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La risposta è sì: senza la regia di Jonathan Demme la serie perde gran parte del suo fascino per entrare, a tutti gli effetti, nella categoria medical drama, solido, di buona fattura ma prevedibile e sempre troppo vicino al superare il livello di guardia di zucchero nelle storie. Neanche la fotografia, questa volta, soccorre l’episodio: in un anno in cui tutte le nuove serie ambientate a NY hanno mostrato la città come un – letteralmente – luogo comune, il pilot di A Gifted Man ci aveva restituito una città specchio dell’anima di Michael Holt: fredda e distante all’inizio, di una bellezza quasi struggente sul finire.

In questa seconda puntata ritroviamo la solita NY. Clinica per ricchi da una parte: auto sportive, abiti firmati, ambienti ampi, atmosfera ovattata; clinica per poveri dall’altra: graffiti, rap, neri, ispanici, corri corri per fronteggiare una situazione di perenne emergenza. E il Dr Michael Holt preso, suo malgrado, tra questi due mondi perché “se aiuti qualcuno, questo qualcuno si ricorderà di te quando avrà ancora bisogno”. E alla clinica Sanando hanno tutti un disperato bisogno di questo bravissimo dottore che cura i poveri come se fossero uguali ai ricchi.

L’elemento soprannaturale è più contenuto rispetto alla prima puntata, ma questa non è necessariamente una buona notizia. La presenza del fantasma di Anna  avrebbe potuto esaurire la sua funzione narrativa già nel pilot, fornendo una motivazione forte e sì, anche credibile, al cambiamento radicale di Michael. Continuando invece a riproporre le sue apparizioni la serie cade in una inutile commistione di generi: se deve esserci il fantasma di Anna, questo deve essere integrato nella storia, non può semplicemente apparire in veste di grillo parlante.

Sul versante casi della settimana non si segnala nulla che non sia già stato visto con l’aggravante di un lieto fine a tutto campo, per entrambi i casi, sia sul versante clinico che su quello umano. Ma, a emancipare l’intera puntata dalla noia e rendere la serie meritevole di una seconda seconda opportunità, il protagonista: se è vero che dietro la macchina non c’è più Demme, è anche vero che davanti c’è ancora Patrick Wilson, bello, bravo ed espressivo. Il cast di supporto non è da meno a iniziare da Margo Martindale che, spiazzante  in rossetto e mascara, inizia ad affrancare il suo personaggio dallo stereotipo della fedele e bistrattata assistente (e quando punta l’indice verso Michael si sente l’eco di Mags Bennet).

Ma l’elemento più significativo è l’introduzione di nuovi personaggi che iniziano a dare una struttura più complessa e stratificata alla serie:  il Dr. Zeke Barnes (Rhys Coiro) della clinica Sanando, l’ex fidanzato di Anna e il Dr. Leo Bax (Gbenga Akinnagbe il pastore Isaiah in The Good Wife), permettono a Patrick Wilson di brillare anche per contrasto, e alla sceneggiatura di ampliare il campo di azione altrimenti ridotto a “Dr Holt opera e guarisce tutti”.

Note

  • Molti hanno paragonato A gifted man ad House MD: di House come personaggio, e come dinamiche della serie, non ha nulla, salvo sostenere che ogni medico brillante – che necessariamente deve indagare nella storia clinica e personale del paziente – abbia un debito con House.
Commenti
13 commenti a “A Gifted Man – 1×02 – In Case Of All Hell Breaking Loose”
  1. Rei scrive:

    L’unica ragione per vedere la serie a questo punto è Patrick Wilson. Spero si riprenda, altrimenti il mio approccio sarà simile a quello che uso per Ringer, cioè carampanare il/la protagonista e non aspettarmi niente di più di quello. Delusione.

  2. The Headmaster scrive:

    @ Rei:
    Io l’ho trovato insipido e bruttarello. Peccato.

  3. .net scrive:

    i subs non si trovano!

  4. Rei scrive:

    @ .net: Improve your english using original subs ;)

  5. .net scrive:

    migliora il tuo inglese usando i sub originali! :)
    è il massimo che posso tradurre: conosco un casino di vocaboli ma grammatica 0; il “do” ad esempio mi mette in crisi O.o

  6. Giulio scrive:

    .net ha scritto:

    migliora il tuo inglese usando i sub originali!
    è il massimo che posso tradurre: conosco un casino di vocaboli ma grammatica 0; il “do” ad esempio mi mette in crisi O.o

    Il do è un rafforzativo, se hai studiato greco è come le particelle: lo salti! :)
    Comunque anch’io sono deluso da questo secondo episodio, ma Patrick Wilson (insieme a tutto il cast) cancella via il 60% dei miei commenti negativi. Per me può reggere ancora per un po’..

  7. Shonenbat scrive:

    Perso parte del fascino del pilot, vero, ma non penso ci sia già bisogno di disperarsi. Secondo me siamo in fase di assestamente prima di prendere la direzione giusta. Sperando che nel frattempo la serie non venga cancellata…

  8. rampion scrive:

    Episodio pessimo. Senza Demme regia atroce (cosa sono quegli orribili zoom sparsi qua e là? E le inquadrature con un personaggio in primo piano e il naso di un altro che entra da una quinta?). Stereotipi all’ennesima potenza: soprattutto Martindale che per non farla buonista l’hanno fatta né carne né pesce. Le due storie mediche sono degne del peggio del sentimentalismo e, dovendo dividersi un episodio, nessuna delle due ha neppure la grazia di darci almeno un po’ di approfondimento dei personaggi (il padre africano che ricusa il figlio? Il discorso di Holt Shondona-style? La madre con il dilemma cancro/gravidanza? due dita in gola è l’unica soluzione).

    L’unica cosa che si salva è Patrick Wilson, anche se si nota il suo imbarazzo quando deve recitare certe linee di dialogo ridicole. Unica soluzione cambio di showrunner, un solo caso alla settimana e un mistero tipo Ghost con la moglie, che so, che è stata in realtà assassinata. E’ un’idea banale ma almeno ci sarebbero un lungo arco cui aggrapparsi e un po’ di suspence. Così com’è, A Gifted Man è l’impero della noia.

  9. close to me scrive:

    rampion ha scritto:

    un mistero tipo Ghost con la moglie, che so, che è stata in realtà assassinata.

    No, ti prego: ghost no. Non lo vedrei neanche per Patrick WIlson a queste condizioni. Temo però che il riproporre la situazione “lui che parla con la moglie e uno a caso del personale nota la stranezza”, possa portare a qualche drammone con inchiesta interna.

    Però, almeno questa puntata, non mi è sembrata pessima. Per carità, c’era da alzare gli occhi al cielo ogni volta che compariva il bambino povero, malato, orfano di madre, nero, ripudiato dal padre, però i nuovi personaggi mi sono piaciuti (tra l’altro ci sarà anche una new entry di lusso). Se “asciugheranno” le storie può essere un buon medical drama.

    NB ogni volta che qualcuno parla male di Margo Martindale, la torta di mele perde un grado in gradazione alcolica.

  10. rampion scrive:

    @close to me

    Era solo per fare un esempio :) Tipo se non puoi salvare la gamba del paziente, tanto vale tagliarla (io comunque sono un fan di Ghost, lo so, lo so, non dirmi niente… Demi Moore…). Margo Martindale qui è sprecata, non dirmi che non ti fa soffrire vederla vestita con quei completini fucsia e acquamarina. Ridatele una montagna da trivellare e una chiesa.

    Chissà poi se durerà. Ha il vantaggio di essere il venerdì ma ha già perso contro Kitchen Nightmares e ha quasi lo stesso rating delle repliche di ABC.

  11. close to me scrive:

    @ rampion:
    Quando ho notato i due strati di rimmel ho pensato che neanche Coover l’avrebbe presa sul serio.
    Però adesso basta disfattismo, io mi sono già affezionata e la serie può chiudere solo se Patrick Wilson verrà preso nella Buona Moglie, ecco (modalità 12 anni mentali off).

  12. rampion scrive:

    @close to me

    In questo momento vorrei davvero che tu fossi la responsabile del casting di TGW. Trattieni il fiato finché non lo assumono.

  13. ioio10 scrive:

    A me dopotutto è piaciuto. Ed è strano perchè generalmente non amo i medical drama.
    Concordo con la recensione, soprattutto sulla parte della moglie fantasma, che finora è proprio la cosa che mi ha preso meno.
    Non conoscevo l’attore protagonista prima di questo tf, ammetto, e per ora mi piace moltissimo.
    Visto anche il 3° episodio e riconfermo che per ora, mi piace… spero solo prenda una buona strada e non si perda nelle apparizioni di moglie-fantasma-grillo parlante…

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