justified 1x11

Justified -1×11 – Veterans

– Stai pensando anche tu di andar via dal Kentucky?
- Ci ho già provato.

Questo Kentucky sta diventando come certe isole di mia conoscenza: vorresti andartene, ma troppe questioni in sospeso ti legano al restare.
E Raylan di questioni irrisolte ne ha tante. Deve fare i conti con l’uomo che non vuole essere – il padre – ma che porta dentro di sé più di quanto voglia ammettere, il posto in cui non vuole essere, ma che è la sua casa, nonostante si ostini a vivere in un motel per dire a sé stesso che no, lui lì è solo di passaggio. Ma non si può essere di passaggio nel luogo in cui tutti ti hanno visto crescere, dove le famiglie sono legate a doppio filo per parentela, affari comuni, alleanze e opposizioni e tu fai parte della trama non solo per i legami di sangue, ma anche per il lavoro che svolgi. E purtroppo per Raylan la situazione si complica anche più di così. Anche nelle piccole cose.

Mi riferisco ai due ritorni di questa puntata. Quello di Winona, la cui storia sembrava chiusa definitivamente con il ritorno di lei alla sua splendida vita con il secondo marito. Invece no. La ritroviamo girare intorno a Raylan con un gattamortismo d’antologia. Così, giusto per togliergli il senso di chiusura e per aver modo di ospitare a casa sua, ammanettata, Ava che Raylan è sempre più deciso a voler fuori dai confini dello stato.

Il secondo ritorno, decisamente più spassoso, è quello di Dewey Crowe, così genuinamente imbecille da far credere a Raylan di poterlo utilizzare contro Boyd. Purtroppo l’imbecillità è materiale instabile, e Dewey si rivela fedele e prezioso proprio per lo stesso Boyd e la sua Chiesa dell’Ultima Occasione di Salvezza.

Un titolo roboante e vagamente apocalittico per una Chiesa formata da delinquenti di basso profilo, su cui Boyd ha una grande presa. Non che lui riesca ad avere facile gioco solo su emarginati, visto che fa parte della ristrettissima cerchia di persone che riescono a minare l’autocontrollo di Raylan. Le altre due sono Winona – già menzionata – e Arlo, il padre del nostro Marshal, che ora più che mai non se la passa affatto bene a causa della scarcerazione di Bo Crowder che reclama da Arlo i proventi dell’attività di protection e collection al cui comando aveva collocato lo stesso Arlo.

Una mossa non sciocca – se consideriamo che Bo ha scelto un uomo anziano, privo dell’ambizione di usurpare il comando – ma azzardata: anche qui siamo di fronte a  materia instabile. Un uomo che nella sua vita, a causa di moti di rabbia, comportamenti schizofrenici, e accessi di violenza, non è riuscito a costruire nulla, ma solo a distruggere. E l’opera di distruzione si è estesa anche agli affari di Bo.

Quindi da una parte abbiamo Bo che riprende le sue attività criminali, pensando che Boyd con la sua chiesa stia facendo gli interessi del padre. Boyd che vuole perseguire – a modo suo – solo gli interessi del Signore ripulendo il territorio da laboratori di metanfetamine, pulizia che guarda caso sembra andare proprio a favore di Bo che aveva lasciato i suoi affari in mano ad Arlo che è il padre  Raylan, il Marshal indirettamente responsabile della scarcerazione sia di Bo che di Boyd.

Mi sento di fare un in bocca al lupo a Raylan, vista la situazione. E’ evidente che gli autori, e Olyphant, amino questo personaggio, così come lo amiamo noi, e vorrei gli dessero un po’ di tregua emotiva, anche se è evidente gli eventi ormai vanno nella direzione opposta. Prova ne è la scena centrale di Veterans in cui Raylan, raggiunto suo padre nel club riservato ai veterani di guerra, non riesce a trattenersi dal riversare su Arlo il suo rancoroso disprezzo ottenendone un bel ceffone. Come presumibilmente avveniva quando era solo un bambino. Ma in fin dei conti, nonostante il distintivo e il cappello, per Arlo Raylan continua a essere semplicemente un figlio ed è evidente che anche Raylan, nonostante distintivo e cappello, di fronte a suo padre si senta ancora un figlio maltrattato.

Quindi decisa, ma non estemporanea, svolta narrativa per l’ampliamento della trama in tutte le direzioni, e per la portata emotiva degli eventi. Pensare pareva essere solo un procedurale con un’unica figura centrale. Quest’ultimo aspetto continua a essere predominante, ma non assoluto vista la scelta di opporre a Raylan un comprimario come Boyd – più inquietante e pericoloso da rinato che da delinquente – inserendo personaggi che via via acquistano sempre più peso. Come Arlo, ma anche Tim Gutterson che appare poco  ma lascia sempre il segno, Art Mullen vicino a essere un punto fermo per la stabilità di Raylan, e tutta l’allegra famigliola Crowder decisa a governare la contea di Harlan. E ora che Arlo sembra deciso ad accettare il ruolo da infiltrato, le prossime puntate di preannunciano come piacerebbero a Boyd: con il botto.

più

Mara R.

Whedonverse.

20 Comments

  1. Graditissimo il ritorno di Dewey Crowe, lo adoro in coppia con Raylan!

    “Well, what did you do?
    Lie? Steal?
    Dance on Sunday?”

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  2. Fantastico! Ottima recensione! :)

    Mi piacciono molto i personaggi di Dewey e Helen, li vorrei in ogni episodio.
    Ah, volevo dirlo prima o poi: Winona è molto più bella e di classe rispetto ad Ava.

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  3. Si prepara un bel finalino di stagione per il nostro Raylan, non vorrei affatto essere nei suoi panni adesso. Comunque altro grande episodio, la tensione cresce.

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  4. Io ormai sono un fedele della Chiesa dell’Ultima Occasione e Boyd è il mio pastore. Soprattutto sono curioso di vedere quale sermone tirerà fuori dall’ultimo gioiellino che s’è comprato e come le 4 strade di Arlo, Bo, Raylan e Boyd si incroceranno. Bella recensione come sempre. Non ho abbastanza autocontrollo per non farti notare un refuso (autocrontollo).

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  5. @rampion grazie, ma mi sto raylanizzando quindi per puro dispetto non correggo! :)

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  6. Quoto in tutto e per tutto la recensione, non ho nulla da aggiungere, ottimo episodio e ottima preparazione agli eventi successivi, le trame crescono in spessore narrativo e drammatico. Bene così.
    4 stelle

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  7. Dextha, Dextha, ma quante serie vedi (la vita è fuori)?
    Ottimo episodio comunque

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  8. @ErmiPalle: Un bel po’, in compenso vedo poco o niente della televisione italiana, che mi deprime alquanto, e leggo qualcosa ogni tanto. Se ti interessa ho anche una vita sociale, per quanto modesta.
    Cmq (già che ci facciamo i “azzi” miei) guardo serie tv sia per passione, sia perché vorrei fare di questa passione un lavoro, e ne guardo tante perché sono “affamato” in tal senso. E’ in parte uno studio per me, un piacevolissimo studio XD

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  9. @close to me

    ma figurati futura signora Givens, basta che non mi spari con la glock di tuo marito la prossima volta che trovo un refuso!

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  10. @rampion: alla fine, lusingata dal futura signora givens, ho corretto.

    Per non spammare ulteriormente vorrei aggiungere che a questo punto mi piacerebbe conoscere qualcosa sulla mamma di Raylan, per completare il quadro della sua infanzia, del suo carattere e del rapporto che ha con le donne della sua vita. Per ora stando a Boyd sappiamo solo che veniva maltrattata da Arlo.

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  11. una cosa che mi è piaciuto molto in questo episodio il (non tanto sottile) parallelo dei rapporti padre figlio (givens e crowder).
    lo schiaffo è già stato giffato e conservato a futura memoria.
    e io guarderei 45 minuti di Boyd e Reylan seduti li a *chiacchierare*…

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  12. Dexta io voglio fare il regista e lavoro a corti 3D.
    Guardare serie tv non serve a una sega, studiati manuali (ottimi quelli della casa editrice Dino Audino) e come me studia Inglese e vattene dall’Italia il prima possibile!

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  13. Grazie per i consigli, ma ti dirò, l’inglese lo sto imparando proprio grazie alle serie tv e ritengo che assorbire un gran numero di storie non possa che far bene ad uno scrittore/sceneggiatore. I manuali di sceneggiatura che ho letto finora non sono stati poi così illuminanti come avrei pensato, ma vedrò di dare un’occhiata a quelli di Dino Audino, mi consigli qualche libro in particolare?

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  14. @ErmiPalle: sono sicura che dextha sarà felice di ricevere tuoi consigli via mp, email, msn ecc… qui continuiamo pure a commentare Justified.

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  15. Altro episodio di livello. 7/10
    Stavolta, più di Olyphant la scena sembra prendersela il buon Goggins.
    Da constatare che “Justified” ha come pregio principale quello di avere pochi punti deboli. Per questo ogni episodio è un buon investimento di tempo.

    Mi permetto di introdurmi nella discussione tra ErmiPalle e Dextha sui libri di Dino Audino da consigliare.
    Oltre il tanto famosissimo “Viaggio dell’Eroe” di Vogler, ci si può buttare a capofitto su “Come scrivere una grande sceneggiatura” di Linda Seger e “Scrivere le grandi serie TV” di Pamela Douglas. Quest’ultimo più che essere un manuale di sceneggiatura – insegna ben poco – è uno straordinario manuale di come funziona la produzione in USA. Questo lo consiglio a tutti.
    Per me restano imprescindibili due libri che però in Italia non sono pubblicati dalla Dino Audino: “Story” di Robert McKee e “La Sceneggiatura” di Syd Field.

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  16. 7/10 all’episodio.
    “Justified” è un prodotto ottimo, di cui è difficile trovare difetti. Il che rende piacevole spendere 40 minuti per vederlo.

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  17. Non è vero che guardare serie tv non serve; del resto è vero che i manuali possono aiutare…

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  18. […] lo scorso episodio, Close To Me si permetteva di fare un enorme “in bocca al lupo” a Raylan per il bel […]

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  19. Bell’episodio che prepara perfettamente un atteso (e spero grande) finale di stagione…

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  20. […] tutti di essere Rayland Givens, che con una faccia tosta ammirevole afferma you deputized me, remember? tentando di fingere di aver sequestrato l’ossicodone in qualità di vice di un marshall (al […]

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