Sons of Anarchy - 3x13 - NS

Questa terza stagione di Sons of Anarchy ha dimostrato che sono tante le cose che si potrebbero rinfacciare a Kurt Sutter. “E’ un cazzone egocentrico che si chiude a riccio e attacca gente a caso al primo accenno di critiche. Si è fatto prendere dalle ambizioni che aveva per questa stagione e non è riuscito a soddisfarle del tutto. E’ fissato con i montaggi musicali, che vanno anche bene una volta ogni tanto, ma vederne centotrenta a stagione è troppo. Ha sprecato troppo tempo tra viaggi in Irlanda e messicani di infima lega elevati a supervillain”. Tutte critiche più o meno sensate, in fondo. A stagione finita appare ben chiara la storia che aveva in mente di raccontare, ma il numero disumano di bastoni che i Sons si sono ritrovati tra le ruote in preparazione del viaggio a Belfast hanno finito per smorzare l’entusiasmo accumulato tra il finale della stagione scorsa e l’ottimo inizio della terza, e quando l’avventura irlandese è finalmente iniziata è stato difficile tornare a provare quell’interesse morboso che c’era all’inizio. E sì che di cose ne sono successe in Irlanda, tra esplosioni, persone uccise, tradimenti e incesti sfiorati. E’ una stagione che è stata vittima del suo stesso hype, una stagione salvata soprattutto da quella sequenza finale di episodi eccellenti (da Lochan Mor in poi) che hanno alleviato tutte quelle frustrazioni accumulate in quella parte centrale non proprio esaltante.

Ma se c’è una cosa che proprio non si può dire su Kurt Sutter, è che non sappia come si scrive un season finale con i controcazzi. Non mi aspettavo che cancellasse di colpo tutti i difetti della stagione, e non lo fa, ma è buono quel tanto che basta per confermare che il trend positivo degli ultimi episodi non è casuale, che il momento peggiore è passato. E forse non sarà il finale di stagione più bello in senso assoluto (quelli di Treme, Breaking Bad e Mad Men sono complessivamente superiori), ma diamine, se non è quello più soddisfacente. Ritmo serrato, tensione palpabile, scene d’azione come se piovessero, un paio di grandi momenti in cui viene finalmente data occasione di risplendere a quel paio di personaggi ingiustamente accantonati quest’anno come Opie e Chibs (e non è un caso che i momenti più sentiti siano proprio quelli che li vedono coinvolti, quelli che chiudono una volta per tutte vecchie ferite mai davvero chiuse), e un insperato lieto fine.

Lieto fine preannunciato insospettabilmente sin dall’inizio, con quei primi cinque minuti che facevano tanto “quiete prima della tempesta” e che ci mostrano il club in un raro momento di felicità. I problemi erano ancora tutti lì – sono ancora tutti ad un passo dal carcere, Gemma è ancora preoccupata per il coinvolgimento della Stahl, Jax ha ancora un patto da rispettare – ma per quel breve periodo niente di tutto questo importa, e in quel momento vediamo molto probabilmente la versione del club che John Teller aveva in mente, quella di un gruppo di persone che si vuole genuinamente bene. La mia paura era che, trattandosi pur sempre di un’opera targata Sutter, quel montaggio idilliaco servisse soprattutto ad amplificare il dolore e la tristezza quando le cose sarebbero andate sicuramente in merda entro la fine dell’episodio, come preannunciato dalla stessa Gemma (“I promise you, it’ll end badly”).

E le cose vanno davvero in merda, ma fortunatamente, non per i Sons. La Stahl decide infatti di comportarsi da troia come suo solito e tradire all’ultimo momento il patto con Jax (e c’è chi dopo questo ha proposto di cambiare la storiella della rana e lo scorpione in quella della rana e la Stahl), senza sapere – e noi con lei – che Jax aveva previsto una mossa del genere e si era preparato di conseguenza con l’aiuto del club, che a questo punto si può supporre fosse informato del suo piano da qualche tempo, se non addirittura dall’inizio. Un triplo gioco che regala ai Sons una vittoria schiacciante su ogni fronte: Gemma è scagionata da ogni accusa grave; i membri del club finiscono sì in carcere, ma con la pena minima; Jax, da possibile esiliato, acquista status di semidio grazie alla sua clamorosa power move; e due arcinemici del club come la Stahl e Jimmy O’ fanno la fine che si meritano, e soprattutto la fanno per mano rispettivamente di Opie e Chibs, che realizzano finalmente i propri desideri di vendetta e lo fanno con una brutalità quasi poetica (ah, la goduria in quella sventagliata di uzi! Ah, il piacere quasi sessuale in quel Glasgow smile che Chibs infligge a Jimmy con nonchalance prima di piantargli i coltelli nel collo!).

E sento di dover dedicare un paragrafo alla morte della Stahl, forse la cosa migliore che potesse capitare a questa serie. E’ stata un’antagonista fenomenale per il club, ma dopo l’uccisione della sua collega/amante il rischio che la si trasformasse definitivamente in una supercattiva dei fumetti era fin troppo alto. Una morte che comunque era nell’aria già da qualche settimana fa, quando Lifetime ha annunciato la produzione di una nuova serie che vedrà protagonista Ally Walker, ma il sospetto che non arrivasse viva alla quarta stagione non ha intaccato neanche di un millimetro la soddisfazione enorme che la sua esecuzione ha portato nel mio cuore (e applausi anche per il modo in cui è arrivata, forse l’unico caso in cui vedere un omaccione barbuto giustiziare freddamente una donna in lacrime può essere visto come un gesto eroico). E mi piace pensare che sulla sua lapide scriveranno qualcosa del tipo “Qui giace June Stahl, fedele a nessun altro che non sia il proprio ego. Non una lacrima è stata versata per lei”.

Un po’, lo ammetto, mi è dispiaciuto vedere che Jax non ha mai tradito davvero il club, che era tutto orchestrato dall’inizio. Già pregustavo un gran ritorno a quella tensione tra lui e Clay che da troppo tempo è stata accantonata, e vedere quello scenario realizzarsi per qualche minuto per scoprire poi che si trattava di una finta è stato quasi crudele, ma in fondo mi va bene anche così. Non è facile riuscire a sospendere l’incredulità quel tanto che basta per credere che Jax avesse pianificato tutto al minimo dettaglio, ma lo si fa più che volentieri nel momento in cui ci si rende conto che, porco il cazzo, questa gente aveva bisogno di una vittoria. Ed è bello vedere una volta tanto il club uscire vincitore assoluto da uno scontro, finalmente dominante, pienamente in controllo della situazione e non portato a spasso dal Zobelle/Stahl/Ashby di turno.
Certo, non tutto si chiude organicamente, e il deus ex machina di Chucky che tira fuori dal nulla cinque milioni di banconote contraffatte è forse l’emblema di tutte le cose che non hanno funzionato quest’anno (anche se, a sua parziale discolpa, c’è da dire che è dal rapimento di Tara che il povero Chucky cerca di attirare l’attenzione di qualcuno). Ma, nonostante qualche problemino, è un finale che funziona perché chiude finalmente archi narrativi trascinati da tanto tempo ormai, e lo fa affondando il pedale sull’acceleratore. L’eliminazione di due villain storici come Jimmy O’ e June Stahl, inoltre, dà alla serie la possibilità di partire l’anno prossimo con un campo relativamente libero, senza strascichi e storie lasciate in sospeso.

Questo non vuol dire che i Sons non abbiano altre gatte da pelare. I russi sono ancora lì fuori, e hanno preso malissimo la truffa. Jacob Hale ha la strada spianata, e that can’t be good. Unser è con un piede e mezzo fuori dalla porta della stazione di polizia e dentro una bara. E ci sono sempre quelle famose lettere di John, adesso in mano a Tara, che le legge mentre Clay se la ride a sessantaquattro denti e Gemma viene inquadrata in una posa che la fa sembrare la regina crudele delle fiabe, proprio mentre la voce di John ricorda a tutti che dietro alla sua morte, con tutta probabilità, ci sono proprio sua moglie e il suo migliore amico. Vien da chiederti cos’altro ci sia, in quelle lettere. Vien da chiederti come reagirà Jax quando (e se) le leggerà, proprio adesso che ha riscoperto una rinnovata fede nel club, proprio adesso che è vicino a Clay come mai lo è stato prima d’ora. Se c’è un momento perfetto per rispolverare i dubbi amletici di Jax, è proprio questo.

I semi per il futuro, insomma, sono stati gettati. Possiamo ipotizzare che quando torneremo a Charming sarà passato un po’ di tempo, magari quel tanto che basta perché i Sons abbiano portato a termine la sentenza. Cosa sarà successo in quell’anno e mezzo, o giu di lì? Il tempo in galera avrà rinforzato ulteriormente la fede di Jax nel club, o avrà già iniziato a rivalutare le proprie scelte di vita? Tara gli avrà parlato delle lettere? Clay sarà riuscito a gestire il traffico delle armi anche dall’interno della prigione? Unser sarà ancora vivo? E se sì, sarà ancora uno sceriffo, o lo vedremo ciondolare all’officina Teller/Morrow insieme a Piney, con un giubbotto dei Sons addosso? Cosa avrà fatto Jacob Hale da sindaco, e quanto sarà cambiata la città? Così tante domande, così tanto tempo da aspettare per vederle rispondere.

A volte alcune serie hanno semplicemente una stagione sottotono. Capita. Non è la fine del mondo, e questa qui è una serie che può fare affidamento su un cast solido e su un forte senso di identità che le permette di essere godibile anche quando non è al meglio. La terza stagione, sottotono, lo è stata per un po’ prima di riprendersi, ma NS suggerisce che il peggio è passato, e siamo davvero sulla strada giusta. Non so voi, ma a me basta per essere fiducioso.

all’episodio,  che ha spaccato una dose impressionante di culi.

meno alla stagione, che paga una parte centrale non all’altezza dei livelli a cui ci ha abituati, e un’attesa snervante per un aereo per l’Irlanda che non arrivava davvero mai, neanche fosse un regionale trenitalia qualunque.

Note:

  • Che differenza nei modi in cui scelgono di morire Jimmy O’ e la Stahl. Il primo accetta la sua sorte senza implorare, senza cercare inutilmente di patteggiare o di commuovere il suo assassino, e se ne va con grande dignità. La seconda è morta mugolando e con la bava alla bocca, cagna fino alla fine.
  • Lenny the Pimp, uno dei First 9 che Otto incontra in prigione, è interpretato per l’occasione da Sonny Berger, membro storico degli Hell’s Angels.
  • Ok, Charlie Hunnam ha dominato la stagione, ma lasciatemi spendere due parole anche per Ryan Hurst, che ha assolutamente rubato la scena quando è stato chiamato in causa. Andate a rivedervi l’uccisione della Stahl e stavolta, invece di soffermarvi sulle espressioni impanicate della cagna e godere del suo terrore, prestate invece attenzione ad Opie. Su quel volto passano in pochi secondi rabbia, tristezza, sollievo nel vedere finalmente realizzata la sua vendetta, nostalgia, persino pietà. E’ una scena fantastica, e lo è soprattutto per merito suo.
  • I colpi di clacson che i prospect usano per segnalare la riuscita del piano a Jax e gli altri non sono casuali, ma dicono “AFFA” in codice morse. Per chi non lo sapesse, AFFA è l’acronimo di “Angels Forever, Forever Angels”, ed è lo slogan dell’Hell’s Angels Motorcycle Club.
  • Giochiamo a trovare gli indizi della confessione del piano di Jax agli altri sin dall’inizio? A memoria, io ne conto almeno quattro: 1) nella lettera a Gemma, Jax dice che la decisione di tenerla all’oscuro è stata presa dal club, e in questo episodio non abbiamo visto riunioni; 2) Tig che dice a Kozik “non andare via, ci servi insieme ad altri tre” dopo aver rifiutato per la seconda volta di votarlo nel club, anticipando il suo ruolo negli eventi di oggi; 3) Opie che dice a Lyla di “dover fare alcune cose” prima di poterla sposare, implicando l’uccisione della Stahl; 4) nell’episodio del patto di Jax con la Stahl, Opie e Tig prestano molta attenzione alle armi che gli uomini di Jimmy O’ conservano nel loro rifugio. Opie sapeva quindi quale arma usare per uccidere la Stahl e fare in modo che sembrasse opera dell’IRA.
  • La scena finale nel furgone sembra quasi un cambio della guardia: da una parte tutti i membri, seduti con il capo chino; dall’altra Jax, solo, con l’espressione di chi è indiscutibilmente in carica. C’era qualcosa, nel modo in cui guardava fisso in camera senza mostrare neanche mezza emozione, che mi ha fatto venire i brividi.

Giuseppe V.

ero gothic, in un'altra vita.

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Commenti
20 commenti a “Sons of Anarchy – 3×13 – NS”
  1. antarctica scrive:

    Bellissima puntata, è da quando è uscita che aspetto la recensione… e che recensione!
    Complimenti davvero (wow, due indizi li avevo notati anch’io, allora non dormo sempre in piedi).
    Su una cosa concordo: non so quando e perché finirà, ma questa è l’ultima volta che i SAMCRO ridono tutti assieme e, confesso, ho voglia di vedere morire Gemma e Clay.
    Ma tipo, due, tre volte, perché sono dei pezzi di guano.
    Il punto è che al tempo stesso li adoro entrambi e non posso fare a meno di loro, ergo mi struggo.
    La Stahl è morta al momento giusto, ed onore al merito: è stata un villain cattivo, umanissimo, a volte mi ha persino fatto pena. Ma Opie ha avuto la sua sacrosanta vendetta, e il mondo è un posto migliore senza Stahl.

    Unico dubbio: come cavolo finirà tra Tig e Kozik? Cos’è successo alla canA (alla Corrado Guzzanti)?
    Speriamo che Sutter possa girare tutte le stagioni che vuole perché, nelle sue intenzioni, ogni singolo personaggio avrà un suo arco e non vedo l’ora di vedere sviluppate altre storie.
    Ed onore al merito a lui e agli attori: riuscire a detestare i personaggi ed al tempo stesso a voler loro bene è un’impresa che riesce a pochi.

  2. grillovoce scrive:

    Siamo giunti all’epilogo. Per quanto MAdMen, Breaking Bad,perfino Treme siano un gradino sopra, non riesco a trovare lo stesso coinvolgimento che ho in SOA, che paragono all’empatia che ho per Friday Night Lights. ecco, così ho esaurito le mie 5 serie preferite. LA dfferenza, in concreto, è che delle sopra citate non mi dispiace centellinare la godereccia visione, mentre di SOA ne vorrei sempre, subito, ancora. Mi pesa aspettare un anno per tornare a Charming, come mi pesa stare lontano da Dillon.
    Il paragone non l’ho fatto a caso. Ma mi aiuta a sostenere il mio punto. Ho avuto l’impressione che il giudizio spesso severo che Serialmente ha dato quest’anno di SOA derivi anche dal fraintendimento che SOA sia soltanto una serie d’azione che parla di Motociclisti. So che siete troppo esperti e attenti osservatori per cadedere in questo errore. Però quando leggo, caro Gothic, “Ritmo serrato, tensione palpabile, scene d’azione come se piovessero” sono ciò che hanno fatto la differenza in quest’episodio mi viene il dubbio che un po’ di quel pregiudizio ci sia.
    E se il terreno è quello di questo finale di stagione, la prossima si prospect-a come molto centrata sull’altro filone gigantesco di SOA, ovvero la famiglia.
    Di SOA, dopo la seconda stagione, c’erano aspettative elevatissime. Le ha mantenute? non tutte, bisogna essere onesti. Ci sono state alcune occasioni mancate: meno preparazione del viaggio in Irlanda, più irlanda avrebbe giovato, soprattutto perchè così si è peccato di superficialità nel tracciare alcune figure, Fathr Kellan e McGee su tutte, e persino Jimmy’O. Mentre Maureen e Trinity credo che le rivedremo.
    Però c’è da dare atto a KS (che è un pazzo maniaco furioso e psicopatico, non c’è dubbio. ma è anche il suo forte) di avere le palle di prendere e seguire tracce e strade e di portarle fino in fondo cazzo, cosa che non succede nelle scelte scontate del 98% delle serie televisive, persino le migliori.
    Finale con forzature? E’ abbastanza evidente. Stagione che potevo essere gestita meglio? ne sono convinto.
    Però mi manca davvero qualcosa quando SOA non c’è per un anno.
    Grande la tua sottoineatura della morte della tr..,ehm,della Sthal(KS gli stronzi li fa morire tutti come cani,ricordate, ad esempio, henry rollins?). Lo sguardo di Opie, e poi quello di Chibs, dicevano tutto di loro e della loro storia.
    ho visto questa puntata di primo mattino, alzandomi apposta presto per vederla. meno male, di sera non avrei dormito. Mi ha svegliato, ma ci ho messo una giornata intera a smaltire adrenalina e commozione. Ed è questo che prima ditutto mi da SOA.
    Grazie a Serialmente per le recensioni puntuali di quest’anno!

  3. Giddo scrive:

    Allora… prima di tutto puntata bellissima. Me la sono rivista il giorno dopo ed è una cosa che di solito non succede, c’è da dire che gli ultimi interminabili (in senso buono) 15/20 minuti sono assolutamente fantastici.
    L’episodio in generale ha un tono molto divero rispetto a Na Trioblóidi e francamente è giusto così, difficilmente si sarebbe riusciti a replicare (o eguagliare) un finale come quello dell’anno scorso.

    Purtroppo condivido in parte i dubbi della recensione, come dissi nell’editoriale io addirittura mi aspettavo tempo fa una 3×01 già a Belfast, quindi vedere che poi ci son voluti 7 episodi per arrivarci mi ha smorzato un po’ l’entusiasmo. Sì ok, la storyline del padre di Gemma è bella e tutto, ma personalmente avrebbero potuto condensare alcuni degli avvenimenti di quei 7 episodi in meno puntate, ma tant’è. C’è da dire però che dagli episodi irlandesi in poi le puntate mi sono piaciute praticamente tutte, e non poco.

    Per quanto riguarda la prossima stagione, mi piace che sia tornato di prepotenza il filone di Jonh Teller, anche se la scoperta della sua morte per mano di Gemma e Clay non era di certo un plot twist da cliffhanger, ma direi che anche solo le inquadrature ed espressioni di Clay, Gemma, Jax e Tara sono emblematiche per quel che ci aspetta. Ah, e io tipo un episodio con i Sons in carcere lo vorrei vederlo (la premiere magari), mi piacque abbastanza quando capitò nella scorsa stagione. XD

  4. Giddo scrive:

    *lo vorrei vedere :V

  5. Dr.K scrive:

    Dico solo un nome………Opie :) :)

    evvivaaaaaaaaaaaa

  6. Alessandro scrive:

    Solo The Shield era stato in grado di emozionarmi e farmi trepidare in questo modo.
    Onore alla creatura di Sutter, vero gioiello della programmazione seriale.

  7. AdebisiLives scrive:

    Non molto da aggiungere se non… Opie! Opie! Opie!

  8. Tommy_monaghan scrive:

    critiche accettabili, ma a me il brodo non è sembrato così allungato, la storiline di gemma e il padre è grandiosa, con il cameo di king non è da tutti.
    Irlanda alla prima puntata sarebbe stato improbabile, come ci sono arrivati? ci sono parecchie cosa da spigare, inoltre, non sarebbe stato evidente il doppio gioco delle alte cariche di sambel, e sarebbe stato difficile introdurre padre ashsby e il complicato gioco di potere nelle alte sfere dell’ ira, tutto questo andava preparato, e andava preparato anche charming per l’ avvento del nuovo ordine, e sopratutto la bromache tra tig e kozik (che per ma resterà per sempre lem!) tutte cose che sono state fatte iniziare nelle puntate pre irlanda, senza quello non avremmo avuto il finale così eccezionale, secondo me un arco narrativo efficace e completo, pretendere un irlanda subito è da bambini viziati che vogliono arrivare subito alle conclusioni senza ragionare sul perchè.

    appunto opie non usa un uzi ma un mac10 per far fuori la sthal

    chissà come mai alcune considerazioni mi pare di averle lette prima da altre parti….

    herry rolins non muore come un cane ma da persona coerente con i propri ideali, anche se resterà sempre uno stronzo, non prega ne implora, ma si preoccupa per la sua famiglia, la differenza tra le due morti è abissale.

  9. polvere scrive:

    Complimenti per la recensione, ha rafforzato alcune mie convinzioni. C’è poco da dire, questa serie mi tocca in modo speciale, mi dice veramente qualcosa di profondo. Alcuni risvolti del plot li ho trovati un pò forzati (la vita parallela di john teller in irlanda in primis) ma complessivamente aiutano a chiudere certi elementi della trama. Devo dirlo, non mi aspettavo finisse così: credevo che jax avrebbe preso il posto di clay per cambiare il club, ma è anche vero che c’è ancora tempo per quello; mentre quando ha optato per diventare un nomad ho creduto che sarebbe effettivamente accaduto. Il finale della terza stagione è tuttavia perfetto per quanto mi riguarda, ed emblematico.

  10. Pogo scrive:

    Episodio splendido. Finale di stagione fantastico.
    Questa terza stagione è stata quella gestita peggio pur essendo quella con più charme. L’elegia della vendetta, i toni da tragedia greca, i chiaro/scuro dei personaggi, anti-eroi pieni di livore e i buoni che sono terze parti deboli in un mondo di selvaggi (vedi Unser). In questa terza stagione c’era possibilità di portare a livelli estremi ciò che le due precedenti stagioni avevano già delineato.
    Il problema di Sutter è che ha scelto una scrittura autocompiaciuta. Anche questo episodio finale secondo me dura 10 minuti più del necessario (non significa che ci siano parti che annoiano, non è questo il punto) ed è chiara dimostrazione di una stagione che a volte l’ha tirata per le lunghe.
    Certo, Sutter è anche uno che non ha paura di fare a meno di suoi personaggi (anche se SAMCRO sta diventando un po’ come l’A-Team) e la morte della Stahl, non obbligata, è un grande esempio.
    Insomma, la stagione poteva essere la migliore, mi ha lasciato un po’ con la delusione di “avrebbe potuto ma…”
    Eppure le perdono tutto. Soprattutto visto il finale con la cover di “Hey Hey, My My”.

  11. DaphneMoon scrive:

    All’episodio ho dato 5 stelline, anche se forse meritava un pò di meno, perché quando lo studente “è bravo ma non si applica”, e poi si applica giusto in tempo per non essere bocciato, si cerca di incoraggiarlo (sperando che non sia un fuoco di paglia). Il deus ex machina dei soldi falsi ha urtato anche me, ma è stata l’unica nota stonata. La scena della morte della Stahl mi resterà impressa a lungo, confesso che la bitch mi ha fatto pena, la sua faccia nel momento in cui Opie sta per premere il grilletto e lei capisce che non c’è più nulla da fare e chiude gli occhi non la scorderò. E onore a Ryan Hurst, senza dubbio.
    Questo bell’episodio cmq non è sufficiente a farmi giudicare bene la stagione, per la quale il mio voto va dal tre al tre e mezzo. Resta l’impressione che il materiale partorito da Sutter fosse sufficiente per 6 o 7 episodi, non per 13. Ed è stata una stagione esageratamente Teller-centrica, a parte Jax e Gemma, gli altri personaggi hanno avuto ben poco spazio, eppure di materiale ce n’era. La trasferta a Belfast ha mancato completamente di “appeal”, e anche qui di materiale ce n’era.

  12. salvag scrive:

    Concordo: grandissimo episodio, ma serie mediocre; imho, io certi episodi ho proprio fatto fatica a guardarli. Grandissimi anche tutti gli attori, tranne l’impagliato Charlie Hunnam (sembra solo a me che, parafrasando Sergio Leone, abbia solo due espressioni: con o senza maglietta?). Mi togliete un dubbio: perché Jax, prima dello scontro, propone di salvare almeno un prospect? Vista col senno di poi, non ha molto senso…

  13. gothic scrive:

    salvag ha scritto:

    perché Jax, prima dello scontro, propone di salvare almeno un prospect? Vista col senno di poi, non ha molto senso…

    più che salvarne uno, io quel “can we spare a prospect?” l’ho interpretato come un chiedere a Clay se potevano usarne uno che guidasse la macchina con Jimmy O’ nel cofano al posto di Tara. Non ho l’episodio sottomano al momento, ma mi pare di ricordare che subito dopo Jax va da Tara a dirle che non deve farlo per forza, lei risponde che vuole farlo, lui le dà il giubbotto antiproiettile, eccetera eccetera.

  14. Dakster scrive:

    sutter? kurt sutter? e chi sarebbe? ahhhhh, ottooooo!!!! ahahahaha! mito.

    senza stare a dir troppo, concordo quasi completamente con pogo. il mio voto all’epi? 5, il finale mi ha sorpreso alquanto, credevo in king jax! voto alla stagione, buona, direi 4, va! all’anno prossimo!

  15. The Aztek scrive:

    Giddo ha scritto:

    Sì ok, la storyline del padre di Gemma è bella e tutto, ma personalmente avrebbero potuto condensare alcuni degli avvenimenti di quei 7 episodi in meno puntate, ma tant’è.

    In effeti, a parte preparare la storia per giustificare la presenza del RE, non ho assolutamente capito il senso di questa storia…
    Voleva forse rafforzare il senso della famiglia in Gemma? (che poi l’ha spinta ad evadere dall’ospedale per seguire i SAMCRO in Irlanda ?)
    Altra cosa: in Irlanda ho visto Gemma molto preoccupata per il futuro dei SAMCRO, tanto da raccomandare a Bobby di prendersi cura dei suoi due uomini, speravo in una sua morte in qualche punto della storia, magari per salvare il piccolo Abel, ma niente…
    Ok forse era scontato e quel maniaco di Sutter allora non l’ha fatto ? Bho…però mi sembrava stesse valutando l’opzione.
    Concordo sul fatto che la serie si è un pò troppo trascinata in alcuni momenti (niente a che vedere con la partenza a razzo della 2a serie), però il finale ha dato un colpo di spugna fenomenale a tutte le altre puntate passate….

  16. Eiar scrive:

    Okkey, non saremo mai tutti concordi su un giudizio finale, ma confesso che a me è piaciuto molto: tra alti e bassi, ritmi più lenti e ritmi più veloci è stata una bella stagione.
    Mi è rimasto appeso soltanto un dubbio, e spero qualcuno sia in grado di spiegarmelo, che si tratti di una mia svista.
    Durante la prima serie, e poi durante la seconda, si vede Gemma incontrare casualmente (… ma ora non ci credo più sia tanto al “casualemente”), una donna clochard sui cinquant’anni, e sembra reagire in modo strano alle sue parole… Chi era costei?? Un’anticipazione di qualche flash back??
    ThanX4All

  17. Cilone scrive:

    Ottimo show e, pur non al livello della seconda, ottima stagione. Il mio giudizio è forse “falsato” dal fatto che ho potuto vedere gli episodi senza dover attendere una settimana tra uno e l’altro, ma io tutto sto brodo allungato non l’ho notato. Grandi personaggi, grandi interpreti e grandi autori. Attendo la quarta stagione con impazienza (ci sarà un salto temporale?).

  18. a.p.ache scrive:

    Episodio che nel complesso mi è piaciuto molto ma parlando più in generale siamo lontani dai livelli della seconda stagione. Doveva essere l’anno della conferma, quello che avrebbe elevato SOA nell’olimpo delle serie migliori attualmente in onda, fianco a fianco con Breaking Bad e Mad Men, invece temo sia stato fatto un piccolo passo indietro.
    Non è stata l’eccessiva attesa per Belfast a farmi storcere il naso (che ci sarebbe stato da aspettare lo si poteva intuire, un cambio di location per 13 episodi avrebbe di sicuro fatto sforare il budget) quanto l’inserimento di plot secondari soporiferi come quello del padre di Gemma e le avventure di Tara e la sua nuova bff. Capisco che si doveva allungare il brodo ma c’era ben altra carne più succulenta che poteva essere messa sul fuoco. Troppo spazio a Jax e, duole dirlo, a Gemma. Addirittura Clay è stato messo in disparte per gran parte del tempo.
    Su alcuni difetti si può chiudere un occhio ma quando tentano di farci credere che Tara sia morta con mezzucci di bassa lega (manco SOA fosse quella porcheria di Prison Break e Tara fosse Sara Tancredi) o quando dopo l’esplosione di una bomba le comparse muoiono con mutilazioni orribili e invece i “named” se ne escono con nemmeno un capello fuori posto, beh, allora gli occhi bisogna chiuderli entrambi, tapparsi le orecchie e turarsi il naso.
    Poi arrivano quei 5 minuti con Opie e Chibs e ti viene voglia di dare 5 stelline a tutto e a tutti. Quanta soddisfazione condensata in una singola scena :D
    In un eventuale rewatch sarà di sicuro la stagione che rivedrò con meno interesse, ma resto fiducioso per la prossima.

  19. Curlybliss scrive:

    ciao ragazzi…che dire gran finale di stagione..i vostri commenti sono eloquenti a riguardo.
    eccellente colonna sonora… parlo ovviamente della Hey Hey, My My di Neil Young…con un altro suggerimento per tutti noi ..” the king’s gone, but he’s not forgotten….”
    chissà se Jax è già The King..o se il filone John Teller e la sua coscienza torneranno a tormentare Jax..

    a presto !!

  20. Serena scrive:

    Ciao a tutti, bellissima questa serie. Mi prende dentro, mi emoziona, adrenalina e tante altre cose. Ma sono molto curiosa di sapere…Tara è in cinta? E se sì jex lo saprà…vorrei tanto saperlo …grazie

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