
Nuovo appuntamento con la rubrica che vi aiuta a sapere di cosa parlare quando vi trovate lì fuori, nel mondo vero: questa volta l’argomento è l’accordo mancato tra Matthew Weiner, AMC e Lionsgate per la produzione della quinta stagione di Mad Men.
Quindi ho mentito: in realtà questo articolo non vi servirà, perché l’unica conversazione sull’argomento che vi capiterà di avere nel mondo reale conterrà espressioni quali “chi è Matthew Weiner?”, “ma chi se ne frega!” e “ah, sì, la serie noiosa sul tipo che tromba, fuma e beve; bella, proprio bella, ma mi sono fermato al primo episodio”.
La storia preliminare – in breve – per tappe
- 2000 – Matthew Weiner, classe 1965, scrive lo script dell’episodio pilota di Mad Men.
- 2002 – David Chase legge lo script e assume Matthew Weiner tra gli sceneggiatori dei Soprano.
- 2007 - I Soprano si conclude e Weiner cerca di vendere il proprio script: HBO e Showtime dicono “uhm, no, grazie, non ci interessa, preferiamo produrre Hung e Californication, che ci sembrano decisamente migliori!” o qualcosa del genere. Poi passeranno gli anni successivi a fustigarsi.
- 2007 - AMC compra lo script e ordina una prima stagione di 13 episodi, pensando che sia giunto il momento di iniziare a produrre serie originali. Botta di culo o vero talento nella scelta?
- 2008 - Il successo: Emmy, Golden Globe, lodi della critica, copertine, soldi, soldi, soldi! O solo soldi.
- 2009 - La prima parte del dramma. E’ tempo di rinnovare i contratti e Matthew Weiner vuole 10 milioni di dollari all’anno. Ma AMC non ci sta e perciò partono tre mesi di negoziazioni che si concludono con un compromesso: uno stipendio inferiore per Weiner, ma un contratto di due anni (assicurata la quarta stagione) e maggiore controllo sul prodotto, oltre a una serie di altre clausole.
La questione
Due anni dopo siamo nella stessa situazione, perché il dramma si ripete: a dicembre 2010 scadono le opzioni per il cast, che Lionsgate (la casa di produzione della serie) rinnova giusto in tempo; ma poi tocca al contratto di Weiner e, nuovamente, le trattative proseguono per mesi, senza che si giunga a un accordo tra le tre parti. Si va avanti con comunicati stampa e notizie del tipo: “Mad Men rinnovato!”, anzi, no, “Mad Men quasi rinnovato!”. Poi Weiner inizia a rilasciare interviste in cui sostanzialmente dice: “sono senza lavoro perché AMC e Lionsgate stanno perdendo tempo con le loro stupide trattative. Voglio tornare a scrivere! Ho tante cose da dire! E se non riuscirò a farlo sarà solo colpa loro, perché, sapete, a me queste trattative non interessano mica”.
Intanto gli attori, stanchi di girarsi i pollici, fanno altro: January Jones, impegnata nella promozione del nuovo X-Men, consiglia di stare tranquilli, che tanto si sistema tutto, vogliono solo “creare attesa” [sì, mi sembra proprio quello che sta succedendo, January!]; John Slattery, invece, cerca lavoro e finisce per recitare in un video dei The National in cui Kristen Schaal (nota ai più per il ruolo di Mel in Flight of the Conchords) interpreta il Presidente degli Stati Uniti. EPIC WIN!
Arriviamo al mese di marzo e inizia a emergere la vera ragione del prolungarsi delle trattative: è tutta una questione di soldi. Sorprendente! Le trattative però proseguono abbastanza bene: l’accordo è quasi raggiunto, assicura Deadline; si parla di sesta stagione, anticipa Variety.
Poi la situazione precipita: Weiner – a cui è stato offerto un accordo (biennale o addirittura triennale, le fonti non concordano su questo punto) del valore complessivo di 30 milioni di dollari – non vuole accettare alcune condizioni imposte da AMC e Lionsgate, che vengono accusate di voler cambiare la serie. Panico! AMC passa al contrattacco e annuncia ufficialmente – con un comunicato stampa in cui fa finta di sorvolare sulla questione, citando delle non ben definite non-cast key negotiations – l’intenzione di produrre la quinta stagione della serie e di volerla mandare in onda a inizio 2012: Weiner, o ci sei o non ci sei.
E, per l’appunto, dov’è Weiner? In vacanza. A sciare. Ah.

That bitch is having fun!
L’accordo della discordia
Ma cosa vogliono esattamente AMC e Lionsgate? Ecco in tre punti la loro proposta:
- Aumentare il product placement all’interno degli episodi.
- Ridurre la durata degli episodi di due minuti per poter inserire spot pubblicitari aggiuntivi. (La stessa richiesta era stata avanzata due anni fa e si era giunti a un compromesso: far durare la trasmissione di ogni episodio, pubblicità comprese, due minuti in più, finendo non più alle 23, ma alle 23:02).
- Eliminare due membri regolari del cast per risparmiare dei soldi. (The Wrap afferma che in realtà l’intenzione sarebbe quella di eliminare ben sei membri del cast, nel corso di tre anni e Weiner conferma).
Matthew Weiner, se accettasse l’accordo, diventerebbe uno degli showrunner più pagati della televisione (sia cable, che broadcast). Qualcuno prova una certa invidia, ne sono certo.
Le reazioni
Come prevedibile, tutti hanno sentito l’urgenza di dire la propria sulla questione. (Non potevamo mancare anche noi, d’altronde).
Lo stracciacoglioni Il sempre simpatico Kurt Sutter (Sons of Anarchy), scrive:
Non puoi chiedere 10 milioni di dollari a una rete e poi lamentarti perché vogliono espandere la pubblicità. Santo o puttana, scegli.
Aggiunge Damond Lindelof (Lost):
Non che sia invidioso, ma DIECI MILIONI DI DOLLARI all’anno per una serie di 13 episodi mi sembrano un compenso adeguato, no?
Ben più articolato e sensato il parere di Alan Sepinwall, che sostanzialmente si schiera in maniera ambivalente: sono davvero così tragici i cambiamenti che la rete vuole imporre? No, perché probabilmente non sarebbe difficile soddisfarli e non influirebbero in maniera radicale sulla serie, ma è anche vero che Weiner ha sempre avuto una specifica visione di Mad Men e, spesso, anche la semplice scelta di un prodotto da pubblicizzare ha un senso e una motivazione che vada al di là del semplice product placement. (Senza contare che molti marchi citati dalla serie sono fittizi).
E’ anche vero che negli ultimi mesi la situazione di AMC è cambiata: The Walking Dead, continua Sepinwall, ha distrutto l’assunto secondo cui questa piccola rete debba accontetarsi del prestigio della critica accompagnato da ascolti molto bassi. Il canale sembra convinto che la strada delle serie di genere possa essere quella vincente, a costo di mandare in onda prodotti meno ricercati e curati, aggiungo io. (E’ il caso di The Walking Dead, appunto, la cui prima stagione sfigura notevolmente all’interno del portfolio AMC; vedremo come si comporteranno il prossimo The Killing e l’ancora più prossimo Hell on Wheels, di cui per ora possiamo soltanto appurare l’appartenenza a un genere). Volendo ragionare solo ipoteticamente, sono abbastanza certo che Rubicon, fosse andato in onda un paio di anni fa, non sarebbe stato cancellato al termine della prima stagione.
Le cose stanno proprio così?
Ma dalle pagine di Basket of Kisses, Matthew Weiner chiarifica ulteriormente la questione, facendo intendere che le cose non stiano esattamente come riportato:
[...] Il ritardo non è colpa mia e la questione non riguarda i soldi. Sto lottando per il cast e per la serie. [Con la AMC] non abbiamo avuto una vera conversazione prima di tre settimane fa. Anche se qualcuno è andato via dalla serie, non è stato per una questione di soldi. Ho sempre rispettato il budget, sono stato un buon produttore. Il numero [30 milioni di dollari] non è veritiero. Ho chiesto di avere meno, per salvare il cast e mantenere identica la durata della serie. Ma più ho lottato, più soldi mi hanno offerto.
AMC regina del male.
La soluzione
Ad aprile ci sarà l’incontro di upfront tra AMC e gli investitori pubblicitari: l’annuncio ufficiale della rete è stato strategico, ma la situazione dovrà essere risolta nuovamente grazie a un compromesso. Che sia Weiner o il canale a cedere, poco importa: entro il 2012 avremo nuovi episodi di Mad Men. E avremo dimenticato la vicenda. Salvo poi vedere trattative e negoziazioni saltate in una delle nuove puntate.
A quel punto sarà tutto chiaro: è solo marketing virale. Geniale!












“ah, sì, la serie noiosa sul tipo che tromba, fuma e beve; bella, proprio bella, ma mi sono fermato al primo episodio”
mi avete tolto le parole di bocca, solo che al posto di noiosa avrei scritto “noiosissima”…
e poi mi sono fermato al terzo episodio…
Io non vedo l’ora che ricominci ma a Weiner che piace fare la prima donna…
Potrei seriamente iniziare a considerare l’idea di iniziare Sons of Anarchy dopo le dichiarazioni di Kurt Sutter, dev’essere una persona dannatamente divertente :’D
Io comunque ho provato una volta a parlare di Mad Men e Weiner con i miei amici, dopo aver adocchiato un editoriale del Corriere della Sera che parlava dell’esordio della quarta stagione su FX e quindi senza cacciare il discorso fuori dal nulla. Inutile dire che si sono guardati e hanno cominciato a ridere.
Francesco, ma perché hai cambiato l’ultima risposta del sondaggio? ;_;
Mah, non so davvero da che parte stare. Su due punti mi trovo dalla parte di Weiner (il taglio del cast, il product placement), ma sui due minuti in meno no. So per certo che riuscirebbero a produrre episodi magnifici anche con due minuti in meno, forse anzi potrebbe addirittura aiutarli.
30 milioni di dollari mi sembrano poi una cifra sin troppo alta per tergiversare troppo, considerando poi i ricavi ulteriori (scrittura degli episodi – che Weiner firma quasi tutti – percentuale sulle repliche e sulle vendite dei dvd). Quindi ecco, vediamo di ragionare e di ricominciare a produrre una delle serie migliori in circolazione.
PS
Ovviamente ho scelto “Facciamo anche 40 vanno, dai!”. Ma subito.
Notevole la scrittura, gran pezzo.
Il taglio del cast è intollerabile, spero che sia su questo che si sia impuntato Weiner e non sul resto (anche il product placement può essere fastidioso ma dipende come) che mi sembrano più che altro piccolezze.
E sticazzi, Sutter ha completamente ragione.
Francesco ha scritto:
Mica tanti, le spese di Mad Men sono di gran lunga superiori ai ricavi pubblicitari (avevo postato un articolo qui da qualche parte) quindi capisco che la AMC spinga per ridurli, d’altra parte la funzione della serie non è più la stessa: AMC ormai è un network conosciuto e suppongo abbia lo stesso potere contrattuale nei confronti dei cable provider anche con un Mad Men “ridotto” (ormai basta il nome).
Però faccio il tifo per Weiner, anzi, Whiner.
p.s. di The Killing ho sentito parlare bene, dicono che come ritmo sia simile a Rubicon, vedremo se è vero, ma almeno dovrebbe essere scongiurata la virata verso il pecoreccio che il successo di The Walking Dead aveva fatto temere.
Ottimo articolo; mi sarei aspettato un commento più arguto da parte di Lindelof.
Come dice Rei, hanno tutti un po’ di torto e ragione.
Il fatto del product placement è fantastico, considerando la serie in questione; il discorso sarebbe, più che in termini “quantitativi”, da pensare in ottica diversa: una serie che parla di pubblicisti in maniera fortemente critica, deve stare molto attenta a come fa pubblicità, o rischia di risultare ipocrita.
Il posticipo al 2012 mi dispiace, ma così almeno le età degli attori (specie i figli di Don) saranno più realistiche. No, vabbè, stavo cercando di essere positivo…
Io attendevo un bel pò The Killing ma dopo che ho visto un trailer lungo di 4 minuti le aspettative si sono parecchio ridimensionate, spero ovviamente che sia buono ma dal trailer mi ha dato l’impressione di qualcosa di mediocre e basta.
Grazie per il fantastico riassunto (in soldoni, lol): sono mesi che cerco di saltarci fuori tra twitter e nius varie senza capirci granché.
Non ho elementi per giudicare, ma la questione del product placement andrebbe analizzata in primis sulla quantità, poi sulla qualità: se DEVONO fare una campagna ad episodio (la sparo lì, eh) potrebbe creare effettivi problemi alla sceneggiatura. Mi sembra che, soprattutto nella quarta stagione, l’aspetto pubblicitario in sè sia decisamente passato in secondo piano focalizzandosi più sui personaggi che sulla trovata geniale pubblicità-sviluppo personaggi (ricordiamo la Kodak o le trovate di Peggy perfettamente incastrate nell’evoluzione dei caratteri). Da questo ragionamento potrebbe essere un problema anche la qualità dei marchi presentati.
Se la questione sono i 2 minuti ok, qui traballo. Personalmente quando nel mio piccolo faccio un progetto ESIGO farlo come dico io e come voglio io. Ma io non vengo pagato (ahimé) e soprattutto non devo rispondere a nessuno (se non al prof, ma poi lo posso intortare). Questo per dire che lontanamente, un po’ di maniacalismo da parte di Weiner lo posso anche comprendere.
Se la questione sono i soldi, siamo tutti d’accordo: meglio 40 che 30!
Chiudo questa sbrodolata dicendo solo che se January Jones dicesse: “bdhadha dhah fbfjf dj djjdjaj muuuuuuuuuuu” sarei d’accordo con lei. A prescindere.
grrrrrrrrrr eliminare due membri del cast? no way! se è vero che Weiner ha chiesto meno soldi pur di conservare il cast, shame on the AMC. Vada per i due minuti in meno, e per il resto.
Davvero. nella maggior parte delle serie c’è almeno un personaggio che manderei via a calci nel sedere, in Mad men non me ne viene in mente neanche uno.
Comunque al sondaggio rispondo: solo se le fanfiction possono contenere scene di sesso e imprecazioni. Io mi diverto così.
@ Giulio:
pensa che non ricordo neanche cosa avevo messo prima di cambiare!
ma hai spiato la bozza?
@ Francesco:
E certo che avevo spiato
Avevi messo qualcosa come non mi importa, fatemi fumare della marijuana e poi deciderò.
ah, sì, una *velata* citazione a una battuta di Mad Men, appunto.
Peggy tutta la vita.
Non vedo come due minuti possano intaccare uno show, sinceramente. A meno che non duri già poco di suo, ma non è questo il caso.
DaphneMoon ha scritto:
E’ stata la prima cosa a cui ho pensato dopo aver letto il post. Mad men si avvicina alla perfezione sotto tanti punti di vista, ma con la scelta del cast raggiunge proprio l’apice. Passino i due minuti in meno e un po’ di product placement (se però non esagerano), ma il cast è intoccabile. Sono già sufficientemente depressa all’idea di passare un’estate senza Don&Co., che mi facciano fuori qualcuno non esiste!
Ratio ha scritto:
Dai forse quattro minuti sono pochini per valutare… The Killing lo sto aspettando tanto anch’io. Promette di essere un prodotto totalmente serializzato e poi è su AMC.
Mad Men è stato rinnovato per due stagioni e possibilmente per una settima, e pare non essere un pesce d’aprile.
Nessuna riduzione di cast, ma riduzione di due minuti dagli episodi che non siano season premiere o season finale (ma con la pubblicazione di una “versione estesa” una settimana dopo). Gioia e giubilo. Fonte: http://www.hollywoodreporter.com/news/matthew-weiner-mad-men-end-173646
http://www.deadline.com/2011/03/matt-weiner-these-are-the-last-three-seasons-of-mad-men/
già mi immagino la confusione con i sottotitoli e il dilemma: “ce la farò ad aspettare la versione estesa?”
fuckthemummies ha scritto:
ahahha, stessa cosa che ho pensato io!
Sembra anche che si sia preso i famosi 30 milioni, bravo Matthew
che palle aspettare fino a marzo 2012..