the good wife 1x23

The Good Wife – 1×23 – Running

Everything that matters needs a plan.

Prima di iniziare la stesura dell’ultimo recap stagionale ho ritenuto opportuno vedere di nuovo la prima puntata. Questo mi ha fatto venir voglia di proseguire con la seconda, poi con la terza, e a quel punto mi sono fermata – l’estate è lunga – con la certezza che The Good Wife è già un classico. Come accade per i libri, alcune serie sono piacevoli best seller da leggere tutto d’un fiato, ma una volta chiusi, la loro funzione si è esaurita con la prima lettura e, salvo amnesie improvvise, difficilmente li rileggeremo. Poi abbiamo i classici. I libri che ci accompagnano tutta la vita, quelli che hanno sempre qualcosa da raccontarci ben oltre il chi ha fatto cosa e perché, ma non proseguo su questa strada perché avete già capito cosa intendo. The Good Wife non è solo la storia di una donna che riprende a lavorare dopo l’incarcerazione del marito, né è solo la storia dei casi che segue e come questi si concludono, puntata dopo puntata. The Good Wife è il modo in cui la luce cade sul viso della Margulies che ci cattura ogni volta per l’intensità dello sguardo, l’immediatezza nel raccontarci uno stato d’animo attraverso un’occhiata o la piega della bocca. E’ la camera che ci mostra l’inarrestabile spinta di Alicia nel voler togliere un filo bianco dal vestito del marito, mentre lui ammette pubblicamente il suo tradimento, perché è questo che fa una brava moglie, e perché nella bolgia mediatica perfino un insignificante dettaglio appare amplificato nel suo essere fuori posto. The Good Wife è Kalinda imperscrutabile nei pensieri, che  trasmette con il linguaggio del corpo sicurezza sempre, spregiudicatezza quando c’è da assecondare il proprio intuito, seduzione se c’è da guadagnarci. The Good Wife è quel particolare che non avevi notato alla prima visione, ma che già alla prima visione aveva contribuito alla perfezione del tutto. E questo è stato possibile perché gli autori avevano un piano.

La prima mossa strategica – una volta ben chiara la storia da raccontare – deve essere stata individuare un’attrice non siliconicamente modificata in grado di arrivare alla testa degli spettatori, piuttosto che allo stomaco, evitando la facile strada dell’immedesimazione, e imboccando quella della stima che Alicia conquista da subito, conserva e accresce nell’arco della stagione, fino a ritrovarsi nelle sequenze finali, quasi al punto di partenza: Peter, conferenza stampa, la brava moglie in attesa di mostrarsi sul palco. Il quasi è rappresentato più che dalla piena riabilitazione di Peter, dal cellulare che squilla, dalla possibilità che Alicia potrebbe dare a sé stessa di cambiare radicalmente vita mettendo definitivamente da parte il ruolo di “good wife”. Will-Chicago-Defense avrà qualcosa di valido da proporle? Me lo chiederò per tutta l’estate con la certezza che indipendentemente dalla scelta di Alicia, Eli Gold ha perfettamente colto il centro della questione: la sua vita di consigliere sarà molto dura, ma per noi sarà un piacere vederlo gestire le situazioni intricate che si prospettano, perché Eli Gold è uno di quei personaggi “mai più senza” che vedresti volentieri semplicemente impegnati in qualche chiacchiera da bar, figurarsi in situazioni in cui può sfoggiare la sua warm and understanding face, atterrire un’insopportabile adolescente, generare inquietitudine in nonna Jacki, dirimere le intricate trame politiche.

E adesso, dopo due paragrafi, non posso aspettare oltre per lodare anche Diane Lockhart, la donna che con la sua sola esistenza – seppur telefilmica – bilancia la reale esistenza di Sarah Palin. Deve averlo capito anche Kurt McVeight, che in quest’ultima puntata sperimenta sulla sua pelle quanto possa essere agguerrita e pericolosa Diane nel suo lavoro, senza necessità di spare un colpo. In quest’ultima puntata, infatti, c’è spazio anche per il caso della settimana con Amy Acker nel ruolo di Mindy Arkin la moglie di un poliziotto che apparentemente invischiato suo malgrado nelle attività illecite dei colleghi, chiede alla Lochart&Gardner di contrattare la sua testimonianza in cambio della protezione FBI. Rivediamo l’agente Lana Delaney che approfitta del caso per avere da Kalinda delucidazioni sul suo orientamento sessuale.Le rassicurazioni di Kalinda arrivano.

Il caso si conclude con una vittoria per lo studio e una sconfitta per la giustizia ma, come Will fa notare ad Alicia, il loro dovere non è verso la morale ma verso il cliente, in netta opposizione con la dichiarazione d’intenti di Peter: essere un ottimo procuratore, fare del bene, servire la giustizia. Sarà, ma a me Peter sembra piuttosto incline a essere sedotto dal potere e la sua riabilitazione non ha fugato tutti i dubbi circa la sua onestà. Ma non mi va di ideare ipotetici scenari su ciò che accadrà: i King hanno svolto finora un lavoro eccellente dimostrando di conoscere e padroneggiare i tempi di narrazione. Tutto accade al momento giusto, in una perfetta combinazione di sviluppo della trama orizzontale e caso della settimana, per altro mai fine a sé stesso a beneficio dello spettatore occasionale, ma sempre essenziale per dirci qualcosa in più dei personaggi, indirizzare i loro rapporti, creare sotto trame che proprio quando sembrano essere giunte a conclusione, cambiano pelle diventando essenziali: Cary, competitor di Alicia, lente d’ingrandimento della difficoltà di gestire casa e lavoro, messo da parte dallo studio diviene un’ arma nelle mani di mib Childs contro la stessa Alicia, e tramite lei contro Peter.

Leggendo qui e là mi sono accorta che a tanti non è piaciuto il cliffanger finale, un po’ troppo… telefonato. Io, al contrario, l’ho trovato molto ironico. Will e Alicia non si sono mai incontrati a causa del loro bad timing: quale modo migliore per sottolinearlo se non far scegliere inconsapevolmente a Will il momento della conferenza stampa di Peter per chiarire i suoi sentimenti ad Alicia? E poi le espressioni di Gold che vanno dal corrucciato, all’inviperito, al compiaciuto per i duelli che intuisce avrà con una donna come Alicia, sono impagabili.

Nota

– Il titolo dell’episodio è riferito alla decisione di Peter di candidarsi nuovamente, ma è lo stesso termine che usa Will in altro contesto: “Kalinda, are you all right? You sound like you’ve been running

alla puntata

meno alla prima stagione (il meno è dovuto al mio confidare in una prossima stagione anche migliore. Con Alan Cumming nel cast. Da subito)

Mara R.

Whedonverse.

29 Comments

  1. Dieci stelle, se è possibile, grazie! Impagabile la scena finale in cui Alicia non fa nemmeno iniziare a parlare Will e gli esclama nell’orecchio “Give me a plan! Romance is easy, parents teacher conference is not!” . Una delle frasi più significative nell’ambito di una relazione mai ufficialmente iniziata, ma prepotentemente in corso. Io tiferei sfegatatamente per Will, se ciò non significasse la banalizzazione della serie e, forse, anche il suo termine. Eli Gold e Jackie seguono, dopo Will e Diane, come miei personaggi preferiti. Che dire? TGW è un vero gioiello, un piccolo capolavoro da gustare come un ottimo vino d’annata. Stelle, stelle, stelle a profusione.

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  2. voto massimo ingiustificato… non mostrare più amy acker dopo la scoperta della bastardaggine del suo personaggio togliendole la possibilità di sfoggiare la sua abilità camaleontica è un delitto :)

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  3. Concordo pienamente con la recensione :)

    Io ho trovato il cliffhanger ironico anche perchè -proprio perchè “telefonato” come in moltissimi season finale- in una serie come the Good Wife si è risolto in un cliffhanger “psicologico-emotivo” piuttosto che in “Tizio-ferito-a-morte-chissà-se-si-salverà-anche-se-l’attore-protagonista-ha-già-firmato-per-tre-anni”.

    Per riassumere gli sviluppi erotici di Kalinda bastava l’immagine della saracinesca e dei tacchi incrociati (aaah quanto sarebbe stato facile far vedere un bacio lesbico e quanto a volte il “non vedere” riesce a mostrare tantissimo senza per questo essere paraculo).

    Questa serie mi ha preso. Ho sviluppato da subito la voglia di vedere l’episodio successivo neanche mi aspettassi chissà che rivelazioni. Ha creato subito una dimensione ben caratterizzata ma non sopra le righe, e -sottoscrivo la recensione- i tempi della narrazione sono impeccabili.

    Ho gradito molto che Cary sia entrato in scena non come il “big villain”, ma in modo quasi naturale, con dei ghigni ironici fra lui Will e Diane, che hanno stemperato e reso molto più umana, quasi paradossale la situazione piuttosto che “fumettistica”.

    PEr quanto i casi restino interessanti una costante un pò prevedibile di The Good Wife è che il colpevole è quasi sempre “quelloche è stato inquadrato e a cui non avresti dato due lire”. :) Diventa un pò prevedibile col tempo.

    Ultima cosa: solo io vedo qualche cosa in comune con The Closer (altro “procedurale” che è molto più di un procedurale)?

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  4. Serie e puntata da 5 stelle.
    Io il meno lo darei all’inverosimiltà (…) dei tacchi delle avvocatesse. Unico difetto che ho trovato. Really.
    A parte che solo per aver eliminato Becca si merita il massimo.
    E vogliamo parlare di Eli? 5 stelline anche lui e la sua warm and understanding face.

    Il finale prevedibile anche per chi non cerca rumors? forse. Ma comunque io non metterei la mano sul fuoco sulla scelta di Alicia. Voi si?
    Kalinda a me non ha rassicurato su i suoi orientamenti. O forse semplicemente sa che qualcosa ai suoi amici poliziotti deve pur dare.. rimane comunque un mistero.

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  5. @klaklina ma infatti Kalinda rassicura, per così dire, solo l’agente Delaney che era evidentemente molto più contrariata dall’aver visto Kalinda con un uomo, che non dal ritenerla la spia. Noi, invece, restiamo con il dubbio anche se da tanti particolari credo che la preferenza di Kalinda vada al gentil sesso.

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  6. @Close To Me: anche io propendo per il gentil sesso.. ma secondo me non disdegna.. :)

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  7. 5 alla stagione, 4 alla puntata (non mi è piaciuto per niente il caso). Non mi era piaciuto nemmeno il cliffangher telefonato, ma questa lettura ironica mi ci fa ripensare. Tutto il resto, perfetto, dall’entrée di Cary, all’accoglienza divertita di Diane, al discorso di Alicia. E dire che avevo iniziato a guardare questa serie senza troppa convinzione, solo per la presenza di Julianna Margulies.

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  8. a me il cliffhanger è piaciuto, invece.
    mi ha fatto pensare al finale della prima stagione di veronica mars! :D

    the good wife è ufficialmente la migliore nuova serie dell’anno, almeno nella mia personalissima classifica.
    (oh, amy acker!)

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  9. ma vogliamo parlare del confronto di mamma Jackie prima con il meraviglioso Eli Gold e poi con il pastore? che palle d’acciaio sta donna… anche se è impagabile Eli in mezzo a tante carampane…

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  10. applausi applausi e ancora applausi.
    all’episodio, alla stagione, alla recensione, ad alicia, ad eli, a kalinda, all’elenco che in verità mi rifiuto di continuare perchè sembrerebbe una classifica… e non lo è. seriously, datemi un podio con il gradino più alto molto spazioso, perchè per quanto mi riguarda i personaggi di tgw sono tutti da medaglia d’oro.
    bello bello e ancora bello.

    mi mancherà. non poco.

    (e dateci anche più mcveigh, please!)

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  11. Voglio la seconda stagione. Ora.
    Mi sa che anch’io per superare le crisi d’astinenza lo riguarderò durante l’estate. Amo questa serie!!

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  12. Eccezionale, eccezionale. Miglior nuova serie dell’anno, assolutamente. Quest’estate sarà incredibilmente lunga. Iniziamo a tifare per la serie ai prossimi Emmy a partire da ORA.

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  13. Voglio premettere che ho visto The Good Wife in poco più di due settimane, in quelle tipiche maratone in cui uno riprende uno show di cui non s’era accorto o che aveva snobbato, e mi sono divertito.

    Ora, fare una maratona, soprattutto per una prima visione, è sempre rischioso. Uno si trova a guardare un episodio di troppo e può perdere improvvisamente interesse o piacere solo perché ha sovrapopolato la mente di eventi e personaggi, o semplicemente perché non si è preso il tempo di riflettere (un mio amico s’è visto 10 puntate consecutive di Breaking Bad, è stato soggiogato dalla lentezza e dall’intensità e ora non può guardarlo neanche da lontano).

    D’altra parte i brutti episodi vengono spesso redenti da quello immediatamente successivo e subito dimenticati, e così può capitare che i difetti scompaiono.

    Detto questo e aggiungendo anche che TGW è un bellissimo show, non si può dire che sia privo di difetti:

    – Per metà stagione gli episodi sono stati scritti con lo stampino. Nessuno si fida veramente di Alicia, ma le danno “the second chair”. Lei lancia sguardi enigmatici a destra e sinistra, usa il suo intuito femminile, ogni tanto fa qualcosa ai limiti della legge, il cliente la adora e si fida solo di lei, il caso è risolto.

    – Chris Noth (Peter) da che mondo è mondo fa sempre il “bugiardino” e lo “stronzetto” e tutta la storia del complotto (e del triangolo) è quasi meno interessante delle storie settimanali. Anzi a volte è definitivamente meno interessante delle storie settimanali o almeno dell’evoluzione del personaggio di Alicia per cui Julianna Margulies vincerà sicuramente un Emmy, ci scommetto un episodio di Justified.

    – Uno show che fa di uno dei suoi punti di forza la perfezione formale e la gestione impeccabile delle varie linee narrative ha fin troppe cadute di tono: Mary Beth Peil può piacere giusto ai fan di Dawson’s Creek, Cary assunto per fare il sostituto procuratore è di certo funzionale al nostro intrattenimento ma veramente al limite dell’incredibile (muah!), la conversione religiosa di Peter neanche la commento e, last but not least, Will è diventato un personaggio debolissimo nel corso della stagione (mentre Diane è cresciuta) fino alla ridicola telefonata finale, scontata come scontato è che Alicia salirà su quel palco.

    – Eli Gold e Kalinda sono due personaggi essenziali allo show perché la retta tracciata fra questi due punti è l’orizzonte morale rispetto al quale si confrontano tutti i personaggi, in primis Alicia. Tanto che io farei uno show solo su questi tre e manderei a casa tutti gli altri (beh, non tutti, magari Diane e Kurt potrebbero fare una coppia legal-comica alla Boston Legal; ah, e anche Sweeney terrei e Martha Plimpton).

    Se devo dare uno stupido voto, allora 4 stelle per la stagione perché i casi sono interessanti e Margullies è eccezionale ma se lo show vuole raccontare la zona grigia che è l’insieme intersezione fra legge e crimine, e la flessibilità morale di tutti gli attori coinvolti, deve impegnarsi un po’ di più.

    All’episodio 4 perché ci sono 18 storie in un’ora e ne bastavano la metà. Al Cliffhanger 0 o 10. Dieci solo se nel pilot della seconda stagione Alicia non raggiunge Peter sul palco (quante possibilità?).

    @Close to me: quint’ultima riga: hai perso una “h” in cliffanger che, scritto così, potrebbe essere tradotto il “precipizio della rabbia”.

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  14. @rampion: non ho capito questa frase “nessuno si fida veramente di Alicia”. Ma se proprio nel pilot Diane dice che Will le ha detto meraviglie di lei, e Will non fa altro che dire quanto è brava, e quanto talento ha. E quando Cary, che sta avendo difficoltà in aula, si permette di dire che quello che Will sta facendo per Alicia è ammirevole, lui lo zittisce dicendogli che Alicia non ha bisongno di “try so hard” come Cary, per andare in aula.
    Poi devi tenere conto delle licenze poetiche: se Alicia è la protagonista dello show, potrebbero mai tenerla in ufficio a compilare scartoffie e non farla mai vedere tribunale? Stessa cosa per Cary assunto da Childs. Il personaggio è generalmente piaciuto e i King volevano tenerlo, e credo proprio che vederlo dall’altra parte della barriccata nella prossima stagione darà vita a dinamiche interessanti.
    La conversione di Peter? È stata scritta apposta così. Non ci crede nemmeno Alicia. (Certo Chris Noth non aiuta, è l’attore peggiore del cast imho).

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  15. @ Siobhan

    Sì tutti ripongono grande fiducia in Alicia, ma è più retorica che la realtà dei fatti. Ogni volta Alicia (nella prima parte della stagione) viene messa in discussione e alla prova (anche se dimostra ampiamente fin dal primo episodio di essere migliore di Cary). E, come saprai, ripetere continuamente la stessa emozione ne diminuisce l’effetto, anche perché non ce ne sarebbe alcun bisogno: lo show funziona benissimo anche con Alicia che non viene messa in discussione. Infatti la pressione non deriva tanto dalla competizione con Cary (a parte nell’unica puntata o due in cui Will e Diane devono scegliere) ma dal fatto che una abituata a fare la brava moglie si trovi all’improvviso in mezzo al mondo reale e che in questo nuovo ambiente, in cui gli animali pericolosi non sono proprio in gabbia, in fondo ci si trovi bene.

    Capisco che Alicia non possa fare la passacarte, e questo passi. Ma negli altri casi “licenza poetica” è solo un eufemismo per coprire le debolezze della trama. Poi magari si perdona tutto perché è la prima stagione e la componente procedural funziona benissimo.

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  16. @rampion
    Innanzi tutto il valore di Alicia non è mai messo in discussione da nessuno, neanche da Diane, neanche all’inizio. Quello che preoccupa Diane è che Alicia quale moglie di un uomo di potere e prestigio potrebbe non adattarsi di buon grado a una posizione subordinata come quella di junior associate, tant’è che nella prima puntata Diane le rimprovera di aver cambiato strategia difensiva di propria iniziativa, senza consultarsi con lei o Will.
    Kalinda intuisce fin da subito le capacità di Alicia, così come Carey che non potendo “attaccarla” dal punto di vista professionale è sempre pronto a rimarcare il fattore età, e quanto deve essere gravoso gestire famiglia e lavoro.

    I casi non sono affatto banali (vedi unhortodox), sono spesso radicati nella stretta attualità politica, sociale ed economica, e anche quando di per sé non presentano particolari attrattive, hanno comunque elementi difficilmente reperibili altrove nonostante la mole di legal in circolazione (la preparazione dei testimoni, la procedura del “chinese wall”, le modalità di presentazione della candidatura di un giudice, le visite coniugali).

    L’eleganza formale, in questo caso, non è un bella superficie priva di spessore, ma è il modo impeccabile in cui hanno reso un’ottima sostanza. Non ci vengono propinate morali o “la morale” su niente e nessuno e non credo che lo show – come dici tu – abbia l’obiettivo di “raccontare zone grigie”, ma semplicemente di raccontare.

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  17. Posso ringrazirvi ancora una volta per avermela fatta scorprire? E’ “colpa” delle vostre recensioni se dopo 4 puntate ero già addcted :D
    serie praticamente perfetta. io non mi ricordo di serie recenti, tra l’altro lunghe e non quelle corte di 15 puntate, dove ci fosse una costante classe e cura nel più piccolo dettaglio. il tutto poi condito da un cast che definire eccezionale sembra banale, ma forse è solo un eufemismo.
    penso che me la rivedrò durante l’estate aspettando con impazienza la seconda stagione. E visto che Alan Cumming sarà regular voglio ASSOLUTAMENTE un incontro con kalinda. ma vi pare che questi due ancora non si siano salutati? :D
    5 stelline belle gonfie

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  18. @close to me

    dalla tua risposta sembra che io abbia detto che i casi settimanali siano banali o brutti o realizzati male ma ho detto esattamente il contrario (che mi sono appassionato alla serie più per i casi che per il grande arco della storia).

    Ok, l’espressione “non si fidano di Alicia” era infelice ma il punto è che per metà stagione il meccanismo narrativo è lo stesso: Alicia viene messa alla prova (e comunque non è così strano essere messi alla prova anche quando la gente si fida di noi) e supera la prova grazie al suo senso di ragno e alla sua sensibilità (avendo visto 10 puntate in 5 giorni ti posso assicurare che il meccanismo è ripetitivo, ma ho visto pur sempre 10 puntate in 5 giorni per cui non è che mi lamenti più di tanto, era solo una riflessione…).

    Sembra anche, dalla tua risposta, che io abbia dato una connotazione negativa dell’eleganza formale ma ovviamente non c’era nulla del genere nelle mie parole. Semmai criticavo il fatto che non portassero fino in fondo detta eleganza.

    Senza polemizzare, close to me, io sono fra i paladini del raccontare per il raccontare, ma anche nel caso più astratto del mondo, il raccontare è sempre il raccontare di qualcosa e, a mio modo di vedere, the good wife (il titolo docet) racconta prima di tutto la storia di una persona, una donna nella fattispecie, che da brava moglie diventa un avvocato con tutto ciò che ne consegue. Secondo, la zona grigia della moralità è palesemente il tema dello show, a volte con un’insistenza eccessiva: Kalinda, Gold, Will & Diana, Peter, persino i figli di Alicia in qualche modo vanno avanti e indietro da quella zona (come tutti gli adolescenti). Non è l'”obiettivo” della serie (anche qui mi hai messo le parole in bocca) ma è il suo argomento, la sua vocazione.

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  19. @rampion: casomai, la rabbia del precipizio/della scogliera :)

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  20. clap clap clap clap clap clap clap clap clap.
    Una recensione ispirata,complimenti vivissimi.
    Finalmente ho trovato un motivo per non cadere in depressione(si fa per dire) dopo la chiusura di troppe serie tv che amavo alla follia e il declino di altrettante.
    Fin dalla prima puntata si è capito il valore di questa meraviglia e anche quella conclusiva si è mantenuta sullo stesso livello di tutte le altre.
    Unica pecca,ma io sono una criticona perchè siamo di fronte alla perfezione e si tratta di trovare il pelo nell’uovo, ho trovato un po’ forzato non far vedere il bacio saffico che in effetti si è ben immaginato dietro la serranda del garage.Che male poteva fare? Non hanno avuto problemi a mostrare squillo,descrivere atti sessuali(in stile sexy gate) ,un innocuo bacio non avrebbe macchiato un tf per famiglie(?)….

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  21. Premesso che parliamo comunque di una serie di altissimo livello, la mia impressione è che in questo episodio abbiano un pò esagerato nel buttarci troppa roba dentro. Ok, abbiamo capito che Kalinda è una donna molto particolare, intrigante etc, si deve per forza sottolineare la cosa mostrandocela mentre si barcamena tra l’odioserrima Lana e il detective? Quel bacio dietro la serranda l’ho trovato gratuito, per la serie: ehi, per paura che Kalinda non fosse abbastanza intrigante ora ci buttiamo dentro anche il sesso lesbo, ma badate bene che le piace anche un uomo. Che altro le faranno fare, a questo punto? Lana poi… troppo stereotipata, non mi piace. Perdono gli autori per aver mostrato Amy Acker solo per metà episodio perché penso che la rivedremo, il detective se ne è andato parecchio incaxxato dopo la soffiata di Kalinda.
    E nonna Florrick? Che senso ha avuto la sua conversazione col “sant’uomo”? Lo ha convinto a lasciar perdere Peter? Ovviamente no. Ci volevano mostrare quanto la tipa sia tosta e quanto di quel che Peter è sia colpa sua? L’avevamo già abbondantemente capito. Inutile, e troppo stereotipata anche lei.
    Ma solo io quando vedo i piccoli Florrick provo insofferenza? A che servono? Solo per mostrare perché Alicia resta ancora con Peter? Ok, motivo valido, ma questi due sono trasparenti. E poi possibile che non covino alcun rancore verso paparino che ha combinato quel pò? E sì che sono nella dannata adolescenza… e invece stanno là a cena tutti ridanciani stile “settimo cielo”, mah.
    E la signorina Cabrini? Troppo stereotipata anche lei (e sono tre), inverosimile il suo discorsetto a cena con Will, uguale a 1000 fatti in altre serie (inverosimili anche quelli), ed era proprio necessario calare la carta: “sono figlia di un riccone”? L’unica cosa che mi è piaciuta è stata la reazione di Will, quella sì.
    Sempre W Diane e Marlboro man (ma come diamine si chiamava quella serie dove lui faceva un programma alla radio? argh).
    Il cliffhanger finale? Un pò eccessivo anche quello sì, però spesso nella vita capita proprio così, che per le cose più importanti si scelga il momento meno adatto, come se un dio beffardo si divertisse alle tue spalle.
    Cmq sempre grande Alicia nel suo pragmatismo: “what is your plane?”, giuro che questa frase gliela rubo e la userò appena possibile.
    Dopo tutte queste critiche cmq dò 4 stelle all’episodio, perché ovviamente funziona, il fatto è che questa serie mi ha abituata a livelli altissimi, e apena qualcosa non mi suona storco il naso.
    Alla stagione 5 stelle, come minimo.

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  22. Mi spiace non sono d’accordo.Di stereotipato io non ci vedo nulla.E’ tutto cosi’ complesso e ben sviluppato che davvero cozza con l’aggettivo stereotipato.Sono punti di vista ovviamente.
    Intitolare un tf the good wife e poi non mostrare momenti di vita quotidiana con i figli sarebbe stato balordo.
    La nonna è una donna molto forte e vuole difendere la carriera del figlio e invece di andare da lui direttamente sceglie di allearsi col nostro nuovo uomo,il che lascia presagire roba buona per la prossima stagione.
    Ho scordato di dire che gli attori sono tutti meravigliosi e li amo dal primo all’ultimo

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  23. Ma io non ho detto che non dovevano mostrare momenti di vita in famiglia (dove l’ho detto?), è solo che i due pargoletti sono assolutamente inesistenti. Oltre a ricordarci che Alicia ha una famiglia, che senso hanno come personaggi? Sembrano due figurine attaccate lì e basta.
    La nonna… quanti ne abbiamo visti di personaggi come lei nelle serie TV? Un’infinità, e agiscono sempre tutti allo stesso modo. Questo vuol dire stereotipato. Stesso valga per Lana e per miss Cabrini, almeno finora.
    Alicia e Will invece non li trovo stereotipati, e perciò mi piacciono. That’s all.

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  24. Concordo con DaphneMoon sul fatto che questo fosse un episodio un po’ troppo pieno, almeno per il passo a cui ci aveva abituato la serie finora, ma non mi sembra che i personaggi si siano comportati in maniera banale, forse l’unica cosa che avrei tolto è lo scontro tra la nonna e il prete, anche se a giochi fatti era necessario per dare peso al personaggio, preparandoci alla fine in cui lei sembra controllare tutto.
    La scena di Alicia al telefono con Will fino alla stupenda “Mi renderà la vita molto più dura” e la faccia da oscar di Juliana Mergulies sono perfette, descrive il personaggio alla perfezione.
    Mi sa che me la riguardo tutta pure io!

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  25. Secondo me quando Will telefona sta guardando la press conference in diretta TV, quindi non è un bad timing ma una scelta precisa di fermare Alicia prima che sia troppo tardi. Ho visto male? Mi pare lui stesse proprio guardando la tv.

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  26. @maramara: no, lui è seduto nel suo ufficio a bere il costosissimo vino come se facesse gli sciacqui con il colluttorio, prende una decisione e chiama Alicia. Non si vede nessun televisore nelle inquadrature e a me sembra proprio in un momento di solitudine con i suoi pensieri.

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  27. Ma questa puntata è stata P-E-R-F-E-T-T-A. Davvero. C’è tutto, mi è sembrata un’immensa celebrazione della stagione, con graditi ritorni, ottime guest star, uno splendido caso, scene a lungo attese, dubbi lasciati in sospeso, e tante, tante cose ancora da dire e da spiegare. Grazie serialmente per avermi fatto conoscere TGW, davvero!

    Quindi dicevo…
    Graditi ritorni (anche se non tutti…): ritorna l’esperto di balistica che ha rubato il cuore della nostra Diane, e anche se lei fa la dura con lui durante l’interrogatorio, poi torna comunque da lui con il suo sorriso (e la sua risata, purtroppo assente in questa puntata!). Torna anche Giada Cabrini, che mi lascia davvero perplesso, e ovviamente è una grande viziata, con padre straricco… Wow, come se non c’erano già abbastanza motivi per odiarla! In più, ci ricordiamo del pastore, che si prende una gran strigliata dalla nonna di Jen (molto più il forma e tosta in questa puntata, che in tutta la serie!! E in più, ci hanno regalato un’altra splendida scena con lei e Eli Gold!),

    Ottime guest star! Wow, già il fatto che in questa puntata ci fosse Amy Acker fa alzare il voto a dismisura! E ovviamente, è una gran bitch, come suo solito (da quando l’hanno inquadrata la prima volta, ho sospettato di lei, sarà perché in questa versione mi ricordava un sacco Kelly Peyton di Alias!).
    Splendido caso… Poliziotti corrotti, forse un imbarazzo per il procuratore distrettuale, un interrogatorio scontro fra Alicia e Cary (ti ODIOOO!!), cosa si può chiedere di più? E brava Kalinda che sul finale fa la scelta giusta, anche se si ribella al suo studio…

    Scene a lungo attese… Finalmente la cena Will&Alicia c’è!!! E anche se è quanto più di spartano ci possa essere, l’ho adorata, sono bellissimi, lei ha un sorriso quando c’è lui, che è fantastico… E tra le altre scene a lungo attese, la ricandidatura di Peter, in quello che è un cerchio che si chiude, grazie alle macchinazioni di Eli Gold, che è riuscito a mettere Alicia dalla parte di Peter per questa campagna…

    Dubbi lasciati in sospeso: oltre alla scelta Will-Peter, esplicata da quest’ultima scena, abbiamo anche la sessualità di Kalinda, per l’ennesima volta lasciata intendere/non intendere da parte degli autori, con questa scena coperta con quella dell’FBI… Io spero si siano baciate, c’è tanta di quella tensione sessuale fra le due!! :D

    Tante cose da dire e da spiegare… Tutti i traffici di Peter, di cui ci hanno dato più e più assaggi, senza poi dirci nulla… Gerald Kozko, ancora vivo (tornerà?)… E poi… Ovviamente TGW avrà molte altre cartuccie da sparare, ma ci sorprenderà, come fa sempre…

    Voto: 5 stelle, nessun dubbio. Ottima recensione.

    P.S. Che bello il discorso che fa Alicia a Will… Everything that matters needs a plan…

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  28. All’inizio TGW non mi diceva molto, ma la seconda metà della stagione è bellissima. Ci ho preso gusto.
    Di solito odio le serie a puntate autoconclusive (anche se qui esiste anche una trama orrizzontale abbastanza forte), ma questa è molto intelligente, con ottimi dialoghi, personaggi interessanti…
    Non tutto mi ha convinto, le prime puntate non mi sembrano niente di speciale, e comunque non impazzisco per la struttura “il caso della puntata” (anche se si tratta di solito di belle trame)… ma se la seconda stagione si mantiene alta come la fase migliore di questa, mi farà davvero felice.

    4/5 alla stagione.

    Devo dire che il cliffhanger non mi convince del tutto.
    All’inizio mi è sembrato troppo “furbetto” e inelegante (per il contesto). Avrei preferito che mostrassero subito la scelta di Alicia e che la domanda con cui attendere la prossima stagione riguardasse le conseguenze di essa, invece del più terra terra “che farà?”.
    Poi però ho pensato che rappresenta anche un punto cruciale nello svilippo del personaggio e che ciò forse giustifica questo genere di chiusura.
    Quindi in definitiva non so.

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  29. Finita ieri notte: devo ringraziare tutti quelli che mi hanno obbligato (a suon di “complimenti”) a guardare The Good Wife.

    Una parola sul cliffangher che ho trovato originale, non tanto per la prima chiamata di Will o la risposta di Alicia, ma per la probabile creazione di un piano da parte di Will in trenta secondi.

    VAI WILL.

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