
Compromessi e strategie, scommesse e sotterfugi.
Nonostante siano i classici ingredienti, il risultato non è all’altezza dei precedenti e finisce per annoiare un po’, forse anche perché l’empatia che solitamente scatta per i pazienti questa volta non ingrana e anche sul fronte del team è ancora troppo presto per potersi interessare davvero al privato delle due nuove entry.
Il paziente della settimana è un ricco imprenditore che ha deciso di spostare la sua azienda in Cina: è l’unico modo per poter mantenere il controllo sull’azienda di famiglia (da 120 anni!), ma costerà il lavoro a tanti poveri onesti cittadini americani.
Dopo le solite millemila ipotesi e vari stadi di peggioramento, House ha il classico flash mentre parla di tutt’altro e la diagnosi è servita, giusto in tempo per l’apertura della borsa ed il rialzo dei titoli dell’azienda. Sappiamo che House ha i suoi interessi rispetto al fatto che la notizia si sparga in fretta, ma è strano vederlo così indifferente alle dinamiche familiari di Burton.
Colpisce però ancora di più il fatto che Adams ci tenga così tanto a fare la morale ai suoi pazienti. Nota bene House, che l’ha vista più di noi in prigione, che se non ha fiatato di fronte a stupratori ed assassini, dovrebbe riuscire a contenersi quando ha come paziente un CEO che opta per delle soluzioni economiche non in linea con le sue idee. Alla fine risulta davvero fastidiosa in questo frangente, soprattutto se consideriamo che dovrebbe essere valido anche per i familiari l’assunto costantemente rammentato ad House, ovvero che un medico non dovrebbe approfittare della vulnerabilità dei suoi pazienti per spingerli a fare scelte nei suoi interessi.
Senza addentrarmi nel complicatissimo tema della delocaalizzazione delle produzioni e del mercato del lavoro, due cose mi sono piaciute di tutta questa tematica: Park che fornisce una prospettiva opposta, segnalando molto pragmaticamente che al mondo ci sono posti in cui il lavoro minorile è una delle migliori opportunità per un bambino, e House che parla del patriottismo in mensa, rissumendo efficacemente in poche parole il concetto di relativismo culturale in campo economico-sociale.
A proposito di Park, vediamo in questo episodio come prosegue la sua storyline del pugno in faccia al suo capo: anche qui bisogna ammettere che non si riesce a raggiungere in generale un grosso livello di empatia, ma fa una gran tenerezza almeno quando la vediamo balbettare di fronte alla commissione, dopo l’intervento di House (che gridava da lontano un miglio “ti sto aiutando”, non c’era bisogno che Wilson ce lo spiegasse).
Inoltre guadagna punti temerarietà per aver osato scommettere con House e punti furbizia per aver capito di aver fatto una gran cazzata e per essere andata a chiedere aiuto a Wilson, l’esperto per eccellenza delle scommesse con House.
Decisamente meno interessante la storyline parallela di Adams: ci interessa davvero poco dei suoi spostamenti mattutini e onestamente tutta quella rabbia repressa sottolineata più volte da House io non l’ho vista per nulla. Delle due l’una: o Adams è una brava attrice, oppure la sua interprete poteva sforzarsi un pochino di più. Lo sfogo finale sugli strumenti di ortopedia non mi è piaciuto affatto: innanzitutto trovo ingiusto distruggere degli strumenti ancora perfettamente funzionali (non saranno due ampolle ed uno scheletro modello a mandare in rovina il PPTH, ma è il principio che conta), seconda poi il ralenti a intermittenza ci stava malissimo ed evidenziava la brutta espressione di Adams, che mi sembrava completamente fuori parte.
Cos’altro da segnalare?Ah, beh, lo sviluppo più importante! Grazie ad una oculata mossa in borsa, in concomitanza con la misteriosa sparizione di una costosa macchina del Plainsboro, House ha trovato i soldi per rifinanziare il dipartimento. Foreman non mette in questione i metodi, stavolta, e pare che il ritorno di Taub e Chase sia questione di ore.
Non ho ben chiaro come funzioni l’aspetto economico in questa situazione: basta davvero un deposito iniziale, per quanto alto? Se strutturalmente il bilancio dell’ospedale non riesce a sostenere quel dipartimento, come faranno ad andare avanti quando quesi soldi finiranno? Forse entrati a regime riscuranno a ripagarsi da soli… Mah, in ogni caso l’importante è che finalmente il cast sarà un pochino rimpolpato. Tra Foreman confinato come dean e Wilson confinato senza motivo apparente, si sente la difficoltà di arrivare alla fine dei quaranta minuti.
Insomma, come stelline raggiunge a stento la terza piena e solo grazie ad alcuni scambi di battute (oltre a quelli già citati, mi è piaciuta anche la velata minaccia di House in cinese).
Speriamo di ritrovare tutti più in forma al prossimo giro.
![]()

(17 voti, media: 4,06 su 5)










puntata un po’ fiacca e sono d’accordo con la recensione, della Adams non ce ne frega proprio niente e la Parker piace a intermittenza. Spero in un ritorno di Chase e Taub già dalla prossima puntata, loro sì che sanno movimentare le cose!
P.S. più Wilson per favore!
Sono d’accordo con la recensione.
I nuovi personaggi non sono all’altezza dei precedenti, perlomeno in questo episodio, e comincio a temere che la mancanza della Cuddy sia troppo grave.
House è sempre costruito con estrema coerenza come personaggio, e qui come non mai sa essere terribilmente jerk, e contemporaneamente del tutto indifferente al proprio tornaconto e disposto a rischiare di tornare definitivamente in galera solo per avere indietro il suo team. Però c’è un limite a quello che gli scrittori possono chiedere a Laurie: bisogna che facciano intravedere la parte comunque “umana” di House e quella più fragile, che l’attore sa far trapelare con infallibile bravura, altrimenti il personaggio rischia di rivelare la sua natura esclusivamente manipolativa che è una componente essenziale del tipo ma non la più importante.
La serie poteva tranquillamente resistere alla mancanza della Cuddy. Alla mancanza di Cuddy, Chase, Taub e 13 però no, e l’ha ampiamente dimostrato con gli ultimi tre episodi. Ora posso sorvolare sul modo fortuito, il vero e proprio deus ex machina con cui ha trovato i soldi per ripristinare il budget, non m’interessa: li rivoglio indietro però. Le due nuove dottoresse sono un pugno nello stomaco. Penso che la colpa sia principalmente dell’attrice per quanto riguarda Park (ho già detto più volte che come personaggio non sarebbe neanche male se chi l’ha interpreta non sembrasse creata apposta per essere terribilmente fastidiosa a occhi e orecchie), mentre per quanto riguarda Adams è sia colpa dell’attrice che del personaggio, semplicemente banale e fiacco. Insomma adesso basta, ripristinate il cast e che cavolo.
Questa recensione è piena di spoiler! Mi hai guastato l’immenso piacere di scoprire da sola che Adams alla fine scassa tutto! Scherzo XD
Concordo su tutto, l’avevo detto che Adams non funziona. Quando l’ho vista cercare di fare la morale al paziente stile Cameron/Masters mi sono cascate le braccia. Ma anche basta con la dottoressa idealista, per pietà. Ah no, lei è anche un pò badass perché alla fine scassa tutto. Ma per piacere, eh. E Odette Annable non sa recitare. Punto. Park un pò meglio, ma l’attrice non mi convince. Basta, fate tornare Chase e Taub perché sarebbe anche ora.
D’accordo con la recensione e anche con Rex sopra di me, perchè il principale problema di questo inizio stagione è il cast, inutile girarci intorno. Anche la Yi è mediocre, ma ma a mio parere la Annable è uno delle peggiori attrici attualmente in tv in una serie americana. Il confronto con la Morrison è impietoso, quello con la Wilde non ne parliamo perchè sarebbe come una gara di velocità tra Bolt e un uomo con problemi di obesità. Il ritorno di Chase e Taub potrebbe risollevare un po’ la serie, ma il team House per funzionare ha bisogno anche di elementi femminili di spicco e, ahinoi, mnon se ne vedono all’orizzonte.
“Lo sfogo finale sugli strumenti di ortopedia non mi è piaciuto affatto: innanzitutto trovo ingiusto distruggere degli strumenti ancora perfettamente funzionali (non saranno due ampolle ed uno scheletro modello a mandare in rovina il PPTH, ma è il principio che conta)”
Esattamente -.-’
E hanno anche messo il rallenty per farci vedere meglio la faccia da esaltata di Adams… di un comico involontario impagabile xD
A me l’episodio non è dispiaciuto, specie a livello medico mi è parso molto più “carico” (insomma, il caso non era così stupidotto e banale e perfettamente comprensibile a un profano come molti dei più recenti), ho apprezzato che stiano un minimo cercando di dare un filo di profondità ad Adams, Park già mi piace e sento che il meglio da parte sua deve ancora arrivare, ma… sì, anche a me alla fine resta un po’ di amaro in bocca, se la stanno cavando benino per essere all’ottavo anno però che caspita, sono d’accordo che non possono far tornare House stronzo “totale” e soprattutto non possono decimare in questo modo il cast. Lo stesso Wilson si vede pochissimo. Anche secondo me comunque la serie può sopravvivere benissimo senza la Cuddy, e insisto che è davvero un peccato che dopo una gran bella première abbiano optato per il solito “resettone”, cast decimato permettendo
Aggiungo qualche osservazione in più sulla questione del cast. Riguardo alla Annable in particolare, io non penso che la colpa del personaggio fallimentare che fino a ora si è visto sia degli autori. Se ci pensate le dottoresse del team House sono sempre state scritte in maniera piuttosto simile, tutte variazioni sul tema Cameron: dottoressa più o meno idealista ma che subisce più o meno passivamente il fascino di House e del suo modo di lavorare ed è affascinata dai misteri medici. Quelle che cambiano sono piccole sfaccettature in un quandro che più o meno rimane simile. Per cui conta tanto la bravura dell’attrice nel farle notare queste differenze in modo da non risultare un semplice stereotipo e dare profondità al personaggio. Questo non può riuscire alla Annable che è un’attrice adatta a fare il cattivo della settimana in un episodio di Chuck, dando un pretesto per un po’ di fanservice che coinvolga Yvonne, o la tipa braccata dal fantasma di turno in un episodio di SN o altri ruoli simili, non certo a fare la coprotagonista in una serie come House..
siamo riusciti addirittura a criticare house…bha…
Sono d’accordo con la recensione e con quello che molti hanno detto.
I due nuovi personaggi per me non funzionano – Adams è un personaggio blando interpetato da un’attrice ancora più blanda, Park è un personaggio abbastanza originale e interessante ma l’attrice non è un granchè (e la sua voce estremamente fastidiosa non aiuta).
E’ vero che la Cuddy come personaggio non è indispensabile, però per me la sua mancanza si sente eccome. Anche se devo dire che il personaggio di Foreman funziona forse meglio come Dean che come membro del team.
In generale, mi sembra che quest’anno alla serie manchi qualcosa – è tutto un po’ fiacco e privo di energia. Perfino Hugh Laurie e Robert Leonard paiono un po’ stanchi e demotivati. Poi magari è una mia impressione.
Da superfan di house ( ho rivisto 4 volte tutte le puntate ), devo dire che ancora non riesce a stancarmi, ma è davvero arrivato il momento di chiudere. Il suo carattere, le sue intuizioni e la sua ironia mi mancheranno davvero molto. Le prime 4 puntate sono probabilmente un po’ sottotono rispetto alle altre stagioni ( la 7a su tutte ), ma credo che nelle prossime ci sarà nuovamente un riscatto, ne sono certo.
Purtroppo temo di aver intuire come potrà andare a finire, ma spero di sbagliarmi.
La risposta credo sia nella prima puntata di questa ultima serie….certi sgarbi ai carcerati si pagano cari, anche a distanza di anni….o di 21 puntate….
Davvero un peccato che la più figa delle dottoresse fighe sia scarsa e impacciata . La foto che avete scelto scecondo me ne è un esempio . Spero in un recupero .
Nella scena finale lo stra-abusato sguardo di Laurie mi ha dato l’impressione ( per la prima volta ) di essere poco credibile .
Divertente quando House tocca il sedere a Foreman… e quando ferma Adams che sta per spiegargli il motivo del ritardo dicendole ” no spoilers , they ruin everything .