
Eva Green interpreta Morgana. In questo si esaurisce il più grande – se non unico – pregio di Camelot. Il ciclo arturiano è una fonte pressocché inesauribile di spunti: un trono da conquistare e proteggere, onore, amori, sortilegi, spade magiche, ma soprattutto la forza evocativa che secoli di tradizione hanno infuso nel mito di Artù e in quello della leggendaria Camelot, rendendo le storie a loro collegate qualcosa di più e di diverso da un qualsiasi racconto fantasy. Peccato che la serie fallisca proprio nella presentazione di Artù e della (futura) Camelot.
Il pilot si riduce a una mera esposizione del racconto quasi come lo conosciamo. La più grande licenza nei confronti della storia è quella di rendere Artù e Morgana consanguinei per parte di padre là dove tutte le fonti concordano nel loro legame parentale per via materna. Difficile dire se questo avrà una rilevanza negli eventi futuri o se gli autori hanno voluto conferire un ulteriore carisma di leggittimità alle rivendicazioni di successione di Morgana, rendendo così ancora più forte e radicato il suo desiderio di vendetta e rivalsa. Ma le sorprese finiscono qui.
Alla morte di Uther Pendragon Merlino rivela ad Artù la sua vera appartenenza e lo convince a reclamare il trono: il ragazzo è l’unico che può riunire sotto di sé le popolazioni della Britannia e instaurare un lungo regno di pace. Lo conduce a Camelot dove, con il piglio di un agente immobiliare che deve spacciare un rudere per un maniero da ristrutturare, gli mostra il futuro centro del suo regno. La presentazione di Artù ai fedeli cavalieri è talmente sbrigativa che l’unica emozione che ho provato è stata suscitata nel vedere “l’ex fidanzato di alt-Olivia” in qualità di uno dei cavalieri.
La seconda puntata, grazie anche agli esterni girati in Irlanda regala qualche suggestione con una fotografia limpida che dà respiro a una narrazione altrimenti sempre confinata in ambienti chiusi e bui: l’incontro tra Artù e Ginevra in riva al mare, il paesaggio che si apre davanti a Morgana lasciata da Lot in balìa della notte, e l’estrazione della spada che dovrebbe essere un passaggio memorabile dell’intera serie, ma che riesce solo a essere appena dignitosa: inframezzare l’impresa di Artù con primi piani su Fiennes non ha giovato. E prima ancora, sentire i protagonisti esprimersi con anacronistiche espressioni quali “no, way” e “piss off” ha ucciso la possibilità di creare un’atmosfera carica di tensione e soprattutto di attesa, elemento tanto più importante quanto più è scontato l’esito finale.
Al termine di questa doppia premiére abbiamo una storia priva di attrattiva se non quella del materiale di partenza, in cui Fiennes ed Eva Green rappresentano gli estremi: il primo non si è scrollato di dosso il ruolo di Mark Benford che riaffiora in molte espressioni, la seconda è nata per interpretare il ruolo di una seducente e ambiziosa incantatrice, tanto più che il fascino ammaliatore è una sua dote naturale.
Artù è interpretato da uno Jamie Campbell Bower slavato e poco carismatico, caratteristiche che però non stonano con il ruolo di giovane e inesperto re. A completare il cast principale la regina Igraine interpretata, compatibilmente dalla mimica che le consente il botulino, da Claire Forlani.
Lontani dalla capacità di coinvolgere e appassionare dell’altra produzione Starz – Spartacus – tre stelle meno che in questo caso equivalgono a un si lascia guardare, ma speriamo migliori.
meno














Convengo con la recensione.
Ma Merlino che corre come Mark Benford (a mani aperte, per aumentare l’aereodinamicita’ immagino (?)) non puo’ che essere di buon auspicio, lunga vita a Camelot.
A me è talmente piaciuto, che non ho nemmeno visto il secondo episodio. Vi confesso che non appena ho visto apparire la faccia a banana di Joseph Fiennes ho esclamato “Ah, questa serie deve essere una cagata immane, allora!” e niente mi ha fatto cambiare idea!
E non che mi aspettassi niente di che, mi andava bene una cosa leggera tipo “Legend of the seeker”.
In realtà il primo episodio non mi ha fatto neanche troppo schifo, ma il secondo è di una noia LETALE e interesse NULLO. Ha ragione Bella Donna, cosa dovevamo aspettarci da una serie con Mark Benford dotato di poteri magggggici? Però ecco, al limite mi aspettavo un po’ di divertimento alla FlashForward, e invece niente. Sembra uno di quei film della domenica pomeriggio su Italia 1, ma con un po’ più di tette.
Comunque la serie un punto di forza c’è l’ha Eva Green. Cavolo, potrebbe dire anche la battuta più idiota con carisma! Purtroppo non è abbastanza…
Un solo appunto: non definirei il ciclo bretone “qualcosa di più e di diverso da un qualsiasi racconto fantasy”, nel senso che non partirei dal fantasy come pietra di paragone per giudicarlo.
È come dire che l’Iliade è qualcosa di più di un film d’azione
devo dire che questa serie ci credevo mlto per marchio Spartacus e devo dire che se i primi 3 episodi di spartacus erano molto simili a questo allora la speranza nel miglioramento glielo do…però comqune Finnes devo dire che a differenza che hai detto non ha perso le movenze di Marck Benfort per QUASI tutte le scene ti contraddico dicendo che le HA TUTTE le movente di Marck perssico i Flash Forward! ah inoltre per non parlare degli sguardi da pedofiloxd…comunque 3 stelle per questa premiere
@ Tommy:
Il parallelo era per sottolineare che se non si riesce a trasmettere la forza del mito di Artù e di Camelot, resta una storia di re, sortilegi, guerre, storie d’amore e tradimenti come ne sono state raccontate centinaia e centinaia.
Anche l’Iliade, se non riesci a trasmettere l’epicità del racconto, tolto l’interesse per le vicende dei protagonisti, resta una storia di guerra.
In questo Camelot se Artù si chiamasse John, Morgana Mary e Camelot Cawdor, cosa sarebbe? Come ha detto Rei un film da domenica pomeriggio di derivazione fantasy.
Anche l’Iliade, se non riesci a trasmettere l’epicità del racconto
http://tinyurl.com/3klapjw
Ma perchè continuano a dare lavoro a Ralph Fiennes? E perchè Morgana la chiamano Morgan e non Morgaine (al massimo)?
Speriamo che le cose migliorino… Camelot potrebbe essere una grande serie tv… ma come ho letto da altre parti, non riesce nemmeno a baciare i piedi della “sorellastra” Le Nebbie di Avalon…
Mamma mia lo sguardo della Green…
@ Samira:
Joseph Fiennes… lasciamo stare il povero Ralph che è di ben altro livello
Mammamia che porcheria immane!
L’ho visto aspettandomi la versione anticipata e meno celebre di A Game of Thrones, e mi sono invece ritrovata davanti un’accozzaglia di pessimi pessimi attori in costume intenti a pronunciare dialoghi che vanno addirittura oltre la banalità. Joseph Fiennes e le sue corse con le mani a paletta non aiutano, ma la bruttezza di Camelot dipende in minima parte da lui.
Concordo perlopiù con la recensione, anche se sarei stata più spietata: due stelline meno e nessuna speranza di miglioramento, se anche con Eva Green.
Mannaggia…e io che lo aspettavo con ansia questo benedetto Camelot U___U
Eva Green è splendente, ma gli altri??? Jamie Campbell Bower, almeno, me lo aspettavo meno…meno…molliccio…tuttavia, dato l’amore indecente che provo per quella donna, non posso che continuare…mal che vada, sarà una di quelle serie dimenticabili, ma che magari, chissà, qualche bella sorpresa potrebbe riservarla…mal che vada, guarderò solo Eva GreenXD
“Eva Green interpreta Morgana. In questo si esaurisce il più grande – se non unico – pregio di Camelot ”
quoto.
Unica ragione per cui guardero’ camelot, credo. Almenoche’ non diventi *veramente* inguardabile.
Poi, boh, nient’altro da dire. Storia vista, rivista e stravista.
che noia.
Purtroppo i grandi romanzi non sempre si trasformano in grandi film o telefilm. Dipende da tante cose, la regia la recitazione il budget, il budget, il budget….. scusate ho parlato del budget?
@Samira:
Le Nebbie di Avalon è un grandissimo romanzo, scritto da una grandissima scrittrice, e anche con un materiale così elevato sono riusciti a fare una minestrina riscaldata (il film per la televisione che aveva per protagonista, indovinate chi? Ma la nostra Alicia di the good wife!). Peccato!
idra ha scritto:
Forse li hanno spesi male. Il budget di Camelot è 7 milioni a episodio, uno in più di Game of Thrones.
Pare che io sia ‘unica voce fuori dal coro, ma a me è piaciuto e anche parecchio. Jamie Campbell Bower è un giovane attore molto bravo, io non lo trovo affatto spento, anzi mi sembra che incarni bene il giovane inesperto re Artù vedremo poi come se la caverà nella maturazione del personaggio, ma la trovo una scelta azzeccata così come la Green nella parte di Morgana.
Concordo solo con le critiche mosse a Joseph Fiennes che forse era il Merlino meno probabile che ci si potesse aspettare, dato che è un attore mono espressivo e decisamente senza un briciolo di carisma che per quel ruolo ci voleva, però addirittura dire che questo Camelot è una porcata immane mi pare esagerato, sarà che per me le porcate immani sono altre, ma ripeto personalmente l’ho trovato godibile e ben fatto, molto meglio di tanta altra roba che elogiate a profusione.
@ Monik:
SInceramente non penso sia una porcata immane…ma altrettanto sinceramente devo ammettere che la trepidazione con cui aspettavo il Pilot di questa serie è stata in parte delusa…non ce l’ho su tanto con Jamie Campbell Bower, che alla fine a me sembra un Artù piuttosto da tratteggiare ancora, e non è che lo si possa, a parer mio, giudicare mancante, ma certamente non buca lo schermo con personalità e carisma come uno si aspetterebbe di vedere nel sovrano che ha unificato la Britannia…Su Fiennes non mi pronuncio, penso che riuscirà a farmi detestare uno dei personaggi a cui sono più affezionata (tutto merito della Spada nella Roccia), con quei suoi ammiccamenti e sguardi di sbieco odiosi…
Di Ginevra ne vogliamo parlare?? E della patetica scena “mi butto se ti butti anche tu” vergognosamente copiata da Titanic? Ma a parte tutto, serve veramente che sia promessa sposa di un altro quando tutti sanno, TUTTI, come andrà a finire la cosa??? Io non so voi, ma me la sono fatta una risata, di quelle sonanti…
Tuttavia qualcosa mi dice che ci siano potenzialità nascoste…Eva Green, Eva Green, Eva Green, ovviamente, e per ora, gli concederò una chance…
sistolina non ti do del tutto torto. Solo che io al contrario di te non mi aspettavo molto, anzi mi aspettavo una cosa inguardabile, sopratutto per via di Fiennes, quindi magari ho avuto la reazione inversa alla tua. E’ vero che la scena di Ginevra è piuttosto patetica ed è pur vero che non mi piace neanche l’attrice scelta per interpretarla, ma come dici tu prima di dire che la serie è totalmente inguardabile aspettiamo almeno qualche episodio. A me non pare così malaccio e tutto sommato mi sta incuriosendo e mi piace, certo non è la miglior serie che abbia visto, ma nemmeno ‘sto gran schifo ecco. Spero di essermi spiegata un po’ meglio ora
La più grande licenza nei confronti della storia è quella di rendere Artù e Morgana consanguinei per parte di padre là dove tutte le fonti concordano nel loro legame parentale per via materna. <= In realtà le prime fonti trattano di Morgana come figlia di Uther.
Mi pare che Morgana come figlia di Igraine sia successiva, solo da Malory o forse (anzi quasi sicuramente) dal Lancelot-Grail.
Anzi, in Monmouth, una delle prime fonti, è Morgause (con il nome di Anna) ad essere figlia di Uther ma immagino che in Camelot, come al solito per film e televisione arturiana, uniranno i ruoli di Morgause e Morgana e probabilmente faranno concepire Mordred da Morgana, mah.
E perchè Morgana la chiamano Morgan e non Morgaine (al massimo)? <= Morgan è il nome di Morgana, quello inglese. E' Morgan le Fay.
L'atmosfera da liceo gggiovane non è piaciuta nemmeno a me D:
Kay e Gawain sono positivi ma solo perché sono una donna superficiale.
La prima era davvero noiosa, la seconda anche, la terza è andata un po’ meglio e farò finta che non sia perchè sto già shippando hot!Merlin e Morgana.
Ho visto solo il 1° episodio e devo decidere se vedere il 2°. Il materiale per fare bene c’era, ma questo pilot è stato davvero poca roba. Resta da capire cosa vogliano fare di potenziali spunti narrativi che offrirebbe il ciclo Bretone.
Del resto, è un prodotto Starz… che riescono a rovinare pure un prodotto creato da un certo Chibnall…
Wow! Artù e i cavalieri della tavola rotonda! Una cosa mai vista! O_o
Davvero non sapevo cosa aspettarmi, Startz non mi pareva una rete da “Legend of the Seeker”.
Devo dire che pensavo peggio. Eva Green è veramente magnetica (gli occhi? quali occhi?) e a me, udine udite, la monoespressività di Fiennes non dispiace nel ruolo di Merlino. Bocciato Artù, non mi garba proprio.
Spero sia vero il fatto che abbiano preso delle “libertà narrative”, continuerò a seguirlo per almeno qualche altro episodio per vedere se la storia si fa più drammatica e avvincente.
Ma solo a me Lot pareva Wolverine? Mi aspettavo di veder spuntare gli artigli di adamantio da un momento all’altro…
@ Cilone:
a me le libertà narrative sono ciò che piace di meno X°D
Lot è Wolverine, peccato che sia morto. Prima di sposare una possibile Morgause e di mettere al mondo una nidiata di figli delle Orcadi.
L’estrema sintesi per punti.
1) Fiennes è davvero un cane,Ferrettianamente parlando.
2)La Green è straordinaria e mai personaggio fu più indovinato, con quel suo sguardo.
3)Parafrasando Califano:
Si, d’accordo la Green,
un’emozione che ti scoppia dentro
Ma poi Merlino uccide l’atmosfera,
per Joseph Fiennes non c’è davero cura….
Però la storia è buona ed era ora!
Ho voglia di guardarla questa sera,
accendo lo schermo ma poi…
Tutto il resto è noia, no,
non ho detto gioia, ma noia, noia,
noia….maledetta noia…
con Mark Benford (ormai Fiennes sarà marchiato a vita per questo ruolo XD) nel cast, la serie non poteva che chiudere