Wilfred – 1×13 – Identity

Wilfred - 1x13 - Identity

“Everything on the island is real, the rest is an illusion…”

Wilfred si è rivelata fin da subito la serie più strana dell’estate: una comedy mischiata col drama, imbevuta in temi filosofici, infarcita di plot twist, che di puntata in puntata ha costruito una sua personale mitologia, iniziando a diventare sempre più interessante, ma perdendo a volte colpi sul versante comedy (“Doubt”). La domanda alla base della serie è semplicissima: chi/cosa/perché è Wilfred?

Le possibilità in realtà non sono parecchie; non siamo in Lost, dove un’isola o un mostro di fumo potevano essere interpretati in molte maniere, portando a decine di teorie diverse. Identity parte fornendo (per scherzo) allo spettatore una possibile nuova chiave di lettura: Ryan è morto, le pillole prese nel pilot hanno funzionato; ma non è una risposta soddisfacente, non è abbastanza razionale, e soprattutto non si integra con ciò che abbiamo visto in questi episodi. La risposta perfetta gli autori ce l’hanno già fornita dal pilot (“I’m inside your head”), ma allora perché continuare a girarci intorno? Forse perché la situazione di Ryan è più complessa del previsto, forse per giocare semplicemente con gli spettatori, forse – lo spero – per entrambi i motivi.

Che Wilfred sia un’allucinazione (Fight Club style) è molto probabile, ma gli autori vogliono tenere le questione ancora un po’ in sospeso, anche per continuare ad alimentare il mix narrativo (in queste ultime puntate davvero intrigante), e tirar fuori sketch fantastici come quello delle trame dei film di Matt Damon nello scorso episodio e del finale di Lost in questo.

Ma gli autori non sfruttano la questione solo in chiave comica, anzi, nelle ultime puntate il lato drama ha quasi preso il sopravvento, con episodi che affondano nella psiche di Ryan, e che alludono a malattie mentali, omicidi, furti, traumi infantili, solitudine. Ryan è pericoloso, e in questa puntata lo dimostra chiaramente, manipolando – esattamente Wilfred fa con lui – un po’ tutti i personaggi per ottenere i suoi scopi, in questo caso per ottenere Jenna. In realtà Ryan ha sempre fatto i suoi interessi per tutta la stagione, e solo apparentemente Wilfred gli rema contro (in molti casi, anzi, lo ha aiutato a risolvere e ad affrontare certi problemi).

Ed ecco che in Identity, Ryan torna a vestire i panni del “The Archeologist” , tornando consciamente al lato oscuro, prima ridando il lavoro a Jenna (trovando – con l’aiuto di Wilfred – del materiale compromettente sul capo di Jenna), poi organizzando un piano machiavellico per farla separare da Drew prima che accetti la sua proposta di matrimonio. Il piano all’inizio sembra andare liscio – e Ryan distrae Wilfred con delle bolle di sapone sempre più grandi – per poi crollare in tutte le sue parti: Jenna crede di essere incinta di Drew, la sorella di Ryan (inconsapevole di essere incinta) si lascia col marito, Wilfred si fa investire da una macchina e perde la memoria. E come colpo di scena finale (un po’ troppo confuso), Ryan scopre che la cantina – dove ha passato la gran parte della stagione – non esiste (in qualche puntata precedente, la sorella di Ryan ci aveva dato un indizio), ma probabilmente è anch’essa parte di un’allucinazione, un luogo sicuro creato dall’incoscio (e tutti quegli scatoloni con gli oggetti d’infanzia mostrati in precedenza, possono semplicemente simboleggiare i ricordi).

Ci sono tutte le premesse per un’ottima continuazione, sperando che la seconda stagione sia anche quella conclusiva per lo show, evitando di far diventare la narrazione stantia. La cosa più affascinante della serie al momento è il grigiore del personaggio di Ryan, che dona alla serie una certa profondità. Conquistare Jenna non è più un semplice “obiettivo finale”, per cui gli spettatori sono portati a tifare. Prima di tutto Ryan deve vedersela con se stesso, e con la propria “malattia”. La sua pericolosità di individuo dona frizione ed interesse non solo alla relazione con Jenna – da molti giudicata cattiva, ma che a mio avviso è solo una vittima inconsapevole – ma alla relazione con l’intero “mondo esterno”, a cui Ryan dovrà cercare di aprirsi.

+

Sia all’episodio che alla stagione.

In attesa della prossima stagione, vi propongo – se siete interessati – di approfondire le vostre conoscenze sul tema della psicanalisi e dell’inconscio. Vi consiglio di partire da mmm… un nome a caso… Wilfred Bion, potrete notare qualche collegamento interessante con la serie. Nel frattempo, chi vuole, può lanciarsi nelle teorie più folli e strampalate.

Danilo Conti

Alias Dextha. Nato a Palermo, vive a Roma, perennemente distratto e con la testa tra le nuvole. Gli piace leggere e scrivere, ascoltare musica e vedere dozzine di film e serie tv. Odia profondamente la televisione italiana (con qualche rarissima eccezione), motivo per cui è costantemente "sintonizzato" oltreoceano. Ha scritto un romanzo di fantascienza, dal titolo Dio 2.0.

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Commenti
27 commenti a “Wilfred – 1×13 – Identity”
  1. Shonenbat scrive:

    Perché l’ultima? La situazione di Ryan non si può certo risolvere così facilmente o velocemente. Il cliffangher finale mi è parso più una presa in giro al meccanismo narrativo in se (e degli show che ne abusano, tipo Lost) che un colpo di scena vero e proprio. Wilfred che perde la memoria, maddai.

    Se prende le strade giuste, la serie può dare ancora molto secondo me…

    Media voto alla stagione… qualcosa tra tre stelline e mezza e 4. XD

  2. Rex Lozuresky scrive:

    Sono rimasto un attimo indietro (1×10). Magari domani mi rimetto in pari e commento.

  3. Dextha scrive:

    Shonenbat ha scritto:

    Perché l’ultima? La situazione di Ryan non si può certo risolvere così facilmente o velocemente. Il cliffangher finale mi è parso più una presa in giro al meccanismo narrativo in se

    Due, massimo tre stagioni.Tirarla per le lunghe finirebbe per annoiare lo spettatore e svilire la narrazione. D’altronde abbiamo visto che con una stagione da 13 episodi si può fare molto. Le basi del rapporto Jenna-Ryan sono state lanciate, Ryan si è scontrato con un vero e proprio muro e dovrà tirarne le opportune conclusioni, abbiamo stralci importanti del suo passato (traumi infantili, madre assente, padre autoritario e succhia-fantasia). Forse si potrebbe fare una seconda stagione di definitiva presa di coscienza e una terza di tentativi di guarigione, ma arrivare fino ad una quarta ora come ora non sembra auspicabile.

  4. Morsy scrive:

    Mi sono perso quando c’era stato il riferimento alla cantina inesistente …

  5. Dextha scrive:

    Morsy ha scritto:

    Mi sono perso quando c’era stato il riferimento alla cantina inesistente …

    Sì, è stato un po’ confuso, perché l’entrata della cantina non è che si era vista spesso. L’hanno appositamente fatta vedere in questo episodio (pochi minuti prima della scena finale), ma a mio avviso non bastava. Poi non capisco la correlazione tra Ryan che si accorge dell’allucinazione e Wilfred che perde la memoria. E’ anche possibile che gli autori si rimangino tutto nella premiere della seconda stagione, attribuendo tutto a una burla di Wilfred, ma sarebbe davvero pessimo: Ryan deve prendere coscienza della sua situazione, qualunque essa sia, sarebbe frustrante continuare a farlo vivere come se nulla fosse.

  6. Morsy scrive:

    No, mi correggo, intendevo che non ho capito quando nei precedenti episodi c’era stato il riferimento alla cantina inesistente da parte della sorella di Ryan. ^___^

    Comunque concordo con il fatto che è stato confusionario perché nei precedenti episodi non si era mai vista l’entrata della cantina.

  7. Dextha scrive:

    @ Morsy:
    Credo fosse l’episodio con Sneakers. Ryan diceva di aver ritrovato gli occhialini da nuoto (o qualcos’altro) in cantina e lei rispondeva “hai una cantina?” Me lo ricordo perché mi ero chiesto il senso della battuta, non immaginando in tutta franchezza che l’intera cantina potesse essere un’allucinazione (quindi Ryan che fa in realtà, si chiude in un armadio? accidenti… XD)

  8. Giulio scrive:

    Ieri sera ho rivisto per caso quella cagata galattica de L’Acchiappasogni e, se ben ricordate, uno dei protagonisti immaginava i contenuti nel suo cervello come un vero e proprio magazzino dei ricordi con sezioni speciali e più livelli. Quindi sì, ricollegandosi al concetto di I’m inside your head credo di poter sposare tranquillamente anch’io la teoria della cantina come il rifugio mentale di Ryan. Tre stelline e mezza anche per me: mi è discretamente piaciuto il tentativo di unire insieme generi e sfere narrativi praticamente agli antipodi ma quando le cose hanno iniziato a virare molto più verso il drama, lo ammetto, ho iniziato un po’ a perdere il filo. E secondo me, ponendolo in astratto, quello di Wilfred è un simpaticissimo personaggio.

  9. ezio scrive:

    secondo me il personaggio di wilfred è azzeccatissimo, la seconda stagione potrebbe continuare bene se ci fosse l’aggiunta di qualche altro “animale” stile wilfred…

  10. Losing66 scrive:

    E’ banale, ma non potrebbe semplicemente sentirsi “andato troppo il là”? la cantina inesistente, wilfred, tutto doveva aiutarlo a salvarsi da una parte di se’ – invece ha rifiutato di prendere la zampa del cane (viene ricordato più di una volta) ed ha deciso di “scivolare giù”. Quando tutto crolla, il suo rifugio non è là per accoglierlo.

    E comunque, è l’ultimo episodio, ci si aspetta un dubbio che ci trascini verso la prossima stagione^^

  11. CiccioPiccolo scrive:

    Ma quindi se la cantina non esiste tutti i sacchi di erba che ha rubato al vicino dove li teneva?
    Oltre a questo, se è Ryan a compiere ogni volta le cattive azioni che noi vediamo fare a Wilfred, come ci fanno intuire gli autori in questo episodio con il discorso sul “black file”, abbiamo di fronte un vero e proprio sociopatico pericoloso, con all’attivo almeno tre omicidi (il barbone e le vecchiette) e altri reati gravi (furti con scasso, danneggiamenti, aggressioni).

    Basta cambiare le situazioni paradossali e la musichetta dolce per trovarsi di fronte ad un vero e proprio drama fatto e finito, con protagonista un uomo che discende sempre più nella sua psicopatia.

    Speravo che Wilfred si mantenesse più sui livelli di un Calvin & Hobbes più parolacce e droga, anche se era poco realistico. Gli autori hanno scelto questa strada e spero che la portino fino in fondo senza cercare di resettare nulla, anche se credo sarebbe impossibile dopo la scomparsa della cantina. Mi ci stavo cominciando ad affezionare a quella cantina, cazzo.
    In conclusione l’episodio mi è piaciuto per motivi che non mi aspettavo.
    Speriamo riescano a dosare bene il drama con la commedia nella prossima stagione.

  12. Dextha scrive:

    CiccioPiccolo ha scritto:

    se è Ryan a compiere ogni volta le cattive azioni che noi vediamo fare a Wilfred, come ci fanno intuire gli autori in questo episodio con il discorso sul “black file”, abbiamo di fronte un vero e proprio sociopatico pericoloso, con all’attivo almeno tre omicidi (il barbone e le vecchiette) e altri reati gravi (furti con scasso, danneggiamenti, aggressioni).
    Basta cambiare le situazioni paradossali e la musichetta dolce per trovarsi di fronte ad un vero e proprio drama fatto e finito, con protagonista un uomo che discende sempre più nella sua psicopatia.

    Esatto, infatti l’ultimo ciclo di puntate è stato interessante proprio per questo motivo. Da Respect in poi, la narrazione è diventata seriamente inquietante. Un conto è cagare negli stivali del motociclista, tutta un’altra cosa è soffocare una povera vecchietta, simulare il suicidio di un’infermiera, uccidere un barbone, rubare dal vicinato e fare svariati atti di vandalismo. Ormai è inutile tacciare Wilfred di cattiveria, o definirlo un manipolatore, è Ryan il vero pericolo.

  13. Bella Donna scrive:

    La cosa che mi ha fatto più ridere di questa stagione sono stati i modi assurdi con cui tentavano disperatamente di nascondere che l’attrice che fa Kristen fosse incinta al nono mese! E ironia delle ironie alla fine si scopre che Kristen è incinta!

  14. effemmeffe scrive:

    MA mi sbaglio io o la sorella non è affatto inconsapevole di essere incinta? Non deve andare in India a partorire?

  15. Dextha scrive:

    Bella Donna ha scritto:

    La cosa che mi ha fatto più ridere di questa stagione sono stati i modi assurdi con cui tentavano disperatamente di nascondere che l’attrice che fa Kristen fosse incinta al nono mese! E ironia delle ironie alla fine si scopre che Kristen è incinta!

    Evidentemente l’hanno mascherato bene, perché io non me ne sono accordo manco di striscio!

    effemmeffe ha scritto:

    MA mi sbaglio io o la sorella non è affatto inconsapevole di essere incinta? Non deve andare in India a partorire?

    A “far partorire” altri bambini, è il suo lavoro.

  16. Noodles scrive:

    questo episodio finale m’è piaciuto più di altri. certo c’è ancora un po’ di confusione – e non solo nel finale – ma trovo che il fatto che Ryan abbia reagito nei confronti delle manipolazioni di Wilfred, seppur andando in una zona buia, abbia donato più dinamismo al racconto, che ha rischiato spesso questa stagione lo schematismo ripetitivo.
    Per quanto riguarda il numero di stagioni dubito che se le cose e gli ascolti vanno bene questi si fermino alla seconda, anche se sarebbe auspicabile. ma… è il mercato, baby.

  17. Tanco scrive:

    Buon episodio finale, ma forse sarò stupido io, ma non riesco a vedere Wilfred e la sua trovata psicanalitica, era ovvio come dice la recensione che Wilfred è una proiezione mentale di Ryan, e quando gli autori anche coraggiosamente hanno provato a mischiare le carte e a virare sul drama, lo show ai è perso in inutili paranoie mentali, funzionava meglio come Black Comedy.

  18. effemmeffe scrive:

    Dextha ha scritto:

    effemmeffe ha scritto:

    MA mi sbaglio io o la sorella non è affatto inconsapevole di essere incinta? Non deve andare in India a partorire?
    A “far partorire” altri bambini, è il suo lavoro.

    lol, si vede quanto abbia preso wilfred come leggera serie estiva…

  19. alessia scrive:

    Spero che la prossima non sia l’ultima è una delle poche serie in circolazione che tratta tematiche molto complesse in modo ironico e totalmente assurdo. E poi se le cose sono fatte bene perché fermarsi?
    E poi Wilfred è incredibile sia a livello di dialogo che per mimica e accento (*__*)!! E’ un piacere guardare Jason gann e anche Elija. Ogni volta vedo frodo e devo concentrarmi su di lui come un altro personaggio ed è molto bello vederlo ancora in televisione!

    Credo che semplicemente dopo le pillole ryan viva vedendo wilfred come uomo. ma il wilfred che vede è semplicemente una proiezione del suo inconscio.

  20. sara scrive:

    L’unica cosa che m’insospettisce è quel personaggio che riesce a vedere Wilfred come lo vede Ryan; e che cerca di avvisare Ryan della pericolosità di Wilfred, salvo poi scoprire che era tutta una montatura e lui era d’accordo con Wilfred…. Ma chi sarà? Perchè è stato tirato fuori?

  21. alessia scrive:

    a mio modesto parere wil è una parte di ryan che lo esorta ad uscire dalla vita inutile che sta conducendo.
    nell’ultimo episodio ryan si perde e ritorna ad essere il “ryan cattivo” costringendo wilfred a fare di tutto per salvare jenna.

    la perdita di memoria potrebbe essere attribuita a ryan che si è perso ancora una volta….

  22. alessia scrive:

    ricordiamo che come ryan vede wil anche sua madre vede la gatta come una donna in costume. quindi penso sia banale la spiegazione di cosa è wilfred.

  23. Dextha scrive:

    alessia ha scritto:

    a mio modesto parere wil è una parte di ryan che lo esorta ad uscire dalla vita inutile che sta conducendo. ricordiamo che come ryan vede wil anche sua madre vede la gatta come una donna in costume. quindi penso sia banale la spiegazione di cosa è wilfred.

    Naturalmente concordo con la prima affermazione, ma non capisco se poi per spiegazione banale intendi l’ipotesi della proiezione psichica. In tal caso non capisco…
    Il fatto che anche la madre sia in uno stato psicotico del genere sottolinea semplicemente l’ereditarietà della malattia.

  24. alessia scrive:

    @ Dextha:
    si infatti intendevo che il fatto che wil sia una allucinazione di ryan mi sembra banale in quanto vediamo anche che la madre ha le stesse allucinazioni e quindi mi sembra ovvia pensare che wil sia appunto una allucinazione di una parte di se.

  25. Dextha scrive:

    @ alessia:
    A parte che sono d’accordo sull’ovvietà della malattia, secondo me quell’episodio era solo una conferma. Ciò non toglie che anche se “ovvio”, lo stato di Ryan (e il suo personaggio) è davvero interessante.

  26. alessia scrive:

    Dextha ha scritto:

    @ alessia:
    A parte che sono d’accordo sull’ovvietà della malattia, secondo me quell’episodio era solo una conferma. Ciò non toglie che anche se “ovvio”, lo stato di Ryan (e il suo personaggio) è davvero interessante.

    ovviamente XD

  27. Arctica scrive:

    Leggo da tempo le vostre recensioni che alle volte aiutano anche me a barcamenarmi tra le possibili chiavi di lettura delle serie televisive che tanto amo, e per questo vi ringrazio.
    Solitamente non mi esprimo e non commento a mia volta ma questa volta non riesco a trattenermi.
    Mi sta bene che giochiate a fare gli psicologi parlando di ES, IO e SUPER-IO, di proiezioni psichiche e della psicopatologia di Ryan, ma almeno utilizzate i termini corretti..non si scrive – né di dice – “psicAnalisi” ma bensì “psicOAnalisi”. C’è una grossa differenza! Ogni volta che lo sento dire o lo leggo mi vengono i brividi. E purtroppo succede molto spesso.

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