Wilfred – 1×02 – Trust

scrrreerr

“Everything I need to know about someone I can glean from their asshole. Some people think that the eyes are the window into the soul... couldn’t be more wrong”

L’aspetto che mi ha maggiormente “folgorato” durante la visione del pilot di Wilfred non è stata la presenza di un cane “antropomorfo” (dopo il coniglio di Donnie Darko, non mi impressiono più per certi travestimenti), o di un personaggio capace di parlare con lui, ma piuttosto il brillante intreccio di commedia e temi filosofici/esistenziali.

Appare chiaro che Wilfred non è solo un cane incredibilmente intelligente (come Brian di Family Guy, e ancora prima Snoopy), ma un mentore, un guru, capace di portare avanti le sue bizzarre argomentazioni sulla vita con estrema sagacia ed un carisma non comune, nonché facendomi puntualmente sbellicare dalle risate.

Mentre nella scorsa puntata il tema centrale era la felicità, quest’oggi si parla di fiducia, ma non solo.

“What? I’m supposed to put a ring on that finger???”

Ryan viene a sapere delle imminenti nozze della sua ex Paula, mollata da lui dopo aver subito senza alcun preavviso un’ardita mossa sessuale (un dito di lei finito in un luogo assolutamente off limit), e Wilfred inizia a prenderlo sonoramente in giro per averla scaricata con una motivazione del genere.

In seguito, Ryan chiede a Wilfred se Jenna parli mai di lui, ma il cane si cuce immediatamente la bocca, dimostrando una grande lealtà nei suoi confronti, una lealtà che – a senso suo – Ryan non è in grado di avere.

“Trust thyself, and only another shall betray thee.”

La costruzione della puntate è estremamente elementare e prevedibile, ma ugualmente godibile e divertente. Ryan all’inizio conquista la fiducia di Wilfred, – portandolo a mare in una spiaggia vietata ai cani – ma poi la perde per mostrarsi carino nei confronti di Jenna, accompagnando a tradimento il cane a farsi pulire i denti.

Sotto gli effetti dei farmaci Wilfred inizia a sbottonarsi riguardo Jenna, che a quanto pare ha preso una bella cotta per Ryan. Neppure un attimo per esultare per Ryan, però, perché Wilfred rivela anche la presenza – ingombrante – di un grosso problema…

“Jenna has a dick…”

Wilfred perde i sensi prima di completare la frase, e Ryan rimane assolutamente sconcertato. Dopo la dolorosissima visita dentistica Wilfred gioca d’astuzia per vendicarsi del tradimento subito, negando apertamente quanto affermato su Jenna. Ryan – ormai ossessionato – cerca di scoprire la verità con ogni mezzo possibile, inquietando oltremodo la ragazza.

In altri telefilm avrei potuto trovare la situazione “trash” o semplicemente volgare, ma l’ironia della serie è talmente ben fatta da far risultare scene del genere estremamente naturali e frizzanti. Anche l’indole animalesca di Wilfred è costruita in un contesto surreale tale da renderla semplicemente “simpatica”.

“…for a boyfriend”

Alla fine Ryan scopre che il grosso impedimento era “semplicemente” un fidanzatoun cazzone a detta di Wilfred - arrivo puntuale e strategico, nonché prevedibile e un pochino fastidioso (sarebbe forse bastato Wilfred come sabotatore), per complicare la “trama”, che finirà – con ogni probabilità – con il trio Jenna-Ryan-Wilfred felicemente unito.

La puntata è semplicemente ottima, per quanto prevedibile. Le trovate “canine” sono tutte molto azzeccate, anche se gli autori iniziano saggiamente a diluirle. Il tema della fiducia è sviluppato in maniera elementare e funzionale. Nulla di eccessivamente profondo, quanto piuttosto una serie di idee e considerazione frullate e filtrate attraverso un registro comico assai riuscito. A volte si ha l’impressione che il materiale narrativo della puntata stia stretto in soli venti minuti, con gli attori costretti un po’ a correre; di conseguenza, però, non c’è un momento di sosta, e conseguentemente alcun calo d’attenzione.

Wilfred si dimostra un personaggio molto interessante, un cane filosofo e manipolatore che ha certamente parecchio da dire e da offrire. Mi piace molto anche Elijah Wood, che spero riesca a togliersi di dosso – agli occhi del grande pubblico – il suo ruolo di Frodo (la battuta sull’anello, in questo senso, è doppiamente geniale), cosa che personalmente ha già fatto dai tempi di Sin City.

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Danilo Conti

Alias Dextha. Nato a Palermo, vive a Roma, perennemente distratto e con la testa tra le nuvole. Gli piace leggere e scrivere, ascoltare musica e vedere dozzine di film e serie tv. Odia profondamente la televisione italiana (con qualche rarissima eccezione), motivo per cui è costantemente "sintonizzato" oltreoceano. Ha scritto un romanzo di fantascienza, dal titolo Dio 2.0.

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Commenti
31 commenti a “Wilfred – 1×02 – Trust”
  1. Giulio scrive:

    Decisamente migliore del pilot, divertentissimo anche il cliché della frase di VITALE IMPORTANZA sul “letto di morte”. E lo screencap è meraviglioso, Dex.

    PS grazie per avermi ricordato di Sin City, a me quel film fa paura.

  2. Hytok scrive:

    Perchè non c’è il tag Wilfred nelle due recensioni?

  3. Giulio scrive:

    Hytok ha scritto:

    Perchè non c’è il tag Wilfred nelle due recensioni?

    Sistemato :)

  4. Franz scrive:

    Praticamente sono stato 20 minuti col sorriso sulle labbra :D

    Meravigliosamente adorabile Wilfred, e anche Elijah nel ruolo di Ryan (a me in Sin City lui faceva una paura assurda)!

  5. Tanco scrive:

    molto divertente anche il secondo episodio, mi piace il tono delicato e dimesso ma come dice la recensione parecchio surreale.

  6. Pogo scrive:

    Imbarazzante.
    E sono pure andati a prendere una serie che già esisteva*, per fare una cosa così.
    Senza verve, comicità, ironia. Di una bassezza unica, ma soprattutto banale e telefonata.
    Una scrittura debole, inconcludente e forzata.
    Tecnicamente preistorico. L’unica cosa positiva, hanno evitato le risate pre-registrate; anche perché tutto sommato, questo “Wilfred” non è una sit-com vera e propria.
    La comicità (o commedia) surreale bisogna saperla fare.
    Non so i numeri di FX, né quali siano le aspettative, ma secondo me, conoscendo la FOX, questa serie non arriva alla seconda stagione.
    Di sicuro io non arrivo al 3° episodio. Mi fermo qui. Già 40 minuti sono stati di troppo.

    *Sarei curioso di vedere un paio di episodi a questo punto…

  7. bellantonio scrive:

    Bella recensione!
    Penso che il titolo di commedia lo merita. Non penso che la love story finirà bene con tutti e tre abbracciati, finora la vicina di casa ha avuto un ruolo così marginale. Wilfred è un “tesoro” e in un certo senso sono d’accordo con Pogo sulla qualità non eccelsa: 3 stellette.

  8. close to me scrive:

    Penso proprio che Wilfred sarà il mio divertimento estivo. Quattro stelline anche per me.

  9. idra scrive:

    @ Pogo:
    Ti quoto in pieno!

  10. Dextha scrive:

    Pogo ha scritto:

    Senza verve, comicità, ironia. Di una bassezza unica, ma soprattutto banale e telefonata.
    Una scrittura debole, inconcludente e forzata.
    Tecnicamente preistorico. L’unica cosa positiva, hanno evitato le risate pre-registrate; anche perché tutto sommato, questo “Wilfred” non è una sit-com vera e propria.

    Come al solito le tue argomentazioni mi lasciano senza parole XD. Di questo elenco impietoso di difetti, gli unici su cui concordo sono “banale e telefonata” e “forzata” (specie il finale col ragazzo), di cui ho parlato nella recensione. Non è tuttavia il caso di farne un dramma, poiché questo genere di telefilm ha contare è più che altro la quantità di risate che suscita una scena o situazione, prevedibile o banale che sia (già forzata è forse un po’ più grave).
    Sugli altri difetti non concordo proprio, e in particolare non capisco “di una bassezza unica” (in che senso? volgare? insignificante?) e inconcludente (cioè?).
    Anche il fatto di essere “tecnicamente preistorico” (che comunque è una delle tue solite esagerazioni) non ha molta importanza. Wilfred è girato bene, e ha una bella fotografia. L’unico difetto riscontrabile a mio avviso è quello della recitazione “senza pause”, di cui ho parlato nella recensione.
    La sola idea delle risate registrate è agghiacciante, e perché poi dovremmo parlare di sit-com?

    bellantonio ha scritto:

    Bella recensione!
    Penso che il titolo di commedia lo merita. Non penso che la love story finirà bene con tutti e tre abbracciati, finora la vicina di casa ha avuto un ruolo così marginale.

    Grazie per i complimenti ;) però devo assolutamente dissentire sul ruolo “marginale” della vicina. Che la coppia centrale sia quella Ryan-Wilfred non c’è alcun dubbio, ma Jenna è sicuramente il terzo asse fondamentale. E’ la ragazza che Ryan prova e proverà a conquistare (come Penny di TBBT), ed è la padrona di Wilfred, cosa che instaura un divertente e interessante conflitto.

  11. Noodles scrive:

    Concordo con Dextha. Questo episodio ha corretto un po’ qualche difettuccio del pilot. Roba da niente, sia chiaro e fa piacere vedere che il serial veleggia verso lidi divertenti e promettenti. Ok, non sarà originalissima la storia, il punto di partenza, e quel che si vuole, ma – come scriveva Dextha – già il fatto che gli autori nn si siano fossilizzati per forza sul facile strumento comico delle trovate canine è un buon segno.

  12. bellantonio scrive:

    Dextha ha scritto:

    E’ la ragazza che Ryan prova e proverà a conquistare

    ma Jenna è sicuramente il terzo asse fondamentale

    Non sono d’accordo. A questo punto devo fare una similitudine anch’io ma TBBBBT non mi è funzionale.
    In the Office US il fulcro è (stato) sempre Michael e vi sono le varie vicessitudini cogli altri, con chi più e con chi meno:Secondo me possiamo paragonare Jenna a Creed. Oppure ad Andy di Parks and Recreation.

  13. bellantonio scrive:

    ah! e poi quello recita come un cane! O_o

  14. Dextha scrive:

    bellantonio ha scritto:

    A questo punto devo fare una similitudine anch’io ma TBBBBT non mi è funzionale.
    In the Office US il fulcro è (stato) sempre Michael e vi sono le varie vicessitudini cogli altri, con chi più e con chi meno:Secondo me possiamo paragonare Jenna a Creed. Oppure ad Andy di Parks and Recreation.

    Purtroppo non ho visto nessuno dei due, anche se The Office lo recupererò presto. In ogni caso puoi cercare di spiegare quello che intendi senza paragoni. Tu dici che Jenna finora è marginale, io non sono d’accordo. E’ la padrona di Wilfred, è stata lei a presentare Wilfred a Ryan, è stata al centro della questione “fiducia” di questa puntata, nonché di tutta la storia del “segreto”. Senza dubbio non è fondamentale come la coppia Ryan-Wilfred, ma direi che viene subito dopo. Un personaggio marginale è la sorella di Ryan, ad esempio.

    bellantonio ha scritto:

    ah! e poi quello recita come un cane! O_o

    Razzista!

  15. bellantonio scrive:

    Scusa per l’esempio!
    Taluni sono infastiditi dagli esempi perchè fanno presuppore che l’interlocutore abbai un’intelligenza diciamo “limitata”, incapace di processi analitico-sintetici, anche se quest’ultimo (il processo) è limitato dalle capacità espressive, appunto, dell’interlocutore.
    Veniamo a noi! Ci provo!
    Jenna è un personaggio molto secondario: da 0 (ad esempio il veterinario che ha fatto la pulizia dei denti[questo non è un esempio vero è proprio, è una parametrizzazione]) a 10 (Frodo e Wilfred) è un 5;la sorella di Frodo è un 4, il vicino di casa erbaiolo un 2.
    Penso che continuerà così per tutta la serie e Jenna non diventerà mai un bel personaggio secondario diciamo corposo, tridimensionale e sfaccettato; è funzionale alla serie -i perchè sono molteplici, forse ne troverai più di me, come il fatto che è bella, oppure perchè la (tensione sessuale inespressa) storia d’amore effettivamente ci vuole etc- quindi la rivedremo. Il fatto che alcune storyline sono partite da lei la fanno un po’ più protagonista non è vero secondo me. Spesso le storyline partono da (ca***te) eventi fortuiti, dipende dalla fantasia dello sceneggiatore. Potrei fare degli esempi ma evito.

  16. Dextha scrive:

    Riportavo le storyline perché posso parlare solo di questi due episodi, in cui lei è stata fondamentale. Certo, ciò non vorrà dire che sarà sempre nel bel mezzo della narrazione, potremmo trovare interi episodi in cui lei sarà assente. Dico solo che lei è il personaggio più importante dopo la coppia Wilfred-Ryan, un terzo pilastro, ma distanziato dagli altri due. Il fatto è che, comunque decideranno di muoversi gli sceneggiatori, lei è la padrona di Wilfred, è la vicina di casa di Ryan, ed è la ragazza che Ryan vorrebbe avere e probabilmente proverà a conquistare. Questo fa di lei qualcosa di più di un personaggio secondario (come il motociclista burbero o la sorella di Ryan), e sicuramente non lo definirei un personaggio molto secondario o addirittura marginale.

  17. Pogo scrive:

    Dextha ha scritto:

    prevedibile o banale che sia

    E no. Se è prevedibile puoi ridere (il tizio che cade sulla buccia di banana); se è banale (lei ha un… e poi intendeva il ragazzo) no.
    Bassezza, nel senso che cerca di solleticare la comicità della pancia, senza nemmeno riuscirci. Si può essere volgari e divertenti, oppure no; ma non divertenti con la volgarità ad arte che vorrebbe sposare il surrealismo.
    Inconcludente perché sciocca, scialba. Una scrittura che fa dire al cane perle che vorrebbero essere filosofiche, quando invece sono la cosa più banale del mondo.
    Non ha verve: insomma, la vivacità dovrebbe essere motore di una serie che ha come massimo protagonista un cane visto come un uomo da uno sfigato. Invece piatta come l’acqua in un bicchiere. Valga per esempio massimo la trattazione di Wilfred e il dentista.
    E non è comica: dovrei ridere con il pellicano (o quello che cavolo era) ucciso da Wilfred? Con una tempistica che crea una telefonata intercontinentale? O della multa che riceve Frodo? Il cane sulla spiaggia non può entrare… mi faranno una multa… ah… 400 dollari… ma va?
    La colpa più grave – a mio avviso – è quella di cercare di essere ironica e non riuscirci. Non c’è una funzionale distanza dal mondo che possa guardare con distacco una situazione e metterla alla berlina.

    Infine, ovviamente non è un errore, trovo la scelta stilistica di far vedere Wilfred solo come lo vede lo sfigato molto discutibile. Dopo due secondi che fa quelle cose stupide, mi chiedo perché sto guardando l’episodio.

  18. Dextha scrive:

    @ Pogo:
    Prevedibile e banale a volte coincidono, tipo l’esempio della banana. E si può ridere di una cosa banalissima, dipende da molti fattori. Entrambi possono essere egualmente gravi. Che poi io non parlavo della prevedibilità e della banalità delle battute con Wilfred, ma delle situazioni, che è diverso. Quanto alle volgarità, che ci sono, non fanno a pugni con gli elementi surreali, prendi Wilfred che si “ingroppa” l’orsacchiotto gigante, fa ridere ed è al contempo surreale.
    Se per tipo di comicità “di pancia” ci riferiamo a un tipo di comicità che utilizza argomenti volgari (peti, culi, escrementi, ecc…), allora possiamo semplicemente parlare di volgarità. Per quanto mi riguarda, invece, la comicità di pancia è quella più “diretta” e accessibile, che non ha bisogno di un ripensamento del cervello. Esempio: torte in faccia, buccia di banana, facce strane, peti, urla, schiaffi ecc… Si possono invece utilizzare argomenti volgari per costruire battute molto argute, come quella dell’anello (doppiamente geniale), che in quel caso non sono di pancia, ma al massimo volgari.
    Wilfred usa entrambi i tipi di comicità, ma ne usa anche molti altri.
    Per le “perle filosofiche” di Wilfred. E’ evidente che gli autori si limitano a giocare con gli elementi filosofici, non vogliono scrivere trattati. Wilfred comunque dice battute sensate, che si ricollegano al suo modo di pensare.
    Che poi manchi di verve e non faccia ridere è un tuo parere, ancora purtroppo non ben argomentato. La scena del pellicano faceva ridere (di pancia) perché Wilfred doveva essere discreto e per l’alternza “è un pellicano”/”era un pellicano” (e anche perché i cani sono soliti portare carcasse morte ai padroni), che poi io non l’ho manco trovata così divertente, quanto surreale, simpatica. La scena della multa non doveva far ridere.

  19. Pogo scrive:

    Dextha ha scritto:

    Che poi manchi di verve e non faccia ridere è un tuo parere, ancora purtroppo non ben argomentato

    e poi
    Dextha ha scritto:

    La scena del pellicano faceva ridere (di pancia)

    Quindi, il mio è un parere. Ciò che scrivi tu la verità. Famme capì.

    Non ho nemmeno capito la tua continua ricerca di argomentazione: l’argomentazione è necessaria per spiegare perché una cosa è fatta male o bene.
    Dire che non è ironica (la serie) non prevede ulteriore argomentazione, dato che “ironia” vuol dire alcune cose specifiche, come “superiore distacco dalle cose” oppure “visione sarcastica del genere umano”.
    Infine, pancia e volgarità non vanno insieme: la volgarità può essere anche intellettuale. La pancia è la comicità che dovrebbe far ridere con lui con il peluche. Non è volgare concettualmente (in Transformers 2 uno dei Decepticon si aggrappa alla coscia di Megan Fox e fa proprio ciò che fanno spesso i cani ed è un momento sfizioso del film), è spicciola. A me infatti non ha fatto ridere. L’esagerazione, il surrealismo etc, bisogna saperli dosare bene.
    E “Wilfred” non ha nemmeno la comicità della realtà (il discostamento tra il mondo reale che vediamo e ciò che il mondo è) e dire che qui avrebbe potenzialità enormi, dato che è un cane visto come un uomo da Frodo.

  20. Pogo scrive:

    P. S. banale e prevedibile non coincidono mai. Non solo sono due termini completamente diversi…

  21. Dextha scrive:

    @ Pogo:
    Assolutamente. Avevi detto “dovrei ridere per un pellicano ucciso”? Ti ho risposto “no, casomai per…” Non era la morte del pellicano a far ridere, grazie al cielo, ma il contrasto con le parole dette in precedenza (“promettimi che sarai discreto”), la caricatura dei comportamenti canini, l’imbarazzo di Ryan, ecc.. Che poi non ti faccia ridere, o non faccia ridere ad altre persone, è qualcosa di soggettivo. A me ad esempio ha fatto sorridere, perché l’ho trovata una scena “simpatica”.
    Banale e prevedibile ovviamente sono due parole con due sensi diversi, ma non troppo, una intende un qualcosa privo di originalità, l’altra qualcosa di facilmente immaginabile, quindi ovvia, scontata, “banale”.
    Pancia e volgarità non le ho messe insieme, anzi, le ho volute propriamente separare. Ho detto che per la prima intendo un tipo di comicità immediata, come può esserlo un tizio che scivola su una banana, per la seconda un determinato uso di linguaggio (sconcio, rozzo, osceno).

  22. vaaal scrive:

    Non voglio inserirmi nella vostra diatriba, ma poi come si dovrebbe argomentare “non mi fa ridere”, me lo puoi spiegare? Dovrei dire PERCHE’ non mi fa ridere? Dovrei indagare le motivazioni psicologiche connesse al mio vissuto intersoggettivo che non permette al mio cervello di attivare zone neuronali che portano alla risposta fisiologica della risata? Mah.

    A me sembra che ogni volta qualcuno dice qualcosa di dissimile dall’opinione del recensore debba star lì a giustificarsi. Non ARGOMENTARE, ma proprio giustificarsi. “Scusate se non ho la vostra stessa opinione, sarà forse per la mia scarsa conoscenza delle comedy, ma a me mi sembra, e dico mi sembra, IMHO, può darsi che questa comedy non sia poi così divertente, ma probabilmente mi sbaglio”. Mamma mia.
    Anche a me questa serie sa un po’ di puzzetta banale, magari migliorerà, chissà, sta di fatto che neanche a me ha fatto ridere, e mi chiedo per quanto tempo possano andare avanti con questa relazione stereotipata, i giochetti “uomo che fa cose da cani”, frodo che si lamenta che non può farlo perché è un cane! e wilfred che invece vuole fare l’uomo di mondo.

  23. vaaal scrive:

    poi non è che se uno la pensa diversamente dal recensore il recensore perde credibilità. Lo so che lo sapete già, ma mi pare che vi comportiate come se non lo sapeste.

  24. Pogo scrive:

    Dextha ha scritto:

    promettimi che sarai discreto

    Appunto. Banale, non prevedibile.
    Cioé, data una premessa del genere, è una telefonata intercontinentale che comunica allo spettatore di prepararsi a ridere perché ora gli faranno vedere che Wilfred non rispetterà la promessa di essere discreto (ma va, è un cane…).
    Prevedibile significa che io mi aspetto proprio questo da Wilfred, ma il modo in cui racconti l’accaduto contiene la comicità, perciò rido.
    Banale invece è prima di tutto la sua risoluzione (tutto l’episodio: tu sei un amico; no, tu sei un amico, non tradirmi; no… non ti tradirò…; ti porto al cinema… no, è il dentista, scusa, è che la tua padrona è proprio gnocca… e così via), poi cosa tratta e cosa mostra davvero.

    vaaal ha scritto:

    Anche a me questa serie sa un po’ di puzzetta banale, magari migliorerà

    Secondo me lo spazio per migliorare non c’è più; o meglio, ci sarebbe solo a patto di rivoluzionare l’intera struttura portante: trasformare il rapporto Frodo/Wilfred nel fulcro di una comicità del dolore e della realtà.
    Così com’è, invece, nasce già viziata dal peccato di fondo con lo stereotipo del cane che fa cose da uomo tramite la rappresentazione visiva di un tizio con un costume di carnevale (pure brutto).
    Qui non è Mr. Jinx (sfigatto) che facendo cose da umano mette nei guai Stiller (a me il film non piaceva, né faceva ridere, ma non è questo il punto); qui è un uomo vestito da cane che si siede sul divano e fuma erba. Nulla che faccia anche solo sorridere, per quanto mi riguarda.
    Concordo appunto sul banale.

  25. Dextha scrive:

    vaaal ha scritto:

    Non voglio inserirmi nella vostra diatriba, ma poi come si dovrebbe argomentare “non mi fa ridere”, me lo puoi spiegare? Dovrei dire PERCHE’ non mi fa ridere? Dovrei indagare le motivazioni psicologiche connesse al mio vissuto intersoggettivo che non permette al mio cervello di attivare zone neuronali che portano alla risposta fisiologica della risata? Mah.

    Ma no guarda, se ho dato questa impressione devi (dovete) scusarmi. Semplicemente Pogo aveva esordito con una marea di aggettivi distruttivi, che ho voluto (consigliato?) argomentasse, tutto qui. Ma anche se avesse motivato fin da subito il suo parere discordante, sarei comunque potuto intervenire, qualora non fossi stato d’accordo, ma non per uccidere la discussione, anzi, per crearla. E’ questo il dialogo, se poi vogliamo fare ognuno il nostro monologo, senza confrontarci, pazienza. Non sarei mai intervenuto qualora avesse semplicemente detto “non mi fa ridere”/”non mi piace”, perché in quel caso sarebbero stati giudizi soggettivi, che avrei totalmente rispettato.

    Pogo ha scritto:

    Appunto. Banale, non prevedibile.
    Cioé, data una premessa del genere, è una telefonata intercontinentale che comunica allo spettatore di prepararsi a ridere perché ora gli faranno vedere che Wilfred non rispetterà la promessa di essere discreto (ma va, è un cane…).
    Prevedibile significa che io mi aspetto proprio questo da Wilfred, ma il modo in cui racconti l’accaduto contiene la comicità, perciò rido.
    Banale invece è prima di tutto la sua risoluzione (tutto l’episodio: tu sei un amico; no, tu sei un amico, non tradirmi; no… non ti tradirò…; ti porto al cinema… no, è il dentista, scusa, è che la tua padrona è proprio gnocca… e così via), poi cosa tratta e cosa mostra davvero.

    La scena di Wilfred che fa casino sulla spiaggia è innanzitutto prevedibile. La scena dove si mostra il ragazzo è innanzitutto banale. La differenza tra le due cose secondo me è che la banalità non te la devi per forza aspettare, arriva e basta. Se poi vuoi prendere tutta la sceneggiatura, poi tacciarla nel complesso di banalità, in quanto non molto originale, prevedibile nel suo svolgimento. Non puoi però (cioè, puoi, ma trattandosi di un prodotto del genere mi sembra un errore) tacciarla di banalità perché è semplice, non complessa. La serie chiaramente non ha questo tipo di pretese, non è il suo obiettivo essere complessa.
    Infine, ripeto, credo che banale e prevedibile possano coincidere, e che si possa anche ridere in entrambi i casi, ad esempio puntando tutto sulla mimica dell’attore (tipo Mr Bean). Certo, è raro, ma non impossibile.

  26. Pogo scrive:

    Dextha ha scritto:

    Non puoi però (cioè, puoi, ma trattandosi di un prodotto del genere mi sembra un errore) tacciarla di banalità perché è semplice, non complessa. La serie chiaramente non ha questo tipo di pretese, non è il suo obiettivo essere complessa

    E chi l’ha detto che bisogna essere complessi per non essere banali?
    Ti sembra che “Friends” era complesso? Sarà stata probabilmente la serie più semplice del mondo. E “The Big Bang Theory” ti sembra complesso? Ha una semplicità disarmante, a ben guardarla.
    “Wilfred” è banale già solo come è pensato; nasce vecchio nella forma strutturale e prosegue con scelte stilistiche del tutto banali. Si può essere banali anche portando sullo schermo La Divina Commedia e invece fare qualcosa di ottimo portandoci romanzi “usa e getta”.
    Mr. Bean (a me non fa ridere, ma gusto mio) non funziona perché prevedibile (e non banale), ma perché è inadeguato al mondo che lo circonda: è l’erede televisivo – con enorme differenze – (sigh… che brutto erede…) del magnifico personaggio di Peter Sellers in “Hollywood Party”.
    Qui Frodo non è inadeguato; è semplicemente uno sfigato ma nemmeno tanto. Wilfred è un uomo vestito come un peluche che fa cose da uomo… La gnocca di turno c’è e non crea frizione tra il mondo di Frodo e quello di Wilfred… perciò, mi chiedo, dove sta la comicità?
    La comicità surreale è la più difficile da ottenere e far funzionare. Ci riuscivano bene i Monty Python al cinema e in televisione il primo vero SNL, con John Belushi che faceva Beethoven/Ray Charles o il Caffé Olimpia* (quest’ultima gag un misto di demenziale, surreale e contrasto).
    Siccome non guarderò oltre questa roba imbarazzante, credo che la bella discussione – almeno da parte mia – si possa fermare qui.

    *chi non ha avuto la fortuna di vederlo, consiglio vivamente di procurarselo. Ne vale la pena.

  27. Dextha scrive:

    Pogo ha scritto:

    E chi l’ha detto che bisogna essere complessi per non essere banali?
    Ti sembra che “Friends” era complesso? Sarà stata probabilmente la serie più semplice del mondo. E “The Big Bang Theory” ti sembra complesso? Ha una semplicità disarmante, a ben guardarla.
    “Wilfred” è banale già solo come è pensato; nasce vecchio nella forma strutturale e prosegue con scelte stilistiche del tutto banali.

    Quel che dico è che non sarebbe corretto tacciare la serie di banalità per questioni come l’eventuale mancanza di approfondimento filosofico/sociologico. Wilfred ha “spunti” filosofici, con cui gioca, e tratta tematiche, ma non vuole arrivare ad essere un trattato sociologico. Perciò non mi sembrerebbe giusto (fino ad un certo punto) accanirsi qualora queste tematiche non vengano approfondite. Alla fine parliamo sempre di una comedy da venti minuti.
    Se poi ti risulta banale per le meccaniche narrative, amen. A me sembra discretamente originale invece, uno spunto tematico a settimana, su cui costruire la puntata (non ho ancora visto la prossima, che dovrebbe parlare di “paura”). La scelta stilistica del cane antropomorfo la trovo assolutamente azzeccata. E gran parte della comicità viene costruita anche in questo modo. Non è vero che il cane si comporta “da uomo”, in gran parte delle occasioni si comporta proprio da cane, o meglio, razionalizza i modi di fare dei cani, e il fatto di ri-vedere questi comportamenti attraverso Wilfred crea comicità (come per i robot di Futurama).

  28. Akiram scrive:

    Non capisco tutte queste critiche sul senso della serie e la sua (apparente) banalità. Non c’è bisogno di arrovellarsi il cervello per capire dove vuol andare a parare…
    Wilfred è una serie tv fatta per intrattenere e divertire: pura fruizione demenziale! STOP!
    A me diverte da morire, continuerò finchè ce ne sarà!

  29. alessia scrive:

    La guarderò solo se il cane non assomiglia al coniglio di Donnie….Frank mi ha impedito il sonno per mesi O_O
    e poi ho due buoni motivi: che Wood e poi White collar finisce la pros sett…ç_ç

  30. Dona scrive:

    Pogo ha scritto:

    Imbarazzante.
    E sono pure andati a prendere una serie che già esisteva*, per fare una cosa così.
    Senza verve, comicità, ironia. Di una bassezza unica, ma soprattutto banale e telefonata.
    Una scrittura debole, inconcludente e forzata.
    Tecnicamente preistorico. L’unica cosa positiva, hanno evitato le risate pre-registrate; anche perché tutto sommato, questo “Wilfred” non è una sit-com vera e propria.
    La comicità (o commedia) surreale bisogna saperla fare.
    Non so i numeri di FX, né quali siano le aspettative, ma secondo me, conoscendo la FOX, questa serie non arriva alla seconda stagione.
    Di sicuro io non arrivo al 3° episodio. Mi fermo qui. Già 40 minuti sono stati di troppo.
    *Sarei curioso di vedere un paio di episodi a questo punto…

    Ho iniziato a vedere Wilfred ieri, sto per guardare la terza puntata. sinceramente si vedono i germogli di una serie che tutto è meno che commedia surreale. il cane è inquietante, più che ridere fa sorridere (a parte qualche trovata “da cane” al 100%). chiede fiducia e fedeltà al protagonista ma poi è il primo che lo tradisce trascinandolo in situazioni che in teoria dovrebbero sbloccarlo dalle sue dinamiche mentali stereotipate e finto-rispettose del sociale, in realtà lo incasinano. Lo sputtana col portafogli caduto e con la pagina sulle ambiguità sessuali nel tablet, si proclama unico vero amico, in realtà è il nemico. perchè il protagonista è STRA EVIDENTEMENTE in preda ad allucinazioni: proietta una parte di se stesso in un cane. Ed è il nemico di se stesso. All’inizio più che allucinazioni sono distorsioni sensoriali perchè ancora lui conserva un minimo margine di insight (si rende conto che quel che vede potrebbe non essere vero ed attribuisce la colpa alle pillole che gli ha dato la sorella), pian piano però sta perdendo il contatto con la realtà ed inizia a non chiedersi più perchè vede Wilfred.

    A me tutto sembra meno che bisognoso di verve o, perggio, comicità. ha il pregio di trattare con ironia e sarcasmo un tema tutt’altro che allegro. Lo trovo divertente ed inquientante insieme. al massimo certe trovate non brillano in originalità, ma chi in questo lavoro telefilmico vede una semplice comedy, non ha capito un cazzo.

    aspetto di vedere impaziente le altre

  31. Adry scrive:

    Ma Si Può Vedere FX in itakia?! Io ho sky ,ma non riesco a trovarlo! su che canale lo fa?!

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