Comedy Night - Fox - Raising Hope, Running Wilde

FOX Comedy Night – Raising Hope, Running Wilde

Ma è una mia impressione o nelle serie tv i bambini stanno spuntando come funghi? E per spuntando intendo proprio “ma tu pensa, mi distraggo un attimo e mi ritrovo genitore!”. Tra la progenie del demonio, un adorabile bambinetto che vorremmo vedere più spesso, un’adolescente così decisa ad emanciparsi da essersene scordata nel giro di venti minuti e qualche altro caso che probabilmente sto dimenticando, mi ritrovo a guardare con sospetto tutti i bambini biondi con gli occhi azzurri che vedo in giro… non mi sarò mica dimenticata qualcosa?
Comunque, ecco a voi due nuove serie e, sorpresa-sorpresa, ognuna è corredata di una bambina!
Ed entrambe hanno un nome buffo!
Ed un nucleo familiare strampalato! (strano, eh?)

Running Wilde – 1×01 -Pilot [jenny]

Cose che dovete sapere di me prima di continuare a leggere:
° ho sempre voluto una casa sull’albero… anzi, per dirla tutta verso i quattro-cinque anni ho anche scelto l’albero
° il concetto di childhood sweetheart continua a sciogliermi come un ghiacciolo a luglio
° non ho mai visto Arrested Developement

Steve Wilde è ricco, superficiale (neither knows nor cares how the real world operates), un pochino creepy e -a quanto pare- nella vita non fa nulla se non presentarsi qua e là ubriaco e in ritardo; Emmy è un’ambientalista impegnata da sei anni nella difesa di una tribù amazzonica che -a quanto pare- non vuole essere difesa; il nemico della fetta di foresta su cui vive la tribù che Emmy vuole salvaguardare è la Wilde Oil, di proprietà del ta-dan! padre di Steve. Emmy e Steve si conoscono da quando erano adolescenti e fin da allora, pur essendo innamorati e felici proprietari di una treehouse, avevano priorità ben diverse, che li hanno separati. Una piccola scintilla di altruismo in Steve e il desiderio della figlia di Emmy di vivere una vita normale lontana dalla jungla sono i -debolucci ma tutto sommato divertenti- pretesti per riavvicinare i due e capire se sarà lei a rendere Steve un better man o lui a  rendere Emmy una worse woman.

Tutto questo ci viene raccontato dal punto di vista di Puddle (così si chiama la povera figlia di Emmy… ed io che non amo molto i voiceover mi sono comunque sentita male per lei. A proposito, la bambina non può essere figlia di Steve, vero?) e servito con un delizioso contorno di comprimari buffi -il frenemy Fa’ad, ricco e competitivo quanto Steve; Migo, autista e “amico pagato”; il signor Lunt, inizialmente una sorta di “tata” e ora boh, uno strano tipo di maggiordomo incaricato di proteggerlo da tutto il possibile- che assieme a cavalli di tutte le taglie, orribili targhe, pacchi bomba rispediti al mittente, letture della mente, idee piuttosto confuse in materia di spuntini e il trasloco dell’intera tribù sono la parte più divertente di questo pilot. Per ora infatti, a mio avviso, il limite di Running Wilde è proprio quella che dovrebbe essere la trama romantica orizzontale (complice il fatto che Will Arnett e Keri Russell non mi piacciono particolarmente, come coppia, e non mi sembrano avere nemmeno molta chemistry), che però non mi ha impedito di sorridere per tutta la durata dell’episodio. [Invece magari mi stupiranno, facendo innamorare Emmy e Fa'ad e facendo fondare una religione a Steve e Migo, rendendo così la storia di fondo imprevedibile, who knows?]

Ho apprezzato il fatto che entrambi i protagonisti siano egoisti ed egocentrici (sì, anche Emmy, che informa Steve I’m clearly a good influence on you, poco dopo che Puddle è riuscita a farle credere una storia assurda sul suo “mutismo isterico” perchè I guess as usual she wasn’t listening… anch’esso colpa della madre because nobody wants to live there) e spero che questo sia sufficiente ad impedire che il tutto cada nel buonismo incontrollato, così da non togliere spazio alle scaramucce tra Steve e Fa’ad e alle perle di saggezza di Migo, che probabilmente pagherà l’università ai suoi figli con i vari tieni il resto del suo capo. In definitiva mi è piaciuto e mi ha anche fatto venir voglia di proseguire nella visione, lasciandomi il giusto pizzico di curiosità sulla questione fondamentale… no, non sono curiosa di scoprire se Emmy e Steve si (ri)innamoreranno, ma vogliovogliovoglio sapere cos’è la thing di Puddle! (sperando che non sia Pantoufle)
Il mio albero resiste e l’idea di andarci ad abitare non mi è ancora del tutto passata… se a qualcuno di voi avanza un uomo schifosamente ricco da redimere, sapete dove trovarmi!

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Raising Hope – 1×01 – Pilot [close to me]

Da subito ho trovato il titolo piuttosto scontanto, troppo facile giocare con il nome della bimba da crescere e con l’idea del cambiamento che si spera – appunto – porterà nella vita del giovane papà. Quando poi, addentrandomi nella visione della puntata, ho scoperto il nome scelto inizialmente dalla madre, mi sono mangiata le mani all’idea di quello che sarebbe potuto essere il titolo dello show: Raising (ex) Princess Beyoncè. Sarà per un’altra volta. Certo chiamarsi Princess Beyoncè avrebbe comportato un ingresso nella vita tutt’altro che in punta di piedi, meglio optare per qualcosa di più defilato e ben augurante per un neonato che vanta già un pittoresco curriculum prenatale: Hope viene concepita sul retro di un furgone da un ragazzo senza alcuna prospettiva, e una pazza omicida destinata alla sedia elettrica.

Ma ricostruiamo con maggiore ordine l’albero genealogico della bimba.

I nonni paterni. cromartie Burt (Garret Dillaunt) e Virginia (Martha Plimpton) hanno avuto un figlio – Jimmy – quando erano poco più che adolescenti. A distanza di vent’anni entrambi lavorano nel ramo pulizie: lei pulisce bagni, lui piscine.
Il padre Jimmy ha vent’anni, nessuna idea di cosa farsene del suo futuro, ma solo una gran voglia di fare qualcosa.
Mike il cugino. Di chi esattamente non ho ben capito. Il giorno lavora con Burt, la sera frequenta rave party e la mattina fa colazione a torso nudo.
La nonna Ormai ha perso quasi del tutto la sua lucidità, ma contrariamente a quanto si potrebbe supporre, non sono i momenti di follia a intimorire il resto della famiglia, bensì i momenti di lucidità: sono questi gli attimi in cui nonna Maw Maw si ricorda di non aver mai invitato i suoi familiari a trasferirsi lì a casa sua, e tenta di cacciarli via.

Questa varietà umana ci viene presentata in un pilot con tanti ottimi spunti dai flashback dei genitori giovani, inesperti e un po’ scapestrati, ai mezzi di fortuna con cui Hope viene trasportata e allattata, ai confronti  madre-figlio su cosa significhi crescere un figlio quando tu per primo hai ancora bisogno dei genitori, fino al meraviglioso political uncorrect di Martha Plimpton, inseparabile dalla sigaretta sia che si tratti di cucinare, che di stare vicino a un neonato. E a proposito di Martha Plimpton è un piacere vederla finalmente co-protagonista di uno show, anziché solo guest di lusso. Più in generale direi che tutto il cast è in parte e sembra già affiatato, anche se la mia speranza è vedere sempre meno nonna Maw Maw, soprattutto se hanno intenzione di continuare a mostrarla in reggiseno, o intenta a schioccare baci in bocca al nipote scambiandolo per il defunto marito. Ecco, quando Raising Hope spinge troppo sul grottesco, si arriva allo sgradevole. Far assistere la bimba – in braccio al padre – all’esecuzione capitale della mamma è una scena fuori luogo e fuori contesto. Avrebbe senso – a livello di comicità e atmosfera – nella famiglia Addams o in una dark comedy, ma qui sembra solo un modo per aumentare inutilmente la gradazione del surreale. Così come gratuita è la scena in cui Virgina vomita sulla bimba mentre Jimmy sta cercando di cambiarle il pannolino: davvero è comico, o c’era davvero bisogno di questo per dire che non siamo davanti a una famiglia american pie? Oltretutto Futurama quest’anno l’ha già fatta da padrone con scene analoghe…

Sul versante love interest di Jimmy, ancora troppo presto per dire qualcosa anche se la ragazza in questione da segni di avere tutte le carte in regola per essere all’altezza della famiglia del neo papà.

Tirando le somme tre stelle più a un serial che si diverte a giocare con spirito surreale e un po’ crudele, con i classici temi del family drama: rapporto genitori-figli, senso di responsabilità e del dovere. Da vedere almeno altre due, tre puntate per capire la consistenza narrativa che avrà, al di là degli inconvenienti che comporta crescere un bambino e che possiamo immaginarci fin d’ora.

Jenny Cazzamali

lodigiana, ventiduenne da un numero imprecisato di anni, facile preda di inappropriati entusiasmi e caratterizzata da un soft spot grande come l'australia per i pazzi, i grand gestures e le cause perse, ritiene che limitare l'uso delle maiuscole all'inizio delle frasi, delle parole e ai nomi propri sia una forma di razzismo e che l'uso corretto dei congiuntivi sia la cosa più sexy del mondo.

35 Comments

  1. visto running wilde, mi sembra promettente e will arnett è troppo simpatico; raising hope, c’è qualcun altro che l’ha visto?

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  2. su raising hope condivido in pieno il commento di close to me… avrei dato qualcosina in meno a livello di stelline, però considerando martha plimpton direi che parte del voto si può “dedicare” a lei e non alla serie, quindi quel 3+ non è poi così lontano dalla mia opinione…

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  3. concordo su running wilde ma io invece ho trovato raising hope molto divertente, vero la premessa è assurda lo trovo molto demenziale.. la scena degli omogeneizzati e quella del seggiolino sulla macchina mi hanno fatto ridere un sacco
    poi può non piacere ma per me al momento è promosso

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  4. raising hope a me ha fatto morire, lo vedevo stanotte, e la scena del vomito mi ha fatto ridere come non so cosa… giuro, sarò cattivo, ma mi ha fatto ridere.
    le due serie mi hanno portato a perdonare la fox. e rivedere felicity in tv mi fa scaldare il cuore! :)

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  5. Io invece ribalterei i voti.

    Running Wilde è il Will Arnett Show, ma per il momento niente di più di questo, mentre Raising Hope mi ha convinto di più. Certo, molto del pilot si perde in introduzione, ma le premesse sono simpatiche, lo stile interessante (d’altronde ho amato My Name Is Earl) e gli attori convincenti, tra cui spiccano una Martha Plimpton stratosferica e un Garrett Dillaunt ottimo.

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  6. pure a me sono piaciuti entrambi, ma contro le mie stesse previsioni ho apprezzato di più Raising Hope di Running Wilde… alla scena del parallelo tra i due bambini senza seggiolone in macchina mi hanno sentita ridere anche i vicini! :D

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  7. io darei più risalto all’interpretazione di Garret Dillaunt che a quella di Martha Plimpton… perchè entrambi si sono formati come guest di lusso , ma Dillaunt si è trovato un ruolo fisso che è la cosa più diversa da quello che fino ad ora gli era toccato (avvocato, g. cristo, robot cattivo, robot buono, mafioso russo ecc ecc) la Plimpton ci delizia invece col suo solito carattere cinico (cmq tanta roba).

    Running wilde mi è per ora ingiudicabile… Tutte le battute migliori della puntata erano nel trailer visto in estate… la seconda puntata sarà un giudice migliore… cmq mi pare abbastanza godibile
    Raising hope invece l’ho visto col peggior spirito possibile, esattamente quello che ti dice “guardi troppe serie tv e non puoi iniziare ogni cosa… questo è un prodotto fox e ti ricorda tre uomini e una culla” vittima ideale…
    Invece è stato discreto… hanno fatto fuori troppo presto la crazy mamma di cui ero già innamorato… ma li perdono se ci daranno qualcos’altro di appetibile…

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  8. io la penso come Rei, tra i due ho preferito molto di più Raising Hope, che sembra avere la stessa atmosfera e lo stesso umorismo surreale e un po’ ignorante di Earl (tra l’altro, chi ha notato i camei di Gay Kenny e Jasper, e la notizia su Earl al telegiornale? :D ). Running Wilde vorrei farmelo piacere, ma ha il grave difetto di non far ridere :/

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  9. Sì, infatti, non sono riuscito neanche a sorridere guardando Running Wilde, con tutte le serie che ci sono in giro non credo proprio gli darò una possibilità, cosa che farò con Raisng Hope, anche se le aspettative non vanno oltre un prodotto da 3 stelline.

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  10. Aspettative per Running Wilde:
    negative: dalla trama “rich guy vs. humanitarian chick” non è mai uscito nulla di buono
    positive: GOB di Arrested Development

    vince Gob, lo proverò

    a proposito…

    jenny ha scritto:

    non ho mai visto Arrested Developement

    Molto male.

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  11. Raising hope per me 5 stelline, vero che ero un pò ubriaca ma mi ha fatto letteralmente pisciare

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  12. sì ma non si può recensire una serie di hurwitz con arnett senza aver visto arrested development. anzi direi che non si può recensire una _qualsiasi_ serie comica senza aver visto arrested development, dai.

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  13. in effetti anche per chi non ha apprezzato il pilot consiglio di continuare a guardarlo (Running Wilde), almeno per me AD è stata una delle migliori comedy di sempre.

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  14. Beh, anche io la penso al contrario… Running Wilde, a parte qualche battuta, ma giusto due, non mi ha detto proprio niente… Invece mi è piaciuto molto Raising Hope, mi ha fatto morir dal ridere :)

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  15. Visto solo Raising Hope – essenzialmente x i cartelloni giganti appesi in giro per Broadway quest’estate. Strampalato, assurdo, grottesco quanto basta. E a proposito non concordo con la recensione: le due scene citate – esecuzione e vomito – danno esattamente la cifra dello show e mi hanno fatto morire dal ridere. Nel tratteggiare i personaggi e le loro assurdità mi ricorda anche Cougar Town. Amo la Plimpton dai Goonies e, poi, quando stava con River Phoenix. E la nonna è una vecchia gloria del cinema e della TV: Cloris Leachman. La ricordo da piccolo prima in Mary Tyler Moore e poi nel suo spin-off, Phyllis. E sul grande schermo nel cult Frankestein Jr. Mel Brooks. Quindi teniamola, dai!
    Vediamo come procede!

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  16. Quanto adoro Rei… bravo bravo bravo!
    Scusa Jenny, ma stavolta devo davvero dissentire con la recensione… mentre RW è sciapo come poche cose quest’anno (anche se qualche sorriso risicato lo strappa, perlopiù sulle cose che hai citato tu) devo dire che la nuova creatura di Garcia è talmente fuori di testa da avermi fatto innamorare subito di lei!
    Andiamo… quante sitcom esistono che sono COSI’ politicamente scorrette?!? E’ vero che in certi frangenti il bottone è stato spinto sull’acceleratore del “disturbo” (userei questo termine piuttosto che quello di “disgusto”) ma secondo me la miscela finale è stata sapiente ed esplosiva! Corredata, tra l’altro, anche di momenti semi-toccanti (almeno per me) quali il montaggio della Plimpton che canta la ninna nanna a Hope e dell’attrice che interpreta la mamma da giovane che la canta al nostro Jimmy!

    Poi è ovvio che sia AD che MNIE siano state due pietre miliari del genere… diciamo così: RH mi ha lasciato una gran voglia di vedere come va avanti, RW no. Se qualcuno guarda i primi 5-6 episodi e poi mi dice che ne vale assolutamente la pena allora lo continuo… altrimenti non credo proprio di buttarla nel calderone delle diecimila serie che già seguo. ;) (E basta “denigrare” la sesta di Futurama, ihihihi!)

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  17. Eh sì questa volta tocca anche a me dissentire con la recensione di Raising Hope: mi è piaciuto davvero un sacco, e l’ho trovato estremamente efficace nel descrivere la situazione grottesca…in più secondo me Maw Maw è semplicemente fantastica! Solo a me ha ricordato un po’ le atmosfere e il tono di Juno?

    PS: però su una cosa concordo…dovevano continuare a chiamarla Princess Beyonce!

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  18. Mi sono innamorato follemente di Raising Hope (in stile occhi a cuoricino). Ottimo cast e strepitoso umorismo nonsense.
    Running Wild…bravo Arnett, ma lo show non fa ridere come dovrebbe.

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  19. Lollo ha scritto:

    (E basta “denigrare” la sesta di Futurama, ihihihi!)

    Chi denigra? Futurama for the win! Senza capre bicefale, verruche, e liquami, però… ;)

    @liz
    il mio giudizio su RH è stato positivo e io per prima ho apprezzato la capacità e volontà di non essere political correct e dissacrare i luoghi comuni che in modo più o meno velato vegono posti in campo quando si tratta di bimbi e famigliole. Ma è una puntata ancora troppo introduttiva, e voglio aspettare il vivo della storia per dare un giudizio molto positivo. Per ora è solo positivo.

    Rispondi

  20. Ops, sorry Close to me… ero convinto che l’intera recensione fosse di Jenny così mi sono rivolto a lei… in realtà noto ora che la parte su RH l’hai scritta tu! :)
    Futurama for the win! Live long and prosper.

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  21. raising hope è stupendo! me ne sono gia innamorata nonostante ne abbia visto (ovviamente) solo il pilot.
    Running wilde non l’ho ancora visto, ma lo farò a breve!

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  22. @ close to me:
    lol mi sono espressa male io: la parte su cui dissento è quella in cui definisci troppo esagerate alcune scene, che io personalmente trovo azzeccatissime.

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  23. io raising hope l’ho trovato agghiacciante… è estremamente stupido, non mi ha fatto ridere neanche un po’, e alcune scene erano decisamente eccessive… bocciata… adesso mi vedo running wilde…

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  24. già meglio running wilde… anch’io ho da recuperare AD perchiò non posso fare il paragone…. però credo che lo recupererò più avanti…

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  25. Raising Hope l’ho trovato fenomenale, Garcia dopo My Name is Earl si rivela un ottimo creatore.
    Hai dimenticato di dire che la nonna altri non è che la famosissima Frau Blücher di “Frankenstein Jr”… e solo questo mi basta per guardare lo show.

    Ma avete notato chi sono i due bambini che si vedono all’inizio? Bravi. Sono Earl e Randy da piccoli :D

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  26. Mi è piaciuto molto Raising Hope, grottesco e surreale al punto giusto. Continuerò sicuramente a seguirlo.
    Running Wilde non mi ha convinto del tutto, ma dato che amo Will Arnett, e qualsiasi altro ex di AD (e qui c’era anche David Cross!), darò fiducia alla serie ancora per qualche episodio, tanto sono solo 20 minuti!

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  27. Non ho gradito nessuna delle due , che lascerò senza rimpianti
    Inizialmente Runnin Wilde mi interessava ma proprio non fa per me….l’ho trovato ridicolo invece che divertente.
    Raising Hope …….no comment :(

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  28. Non aver mai visto “Arrested Development” è imperdonabile.

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  29. stavo per avere un colpo apoplettico quando ho visto il voto a running wild, attenzione ragazzi per favore!
    e di nuovo quando ho visto quello di raising hope! eccheccacchio! ma è possibile che il mondo vada sempre, sempre alla rovescia di come la vedo io?!?

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  30. Ho visto il secondo episodio di Raising Hope e regge. Oh, se regge!

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  31. Rei ha scritto:

    Ho visto il secondo episodio di Raising Hope e regge. Oh, se regge!

    Sono assolutamente d’accordo con te Rei!!!!
    Io sono completamente addicted!!!

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  32. AGGIORNAMENTO: La mia nuova comedy preferita è stata confermata a 22 episodi!! Prima conferma della stagione!! yay!!

    Ovviamente parlo di Raising Hope :-D

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  33. Ovviamente alcune scene erano esagerate, ma il punto è che secondo me non lo sono poi così tanto… diciamo che sono caricature, ne va apprezzato questo lato più che quello comico in sè e per sè :)

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  34. io su raising hope mi sono un po’ ricreduta, nel senso che -pur continuando ad esserci qualche scena un po’ troppo “eccessiva”, per i miei gusti s’intende- dillaunt e la plimpton sono una gioia per gli occhi! per quanto mi riguarda non solo potrebbero reggere perfettamente la baracca da soli, ma sono anche diventati una delle mie coppie preferite.

    ecco, parlando di coppie,se riuscissero a “perdersi per strada” sabrina, che io trovo di un’antipatia estrema, e a sostituirla (non necessariamente come “love interest” del protagonista) con la tipa buffa e canterina che dirige l’asilo/canile, sarebbe un’ottima scelta!

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