justified - 1x12 - fathers and sons

Chiunque di voi abbia visto No Country For Old Men (e a chiunque di voi non l’abbia visto suggerisco caldamente di recuperarlo tipo ORA), si ricorderà di sicuro la famosa scena della monetina. Per quanto mi riguarda, ricordo distintamente che, al termine di quella scena, la poltroncina del cinema si è ritrovata con l’impronta netta delle mie dita asserragliate ai braccioli, e credo di aver ricominciato a respirare solo in quel momento. Ecco, in Justified, una cosa del genere, mi capita spesso. Quella tensione lì, costruita sui dialoghi, gli sguardi, la regia avvolgente, la recitazione, riempie questo penultimo episodio di stagione dall’inizio alla fine.

Recensendo lo scorso episodio, Close To Me si permetteva di fare un enorme “in bocca al lupo” a Raylan per il bel casino in cui si stava cacciando: bè, spiace dirlo, ma non sembra aver funzionato. In vista di quello che io mi aspetto sia un gran finale, tutti i fili si riannodano tra loro, e ogni personaggio più o meno ricorrente che abbiamo conosciuto in passato sembra stringersi attorno alla figura del povero Deputy Givens, come una ragnatela troppo stretta. Tanto per cominciare, apprendiamo che anche il caro vecchio Bo Crowder lavora per quel cartello di Miami, quello del tipo che, in apertura di stagione, Raylan fa fuori alla luce del sole, facendosi sbattere dai superiori nelle profondità del Kentucky. Ma com’è piccolo il mondo!

Come se non bastasse Arlo, padre di Raylan, deve qualche centinaio di migliaio di dollari al sopracitato Bo Crowder, e chiede la protezione e l’aiuto dei Marshall, rifiutandosi però di indossare un microfono per procurare prove, facendo imbestialire il figlio. Raylan, lo sappiamo, di suo padre non si fida neanche un po’: è questo il motivo per cui vuole ascoltare ogni singola sillaba degli incontri tra Arlo e Bo. Però il problema delle daddy issues è che non si smette mai di essere dei cuccioli in attesa dell’approvazione del proprio genitore – e, perchè no, di sperare di essere smentiti nelle proprie convinzioni, ritrovando un brav’uomo al posto del bugiardo delinquente che ti ha cresciuto. E così Raylan, dopo aver assistito ad una prova dell’abilità affabulatoria di Arlo (durante una scomoda situazione che implicava un reduce dell’Afghanistan traumatizzato e una bomba a mano senza sicura) e di averlo sentito dire al barista my son is fighting a war since the day he was born, un po’ si lascia intenerire. Complice anche il fatto che, alla fine, Arlo accetti di indossarlo, quel microfono; peccato che lo scaltro vecchietto la faccia a tutti sotto il naso, dimostrando che il buon  metodo dei pizzini vince su qualunque tecnologia.

Dunque: Arlo fa ora il triplogioco tra i Marshall e Bo Crowder, cercando pure di intascarsi dei quattrini. Bo Crowder smercia efedrina per il cartello di Miami, oltre a condividerne l’interesse comune di vedere Raylan Givens morto. Poi c’è Ava, che non ci pensa nemmeno ad allontanarsi da Harlan, nonostante i disgustosi scagnozzi di Bo occupino la sua casa non proprio amichevolemente. E c’è anche Winona: i prodromi di gattamortismo riscontrati nella scorsa puntata si concretizzano qui nella sequenza silenziosa durante la quale l’ex moglie di Raylan si introduce nella sua stanza del motel, si toglie la fede nuziale e gli salta addosso. Per quanto, come donna, non posso che comprendere le sue ragioni, che ne è dell’appassionata dichiarazione d’amore per Gary fatta qualche episodio fa? Svanita nel nulla, giusto il tempo di gettare Ava – che vede Winona uscire dal motel in piena notte e si sente tradita – nella disperazione più totale, quella disperazione che ti spinge inevitabilmente a procurarti un fucile a canne mozze e a puntarlo contro qualunque membro della famiglia Crowder ti capiti a tiro.

Per finire: Boyd. Si è comprato un giocattolino nuovo e non vede l’ora di usarlo. Ma prima si produce in una performance pastorale degna del reverendo Cleophus James, con la differenza che, invece di farci vedere la luce, ci terrorizza a morte. Anche Boyd sembra avere delle daddy issues in sospeso, ma cerca di risolverle a modo suo. Fire in the hole! Si prevedono tempi duri anche per il vecchio Bo.

Ricapitolando: Raylan sta cercando disperatamente un modo di far tornare in galera Boyd e Bo Crowder, che sono usciti perchè lui non è riuscito a stare lontano da Ava, la quale ha ucciso il figlio di Bo e per questo è in pericolo di vita, mentre il padre di Raylan cerca di fregare tutti, e nel frattempo Bo si è guadagnato, per colpa di Boyd, un enorme debito nei confronti del cartello di Miami, che muore dalla voglia di far fuori Raylan. Ah, e la polizia di Harlan odia Raylan per aver messo dentro lo sceriffo. Ragazzi, io, in Kentucky, non ho intenzione di metterci mai piede.

La buona notizia è che quest’episodio è splendido. Un filo di tensione sempre teso ci trascina per quaranta minuti, mettendo vicine, una dopo l’altra, sequenze memorabili: dal confronto tra Raylan e Art a proposito della bottiglia di whiskey, al sermone di Boyd in chiesa, all’irruzione di Ava nella tana di Bo Crowder, al racconto – inventato o forse no – del veterano Arlo Givens. E sì, per quanto noi si possa odiare Winona, anche quell’incontro muto nel motel è fatto proprio bene. Recitazione, regia, scrittura: non c’è nulla che non sia ad alti livelli.

Quattro stelle e mezzo, ma solo perchè, per il finale, ho aspettative ancora più alte.

Alice Cucchetti

Mi piacciono le canzoni con i finali tristi, gli androidi paranoici e i paradossi temporali. Scrivo sul settimanale Film Tv, curo le pagine della televisione per il mensile Nocturno e recensisco film e altro su Mediacritica. Non aggiorno mai il mio blog perché passo tutto il mio tempo su Tumblr.

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Commenti
15 commenti a “Justified – 1×12 – Fathers And Sons”
  1. Fantomax scrive:

    Quoto in tutto la tua recensione. Adoro questo telefilm, e soprattutto impazzisco per il modo in cui è strutturato.
    Probabilmente la serie migliore dell’anno insieme a The Bridge.
    Grazie per la recensione

  2. Rei scrive:

    Quoto quoto quoto. Finale sempre più in crescendo. Senz’altro quest’anno è l’anno del riscatto dei “presunti” procedurali. Oh yeah.

  3. Gaia89 scrive:

    Tutto perfetto, non c’è altro da dire. Ansia a mille per un finale che promette davvero, davvero bene…

  4. close to me scrive:

    Raylan, Raylan, Raylan… se potessi ti abbraccerei, e davvero senza alcuna malizia. Però ci metti anche un po’ del tuo: basta farsi irretire da quella gatta morta di Winona e pensa ad Ava piuttosto, lei sì che è in gamba e potrebbe essere una brillante second gun.

    Per il resto episodio a orologeria: tutto si incastra alla perfezione, e faccio fatica a pensare che Raylan, Arlo, Helen, Boyd, Bo siano personaggi e che non esistano davvero.

  5. Dextha scrive:

    Puntata molto densa che prende le fila della trama e le fa convergere per il gran finale.
    Molto bella la scena al bar (col tizio con la granata) e la “predica” inquietante di Boyd.
    Ava è adorabile in versione mezza ubriaca col fucile, adoro come usa l’accento del sud.
    4,5 stelle, cazzo se adoro la serie!

  6. D.A.N.I. scrive:

    Sicuramente un bel telefilm ma non certo il capolavoro che continuate a descrivere…in più di un episodio ho avvertito pesanti colpi di sonno!

  7. mercurio 2 scrive:

    Miglior Telefilm dell’anno con The Good Wife.
    Concordo, i procedural vanno alla grande e guarda caso in entrambi i casi è il/la protagonista ad essere ‘la trama’ comunque voglio vedere come se la cavano nella seconda stagione.
    Per tornare a Raylan i primi episodi sembravano slegati fra di loro ma ora tutto si allinea verso un finale che scommetto lascerà qualcuno con la faccia nella polvere.
    D.A.N.I. x curiosità cosa non ti ha annoiato?

  8. rampion scrive:

    Bell’episodio. Però, @naima, l’efedrina non si smercia direttamente ma viene usata nella sintesi delle metanfetamine (che è esattamente il motivo per cui bo vuole affittare quel capannone… scusa la precisazione ma sono un allievo di breaking bad) e Bo Crowder non lavora esattamente “per” il cartello di miami ma piuttosto fa affari con loro (a credito) da cui la pesante situazione in cui lo lascia boyd alla fine (ci sarà da vedere cosa esattamente diranno bo e il cartello di miami visto che il carico di efedrina esplode a metà strada).

    Natalie Zoe molto brava ma Joelle Carter questa volta ha fatto vedere quello che può fare con l’accento del Kentucky e con un personaggio che ha il cuore a pezzi. Non è la miglior puntata della stagione ma io sono sempre a favore di un rallentamento prima dei gran finali, per cui non mi lamento e aspetto domani.

  9. LuiGi scrive:

    Io sono in tensione per il finale da una settimana!!! Un crescendo continuo!! Serie ottima e impeccabile su ogni aspetto!!! Tra poco mi vedo il finale e poi inizierò già il countdown per la seconda stagione!!!

  10. dielle scrive:

    @Rei: ma Justified (questo delle ultime puntate, intendo) può essere ancora definito un procedurale?

  11. Dextha scrive:

    @dielle: Le ultime (2?) puntate non hanno visto il cattivo del giorno, ma perché siamo vicini al gran finale e avrebbe stonato, stanno chiudendo le fila del discorso, un po’ come l’ultima parte della seconda stagione di Fringe.
    Cmq ennesimo applauso a Justified per come con eleganza si destreggi tra le due forme.

  12. close to me scrive:

    Ma poi, procedurale o no, trama orizzontale al galoppo o a passi di bimbo, ha davvero importanza quando la qualità è questa?

  13. dielle scrive:

    @close to me: assolutamente no. spero si riconfermi nella seconda stagione a questi livelli!

  14. Giddo scrive:

    Commento l’episodio solo ora anche se l’ho visto praticamente subito, con grandi aspettative. Ovviamente mantenute OTTIMAMENTE, grandissima serie come al solito! Bello vedere come tutto va incastrandosi a perfezione, e lo fa nel modo migliore, decisamente. Clap clap.

  15. D.A.N.I. scrive:

    @mercurio 2
    lost, fringe, true blood,spartacus, heroes e prison break (prime stagioni) continuo??

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