the good wife - 1x14 - hi

The Good Wife – 1×14 – Hi

Quando mi accingo a scrivere una recensione di The Good Wife, finisce sempre che mi blocco per un po’ davanti allo schermo immacolato, pensando e ripensando, alla ricerca di qualcosa di nuovo da dire. E non perchè questa sia una serie noiosa, ripetitiva, vuota. Per il contrario. Quante volte l’abbiamo detto, fin qui? Che The Good Wife è scritto in modo impeccabile, che straborda classe da ogni fotogramma, che il cast è eccezionale dalla protagonista all’ultima delle comparse, che i casi della settimana sono avvincenti, che la trama orizzontale procede a piccoli passi ma sempre appassionando? Credo c’entri un po’ il senso di colpa: la maggior parte di noi, la prima volta che ha sentito parlare di questa serie, l’ha liquidata come “niente di che”. E invece, guardatevi questo Hi, e ditemi se non è un episodio con i controcazzi splendido.

Abbiamo tutto ciò che si possa desiderare: un’indagine frenetica, serrati confronti legali, una svolta narrativa consistente, Kalinda che sfigheggia, Will che fa il duro, Childs con la coda tra le gambe, la risatina di Diane, Cary sotto allucinogeni. Anche il caso della settimana, che sulla carta poteva apparire il solito problema di corna, viene trattato e risolto in modo da risultare appassionante. Ah, e poi, certo, Peter torna a casa, e quel suo hi sussurrato alla porta, nella scena finale, fa il pari, come portata emotiva, con quel liberatorio bacio in chiusura di questo episodio. Ma vediamo di mettere ordine.

Il caso della settimana interrompe all’improvviso una tranquilla serata in casa Florrick: Alicia sta subendo l’ispezione di un ufficiale di polizia incaricato di preparare l’abitazione al possibile ritorno di Peter, quando una Diane in abito da sera le telefona e le ordina di correre in ufficio, con vestiti puliti e una cravatta da uomo. Bè, poteva andare peggio: Cary viene raggiunto da Will nel bel mezzo di una piccante serata a base di sesso e funghi allucinogeni. Due brevi sequenze già dense di cose: meravigliosa Alicia che ruba la parola al poliziotto per interrogare personalmente i figli, e interessante quello che ormai appare come un definitivo cambio di alleanze. Diane chiama Alicia e Will chiama Cary, non il contrario.

Ancora un caso di omicidio, per la Gardner & Lockhart, che ci permette di gettare uno sguardo anche su tutto ciò che avviene prima di un processo. La babysitter di una coppia di clienti dello studio viene trovata morta nell’appartamento dove stava lavorando, gli avvocati hanno 48 ore di tempo per trovare il modo di non far incriminare nè il marito nè la moglie. Una corsa contro il tempo su diversi fronti: Alicia, Will e Cary supervisionano gli interrogatori cui la polizia sottopone Jason, il marito fumettista; Diane assiste la moglie, proprietaria di una florida attività online; Kalinda investiga sul campo, usa tutti i mezzi a propria disposizione per cercare di essere sempre un passo avanti rispetto alle indagini ufficiali (e ci riesce), invia sms ai superiori con ogni informazione possibile. E nota ogni più piccolo dettaglio, tanto da sospettare prima della guardia giurata del quartiere e da individuare poi il vero colpevole.

Contemporaneamente, continua l’appello di Peter, cominciato nella puntata precedente. L’avvocato Golden era già riuscito a neutralizzare buona parte dell’accusa e ad eliminare il pericolo Amber Madison. Il duello tra Peter e Childs è ormai limpido come una giornata di sole, “il sarcasmo è spesso come burro”, lo nota anche il giudice. Peter decide di testimoniare e Childs, tentando di incastrarlo per falsa testimonianza, decide di citare Kalinda. La quale, in quella che è forse una delle sequenze più esaltanti della serie so far, riesce a imprigionare Childs nelle sue stesse macchinazioni, senza, allo stesso tempo, mentire sotto giuramento. Standing ovation per lei. Il giudice concede a Peter un processo nuovo di zecca, e il nostro marito fedifrago può tornare a casa dalla propria famiglia, sotto monitoraggio elettronico.

“Truth seemed so simple: lying, not lying” dice Alicia a Kalinda, chiacchierando davanti ad un bicchiere -  qualcosa di forte, non ne dubito – poco prima che l’investigatrice testimoni. E così, appare perfetta quella breve scena, all’arrivo di Peter, nella quale, prima di aprire la porta, Alicia ancora una volta si guarda allo specchio: si sistema i capelli, cerca di chiudersi la scollatura, e resta interdetta. Chi è diventata? Chi è ora? In cosa si sta trasformando? Da rimarcare il fatto che, nel corso delle decisive 48 ore con Jason, Alicia è arrivata a sottrarre delle prove da una potenziale scena del crimine. Certo, come sottolinea Will, ha agito within the law, e, in fin dei conti, il cliente era innocente. Ma il gesto ambiguo resta: l’avrebbe mai compiuto, quel gesto, Alicia, prima di diventare un vero avvocato, prima dello scandalo? Ed è forse figlia della stessa ambiguità la decisione di non chiedere a Kalinda di svelarle i segreti di cui è a conoscenza. You’re right, I don’t want to know. Se da un lato la nostra protagonista ha perso qualche scrupolo, dall’altro sta imparando a conoscere, sempre più a fondo, le mille sfumature delle cose.

La bellezza di quest’episodio sta, anche, nell’impianto corale con cui ci viene narrato. Se Alicia Florrick resta la protagonista incontrastata, viene ormai sempre più difficile stilare una graduatoria tra i suoi comprimari. In quest’episodio, tutta la storyline di Cary, oltre ad essere esilarante ed utilissima nello stemperare la tensione degli interrogatori, sfocia in un bellissimo dialogo/confessione tra i due junior associates. Hanno imparato ormai a collaborare, a coprirsi le spalle vicendevolmente, e si piacciono: nessuno dei due vorrebbe fare a meno dell’altro, in futuro. Un rapporto di odio/amore anche quello, ottimamente tratteggiato, tra Will e Diane: un’altalena di competizione e solidarietà reciproca, intrisa, soprattutto, di un’enorme dose di rispetto.

Cosa succederà adesso? Peter è tornato a casa, e appare motivato ad essere scagionato da ogni accusa di corruzione e a ripresentarsi per la carica di procuratore distrettuale. Cosa farà Alicia, ormai irrimediabilmente cambiata rispetto a quella buona moglie con i capelli raccolti e i maglioncini pastello che abbiamo visto in apertura di stagione? Ci sarà mai qualcosa tra lei e Will? Come finiranno le lotte interne allo studio, quella tra Cary e Alicia per il posto di lavoro, e quella tra Will e Diane per il potere? Quali e quanti altri segreti nascondono Kalinda, Peter, Childs? Le domande sgorgano a fiumi, e noi non vediamo l’ora di trangugiare le risposte.

Per ora, quest’episodio si prende il voto massimo.

Piccolo angolo della carampana: in quest’episodio, vediamo Will in “borghese”, abiti sportivi, barba un po’ sfatta, piglio deciso, sicuro, razionale. Insomma, niente male. E’ vero che anche Chris Noth/Peter, sguardo penetrante e fare beffardo, ha fascino da vendere (molto più in questo ruolo che nel Mr Big di Sex and the City, a mio parere), soprattutto quando affronta impavido il cattivone Childs. Ehm, sì, tutto questo per dire che se fossi Alicia non saprei proprio chi scegliere ribadire le ottime scelte di casting. E comunque, per par condicio, Kalinda vi owna tutti, senza scampo.

Alice Cucchetti

Mi piacciono le canzoni con i finali tristi, gli androidi paranoici e i paradossi temporali. Scrivo sul settimanale Film Tv, curo le pagine della televisione per il mensile Nocturno e recensisco film e altro su Mediacritica. Non aggiorno mai il mio blog perché passo tutto il mio tempo su Tumblr.

10 Comments

  1. Ecco, dopo questo recap mi viene voglia di rivedere questo grandissimo episodio. Hai detto tutto quello che c’era da dire. Questa serie ormai non la ferma più nessuno. E Kainda… che donna.

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  2. Mi riconosco perfettamente nella recensione, ho scartato senza appello TGW appena letto di cosa trattava, solo le vostre recensioni mi hanno convinto a dargli una possibilità e ora non posso che dargli 5 stelle, grande! Per rimanere nel genere per me una spanna sopra Damages.

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  3. [ogni volta che inizia un nuovo episodio fermo l'immagine per un attimo e chiedo mentalmente scusa per aver pensato "ma basta coi legal drama, cheppalle!" dopo aver saputo di TGW.]
    dissento solo per un particolare dalla recensione: secondo me alicia si è guardata alla specchio per sistemarsi e la sua reazione non è stata dettata da “chi sono diventata?” ma da “oddio ma davvero dopo tutto quello che mi ha fatto passare mi preoccupo di essere perfetta per mio marito?”

    detto questo, applausi.
    per tutto.
    e applausi in piedi per kalinda e peter (che ha praticamente fatto mettere agli atti che childs è un cretino, lol).

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  4. Recensione stupenda! ormai i complimenti per questa serie si sprecano perchè ogni episodio riesce ad essere così stupefacente che c’è da chiedersi come facciamo gli autori a mantenere un livello così altro! peccato per le due settimane di stop.. non vorrei aspettare così tanto.. quoto in pieno l’angolo della carampana, Will vestito sportivo è davvero un bel vedere! :)

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  5. Nella perfetta recensione c’è già tutto, aggiungo solo che di questo passo dovremo iniziare a utilizzare due set di stelline perché qui dalle cinque stelle stiamo andando verso la categoria extra lusso…

    Di nuovo gli autori trasformano un caso-cliché – babysitter assassinata: sarà stato lui fedigrafo, o lei moglie gelosa? – in un caso avvincente che ci mostra quello che generalmente viene tralasciato da altri legal che puntano tutto sul dibattimento in aula.
    La richiesta d’appello di Peter è stata gestita con parsimonia di puntata in puntata, facendo crescere l’interesse e l’attesa mai a scapito delle altre storie, arrivando magistralmente alla chiusura del primo arco narrativo della stagione. Tornerà Alicia a essere una “madre di famiglia”? Penso proprio di no, non ovviamente nell’accezione prosaica dell’espressione e penso che Peter dovrà fare i conti con una Alicia ormai emancipata dal ruolo di semplice “soccer mom”.

    Nb Kalinda, pur non avendo il mantello e la mascherina nera, è ufficialmente una super eroina!

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  6. non so, fanno sempre sposare la Margulies con gli uomino più affascinanti del piccolo schermo, si parte da George Clooney e si passa per Chris Noth ( e vorrei aggiungere che il suo vero marito è tutto fuorchè da buttare via), le carampane quindi sono felici. grazie.
    detto questo, kalinda wonderwoman è sempre più meravigliosa ma… ma vogliamo parlare del modo in cui ride Diane? io amo quella donna, giuro!

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  7. Kalinda rules.
    Episodio che è stato un crescendo,culminato con la fase processuale (magnifica davvero)

    Questo telefilm ha tanti lati postivi e un difetto solo: dopo un puntata ne vorresti un’altra.
    Sono d’accordo perfettamente quando nella recensione si fa riferimento ll’impianto corale: sebbene sia incentrato su di Alicia,non c’è solo lei (ed è un merito enorme degli autori se tutti i personggi ormai hanno acquisito credibilità e spessore dopo cosi’ poche puntate).

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  8. episodio perfetto. hi: titolo e frase d’uscita/entrata, immagine cristallo di una scrittura che non si avvita mai e non perde pezzi per strada. unico punto di disaccordo con il recensore su cris noth: pur non avendo amato sex & the city il personaggio di mr.big è forse inarrivabile.

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  9. [...] suona il campanello e sulla porta c’è Will, che le dice hi, esattamente come Peter qualche tempo prima. Ora, non so voi, ma io guardando Julianna Margulies spiazzata dalla richiesta di Will di farsi [...]

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  10. Quoto tutto!!! Anche che Will, in questa puntata, era davvero carino! E bel caso, intrippante e dai risvolti interessanti! E ancora una volta, splendida unione con la parte di trama orizzontale, con un Peter finalmente a casa (che shock, non me lo aspettavo) e una Alicia dubbiosa sul suo futuro e su quello che è diventata… E quanta ambiguità che viene tratteggiata nel ruolo dell’avvocato in questa puntata, che fa il meglio per il suo cliente, e la verità si trova a un livello superiore (mi pare dica una cosa del genere Will a un certo punto…).
    Voto: 5 stelle -.

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