuminato di Simon quando mostra fiero ad Alisha la propria mano bendata l’ho trovato volutamente ridicolo).

    Non sono d’accordo. La questione “supereroe” non è creata dalla mente di Simon, non è lui che vuole diventare supereroe, ma è Peter che lo vorrebbe tale. Anche perché, come scopriamo alla fine dell’episodio, ogni cosa è stata disegnata, creata dal fumettista.
    Sento molto scetticismo intorno a questa terza serie, e non ne vedo motivo. Misfits rimane,a mio avviso, uno dei migliori prodotti in circolazione…io ci vedo ancora quella originalità e quella freschezza che mi hanno fatto “innamorare” di lui.
    Il fenomeno Misfits non era incentrato solo su Natahan, si era sicuramente un valore aggiunto alla serie…ma a me Rudy convince. Direi di non soffermarci troppo su cosa non riusciamo a capire, su i conti che non tornano…sono sicura che, a tempo debito, gli autori sapranno illuminarci!

  19. crazy diamond scrive:

    Non mi trovo d’accordo con la recensione e sono d’accordo invece con quanto ha scritto Psi.
    L’episodio risultava “stonato” fino a un certo punto, all’incirca quando si scopre che Peter ha il potere di manipolare gli altri. I fumetti, a questo proposito, li ho vissuti più come un mezzo, per rendere Peter ancora più un nerd, ma avrebbero anche potuto usare la premessa della manipolazione mentale e sarebbe stata la stessa cosa. Come mezzo, però, a me è piaciuto molto, soprattutto nella scena finale del plot twist che io ho trovato geniale e che a mio parere ha fatto salire di almeno un punto il mio gradimento verso la puntata.
    Simon è sempre stato attratto dall’idea di diventare un supereroe (assolutamente in character, perchè ricordiamo che anche lui è un nerd tanto quanto Peter), ma probabilmente se non fosse stato manipolato sarebbero bastati gli occhi dolci e le implorazioni di Alisha per convincerlo a mollare tutto. E infatti, quando poi era rientrato all’appartamento dicendo alla fidanzata di aver bruciato la sua divisa da supereore, mentendole, io mi chiedevo cosa stessero facendo gli autori con Simon, che lui non si sarebbe mai comportato così, soprattutto con Alisha, perchè lui è l’onesto del gruppo. E invece si scopre che Peter ha manipolato tutto, anche la sua morte “eroica” (ai suoi occhi, ovviamente) affichè Simon continuasse anche in futuro a essere un superhero. In un certo senso, il destino di Simon resterà per sempre segnato da un pazzo nerd con la mente bacata e il To be continued del fumetto lo sottolinea bene. E questa premessa, a mio parere, è assolutamente misfitsiana.
    Un plauso alla colonna sonora di questo episodio, molto bella.
    Sono d’accordo con i difetti evidenziati da qualcuno più sopra. Voglio più trama orizzontale e basta episodi incentrati su un solo personaggio. Nelle scorse stagioni almeno si alternavano episodi di questo tipo con altri più corali. Per fortuna il prossimo sembra essere corale.
    Kelly, Curtis e Rudy in teoria non sanno che Simon è Superhoodie, però poi strappano i fumetti di Peter. Quindi ora lo sanno o non si sono nemmeno resi conto? questo è un buco che non è stato spiegato sufficientemente bene dagli autori.

  20. Tom scrive:

    l’episodio mi è piaciuto a metà…l’idea del villain che usa i disegni/fumetti per controllare gli eventi era abbastanza buona come idea, ma tutto questo discorso del supereroe durante tutto l’episodio mi ha fatto sentire come se non stessi guardando misfits. Mi spiego meglio: a parte qualche scena, il cazzeggio che era il punto di forza di tutta la serie è venuto a mancare ed era come se non fosse misfits, anche se tutti i personaggi erano lì (questo è quello che mi ha trasmesso l’episodio). Ho trovato geniale il fatto di mostrare la lotta tra Simon e gli altri attraverso le tavole dei fumetti…ma il resto è stato “normale” e per una serie “anormale” non è bello. Continuo a non capire il fatto di dover far comparire a forza Rudy. Mi piace il suo personaggio e in questo episodio più di altri ha avuto una caratterizzazione in più (il fatto di continuare a dire che è nuovo etc.) però alcune volte fa delle uscite senza senso e inutili: gli autori vogliono farcelo piacere a forza ma se continuano così a mio parere otterranno l’effetto contrario. Spero che nel prossimo episodio Rudy sia meno “forzato”, Per il resto io da questa serie voglio più cazzeggio e meno serietà…era per questo che amavo le 2 serie precedenti.

  21. the last observer scrive:

    la seconda è stata memorabile, nella top ten di misfists, questa ha toppato senza tema di smentita, il bimbominchia fumettaro è pessimo. In compenso bastano promo e sinossi della prossima puntata per farmi godere come un riccio, da più soddisfazione delle prime 5 puntate di terranova messe assieme, nazi e timeline alternative, praticamente il paradiso.

  22. Noodles scrive:

    io ho trovato l’episodio interessante. Tra i migliori di quest’anno. mi piace che abbiano ripreso il problema tempo-viaggi temporali e Simon come personaggio funziona sempre.

  23. Sound Sid scrive:

    Salve a tutti.
    A me, personalmente, è piaciuto l’episodio, soprattutto perché chiarisce una cosa: perché è così inevitabile che Simon torni nel passato a salvare Alisha, già di per sè salva?
    D’altronde i dubbi di Alisha ce li siamo posti tutti, e ,finalmente, ecco la risposta: le sue azioni , come supereroe, sono tracciate ora dai disegni di Peter. Anche la morte di Peter ricalca la futura morte di Simon (Alisha : “m’è sembrato di rivedere la tua morte”).
    A me piace molto Misfits, ho adorato inoltre la storyline di Future Simon, perché ha delineato nuovi tratti di questi due personaggi, perché ne ha valorizzato il cambiamento.
    Infine, a me il personaggio di Rudy piace molto.

  24. Alice Springs scrive:

    Mi trovo in accordo con Psi e crazy diamond.

    A me l’episodio è piaciuto, forse il migliore dei primi tre di questa serie. Ho trovato la storia lineare e senza sbavature; ho apprezzato l’idea di un nerd con fissazioni peggiori di quelle di Simon delle serie precedenti. Peter dopo la tempesta ha ricevuto un potere consono alle sue caratteristiche e con Simon ha trovato l’America, un supereroe in nuce al quale può far fare tutto ciò che vuole.
    Simon, quando non è manipolato da Peter, è coerente con se stesso, alla fine della seconda serie lui è quello che non vuole farsi pubblicità con il potere e che preferisce tenerlo nascosto. In più nel Christmas Special avevamo già visto Simon esercitarsi nel parkour, perchè è consapevole che egli sarà Superhoodie, prima o poi. In questo episodio, infatti, Simon è contentissimo di essersi tagliato una mano, ma allo stesso tempo è in imbarazzo (reazione coerente con il carattere di Simon) quando Peter scopre che lui è il suo salvatore.
    Quando Simon chiede a Peter di diventare il suo miglior amico, la scena sarebbe calzata a pennello a Simon dei primi episodi, si scopre subito che viene manipolato dai fumetti di Peter; così come quando lascia Alisha o picchia gli altri Misfits.
    Per quanto riguarda la conclusione. Peter sa che Simon non lascerebbe mai Alisha, ma sa anche che Simon è pronto a tornare indietro nel futuro per salvarla, e sa che a Simon piace l’idea di diventare Superhoodie. Quindi Peter fa in modo che tutto ciò che accade, dal rapimento di Alisha a Simon che conserva la maschera, sembri il più plausibile possibile per gli altri due, perchè se nessuno distruggerà i fogli, Simon sarà per sempre convinto che tenere la maschera sarà una sua decisione e Alisha sa che Simon l’ha bruciata, ma entrambi non sapranno mai di essere stati manipolati.
    Inoltre, Peter si è fatto uccidere dal suo supereroe in modo tale che Simon e Alisha siano convinti che quest’ultima sia salva e che non c’è bisogno di tornare indietro nel tempo. In più Simon è con l’idea di diventare Superhoodie alle spalle di Alisha.
    E così con un giro di sequenze, spiegazioni, condizionali e futuri anteriori viene anche “spiegato” il salto temporale di Simon: non tornerà indietro nel passato per salvarla perchè ormai Alisha è bella che salva.

    Per quanto riguarda gli altri Misfits.
    A me sembra che non sia Rudy il personaggio che non fa la differenza, ma Curtis! Kelly spacca vetri, aggiusta circuiti elettronici, Alisha tenta di recuperare Simon e Rudy, personalmente, mi fa ridere nella scena dei gemelli e quando tenta di consolare Alisha. Curtis che fa? Come in ogni episodio, non fa una ceppa.
    Quando li ho visti irrompere nell’appartamento di Peter mi sono detta: “eccoli che tornano in azione!”
    La storia di Kelly e Seth mi incuriosisce e l’ho trovata come un break tra un Simon e l’altro; azzeccatissima l’idea del pusher prima e anche dopo con i poteri; voglio vedere come svilupperanno la storia dei due e il personaggio si Seth, a mio parere, un ottimo personaggio.
    Le scenette di Rudy le apprezzo sempre di più, specialmente se accostato al probation worker, avrei voluto tanto vedere entrambi i Rudy al lavoro insieme.
    Un applauso alla scelta delle musiche, come sempre azzeccatissime!

    Giuro che non capisco una cosa, tanti parlano del fatto che mancano scene di cazzeggio. A me sembra che ci siano e che nelle due serie precedenti non che ce ne fossero di più. Voglio dire, Misfits è bello perchè sa alternare momenti di azione a momenti di cazzeggio, ma dire di volerne vedere di più snaturerebbe troppo la serie.
    Il promo del quarto episodio mi incuriosisce tantissimo e riprende la seconda serie, quando Seth dice di aver venduto il potere di Curtis di tornare indietro nel tempo per poter sparare a Hitler. Chissà cosa ci aspetta.

  25. martyinthesky scrive:

    the last observer ha scritto:

    la seconda è stata memorabile, nella top ten di misfists, questa ha toppato senza tema di smentita, il bimbominchia fumettaro è pessimo. In compenso bastano promo e sinossi della prossima puntata per farmi godere come un riccio, da più soddisfazione delle prime 5 puntate di terranova messe assieme, nazi e timeline alternative, praticamente il paradiso.

    Perettamente d’accordo.

    Poi troppo, troppo drama.

    Devo aspettare un’amica per la 3×04, altrimenti avrei fatto notte stasera aspettandola.

    Scusate, ma qualcuno sa perchè Sheehan ha lasciato il cast?
    Io avevo letto che voleva dedicarsi al cinema (e ok, ci sta), però poi vedo che stanno uscendo tutta una serie di robe introvabili su di lui, il continuo di una serie irlandese, un’altra serie che si intitola Demons never die… cinque minuti fa ho letto che farà parte del cast di Accused.. Ma, chesso, 8 merd*sissimi minuti per Misfits non li poteva proprio trovare? Anche solo per far uscire di scena Nathan con una scusa plausibile magari far passare UN episodio con lui e Rudy insieme per non dare l’idea del tanto martellato rimpiazzo?

    Fossi una produttrice di Misfits l’avrei già fucilato.

  26. Adebisi Lives scrive:

    Bello l’episodio, non la recensione. Innanzitutto il binomio fumetto-serie tv non è che non funziona solo perchè su Heroes la cosa faceva cagare. Qui anzi, il finale era molto ben fatto e per niente scontato, e badate bene di serie tv e film ne ho visti anche troppi. Rudy non ce lo vedo tutto sto fuori contesto come volete fare apparire, anzi, sta entrando man mano nelle simpatie. Di forzato in questa serie vedo altro, ma mi pare che gia dalle premesse a Misfits si perdoni tutto.

  27. Kosmo-Komic scrive:

    Io sono piu o meno o meno d’accordo sulla recenzione ma c’è da dire una cosa: il problema è la narrazione.
    Mi spiego: la continuità della storia sembra avere avuto grossa parte nella storia ( penso perche se non è così per me è solo riempitiva questa puntata) Perche Simon non rinuncia a salvare Alisha per colpa di Peter, anzi … se devo fare una teoria credo che sia stato proprio Peter a mettere Simon nella condizione di tornare indietro nel tempo per salvare lei! Perche Simon stava quasi per rinunciare a diventare “Future Simon”. Io la mia teoria l’ho espressa. Ora aspettiamo il prossimo episodio ( a proposito… Ma dai come i nazisti?! COME?!! Spero che gli autori non abbiano fatto una stupidaggine perche la cosa brucia eh!! Brucia! ) e vediamo come va a finire.

  28. Marcegallia scrive:

    Misfits è morto senza Nathan, c’è poco da fare.

    Dopo una prima serie perfetta e una seconda già claudicante (le idee cominciavano a scarseggiare e la solita struttura episodica cominciava a mostrare i suoi limiti) la terza ha segnato il definitivo tracollo.

    Mi spiace veramente perché ho amato la prima stagione alla follia.

    E’ stato breve ma intenso.

    Addio Misfits :-(

  29. Banjo scrive:

    Manca il tag “Misfits” di questa rece, in “Categorie”

  30. Banjo scrive:

    Ok a posto grazie! Fantastiche le vs. recensioni, aspetto con trepidazione quella dell’episodio 4! @ Banjo:

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