The Killing S01E12

The Killing – 1×12 – Beau Soleil

L’episodio della settimana scorsa, nel suo essere così maledettamente bello, mi ha fatto leggermente andare nel pallone. Mi ha fatto domandare cosa c’è che non va veramente in The Killing, perché è abbastanza strano trovarsi davanti a un poliziesco che funziona e coinvolge nel momento in cui si arena dai territori d’indagine. Beau Soleil è il penultimo episodio, e se nella mia prossima vita dovessi reincarnarmi in un prodotto televisivo certamente non vorrei essere un series finale, e soprattutto MAI un penultimo episodio.

Che diavolo di impegni devono assumersi, questi episodi pre-finale. Sistemare la scacchiera, comporre i primi pezzi di un puzzle, offrire un valido motivo per guardare l’atto finale che anticipano. Urgh, che rottura. Il penultimo episodio di The Killing è probabilmente il più veloce dell’intera stagione. Dopo essersi terribilmente perse a metà del giro, le indagini cominciano a prendere forma, nel modo più prevedibile possibile. Quello che comunque diverte è come gli autori cerchino di impegnarsi per far distrarre lo spettatore più stupido, disseminando tracce di possibili altre piste e colpevoli.

Finalmente abbiamo capito cosa diavolo c’entra tutto l’affare della campagna politica di Darren Richmond. Politica? Uomini? Una ragazzina morta? Qualcuno ha detto RAGAZZINE PROSTITUTE? Beau Soleil è infatti il nome di un’agenzia di giovani escort, di cui scopriamo far parte la zia di Rosie e, molto probabilmente, anche Rosie stessa.

Prima di sbatterci questa nuova scoperta direttamente in faccia, l’episodio si esaurisce presentando altre piste: l’indirizzo email sconosciuto di un adescatore curioso di sapere cosa si prova quando si annega, la possibilità che dietro a questo ci sia uno dei maggiori finanziatori della campagna di Richmond, la possibilità che sia solo uno scherzo tra le “colleghe” del Beau Soleil.

E all’improvviso, quasi come se fosse una tecnica riempitiva, The Killing comincia a fare una cosa che odio a morte: assume le tinte di quel classico thriller dove nessuno è quello che sembra, il pericolo è dietro l’agguato e via dicendo. Da una parte c’è ancora la parte politica, con un traffico di foto che ritraggono Darren Richmond impegnato in chissà quale porcata. Da un’altra parte ancora c’è una sequenza di scene che non mi ha convinto per niente, in particolare quella dell’incontro tra i coniugi Larsen in carcere. Alcune frasi, di entrambi, suggeriscono una qualche implicazione nel caso, un non-detto (l’ennesimo) o quello che è, ma comunque una cosa veramente fastidiosa. Si possono interpretare queste sequenze in due modi: possiamo decidere di percepire la frattura di un rapporto tra marito e moglie, stimolata dall’omicidio della figlia e dalle diverse reazioni che entrambi hanno manifestato. Possiamo decidere di percepire la cosa come un insabbiamento finito male. Perché qualcuno sta pensando che possono aver commesso il delitto anche i genitori stessi, e alla fine ancora non si spiega la faccenda Janek.

Una altro momento clue dell’episodio (dove con clue questa settimana intendiamo momento soggetto a discussioni ambivalenti) è l’incontro di Holder con una delle giovani squillo (a proposito: ciao Alona Tal, era da un po’ che non ti si vedeva) finalizzato a confermare le nuove piste che conducono nel cuore della Beau Soleil. Le inquadrature, gli sguardi, le battute tra i due, in un certo senso, ci spingono quasi a sperare che Holder perda il controllo o faccia qualcosa di avventato. Credo sia stata una mia personalissima impressione, la scena di per sé è veramente molto buona, ma la risoluzione finale rovina un po’ tutto.

Tuttavia non ci sono solo aspetti negativi, anzi: l’intera sequenza finale (telefonatissima ma va bene) funziona veramente bene e crea un gradevolissimo climax (tuttavia con una forte sospensione dell’incredulità: a un volume delle casse tanto alto è abbastanza improbabile non sentire cinque avvisi di posta di seguito, perciò quella casa deve avere un’acustica orribile o il padrone dovrebbe andare un attimo dall’otorino). L’atmosfera e le scenografie alimentano un clima opprimente che ci è praticamente ormai familiare e Mireille Enos è brava come al solito. Si riscontrano anche puntine di trash solo se ci si sforza a sdrammatizzare (provate a non ridere o a non completare la frase quando leggete I KNOW WHAT YOU DID).

Ma alla fine, c’è una cosa preoccupante: non si ha tutta questa voglia di guardare l’episodio successivo. Mi spiego: convincersi che Richmond sia l’assassino non è facile. Non dopo aver assistito per un’intera stagione a prove, indizi e accuse che chiudevano un episodio annullandosi automaticamente la settimana successiva. E questa componente di sfiducia, se così la vogliamo chiamare, certamente non regala punti al giudizio finale. Di recente ho scoperto che nella serie originale le indagini sull’omicidio della ragazzina si concludono con la prima serie. La versione USA farà anche così, rivelandoci una volta per tutte chi ha ammazzato la poveretta? Spero sinceramente di sì: la possibilità di un nuovo caso certamente non preclude un miglioramento qualitativo. Perché sì, The Killing è stato rinnovato per una seconda stagione proprio martedì scorso.

Io per adesso punto il dito verso… nessuno. Non mi è mai interessato veramente, ma dal momento che mi sono arreso sul fronte dello svolgimento delle indagini non mi rimane altro.

Deluso? Abbastanza (soprattutto ripensando a cosa ci ha regalato l’anno scorso la AMC).

Ma la speranza, giusto perché ho il cuore troppo buono, la conservo anche per il finale.

+++ (fate finta che esista un voto del genere)

 

Giulio

Brutto, cattivo e antipatico. Sì, un criticone.
Conflitti interiori e menti disturbate sono di casa.

24 Comments

  1. Direi che per questa serie la frase “è bravo ma non si applica” fotografa in pieno la situazione. Condivido il giudizio ambivalente, anche se a me quest’episodio ha divertito parecchio (potevi dare 4 stelle meno, anzichè 3 e mezzo più più più :D ).
    The Killing, secondo me, va seguito senza troppe pretese (contrariamente a quanto ci si poteva aspettare), e, in attesa dell’ultimo episodio, ora come ora lo consiglierei a chi non ama i gialli iperscientifici alla CSI e preferisce un crime più tradizionale.
    Non ho visto l’originale danese (pur avendo letto ovunque lodi sperticate), ma il sospetto è che la storia sia stata sviluppata in maniera troppo farraginosa, fingendo di focalizzare l’attenzione sul versante emotivo dei personaggi coinvolti (peccato che siano uno più stereotipato dell’altro) e che quei pochi progressi nelle indagini siano stati fatti per provvidenziali botte di c..ehm fortuna :D (dalla scoperta di Adela, all’autobus che conduce al covo politico di Richmond, fino alla mail di questa puntata)
    Il fumo che gli autori c’hanno gettato sugli occhi con i vari sospetti è stato giostrato abbastanza male: troppo tempo si è indugiato sull’insegnante, troppo poco su Belko o sulla zietta (che potevano essere piste interessanti); e a questo punto mi chiedo come non possa essere Richmond l’assassino (dato che, per “scagionarlo”, servirebbe una spiegazione assurda, e non voglio nemmeno pensarci).
    Quanto alla seconda stagione, non so fino a che punto possa intrigarmi una nuova indagine, se condotta secondo lo stesso canovaccio.

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  2. Dopo l’anomala puntata 1×11 (che a me è piaciuta molto), si torna al solito The Killing. Il ritmo è più veloce del solito, l’episodio scorre e si lascia guardare… Però di spunti interessanti non ne offre. Questa puntata mi fa proprio pensare a un tipico film/telefilm thriller dignitoso, ma abbastanza anonimo. Non aggiunge niente alla mia personale esperienza.
    Poi vabbè, c’è anche la solita storia delle prostitute minorenni e dei politici sporcaccioni… Ripeto che il collegamento tra il piano “basso” della gente comune (di cui fa parte la vittima) e quello “alto” della politica poteva essere una buona idea per un serial lento, ma per com’è stata sfruttata si è scivolati nella banalità e nella pretenziosità fine a sè stessa.
    Sulla rivelazione finale non riesco a pronunciarmi. Devo vedere l’ultima puntata…

    3/5

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  3. Secondo me la moglia di Richmond e’ morta annegata; ecco perche quella domanda “weird” alla povera escort. Questa volta non mi fregano!

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  4. charles ha scritto:

    Secondo me la moglia di Richmond e’ morta annegata; ecco perche quella domanda “weird” alla povera escort.

    In realtà qualche episodio prima si era detto che era stata investita da una donna ubriaca e avevano mostrato anche la scena dell’udienza di scarcerazione della donna.

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  5. The Killing non è né carne né pesce.
    Peccato perché l’apparato tecnico funziona abbastanza bene, ma la storia fa acqua. La troppa superficialità di alcune scelte mi fa venire una voglia matta di recuperare l’originale per vedere di chi può essere la colpa…

    Resta un mah con un filo di boh.

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  6. Puntata già scritta e scontata, nelle modalità almeno.
    Dopo 11 inutili episodi, si scopre tutto in uno
    Che sia Richmond o meno, decisamente non si fa così. Ma buono a sapersi per la seconda stagione. Guardi il Pilot e aspetti gli ultimi due episodi.
    Deloso Deluso Deluso

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  7. _iShouldBeSoNucky_ 20 giugno 2011 at 13:21

    grillovoce ha scritto:

    Pilot e aspetti gli ultimi due episodi.

    In estrema sintesi è anche il mio pensiero. Estremi belli e tanta noia in mezzo.

    Una serie come questa dovrebbe finire in maniera tale che la scoperta del colpevole ti lasci a bocca aperta…ma qui su tutti viene gettata cattiva luce, quindi come si farà a rimanere sorpresi?…a meno che non si scopra sia stata la Linde! :-D

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  8. Ciao a tutti, ciao Giulio: bella recensione e ottimo screencap :)
    Alla puntata do 4 stelline: tranne il filler scorso è la migliore della stagione; se fossero state tutte così sarebbe stata una serie molto bella anzichè così così. Io alla fine la serie posso dire di averla guardata per le locations,la scenografia, la fotografia e i capelli rossi della Enoc.

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  9. io continuo a ripeterlo: come dice Giulio nella recensione, i genitori non convincono del tutto. MA COME E’ POSSIBILE CHE UNA MADRE NON PROVI NEMMENO A TELEFONARE A UNA FIGLIA MINORENNE CHE STA DA SOLA UN WEEKEND??????????
    solo io me lo chiedo?

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  10. Ciao. Questo dodicesimo episodio è diverso da tutti gli altri proprio come era accaduto per il precedente. Sono d’accordo con Giulio su tutto, dal ritmo veloce alla paura per la delusione Finale.
    Ma incrocio le dita (per stasera?)…

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  11. A me l’episodio precedente aveva solo irritato ancora di più, l’ho trovato inutile, non solo dal punto di vista delle indagini (inesistenti), ma anche da quello dei personaggi, visto che alla fine non ci ha detto nulla di significativo. Era ovvio che in questo si sarebbe premuto sull’acceleratore. E infatti. Per la prima volta non mi sono annoiata nemmeno per un minuto, ma potrei dire che l’episodio mi ha convinta? No. Tutto molto banale. Settimane fa avevo buttato lì che per me l’assassino era Richmond. Può essere che io avessi ragione, come può essere che sia qualcuno a lui molto vicino, ma il punto è che ormai me ne frega molto poco, perché non sono riuscita ad appassionarmi a questa serie. Non bastano degli interpreti molto bravi e una bella fotografia, se tutto rimane così maledettamente in superficie. Un accenno a questo, un accenno a quell’altro… questa è una serie accennata, ecco il suo problema.
    Poi, stabilito che Linden e Holder non sono Miss Marple e Poirot e quindi fanno le indagini un pò alla come viene, ma… è mai possibile che si vada a avanti a botte di culo? Linden che si trova in casa di Richmond quando il collega le telefona, mentre Richmond è di là e guarda caso ha il pc acceso con la posta elettronica aperta con l’account di Orpheus con l’avviso sonoro… per favore, eh. No davvero, capisco che Holder c’era arrivato anche lui con mezzi meno offensivi per noi, ma cmq quella scena che avrebbe dovuto essere carica di suspance a me ha fatto solo incavolare. Ma ci prendete per scemi?
    La scena in carcere tra Stan e Mitch a me è piaciuta, perché finalmente lui si scrolla di dosso l’aria da succube e la manda a quel paese. Con quale faccia Mitch gli dice che si aspettava che prima o poi lui sarebbe finito in galera, quando è stata proprio lei a spingerlo a pestare quel poveraccio?
    nonostante tutto, se la serie è stata rinnovata ne sono contenta, mi va di rivedere i due protagonisti. Però stavolta serviti da un intreccio migliore, per carità.

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  12. La cosa della stanza con tetto trasparente che dà su una piscina (in cui la gnocca nuota) è la fottuta idea del secolo.
    Quando sarò ricco sfondato me ne farò una uguale pure io.

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  13. @ Altair:
    Altair ha scritto:

    La cosa della stanza con tetto trasparente che dà su una piscina (in cui la gnocca nuota) è la fottuta idea del secolo.
    sono d’accordo. Gnocca o non gnocca.

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  14. A me la serie è piaciuta, sarà che non ho visto l’originale, sarà che non avevo grandi pretese bla bla bla. Comunque vorrei solo dire che di tante critiche sensate che ho letto, quella sulle indagini fatte a casaccio mi sembra la più ingiusta. Stiamo parlando di 13 giorni di indagine. 13 giorni. In Italia i poliziotti starebbero ancora finendo di verbalizzare l’accaduto. (Questa accusa fa il paio con “è troppo lento”. Sono 13 puntate per 13 giorni. Direi che lo si sapeva e ce lo si poteva aspettare, no?)

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  15. Io invece mi butto sul: Richmond si è sollazzato con la ragazzina morta e uno dei suoi due fidati (l’amante o l’altro) l’ha uccisa per non farla mettere in mezzo alla campagna elettorale. Così, visto che abbiamo buttato mezza stagione e più dietro ad Ahmed tanto vale andare sull’illogico. Anche perchè non voglio neanche immaginare di essermi annoiata a sentire le chiacchiere dei tre politici e filopolitici per tredici puntate e scoprire poi che non hanno nemmeno tirato i capelli a Rosie Larsen.

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  16. DaphneMoon ha scritto:

    La scena in carcere tra Stan e Mitch a me è piaciuta, perché finalmente lui si scrolla di dosso l’aria da succube e la manda a quel paese. Con quale faccia Mitch gli dice che si aspettava che prima o poi lui sarebbe finito in galera, quando è stata proprio lei a spingerlo a pestare quel poveraccio?

    Sì, quella non è stata male… Almeno c’è un po’ di conflitto, in un rapporto che non è del tutto semplice.

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  17. A me è piaciuto e mi sono ritrovata ad aspettare ogni settimana la puntata successiva, senza annoiarmi mai, sarà che le inquadrature lente, la pioggia torrenziale e la metà dei dialoghi tagliati mi piacciono più di qualunque rapido e iperattivo CSI, ma tant’è!! Qualche obiezione posso muoverla per come sono state gestite le indagini all’inizio (io avrei puntato subito sulla famiglia e sui rapporti che ognuno aveva con Rosie, a cominciare dal padre e la madre fino a Belko e alla zietta che mi puzzava di coinvolto già dalla prima inquadratura). La storia del prof ha tolto troppo tempo alle indagini, però in effetti stiamo parlando di 12 giorni dall’omicidio, non direi che sono stati lenti nel seguire varie piste tutte plausibili, molto più plausibili di quest’ultima, perchè sinceramente non riesco proprio a far combaciare l’immagine del politico integerrimo al maniaco psicopatico che uccide una ragazzina. Tra l’altro se non ricordo male, una delle ragazze che avevano subito violenza riferiva di un cliente’ chiacchierone che non la smetteva di parlare di uno stadio. Secondo me l’ipotesi “milionario testa di c…” non è da escludere del tutto, malgrado l’indizio della mail grande quanto l’intera casa del candidato sindaco.
    In tutto questo continuo a trovare molto molto brava la Enos, irritante fino a prenderla a schiaffi la madre di Rosie, sempre più simpatico Holder (carattere intrigante ma pessimo guardaroba. Spero che nella prossima stagione gli rifilino qualcos’altro che non sia la solita felpa).
    Corcordo anch’io sul fatto che la piscina-soffitto sia la trovata del secolo.
    Una mezza stella in più alle 4 che darei alla puntata!!!

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  18. Quando, ad inizio puntata, l’Ari Gold della situazione (scusate, a meno che una serie non mi prenda parecchio, faccio sempre fatica a ricordare i nomi), annuncia che dopo lo scandalo che ha coinvolto il sindaco (che poi non si capisce perchè debba rimetterci la sua campagna, visto che il cadavere l’hanno ritrovato nella baia portuale e non nel suo giardino), hanno 12 punti percentuali di vantaggio e che ormai era matematicamente impossibile perdere le elezioni, era ovvio che il Carcetti della situazione (scusate di nuovo)sarebbe stato il prossimo indagato. Anzi, mi aspettavo subito l’interrogatorio-farsa che a questo punto vedremo nella prossima puntata. Ma ciò che vorrei più sottolineare è che dopo 12 giorni d’investigazioni, ‘sti due arrivano alla pista politica solo per puro caso. Finora, nonostante il cadavere di Rosie fosse stato ritrovato nella macchina della campagna elettorale, l’idea non li aveva nemmeno solleticati. Che poi, vabbè, si scoprirà che anche Carcetti non c’entra niente e sotto con il prossimo sospettato. Ma per piacere BASTA con i riferimenti a Twin Peaks! Dopo il casinò e le squillo d’alto bordo non vorrei che adesso spuntasse Tyrion a raccontarci che è stato tutto un sogno.

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  19. Sarebbe stata una buona puntata se fosse stata la quinta o la sesta, o semplicemente se avessero reso appassionanti le indagini e i protagonisti coinvolti, ma così è solo una penultima puntata che nelle intenzioni avrebbe dovuto sbalordire. E io lo sono, sbalordita: per l’ennesima volta mi sorprendo di come e quanto le indagini vadano avanti a colpi di fortuna, con Linden che inciampa negli indizi risolutivi.

    D’altra parte tutte le altre storie vanno avanti per colpi di fortuna tramite elementi che irrompono casualmente nella scena. I resti trovati nello scavo che pregiudicano la campagna del sindaco regalando la vittoria a Richmond che altrimenti sarebbe spacciato, il plico con le foto di Richmond (perché quando concorri per le elezioni in cui i colpi bassi sono l’ossatura della campagna elettorale la prima cosa che fai è ordinare una prostituta minorenne e intrattenerti con lei *davanti* alla finestra con la tenda tirata) in mano a Gwen e così via.

    Unica nota di piacere Tahmoh Penikett.

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  20. dimenticavo: la zietta che si fa le foto per il sito con la faccia coperta, ma con le riconoscibilissime scarpe, e come se non bastasse con il giubbotto che mette sempre. Chiaro. Un ottimo modo per mantenere l’anonimato.

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  21. Perfettamente d’accordo. In particolare il problema grave di The Killing è quello sui sospettavi; lo rilevavi anche tu: a furia di tirarne fuori uno ogni settimana per poi scagionarlo nello stesso episodio, ci ha resi del tutto insensibili (anche perché cavolo è un attimino improbabile che ogni giorno questi trovano un sospettato). senza contare che molti aspetti del serial compaiono in un episodio e poi gli autori se li dimenticano completamente. The Killing resta interessante ma dovrebbe davvero applicarsi di più

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  22. ma avete visto l’ultimo episodio?
    assurdo…

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  23. Ho visto l’ultimo episodio…
    Avevo cercato commenti alla serie danese e in alcuni forum in lingua inglese avevo letto altri esiti.
    Attendo l’ultima recensione con la speranza che qualcuno mi illumini.
    Buona fine serie!

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  24. incredibile

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