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Showtime Comedy Night – Nurse Jackie, United States of Tara

Parliamoci chiaro: qualitativamente parlando la Showtime ha dei grossi problemi di longevità. E’ vero, ci prova con tutta se stessa a proporre prodotti nuovi, smaliziati e originali, ma passato il primo anno di solito manda in vacca anche le poche novità interessanti che ha saputo lanciare. Fortunatamente alcune serie sono riuscite a completare il secondo giro di boa in maniera dignitosa, e mi riferisco in particolar modo – non ci vuole molto a capirlo – a Nurse Jackie e United States of Tara. Ora però siamo giunti alla terza stagione… Ce la faranno a reggere? E per quanto ancora?

Nurse Jackie – 3×01 – Game On [Rei]

Esiste una cattiva abitudine tra le serie tv, che di solito prende piede tra il finale di stagione e l’inizio della successiva, in cui gli autori scapocciano più o meno in questo modo: “oh, ma lo sai che sarebbe fighissimo? Chiudere l’ultima puntata con un cliffhanger che mette in crisi le fondamenta stesse di tutto quello che abbiamo scritto fino tre secondi fa, così de botto!! Ma tranquilli, tanto ci mettiamo cinque secondi a fare finta che non sia successo niente! GENIO!”. Bene, Nurse Jackie ha fatto proprio questo… a metà.
Perché se un anno fa eravamo rimasti allo sputtanamento totale della dipendenza da farmaci di Jackie agli occhi del marito e della migliore amica, adesso la furba infermiera si tira fuori dalle peste vedendo lo sdegno del marito e rilanciando con una sceneggiata abbastanza coreografica. Quindi il marito dopo un paio di scene da alpha male (alla scuola privata delle figlie e al pronto soccorso) pare abbassare di nuovo la cresta non appena riconosce la moglie tra gli spettatori della partitella di baseball del sabato mattina. Ah, che pezzo d’uomo!
Metà, dicevamo. Perché dall’altra parte invece la rottura tra Jackie e la dottoressa O’Hara è insanabile. “You broke my heart”, le dice l’amica. E non sembra una cosa a cui si possa rimediare facilmente.

Il resto è la solita simpatica commedia ABC (la parte della puntata che di solito preferisco) tra Zoey che spara self-esteem dalle mani vantandosi di aver fatto sesso con Lenny, Coop che vuole che i colleghi indovinino il prezzo delle sue scarpe nuove e infine la sequela di messaggi dementi lasciati sulla porta d’ingresso della cappella come presa in giro allo zelo della Akalitus.

Chiariamo subito una cosa: Jackie non è affatto un personaggio facile da gestire e gli autori hanno fatto bingo con Edie Falco. Perché Edie Falco regge il peso di una figura antipatica, bastarda, bugiarda e contraddittoria con la forza di un’interpretazione sensibile e profonda (e non ci aspettavamo nulla di meno dalla Carmela dei The Sopranos), presentando un lavoro di gran lunga più complesso e arduo (preparatevi a quello che sto per dire) di una più plateale Toni Collette in USoT, per esempio.
Il problema è che la scrittura non regge il passo per quanto riguarda la storyline principale, girando su se stessa e mostrando allo spettatore non poche debolezze, come nel momento in cui il castello di carte tirato su da Jackie in ospedale crolla con una semplice visita del marito. Bastava soltanto questo a metterla in crisi… Ma allora perché proprio adesso? Possibile che in tutti questi anni il marito non fosse mai passato di lì, anche solo per curiosità o per farle una sorpresa? Per non parlare poi della scena finale, che sembra appiccicata casualmente al resto e che risolve semplicisticamente (e il trailer durante i titoli di coda pare confermarlo) una crisi profonda.

Insomma, nonostante sia diretta da niente meno che Steve Buscemi e scritta dalle creatrici Liz Brixius e Linda Wallem, questa premiere mostra il fianco a numerose critiche. E pensare che il cammino di Jackie pareva proprio essere ad una svolta decisiva! Grazie al cielo le vincende di contorno al pronto soccorso ci strappano sorrisi a sufficienza per assegnare la sufficienza anche all’episodio.

United States of Tara – 3×01 – …youwillnotwin… [Noodles]

Le vicende di Tara sono sempre al limite dell’assurdo, ma in più, in quest’apertura della terza stagione anche parecchio noiose e prevedibili. Prendete Charmaine che è stata mollata all’altare e aspetta il bambino di Neil che lei non ama né desidera. Ci giochiamo qualcosa che entro due episodi lo accoglie per formare con lui una famiglia? (Nell’anticipazione del prossimo episodio li cogliamo già si a farsi una sveltina, per dire).
Tara decide di iscriversi all’università perché la mancanza di una laurea è da sempre uno dei suoi crucci. Boring.
Max è preoccupato che lei torni al college perché l’ultima volta la pressione la stava schiacciando e lei aveva tentato il suicidio. Paura? Timore? Pietà per Tara? No, just boring.
Ad ogni modo lei fa di testa sua e ovviamente il primo corso cui tenta di iscriversi è a Psicologia Anormale, così – intuiamo – potrà capirne di più su se stessa e riuscire a venire a capo delle sue personalità e confrontarsi coi suoi demoni per risolvere tutto (e far finire lo show che frutta tanto a Diablo Cody e Spielberg?). Parlare di situazione telefonata è dire poco. Senza contare il dejà vu comune a tanta (scadente) narrativa americana: l’alunna che non ha idee sul compito da consegnare, che gironzola per la stanza in un montaggio di scene sovraimpresse che scandiscono il trascorre del tempo senza che l’alunna riesca nell’intento, salvo risolvere la questione alla fine in un lampo di genio che la porta a riversare tutto sul pc in un attimo. In questo caso con l’aiuto delle tante personalità. Ditemi voi in quale universo parallelo una con personalità multiple può “dialogare” con esse coscientemente e gestirle e alternarle ad hoc. Persino William Bell e Walter Bishop ci si scompiscerebbero. Tara non è una schizoide, è un’attrice consumata. Boring and nonsense.
Infine questi benedetti figli. Kate che cerca ancora lavoro e ancora non ha deciso che fare della sua vita tranne che non vuole andare al college ma lavorare e inserirsi… booooring. E Marshall, il figlio gay la cui “diversità” è raccontata con tale proclamata “normalità” (un adolescente gay ha gli stessi problemi, pulsioni, timori di un etero… ma no???!!!) che ci sta sulle balle come Kurt a Glee. Quest’anno scopriamo che anche lui che è gay vorrebbe etichettare l’amore per il suo fidanzato come qualsiasi altro ragazzo… boo wait for it…ring.
Sinora USoT è stato più che altro una sequela di assurdità para-cool e con la puzzetta sotto il naso da (wannabe) smart-comedy su problemi psicologici e familiari, cosa che già stava abbondantemente sulle balle. Ora è diventata anche mortalmente noiosa. Se non ci fosse la possibilità di scriverne su Serialmente e dare fondo a tutta l’acredine, non ci sarebbe più gusto e senso a seguirlo, questo serial – anche se così certo rischio l’acrimonia nerd, most boring thing ever.

Giovanni Di Giamberardino

Giovanni Di Giamberardino nasce qualche tempo fa da qualche parte. Da tempo complotta per la conquista del mondo e la distruzione dell’umanità. Come se non lo facesse nessuno nel mondo pure lui ha scritto un romanzo, che comunque nessuno ha letto.

13 Comments

  1. Sono piacevolmente sorpresa di trovare una nuova recensione di Nurse Jackie, visto che dalle precedenti non mi sembrava vi interessasse molto…io amo questa serie (pur vedendone le imperfezioni) e sono anche un po’ piu’ ottimista di Rei su quello che i prossimi episodi possono portare visto che a me Kevin non e’ parso poi cosi’ convinto dalle balle della moglie…secondo me il loro rapporto cambiera’, sia pure non bruscamente come pensavamo. E’ ironico che in questo ruolo ci sia proprio Edie Falco, visto che per tanti versi la relazione fra Kevin e Jackie e’ un “rovesciamento” di quella fra Tony e Carmela (certo, Fumusa non e’ all’altezza di Gandolfini… ma almeno e’ esteticamente gradevole!), e la bravura e profondita’ con cui la nostra interpreta sia la vittima che la manipolatrice e’ veramente impressionante!

    Io amo Toni Collette dai tempi di Le nozze di Muriel, ma non sono mai riuscita ad appassionarmi a USOT perche’ la scrittura proprio non mi dice niente (del resto, sono l’unica persona sulla faccia del pianeta che non stravede per Juno…)

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  2. featherhead ha scritto:

    (del resto, sono l’unica persona sulla faccia del pianeta che non stravede per Juno…)

    Due

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  3. A me queste serie piacciono molto………..tutte e due. Passo un’oretta piacevole a guardarle entrambe e mi rilassano. Alla presunta mancanza di idee di USoT non ci penso nemmeno e non mi sembra abbia la puzza sotto il naso come altre serie che non sto a nominare. Ah! Un’altra cosa, i figli di Tara sono molto concentrati su se stessi come tutti gli adolescenti, ma almeno non arrivano all’idiozia degli adolescenti di Parenthood di V di The Good Wife, questo lo dovete ammettere.

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  4. io ho mollato nurse jackie l’anno scorso. troppo noiosa. invece continuo per motivi oscuri a guardare Tara. Motivi oscuri perché lei la trovo insopportabile, non mi spiego perché Max non l’abbia mollata anni fa, la figlia è un’idiota, il figlio di più e Charmaine è odiosa. Neal però mi sta simpatico. Forse continuo a guardarla perché spero che un giorno Max e Neal mollino tutti scappando dall’altra parte del mondo a coltivar giardini.

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  5. klatu ha scritto:

    featherhead ha scritto:
    (del resto, sono l’unica persona sulla faccia del pianeta che non stravede per Juno…)

    Due

    facciamo tre

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  6. Io non conosco NESSUNO che guarda United States Of Tara (a parte quattro gatti che seguono la storia solo per quei due adolescenti gay, che ormai fa tanto figo shipparli in tutte le serie).
    No scherzi a parte, io con Tara sono fermo alla premiere della seconda stagione.
    Ma quel voto mi convince sempre più a cancellare dall’hard disk gli episodi che mi mancano.
    Ovvio, se tra due settimane venite e mi dite che è diventato decente mi faccio la chiusa per tornare in pari, ma per ora salto volentieri.

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  7. In compenso grazie a Juno abbiamo questo:

    http://i51.tinypic.com/e067tt.jpg

    :D !

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  8. @ Giulio:
    Giulio, sono Francesco (siamo amici su Facebook), mi dicesti di avere iniziato USOT, però non lasciarti condizionare dai commenti e dalle recensioni.. cioè se una serie piace non è che uno legge ste recensioni e smette di seguirla, perchè è un parere soggettivo ^^

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  9. Ahi…Ahi… Le vedo entrambe… devo dire che sì, Nurse Jackie ha molti difetti, ma è veramente godibile secondo me. Con molti personaggi di sfondo alla Falco mal mal utilizzati. USOT.. a me le precedenti stagioni son piaciute. Magari non da urlo, ma neanche così orrenda o pretenziosa. I figli poi li trovo molto carini, sopratutto lei e quella sua storia random di Princess Valhalla… Lovely!

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  10. Quoto più o meno su entrambe, forse sarei stato un po’ meno critico nei confornti di Nurse Jackie, la premiere mi è piaciuta più di quanto sperassi. La maniera in cui hanno aggirato il cliffangher dell’ultimo season finale ha fatto storcere un po’ il naso anche a me, ma mi piace pensare che vogliano articolare ancora di più la situazione prima di fare precipitare Jackie nella merda fino alle ginocchia.

    USOT inguardabile, la furbata (funzionale) degli ultimi secondi non giustfica 20 minuti di noia mortale.
    Tralasciamo la frecciatina antipatica a Glee… Kurt con Marshall ci centra molto poco. :p

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  11. Ho trovato anche io la premiere di Tara un po’ sottotono, soprattutto dopo le rivelazioni del finale della scorsa stagione. Le vicende legate al ritorno di Tara all’università mi sanno tanto di trama riempitiva in attesa di idee migliori, idem per la furbata finale della cooperazione tra i vari alter-ego.
    Gli episodi successivi mi fanno tuttavia ben sperare, anche se ho come la sensazione che tutti i personaggi siano un po’ alla deriva. Charmaine è odiosa, Neil per quanto possa essere cute per la sua somiglianza all’orsetto dei Gummy rimane sempre un personaggio sfigato innamorato di un’acidona, Kate è messa lì a fare cose a caso. Max (come già detto) è l’unico che si salva, ma ora come ora mi sembra che il suo rapporto con Tara vada avanti per inerzia (un messaggio non-troppo-velato degli autori?).

    Preferirei sinceramente che ci si concentrasse di più sul lato più serio della faccenda, come d’altronde era stato fatto durante la prima stagione: quello di Tara è un disturbo della personalità, approfondire le sue origini mi sembra molto più interessante che vedere Toni Colette in situazioni al limite dell’assurdo in ogni episodio.

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  12. Io continuo a seguire Nurse Jackie con piacere dalla prima stagione. Ho subito trovato la serie ineteressante e originale. Teniamo conto che gli episodi durano intorno ai 25 / 26 minuti, sono un po’ come delle short stories, con i loro pregi e i loro limiti. Secondo me è scontato che in poco tempo non si possa dire tutto e ancora più difficile diventa scavare nei personaggi, nelle vicende e nelle storie. Per questo spesso si ha l’impressione che poco succeda negli episodi. Ma non credo sia questo lo scopo della serie. Credo invece che la serie voglia essenzialmente intrattenere con situazioni originali. Un po’ come una fresca opera contemporanea.
    Il primo episodio della terza serie mi è piaciuto, l’ho trovato divertente, ben scritto e bene interpretato. I personaggio sono un po’ delle “macchiette” e proseguendo negli episodi successivi si vedrà che di fatto quello che sembrava un allontanamento definitivo tra la Jackie e la dottoressa O’Hara era solo un temporaneo “standby”. Già nel sesto ma soprattutto dal settimo episodio della serie le due son tornate amiche e Jackie ad essere la prima scelta della O’Hara in caso di bisogno.
    Di serie ne seguo davvero un po’ ma NJ rimane senza ombra di dubbio tra le mie preferite, forse perchè non riesco ad avvicinarla ad un genere preciso, non faccio confronti, è un po’ a metà tra le sit-com e i medical drama, senza poter essere di fatto collocata in nessun posto che non gli stia troppo stretto o troppo largo.
    USoT ho provato a seguirlo ma non è il mio genere, non mi intrattiene e non mi diverte, pur riconoscendone il valore e l’originalità, sia chiaro.

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  13. […] 4. United Stetes of Tara Ancora non mi spiego come diavolo abbia fatto ad arrivare alla terza stagione (ma dopo quattro episodi non ho retto più) di questa puttanata scritta da Diablo Cody, che ha pure l’aggravante di usare (male) un’attrice di rango come Toni Colette. Qui, qui  e qui. […]

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