
Di solito le serie americane meritevoli di remake vengono dal Regno Unito, da quella splendida landa televisiva dominata dalla BBC; ma può capitare qualche volta che la serie che gli Stati Uniti vogliano rifare provenga da altri continenti, per la precisione dall’Australia. Come nel caso di Wilfred.
In origine serie australiana di 16 episodi creata dai protagonisti Jason Gann e Adam Zwar, oggi serie americana targata FX – i mezzi geni che vi hanno regalato It’s Always Sunny on Philadelphia e The League – con Elijah Wood e ancora Jason Gann, in uno dei ruoli più bizzarri e scombiccherati della storia della commedia tv.
Ossia quello di Wilfred, un cagnolone grosso peloso e sporcaccione che il depresso e aspirante suicida Ryan vede come un essere umano travestito da cane di peluche: il paradossale rapporto con il cane/uomo gli crea qualche scompenso con la sorella e la sexy vicina di casa – padrona del cane – ma gli insegnerà ad avere fiducia di sé.
Trama che nella morale è abbastanza convenzionale (e il titolo si riferisce alla ricerca profonda di Ryan), ma che sa riscattarsi come commedia tipicamente FX, in cui la componente maschile di goliardia e sboccatezza viene stemperata dall’ironia psicologica e dal tono surreale (che ricorda Harvey, film di Koster del ’46 con James Stewart).
Come ogni sitcom, seppure in chiave moderna, che si rispetti, il nocciolo della questione è puramente “educativo”: ovvero recuperare al regno dei vivi e degli attivi un tipo depresso, non particolarmente saggio da tenersi un lavoro e non particolarmente sveglio da tentare di ammazzarsi con qualcosa di diverso dal collutorio. Niente di meglio per tirarsi su di parlare con un uomo scostumato e mascherato da cane che fa di tutto per metterti contro un motociclista furioso e possente (interpretato da Ethan Suplee, meglio noto come il Randy Hickey di My Name Is Earl).
Agire d’istinto, affrontare le paure, cercare la felicità oltre gli schemi sociali: tutto nobile, ma il vero cuore – e interesse dello spettatore – sta nel rapporto tra i due protagonisti e l’effetto comico nato dal contrasto tra un tipo disturbato e fragile e un rozzo uomo/pupazzo che dice sconcezze con accento anglo-australiano è assicurato.
Con in più un finale “aperto” (Wilfred, dopo che con Ryan ha derubato di una pianta di marijuana il motociclista, lascia il portafoglio dell’uomo sul luogo del delitto) che lo sceneggiatore David Zuckerman introduce per attirare lo spettatore all’episodio successivo, visto che in sé lo script potrebbe ridursi al semplice status di cortometraggio; mentre la regia di Randall Einhom assicura il tocco eccentrico e l’aderenza a personaggi ed attori.
Tra cui va bene Elijah Wood, che è Frodo e tutti gliene saremo grati a vita, specie perché come strabuzza gli abnormi occhi azzurri lui non lo fa nessuno, ma Jason Gann è davvero un grandissimo spasso che prosegue instancabile fin dopo i titoli di coda. Attenzione al fiuto del suo naso per il latte acido: il nostro fiuto per le buone comedies ci dice di continuare a seguire Wilfred. Nulla di esplosivo, ma molto di divertente.
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(36 voti, media: 4,11 su 5)










Carino!
Non amo il genere e non gli avrei dato 2lire, ma sono stati 20min divertenti. Gradevole passatempo estivo.
Visto, carino. Certo, l’accento di Wilfred non è facilissimo da capire… Per ora continuo la visione.
Ma allora era davvero Randy di My Name Is Earl, l’avevo riconosciuto!
Ok, non vi nascondo che ho odiato quella serie a morte, ancor di più in seguito al recente boom di Mediaset. Troppo rozza per me, che sono un signorino.No vabbè, a me il pilot è piaciuto un sacco e Elijah Wood mi piace parecchio come attore (ma più come filmografia) stamattina ho visto il secondo episodio ed è addirittura migliore di questo. Promosso con il 3,5 di ManuLele e speranzoso in un miglioramento crescente.
Bello il pilot, speriamo che regga nel tempo, quando svanirà l’effetto novità dell’uomo che fa cose da cane.
Ho visto il pilot proprio perché la storia mi ricordava quella di Harvey e non me ne sono pentita. Divertente e surreale, se gli autori sapranno tirare fuori anche una storia che vada al di là del senso di compiutezza che lascia la prima puntata, può diventare uno degli appuntamenti estivi. Se poi eviteranno anche le scene disgustose tanto meglio.
Mi ha un sacco divertito, continuerò a vedere tutta la prima stagione. Peccato non abbia una sigla, anche breve.
molto molto divertente.
Avreste dovuto vedere lo sguardo di mia sorella quando ha visto la sigla finale con Wilfred che se la spassa con l’orsacchiottone
auhauhauhauhauhauhauhauhauhauhahuauhauh
divertente
L’idea è davvero carina e il pilot accattivaante, ma devo ammettere che non son del tutto sicuro sul continuo di questo serial. anche perché la dinamica per quanto divertente potrebbe stancare presto.
Sto cane è un filosofo
Ho amato questo pilot, e anche se nutro anch’io – come Noodles – dubbi sui possibili limiti futuri per la serie, finché viagga su questi binari la guarderò con estremo piacere. Al limite ci piscerò su e gli scaverò una fossa XD
Dextha ha scritto:
Cioè scavi una fossa nel bagnato ?
Bellina la serie, “irriverente” diciamo. Penso che quest’estate sarà un’appuntamento fisso, anche xkè wood mi piace molto (forse mi ha ipnotizzato). Molto surreale, anche il sound. Ma secondo voi lo vede a immagine d’uomo a causa di quello che fumano?
No era per colpa dell’overdose di pasticche, probabilmente qualcosa sfuggito dai laboratori Testico
.rIFF ha scritto:
No, piscerò sopra la serie e la sotterrerò. Ripensandoci prima scaverei la buca, poi butterei la serie e in seguito ci piscerei sopra. Ma per il momento la mordicchio felice.