The Killing

I’ll Let You Know When I Get There si apre proprio dove terminava il precedente: il corpo di Bennett che sembra morto (ma come scopriremo è “solo” gravemente ferito) sotto la pioggia battente. Se non altro stavolta non poteva davvero aprirlo l’ombrello. Il fatto è che sembra che uno dei motivi ricorrenti di The Killing sia svelarci che a Seattle non ci sono negozi di ombrelli. Vero che è una fissa della narrativa cinematografica e televisiva americana, far camminare i personaggi sotto la pioggia battente, inzuppandoli come savoiardi, senza che a nessuno venga l’idea assurda di aprire una cosa chiamata ombrello e – cosa ancora più miracolosa – senza che a nessuno venga non dico la febbre, ma neanche un raffreddorino il giorno dopo. Ma ci sono anche le esagerazioni.

Ma veniamo alle cose serie, veniamo ai fatti.

Ben presto Stan viene a sapere che Bennett è escluso dalla rosa dei sospettati e si costituisce. Neanche in tempo a scagionarne uno che subito (o quasi) Linden e Holder ne individuano un altro, Belko Royce, socio di Stan Larsen, o forse qualcosa in più. Com’è che arrivano a lui? Dalla telecamera interna del taxi che Rosie ha preso la notte in cui è morta per andare… a casa sua! Qui non ci sarebbe dovuto essere nessuno e invece i nostri detective si accorgono – dalle immagini della telecamera – che nel momento in cui la ragazza scende dall’auto si spegne una luce in casa sua. Non ci vuole molto a scoprire chi fosse l’occupante: proprio Belko. Ne viene fuori un personaggio abbastanza creepy, un uomo morbosamente legato alla famiglia Larsen, che trascorre più tempo da loro (o meglio nel loro seminterrato), che a casa sua – e c’è da capirlo visto che vive con una madre di settant’anni che va in giro e si comporta come ne avesse trenta. Ma quando i nostri detective entrano nella sua stanza trovano qualcosa che sembra inchiodare il nuovo sospetto: il soffitto, giusto in testa al letto di Belko, è ricoperto da un collage di foto della famiglia Larsen.

Sembra il manuale del perfetto psicopatico morboso indiziato di omicidio, eppure anche lui sarà scagionato poco dopo. E anche giustamente: una tale quantità di elementi a carico non poteva che rivelarsi una falsa pista. Il fatto è che a volte in The Killing le piste si montano e smontano troppo velocemente, col rischio che di fronte a ogni nuovo indiziato sappiamo già come andrà a finire. Tuttavia la vicenda Belko conferma un dato: lui ha sentito Rosie salire al piano di sopra, l’ha sentita parlare al telefono e dire qualcosa come «Adela, I’ll be there», una frase che fa da perfetto collegamento con quel foglietto che Linden e Holder hanno trovato tra i libri di Rosie con sottoscritto un orario.

Continuiamo inoltre a lamentare l’assenza assordante di Rosie. Se non altro in questo episodio la vediamo comparire due volte in due diversi video. Del primo già s’è detto. Il secondo riporta a galla il collegamento con la politica di Seattle, e col consigliere Richmond, nello specifico. Il nuovo aspirante sindaco aveva infatti negato di conoscere la ragazza, ma ora spunta un video – per fortuna trovato da una ragazza del suo staff – in cui lo vediamo a un suo comizio, attorniato da una piccola folla e tra questa c’è Rosie che gli stringe la mano e gli si accosta per dirgli qualcosa all’orecchio. Per carità, potrebbe essere nient’altro che un evento secondario, che il consigliere ha effettivamente dimenticato, ma quando si tratta di un serial investigativo… si è sempre portati a pensare al peggio. E sarebbe un nuovo colpo in faccia per Richmond, dopo l’effetto boomerang scaturito da quella bomba-scandalo che aveva lanciato contro il suo avversario, e lo scandalo arriverebbe proprio ora che aveva riguadagnato punti con la notizia dell’innocenza di Bennett, che lui, pur in una situazione così delicata, non aveva mai “scaricato”.

Non vanno meglio le vicende familiari. I Larsen, oltre alla carcerazione del capofamiglia, devono subire un altro shock: Mitch scopre infatti – da una telefonata della banca – che non hanno più risparmi. Dove sono finiti? L’impiegata propone di rivolgere la domanda al marito. Investimenti sbagliati? Gioco d’azzardo? Problemi con gente di malaffare? Le ombre su Stan si infittiscono.

I Linden, invece (madre e figlio) sbarcano dalla barca e finiscono in un motel, dove lei riceve la visita di Rick che in fondo le rinfaccia ciò che ognuno di noi ha ormai intuito da tempo: molto probabilmente lei non si trasferirà mai a Sonoma. Il problema non è Rosie. Risolto quel caso ce ne sarà sempre un altro e Rick s’è stufato di aspettarla e di soccorrerla e dunque la lascia con un ultimatum: io riparto, ho tre biglietti, se ci sarete bene, se no…

Cosa si aggiunge però in questo episodio? Bisogna aspettare il finale con il colpo interessante, nel più puro stile da detective story: mentre Linden fa jogging si trova a passare davanti al molo e scopre così chi è Adela: non una persona, ma una delle navette di Seattle. Linden ci sale su e cosa scopre? L’insegna di un casino, il Wapi Eagle Casino*, luogo che forse ha a che fare (direttamente o indirettamente) con l’omicidio di Rosie.

Continua a essere difficile inquadrare The Killing. Ha sicuramente un gran potenziale, dei personaggi interessanti, ma spesso un po’ meccanici – Mitch-zombie o all’opposto Stan che non si sa ancora che strada vuole prendere: prima si affida alla giustizia, poi decide di risolverla da solo con Bennett, finché ci ripensa ancora ed è contento che sia stato arrestato… almeno fin quando non parla con sua moglie e viene istigato nuovamente alle vecchie maniere – un’ambientazione originale, anche se con qualche precipitazione di troppo… E via dicendo. Eppure la materia c’è, i personaggi anche, basterebbe riscaldare un po’ i motori della vicenda per ottenere un serial inattaccabile.

Personalmente, sono fiducioso sul fatto che le cose sempre andranno a migliorare.

*Alzi la mano però chi non ha avuto un leggero dejà vu

Antonio Varriale

Semplicemente il dark passenger di Noodles (e/o viceversa). Non gli bastava il cinema e Sergio Leone. La sua doppia natura lo portò a mietere vittime di notte tra i serial americani. Dipendente dalle dipendenze, non si lasciò sfuggire la possibilità di entrare in un altro tunnel di visioni e meno ancora quello di scriverne pure.

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Commenti
20 commenti a “The Killing – 1×10 – I’ll Let You Know When I Get There”
  1. Holmes scrive:

    Pienamente d’accordo con la tua recensione. (anche per il deja vu col One Eyed Jack’s :D )
    Io continuo a tenermi come sospettata numero 1 la zia di Rosie, che mi convince veramente poco e che al 99% nasconde del torbido nel suo passato (che per me va dall’avere avuto un’avventura con Richmond all’aver coinvolto Rosie in qualcosa di losco, che magari ha il suo epicentro al Casinò).
    Concordo in pieno sulla troppa fretta nel fare bruciare le piste senza creare un minimo di suspense, perchè con Belko si poteva depistare per almeno due puntate, se sfruttato a dovere.
    Mi è piaciuto vedere Holder più intraprendente e finalmente paritario rispetto a Linden nel condurre le indagini.
    L’unico neo per me è stata la scoperta finale (troppo casuale) di che cosa fosse Adela, però penso che non sarà nè il primo nè l’ultimo deus ex machina che vedremo.

  2. Will scrive:

    Ci stanno andando leggeri con gli “omaggi” a Twin Peaks eh?
    Temo sia nell’aria un secondo fail per l’amc dopo TWD, vediamo se riescono a rimetterla in carreggiata con gli ultimi episodi…

  3. Marina scrive:

    Io credo che il rischio di The Killing sia quello di tutti gli “whodunit”: una puntata noiosa (tutta sulle emozioni delle persone coinvolte) e un indizietto alla fine. Invece mi sembra che dalla terza-quarta puntata si sia decisamente slegato da questo cliché. Ho trovato le ultime puntate abbastanza brillanti, specie il twist della ragazzina somala, la (tenera) pazzia di Belko, la (inquietante) pazzia di Linden, l’atteggiamento in-da-ghetto di Holder. I personaggi si delineano. E restano nel cuore. Io sono solo soddisfatta.

  4. jenny scrive:

    Holmes ha scritto:

    Concordo in pieno sulla troppa fretta nel fare bruciare le piste senza creare un minimo di suspense

    e anche sul fatto di portarne avanti una per volta! questo proprio NON mi piace! :(
    a differenza della serie, che sto apprezzando… però la domanda che mi pongo non è mai “chi ha ucciso rosie?” ma “chi sospetteranno e scagioneranno questa settimana?”.

  5. margherita scrive:

    Le scene del video del comizio di Richmond in cui saluta Rosie non ricordano tanto, perfino nei gesti, quelle analoghe di Clinton e Monica Lewinsky?

  6. close to me scrive:

    Ma possibile che il modus operandi di Linden e Holder sia quello di fare a gara a chi per primo sbatte il muso contro gli indizi mentre corre con la benda sugli occhi?
    Non so, per quanto stiano smuovendo le acque ultimamente, ormai ho perso interesse anche per il dato nudo e crudo di chi abbia ucciso la ragazza.

  7. mercurio 2 scrive:

    BELLA PUNTATA e coinsiderando i polizieschi/procedural The Killing è uno dei migliori in circolazione.
    Non sono assolutamente daccordo con chi paragona The Killing a Twin Peaks, l’unico punto in comune è una ragazza assassinata x il resto nada de nada, TP era pura fantasia visionaria con forti componenti fantastici&magici e LauraPalmer come protagonista mentre TK è una totale immersione in una realtà fangosa fatta di dolore, bugie e miseria umana e Rosie è solo uno deicomponenti del puzzle. Se proprio vogliamo trovare un riferimento è The Mystic River (come ipotizzato da altri).

    Tornando alla puntata 10 ho trovato ‘leggerina’ da punto investigativo la questione ADELA, possibile che a Linden&Holder non sia venuto in mente di fare una piccola ricerca sul web (e questo vale anche x il simbolo sul portachiavi)?

    Vediamo gli indizi: Adela & Casinò, scarpe costose di Rosie, padre coinvolto nella mafia/gioco d’azzardo, portachiavi del casinò nella macchina/bara, intelligenza & ferocia del killer, zia sospetta (di tutti i protagonisti abbiamo scoperto gli altarini ma non di lei), il consigliere che non si ricorda di conoscere Rosie (ma la espressione della sua ‘assistente’ =dubbio&sospetto …).

    Scommettiamo che se confermeranno una seconda serie alla ultima puntata scopriremo l’assassino ma si aprirà immeditaamente un secondo filone investigativo che punterà al secondo livello del mistero?

  8. Noodles scrive:

    @ jenny:
    Infatti è proprio quello il punto – che fa il paio con l’altra questione dolente: il fatto che non sappiamo nulla della vittima per cui ce ne frega un tubo a un certo momento sia dei pianti che delle indagini.

    @ close to me:
    Esattamente. Anche in quest’episodio in cui lei appare un attimo… non c’è pathos, non ci si crede davvero alla sua morte.

    @ mercurio 2:
    non dico ci siano moltissimi punti di contatto tra TK e TP, ma secondo me comunque ce ne sono: dall’atmosfera plumbea e piovosa ad altre minuzie. Ma non lo dico con intento malevole eh! anzi, TK poi si discosta comunque con la sua originalità. E comunque volendo essere precisi Twin Peaks è DOPO che si trasforma lentamente in una perversione (magnificamente) lynchiana, ma prima e comunque alla base, sino alla fine, è soprattutto un’indagine di una comunità “fangosa fatta di dolore” e menzogne. :)

  9. Dr.K scrive:

    seriamente…ops…serialmente…..quante probabilità ci sono che nessuna persona facente parte delle indagine sapesse che il portachiavi recava il marchio/simbolo/insegna di un casinò ???

    Ok Ok….le forze dell’ordine devono essere estranee al gioco d’azzardo ma almeno riconoscere un marchio e il nome di un traghetto per spostamenti locali….mi sembra il minimo

    Se penso che Rubicon è stata cancellata….mentre questa seria meriterebbe una cancellata vera….reale su un cancello :)

    senza offesa per i fan, ma è proprio un’occasione sprecata nel vuoto

    :(

  10. Mikan scrive:

    a me la puntata è piaciuta molto! l’avere approfondito un poco il personaggio di Belcko mi ha affascinato! XD mi intrigano sempre i “casi umani”, ed ero sicura che lui non c’entrasse nulla! ora sono solo curiosa di sapere cosa diavolo è andata a fare Rosie in un casinò a mezzanotte! O_O ma è stata lei a prosciugare il conto giusto?

  11. Boss scrive:

    A me viene sempre più voglia di guardare l’originale per vedere se i buchi e gli errori di dettaglio sono presi pari pari o sono colpa degli scrittori.

    Troppe piccole lacune rendono la serie non verosimile. Se, ad esempio, il seguire la pista sbagliata di Bennet evitando di cercarne altre è verosimile, non è verosimile come grazie a due o tre intuizioni (mai avute prima) si delini una nuova pista concreta e percorribile.
    Come non è verosimile che nessuno sappia l’origine del portachiavi e come non è verosimile il creepy avente informazioni FONDAMENTALI che decide di non rivelarle. Per me questa serie pecca sui dettagli.

    Poi scommetto 5 euro che il video del candidato sindaco e di Rosie finisce nelle mani dell’avversario.

  12. VALE scrive:

    Quoto anche io la zia di Rosie, disturba davvero l’eliminazione puntata dopo puntata dei sospettati…oramai ne rimangono davvero pochi: il sindaco uscente per esempio potrebbe avere a che fare con il casinò e loschi affari ed ha utilizzato l’auto di Richmond per creargli problemi…chissà.
    Capisco che ci si voglia allontanare dalle investigazioni scientifiche e dall’uso della tecnologia, ma l’investigazione tradizionale sembra procedere per tentativi e casualità….peccato.
    I soldi mancanti potrebbero essere stati usati da Stan per l’acquisto della nuova casa?

  13. Charles scrive:

    Alcuni dettagli stonano, e’ vero. Razionalmente concordo. Nonostante questo TK continua a piacermi un sacco.
    Comunque nessuno ci garantisce che un sospettato scagionato ora, poi non sia effettivamente il colpevole. Per quanto riguarda la zia, il problema e’ che non ha evidenti legami con Richmond e le sue auto.

  14. AryaSnow scrive:

    Forse mi sono persa qualcosa io ma… in pratica Linden scopre cos’è Adela per puro caso? Se è così, mi sembra troppo un colpo di fortuna capitato nel momento giusto, piazzato alla cazzo di cane. Non mi convince…

    A parte questo dubbio, la puntata è carina. Forse addirittura la mia preferita fino ad ora.
    I Linden li preferisco sicuramente così, rispetto a quando si struggevano dal dolore piangendo a tutto spiano. Paradossalmente mi fanno più pena ora che sono diventati più antipatici. Pensa un po’.
    Hanno anche smesso con la solita questione islamica.
    Il modo in cui la trama è proseguita dopo il pestaggio mi è piaciuto, direi che questa volta non mi sono molto annoiata.
    Persino la parte è politica mi è sembrata gradevole, con sole due scene, entrambe utili: nella prima la questione si capovolge a favore di Richmond, nella seconda si scopre una cosetta curiosa.
    Mi è piaciuta la madre matta di Belko, che da una parte parla del figlio con questa sdolcinatezza eccessiva, dall’altra si vanta tranquillamente di avergli buttato via il gatto.
    Anche Linden in questa puntata finalmente mi è piaciuta di più, perchè viene valorizzato meglio ciò che ha di interessante (quel contrasto tra l’aria da poliziotta tosta e una forte insicurezza e imbranataggine di fondo). Spero però che il fidanzato serva a qualcosa di più, perché le scene con lui sono di per sè banali.

    La fotografia è sempre bella, mentre continuo a pensare che il telefilm avrebbe guadagnato in valore se avesse avuto meno puntate totali.

    3,5/5

  15. AryaSnow scrive:

    PS: sì vabbè, ho scritto “i Linden” al posto di “i Larsen” :D

  16. Arianna scrive:

    A me sinceramente, nonostante alcune incongruenze, la serie piace moltissimo. Anzi, attualmente è la mia preferita fra quelle in circolazione. Trovo che abbia una fotografia bellissima e la storia personalemente mi intriga alquanto. Sono felice che abbiano messo da parte la questione islamica perchè non mi interessava, trovo invece molto interessante il lato politico, perchè secondo me ha degli ottimi spunti che devono ancora essere sviluppati, e l’ultimo video in cui appare anche Rosie dà sicuramente una svolta al tutto.
    Per quanto riguarda la zia, anche io sospetto un po’ di lei, ma non tanto per come l’abbiamo vista agire fino ad ora, quanto per il fatto che non ne abbiano ancora parlato molto, e questo fa pensare che possa c’entrare qualcosa.
    Io invece continuo a credere che i genitori abbiano qualcos’altro da nascondere. Ma è possibile che una madre non chiami una figlia minorenne per un intero weekend sapendo che è a casa da sola (o comunque da un’amica, come lei credeva)? Sono l’unica che si pone questa domanda?

  17. Salvag scrive:

    Tutta l’indagine è invero assai scombiccherata, piena di tutti gli errori che avete sottolineato. Mi viene un dubbio: ma sono errori di sceneggiatura, oppure ci stanno raccontando un’indagine sciatta condotta malissimo da una poliziotta sciroccata e dal suo collega ex alcolista e arruffone?

  18. Luca scrive:

    Puntata che fa qualche passo avanti rispetto alle due precedenti.
    La nuova pista sembra interessante, che ci porti finalmente al fidanzato di Linden?
    Fortunatamente non hanno perso troppo tempo con Belko…

  19. bellantonio scrive:

    Richmond:
    Nel mondo reale un politico che punta tutto su di un cavallo considerato “perdente”(Bennet) non esiste.
    E se Richmond avesse saputo (!!!) dell’innocenza di Bennet e fosse andato a colpo sicuro?

  20. Namaste scrive:

    Da un tweet apparso sulla pagina di Damon Lindelof pare che The Killing sia stato cancellato. Mi confermarte la bella notizia?

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