lunedì
DollhouseDollhouse – 2×05/06 – The Public Eye/The Left Hand
Quando Joss Whedon ha annunciato il suo nuovo progetto, Dollhouse, la parte di me (parecchia) che bacerebbe la terra su cui cammina ha cominciato a sentire intensissime fitte di hype. Bene, vi garantisco che la percepisco io stessa come una bestemmia, ma devo confessare che non erano nulla in confronto a quelle degli ultimi mesi, passati nell’agonizzante attessa dell’apparizione di Summer Glau.
Il fatto che la serie sia stata, almeno per me, una cocente delusione ha sicuramente avuto il suo peso: appartengo alla schiera di quelli che “Ah, se al posto di Eliza Dushku ci fosse stata Summer Glau” e che “Ah, se Joss lavorasse per le reti via cavo invece che per la Malvagia Fox!”, ma sono sempre stata intimamente convinta che fosse proprio il concept a non funzionare. Poi c’è stato Epitaph One, e dopo Epitaph One c’è stato Belonging, e finalmente ho avuto la percezione di quanto si potrebbe scavare a fondo. Di quanto si potrebbe fare, con un’idea così.
La forza innegabile (se fossimo ad un punto diverso della serie o se avessimo davanti la prospettiva di numerose altre stagioni) di questo doppio episodio è il suo introdurre elementi che spostano il focus sulla zona “vincente” (passatemi l’antipatico termine) della serie: le implicazioni politiche, etiche, la diffusione della tecnologia-Dollhouse e il suo radicamento nella società americana e mondiale. La sua debolezza, e ci ho messo quasi due giorni a rendermi conto di cosa non mi convinceva, è la carenza, dopo un episodio come il già citato Belonging, della componente umana.
Il valore di ciò che scopriamo, a livello dell’organizzazione della (delle) Dollhouse, è difficilmente comparabile con il contenuto di qualsiasi altro episodio precedente: siamo al prologo anticipato di Epitaph One, in un mondo che fino a ieri appariva ancora normale e che oggi ci si svela in tutta la sua intricata ragnatela di marcio. La struttura narrativa è stratificata quasi quanto la presenza della Rossum in ogni sfera della società, quindi ricapitolare non sarà facile. Intanto possiamo approfittare di questa infinita introduzione per levarci il cappello di fronte al red carpet di guest star: Alexis Denisof, che avevamo già intravisto negli episodi precedenti, qui reclama a gran voce un ruolo di innegabile protagonismo; Keith Carradine, così viscido nella sua elegante e inalterabile compostezza da risultare quasi fisicamente fastidioso; la mai abbastanza elogiata Summer Glau, che con una sola frase (“How many sugars?”) mi ha fatto venire voglia di fuggire urlando, solo per tornare poco dopo, diventare lesbica e chiederle di sposarmi all’istante; Ray Wise che ci strappa quasi un sorriso di simpatia nel suo essere un Adelle maschio che bilancia la freddezza inglese della sua collega con carismo e ironia; Marisa Tancharoen (“Isn’t she so cute and tiny? I love it when a doll’s name is so on the nose. …Because she weighs one kilo. It’s a unit of measurement!”), meglio nota come scrittriceproduttricecantanteattrice del Dr. Horrible, meglio nota come moglie del nostro amico Jed Whedon.
La vera verità è che a questo doppio episodio (confesso, per la sola presenza di Summer) avrei voluto dare cinque stelline piene. Non posso farlo, in coscienza: l’episodio è ottimo, ma situato male all’interno dell’arco narrativo (sarebbe stato perfetto come quinto e sesto episodio di una stagione da 22, non da 13) e privo della componente emotiva che trascina davvero lo spettatore verso la serie. Quella parte, relegata al rapporto alterato tra Bennett Halverson e Caroline, e a quello tra il senatore/doll Daniel Perrin e la sua handler Cindy, non colpisce fino in fondo i nervi che dovrebbe colpire: nel primo caso semplicemente perché non viene portato a un compimento, nel secondo caso perché un rapporto profondamente malato e marcio alle sue fondamenta non ha davvero il tempo di maturare nella repulsione e nello scontro. A malapena cominciamo a percepire le implicazioni derivanti dal “matrimonio” dei due, dallo stato di profondo turbamento e prostrazione in cui, in modi e a livelli diversi, si ritrovano entrambi, che il Senator ha già le mani intorno al collo della moglie. Non è un caso se il momento in cui più ho percepito la profondità, in qualsiasi senso, del rapporto che li legava, è stato quando lei gli si avvicina nella serra, spiegandogli con onestà e pazienza, quasi come a un bambino, il suo punto di vista: l’assenza di un imprint, in questo caso, è fonte di sofferenza, di angoscia, di inadeguatezza al ruolo che si ricopre.
Proprio l’imprint, ancora più che in precedenza, fa da centro nevralgico dell’episodio. Le ambientazioni di Dollhouse sono parte integrante di tutto ciò che funziona e tutto ciò che non funziona nello show: la maggior parte delle scene d’azione si svolge in ambienti puliti, luminosi, dalla chirurgica perfezione. Una splendida metafora della crudele freddezza targata Rossum: un mondo fittizio e pieno di menzogne, ma sempre curato e gradevole in superficie. Non vedi mai lo sporco, ogni dettaglio trasuda ricchezza e gelida disumanizzazione di ogni cosa. In questa realtà, che puzza di finto e di cartonato tagliato apposta per l’occasione, si muovono personaggi di cui non puoi mai davvero misurare la personalità o le emozioni, personaggi che anche quando aumenta la certezza che non siano doll, sempre di più sembrano indossare una maschera. Molti di noi si sono chiesti se la gelida Adelle, sempre perfetta e tanto affezionata al protocollo, non potesse essere una doll: sembrava quasi scontato che una multinazionale potente come la Rossum affidasse incarichi di simile spessore solo a persone… costruite per quel ruolo. Bene, non lo è: come non lo sono Ballard, Boyd, o Topher. Il “disruptor”, costruito da quest’ultimo, ha assunto anche il ruolo di macchina della verità per lo spettatore, una sorta di deus ex machina camuffato molto abilmente che ci permette di dipanare alcuni dubbi prioritari per una piena comprensione della serie.
Scopriamo, più strettamente in relazione alla trama verticale dell’episodio, che neanche la moglie del Senator è una doll, come invece pareva scontato aspettarsi: lo è, invece, il Senator stesso, vittima di un’operazione che sfiora i confini dell’etica in un modo ancora più perverso di ciò a cui la Dollhouse ci ha abituati. Gli viene infatti imprintata la sua stessa personalità, ma modificata lievemente (“One of the most beautiful things i’ve ever seen”, dirà Topher studiando l’ologramma del suo cervello) in modo da servire agli scopi della Rossum: creare un personaggio pubblico dalla morale irreprensibile che, dopo aver fugato ogni dubbio di parzialità, copra definitivamente l’organizzazione di cui tutti sospettano l’esistenza.
E mentre ad aiutarlo dovrebbe essere November/Madeline/Mellie, passata da doll a burattino in mano ad un non meglio identificato gioco di potere, ad opporglisi è Adelle e lo staff della Dollhouse di L.A., che percepisce tutta la manovra come un attacco personale. Si apre con un’affermazione di libertà, che convince anche l’ex agente Paul Ballard (non che sia difficile, convincerlo di qualcosa…), e si chiude con l’ennesima sconfitta di qualsiasi affermazione individuale: con Sierra e il Senator, Madeline diventa la terza doll di nostra conoscenza a ricevere un imprint con la forza, dopo essere stata accusata pubblicamente dal Senator stesso di disturbi mentali.
Quest’ultimo, e probabilmente definitivo, imprint le viene imposto tramite una sedia leggermente diversa da quella che siamo abituati a vedere: altra scoperta determinante, perché finalmente, potendo osservare il laboratorio di Bennett a Washington, abbiamo la misura di quanto gli scienziati delle varie Dollhouse siano autonomi rispetto alle tecnologie da usare. E lo siano nei loro limiti, nelle loro follie, nelle loro soluzioni: mentre Bennett si lascia definire “Dio” senza un battito di ciglia, Topher realizza un imprint di sé stesso… su Victor, usato come vice mentre l’originale va in gita a Washington a conoscere la donna della sua vita. Ora, breve pausa di riflessione: quanto è stata magnifica, di nuovo, l’interpretazione di Enver Gjokaj? Per la seconda volta lo vediamo impersonare un personaggio già conosciuto, e se già in Belle Chose ci era sembrato eccellente, questo suo copycat di Topher è da standing ovation. Riesce a rendere perfettamente un personaggio che, già nella sua versione originale, cammina ai confini della caricatura, creandone una seconda versione perfetta (nella gestualità, nel modo di parlare, persino nell’accento e nella tonalità della voce, nelle espressioni…) e riuscendo ad aggiungere quella punta di ironia necessaria a sottolineare l’assurdità della situazione, pur senza risultare fastidioso.
Ciò che resta dei due episodi sono le scene, sempre adrenaliniche e ben dosate, di Echo/Caroline e il Senator on the run: alternando sprazzi di autoconsapevolezza (in cui Alexis Denisof compensa abbondantemente la solita recitazione mediocre a cui la Dushku ci ha abituati) un po’ troppo convenienti (cos’è, il glitch di Echo è contagioso adesso?), scontri di esito alterno, montaggi dal passato (quando vediamo in sequenza tutte le botte che si è presa Echo un po’ la perdoniamo per essere così insopportabile… Poi mandiamo indietro e riguardiamo la scena, più volte, che è breve e fa tanto ridere), svariate rivisitazioni dell’unico imprint riuscito (quello di Echo/Faith, per intenderci) e alcune delle migliori battute (“You just woke up a lot of people… and they all think you’re a bitch” e “I think her bad guys are badder than my bad guys.” su tutte).
I badder guys sembrano aver sede a Washington… Ma come al solito: è davvero così? La Rossum, dopo quanto visto, assume sempre più i connotati del cattivo senza volto, di cui nessuno, neanche le sue stesse parti, sa riconoscere l’identità. E per quanto la psicosi di Bennett, nel corpo di una ragazza bellissima e adorabile, quasi timida, sembra decisamente meno controllabile e più problematica di quella di Topher, vedere Adelle minacciare di morte un uomo con la sua stessa posizione e probabilmente con molto più potere può voler dire solo due cose: o che gli equilibri siano meno scontati di quanto possiamo pensare (un po’ come l’inganno della moglie-doll del Senator), o che siamo di fronte ad una situazione che neanche gli autori hanno ben chiara. Alla luce dei recenti risvolti, e rispondendo il creatore della serie al nome di Joss Whedon, io credo che ci troviamo di fronte alla prima ipotesi, e che i pochi (troppo pochi, con ciò che abbiamo per le mani a questo punto) restanti episodi lasceranno veramente il segno.
In definitiva: avrei voluto dare cinque stelline, ne dò quattro e mezzo. Perché non si può passare sopra gli elementi che hanno reso questo doppio episodio un esempio di eccellenza: le straordinarie performance recitative, il peso politico ed etico della storia, l’introduzione di un nuovo personaggio, Bennett, che apre orizzonti veramente interessanti sul vero passato della finora noiosissima Caroline, la percezione di quanto la Rossum possa imporre anche a persone (responsabili, staff, scienziati, handler) che non hanno ricevuto un imprint. Parallelamente non posso neanche far finta che, se fosse stata costruita bene come personaggio, vedere Echo vagare sola e inconsapevole nella scena finale avrebbe dovuto strapparmi un moto d’angoscia e compassione, cosa che non è successa: di questo parlo quando denuncio l’assenza determinante del fattore umano nell’episodio, assenza che non è una novità e che, probabilmente, ha giocato un grosso ruolo nel crollo degli ascolti e nella consecutiva decisione di non rinnovare la serie.
Domande:
- Perché lo staff della Dollhouse non è composto da doll? I glitch di cui è vittima Echo erano, in principio, rischi calcolati, tanto da non poter affidare incarichi importanti a personalità costruite artificialmente?
- La dichiarazione che sentiamo fare dal senatore, alla fine, era davvero il piano originario della Rossum? Era un ripiego, una sorta di plan B, per riparare alla piega presa dagli eventi? E in questo caso, aveva ragione Adelle quando affermava che il vero obiettivo di tutto il piano fosse sfruttare la sua Dollhouse come capro espiatorio? Oppure la Rossum non c’entra niente, e il senatore si è accordato su cosa dire con Caroline/Echo? Quest’ultima ipotesi mi pare improbabile, visto che Daniel Perrin arriva in sede d’udienza con dei documenti che dovrebbero provare le sue dichiarazioni.
Note:
- Come ho già detto in precedenza, detesto sia l’abitudine comune a tutte le serie d’azione di far svenire ogni personaggio che prende un colpo in testa, sia il vizio più Dollhouseiano di gestire la lucidità dei personaggi quando fa più comodo: Echo non solo nel giro di pochi istanti è capace di accettare la sua non-identità e gestire contemporaneamente tutti i suoi imprint, ma sa anche dove le è stato installato il tracker GPS e come estrarlo. How convenient x 2000000.
- Bennett e Topher? Shipper it is.
- Abbiamo un glimpse dell’interno della Dollhouse di Washington: anche l’arredo è diverso, i dirigenti Rossum non badano a spese quando si tratta delle loro Doll.
- Ci avviciniamo sempre di più a Epitaph One: il remote wipe è un’esperienza dolorosa e non del tutto controllabile, persino il suo creatore ne parla e ne dispone con cautela.

















episodio enorme e pertanto difficilissimo da recensire. complimenti per il lavoro XD ne condivido ogni virgola, anche se al tuo posto tutto quello che sarei stato in grado di scrivere io sarebbe stato “uiiiiii topher + summer glau 4ever!!!111uno!!11undici”, “summer glau in una teca di vetro in casa mia subito!!” e “victor/topher idolo assoluto”.
l’unica aggiunta che mi permetto di fare è: ma quanto era weird quella scena al rallentatore con wesley e faith mezzi nudi (no, srsly, che bisogno c’era?) che si tolgono il gps a vicenda?
Questa è fantascienza di qualità, è innegabile, le due puntate sono talmente ricche di eventi e colpi di genio, che sarebbe difficile elencarli tutti, ma ci proverò…
Il doppio topher/victor è geniale e riuscitissimo (rinnovo i complimenti all’attore), Adelle è in gran forma, il personaggio di Summer Glau conquista da subito, le vicende del senatore sono interessanti e i colpi di scena azzeccati…
E ora voglio altri due episodi, mentre noto con tristezza che gli ascolti sono scesi sotto i due milioni, speravo quantomeno che la pausa giovasse in quel senso…
kaw ha scritto:
L’ho notato anch’io, boh… ho notato anche una “tensione sessuale”, ma credevo di essermela immaginata…
Io ne do 3, perchè come ho già detto nel forum non mi sono strapiaciute. Ormai lo continuerò a seguire fino alla fine, ma anche fosse stato rinnovato io lo avrei mollato lo stesso.
La scena della conferenza stampa però è ridicola. Arriva Caroline, dice “oh sì, e comunque ho perso 3 anni per colpa della Dollhouse” e le credono pure? Non ha mostrato nessuna prova, ha semplicemente detto quelle parole lì e nessuno la manda a cagare? Al posto di Caroline potrebbe esserci stato chiunque, tanto per quel che doveva dire…
I malfunzionamenti di Echo (e adesso pure del senatore) sono un’altra cose che non reggo, perchè accadono solo quando fa comodo e ogni volta sono un po’ diversi. Che poi accettino tutti e due di essere delle doll senza neanche battere ciglio mi fa andare veramente in bestia, mi sento anche preso in giro.
I lati positivi sono, ovviamente, la splendida Summer Glau (anche se non si è capito una mazza di quello che le è successo) e le scenette Topher/Topher o la minaccia di Adelle.
Qual è il nome shipper di Bennet/Topher? Mi piacciono insieme, però hanno decisamente calcato la mano, stavano bene insieme anche senza farli mettere ogni 2 secondi a pochi centimetri l’uno dall’altro o altre scenette abbastanza ridicole.
Sanji ha scritto:
Io invece ho trovato la cosa parecchio esilerante XD
Anche io come kaw avrei scritto soltanto “Summer Glau <3″ o “Enver luv” o “Two Topher is megl che one”, quindi Bab complimenti per la professionalità e l’ottima analisi!
Puntata strepitosa davvero. Davvero davvero. Gli autori hanno finalmente capito che tutti odiano Caroline, così le hanno fatto compiere l’unica cosa al mondo davvero imperdonabile: ferire Summer Glau. A morteeeeeeee!!!!!
Per quanto riguarda la conferenza stampa, non mi sembra tanto idiota, visto che preparava la vera discussione con tanto di prove, proprio quella in cui Perrin avrebbe dovuto scagionare la Rossum.
Complimenti a Bab per essere riuscita in una valutazione lucida di un doppio episodio complesso e ricco di implicazioni a ogni livello politico, etico, sociologico… globale.
Dissento però sulla mancanza del fattore umano. Nel senso che sono d’accordo sulla sua assenza, ma è proprio questo il punto: la visione dell’ Entità Rossum è priva di umanità. Gli esseri umani sono involucri funzionali alle necessità di una oligarchia. Che la necessità sia una fantasia da soddisfare, un passaggio di corpo in corpo, un upgrade del modello base dato da madre natura, non ha importanza: è uso e consumo di un corpo perché qualcuno può far sì che avvenga, a proprio piacimento.
E questo a dispetto delle remore morali di Adelle. Sarà vanità, desiderio di controllo, o la reale convinzione di offrire un servizio utile, ma alla fine, la sua dhs sembra avviarsi a essere la vera antagonista della Rossum.
Prove attoriali brillantissime. Enver su tutti: se avesse un figlio con Summer nascerebbe direttamente la statuetta dell’oscar, e Topher e Bennett sono straordinari nel loro essere due sociopatici, introversi e geniali alle prese con quello che sembra essere il loro primo flirt.
Nb chiamare le doll con le lettere dell’alfabeto nato non è uno standard. Bennett utilizza i nomi delle divinità greche: cool!
A me non ha convinto molto la conferenza stampa finale.. più che altro mica ho capito dove Wesley si è procurato le (false) prove.
Per il resto episodio meraviglioso!
Ancora una volta tutti insieme: Fox Boia !
DH avrà avuto la sua serie di difetti ma certi capolavori si fanno perdonare veramente tanto
Dextha ha scritto:
Il punto è che Summer è perfetta. Potrebbero mostrarmela per 40 minuti mentre mangia un budino e io dopo 2 sarei già shipper Summer/budino, non c’era bisogno di fare tutte quelle cose. Loro due funzionavano alla grande già dalla prima occhiata, e quando Bennet era tutta impacciata già nella mia testa creavo fanvideo con quei 10 secondi che si erano visti insieme. Erano palesemente forzate, ma non mi hanno fatto nemmeno ridere. Non mi piace fare confronti con le altre serie, ma in Buffy, pur non avendo amato la coppia Xander/Willow quei momenti venivano naturali, qui no, volendoli far risultare (credo) anche comici, hanno fallito miseramente D:
@ Sanji
Xander e Willow non erano due sociopatici intenti a scomporre e ricomporre il cervello umano per migliorarlo…
La conferenza stampa del Senatore, alla fine, è stata un cliffangher niente male, altroché. La mia spiegazione è che il Daniel Perrin privo dell’ambizione, dell’etica, e della “giusta indignazione” impiantategli dalla Rossum, ha ragionato come avrebbe ragionato il perrin originale festaiolo, vacuo ed egoista: ha scelto la via più comoda e semplice, ovvero tornare in seno alla Rossum e ridivendare un politico stimato e apprezzato.
Spero di sbagliarmi, però.
E sì, Summer che tortura Caroline è un piacere squisito.
Close To Me ha scritto:
Non c’entra, non c’era bisogno di fare quelle scenette per farceli risultare pucciosi e perfetti l’uno per l’altro, ci erano già riusciti appena si sono incontrati.
Sanji ha scritto:
Infatti non era per farli risultare pucciosi che serviva la scena, ma per mettere ancora più in risalto il contrasto tra la loro completa assenza di moralità con cui operano il cervello umano e il loro lato fanciullesco e romantico. Così facendo riescono a renderli più simpatici e allo stesso tempo moooolto più inquietanti.
Si, l’intento era sicuramente diverso dallo “shipperaggio”
Torpher non ci sta molto con la testa ma Summer è completamente pazza, MITICA ! Due stagioni a ballare la robot le sono servite
Due episodi succosissimi!!! Ottime guest star (Summer!! <3), recitazioni spettacolari (il doppio di Topher mi faceva troppo sganasciare! Bravissimo Enver!) e un Adelle che, sempre con compostezza british, prende letteralmente per le p@lle il suo corrispettivo di Washington: mitica!!
Anch'io ho trovato fastidioso e tranquillamente non spiegato il fatto che Echo/Caroline sapesse del GPS, di dove fosse e di come toglierlo, se fossi Debra direi: "What the f..king f..k!?"!! A meno che non sia opera di Bennett: averle dato, oltre che le sue sensazioni nel momento in cui Caroline l'ha lasciata sotto le macerie (A morteeeee!!!!), alcune nozioni che le permettessero di diventare irrintracciabile ("Goodbye Caroline").
Infatti su questo sono rimasto piacevolmente stupito. Quando alla fine si vede Caroline/Echo vagare, mi aspettavo di vedere arrivare il classico furgone nero, scenderne Boyd e sentirlo recitare il mantra "It's time for your treatment". Invece niente! L'episodio si e` chiuso con Echo fuori dal suo guinzaglio.
Sono curioso di vedere se e come la recupereranno.
Sanji ha scritto:
AH AH AH! Troppo forte! XD
Concordo al 100%!!!
Close To Me ha scritto:
Io invece ho creduto (complici due inquadrature su una scatola che prima era lontana da Perrin e poi è stata avvicinata, se non sbaglio) che l’avessero imprintato a distanza attraverso una modifica del giocattolino di Topher da parte di Bennett!
Forse vedo troppo complotti ovunque xD
Comunque episodi molto molto belli, per me sono da 5 stellette!
non ho parole, anzi solo una
IMMENSA
naturalmente Summer
Sidney ha scritto:
Pure io ho pensato una cosa simile… ma è tra le cose che mi hanno lasciata più “interrogativa” del doppio episodio.
Per il resto avete detto tutto voi, Summer su tutti ed Enver. November non mi è mai stata simpatica ma non le avrei augurato di finire nelle mani di “Dio”…
Ah, complimentissimi per la recensione!
E concordo con
Close To Me che ha scritto:
Mi unisco ai complimenti a Bab e all’entusiasmo per la doppia puntata. Quanto potenziale! Possibile che questa serie debba finire con questa stagione? Non possiamo sperare in una sorpresa? Proprio adesso che anche il passato di Caroline comincia a sembrare interessante, proprio adesso che spuntano come funghi nuovi personaggi di cui vorrei sapere tutto, che vorrei vedere interagire con quelli vecchi, con quelli scomparsi… Uffa. Uffissima.
Innanzitutto,
bentornata , cara Summer Glau, ad allietare le nostre serata !
E per fortuna, il buon Whedon difficilmente sbaglia le puntata con le guest star. I due episodi concatenati sono davvero da bere tutto d’un fiato…il doppio di Topher mi ha fatto morire, e Bennett inquietante, e Adelle spettacolare !
Lascio stare la solita recitazione della Dushku, che non supera mai il voto 7 pieno per quello che mi riguarda (pregio e difetto principale), ma è sempre più chiaro che la linea della storia di Caroline è narrativamente la meno interessante, almeno per ora . (poi tutto può succedere).
Quoto la glau su tutti, perchè in 40 minuti si innesta a pieno titolo su di una serie che ha già alle spalle 15 episodi, e lei ne sembra parte a tutti gli effetti…spendo anche una lacrimuccia per Sarah Connor Chronicles, anche se, chissà che con la vendita dei diritti non accadano cose incredibili !
Tornando a Dollhouse, il rammarico per aver avuto solo pochi episodi cosi avvincenti è grande, ma evidentemente Whedon ha fatto le sue scelte. Il distacco però da tanti altri (mediocri) episodi si acuisce, quando vengono sfoderate perle di questa portata.
Aspetto il sabato mattina con impazienza ! secondo me, questa serie chiuderà (ahimè) con il botto, e ne sentiremo la mancanza.
Rimane comunque in sostanza penalizzata da una storyline principale purtroppo davvero poco interessante.
Concordo con la tua recensione, che è veramente scritta bene. questo episodio (questi episodi) è quello che mi aspettavo dopo un mese di pausa…
penso che il meglio sia stato Enver Gjokaj. il suo Topher era perfetto fino all’ultimo capello.
poi Summer Glau. anche se dopo che Bennett è stata chiamata Dio, più volte ho pensato “God is crazy”.
Alexis Denisof lo stesso (anche se ho notato questa spaventosa somiglianza con gianni morandi, e ho capito che non devo tornare per periodi più lunghi di tre giorni in una casa senza internet e dove mia madre ha il telecomando).
Prima Belonging e poi questi due episodi, se penso che ce ne mancano solo 7 alla fine…
The Public Eye:
mi pare invece che non se la siano giocata al meglio, per quanto riguarda la prima parte, mi pare non ci sia troppo equilibrio e compattezza tra la parte di suspense e quella cospirativa, con molta carne al fuoco non sempre ben cotta, e un finale che – tolto l’omaggio insistito a Summer – mi pare sia un pò tirato per le lunghe. Spero meglio nella seconda parte
3,5 stelline
Bella recensione, davvero tosta, ma che su alcuni punti non mi trova d’accordo… Prima di tutto, io RINGRAZIO di avere Eliza come protagonista. A me piace, a me trasmette emozioni, io non la trovo così pessima nella recitazione come viene spesso quì descritta… Giuro, se ci fosse stata Summer Glau come protagonista, non sò se sarei stato così entusiasta della serie… Si, è brava, è bella… Ma mi spiace, non mi trasmette alcune cose che la Dushku riesce a tramettermi… Ma non è perchè è meno brava, perchè lo ammetto, Summer la batte… Ma è un qualcosa di più che io riesco a vedere in Eliza e non in Summer…
Fatto questa intro… WOW, puntatatona… Io le ho trovate splendide, 5 stelle… Che progressi che hanno fatto le varie storyline.. Note sparse:
(ok, è una cacchiata, ma a me è piaciuto!!
)
- Victor/Topher… SPLENDIDO!!
- Wow, la doll di Washington hanno i nomi delle divinità greche… Fantastico!!
- I nuovi personaggi introdotti… Bennet (io già la odio!), il capo della Dollhouse di Washington…
- Nuovi sviluppi sul passato di Caroline…
- Questo finale, che per quanto prevedibile, è stato shockante… Povera Madeline… E che stupido il Senator (io penso si sia fatto “resettare” per non ricordare di avere ucciso la moglie… E con questo ha posto fine ad ogni possibile indagine contro la Rossum e la Dollhouse…). E Echo ora è in giro in “blank state”…
- Cmq i glitch avuti di Echo e poi dal Senatore erano dovuti al Disruptor!! Non è che erano “contagiosi”!
Detto questo… Io ADORO Dollhouse, davvero… La trovo una serie eccezionale, sia per l’idea di base, sia per come è procedendo la storia… Adesso purtroppo abbiamo solo 7 episodi… Ma spero in 7 grandi episodi… Per dare una bella conclusione a questa serie sfortunata, ma davvero bella a mio parere.
Secondo me Summer Glau è un abisso sopra Eliza, che cmq va migliorando, per quanto riguarda l’interpretare Echo, credo che Eliza la batterebbe forse solo negli ingaggi “romantici”, per i ruoli d’azione Summer Glau dovrebbe batterla, come anche in quelli più “psicologici”
Una cosa che ho notato, ma che non mi dispiace affatto, sul personaggio di Summer Glau è il fatto di essere ancora più “pazzo” del personaggio di Echo, più pazzo anche di Topher e via dicendo. Non si era detto che voleva interpretare, per una volta, un personaggio “normale”? Forse ho interpretato male io il termine “normale”
Alberto ha scritto:
<blockquoteA me piace, a me trasmette emozioni, io non la trovo così pessima nella recitazione come viene spesso quì descritta… Giuro, se ci fosse stata Summer Glau come protagonista, non sò se sarei stato così entusiasta della serie… Si, è brava, è bella… Ma mi spiace, non mi trasmette alcune cose che la Dushku riesce a tramettermi…
De gustibus…
A me proprio Eliza non dice alcunché, non mi trasmette la minima emozione. L’unica cosa che le riconosco è che ha una bellezza più “aggressiva” più “smoking-hot” di Summer, che è invece più delicata e soft.
kaw ha scritto:
era la mia prima bozza.
kaw ha scritto:
vero, mi ha messa a disagio ancheammè.
Dextha ha scritto:
era, in realtà, prevedibilissimo: la pausa doveva giovare ai dati d’ascolo della rete, non certo della serie che la Fox ha già dato per spacciata da tempo. infatti a oggi non mi spiego il suo rinnovo.
Sanji ha scritto:
è vero, in questo sono molto d’accordo con te. ed è assurdo che Echo possa tirare fuori a comando la personalità che le fa più comodo!
Close To Me ha scritto:
ok, ci può stare, ma non puoi fare una serie ignorando il pubblico. è innegabile che il pubblico lo si coinvolge facendolo innamorare dei personaggi, e in questo whedon ha fallito
The Left Hand:
anche quì, parziale delusione, perchè la trama è divisa in due semplici blocchi tirati per le lunghe con poco equilibrio e poca suspense e tutti i risvolti “orizzontali” o profondi delle situazioni restano in superficie, o al limite si palesano nel finale. Che è uno dei motivi per cui comunque l’episodio è positivo: i risvolti che portano a nuovi scenari per il finale, e alcune scene ottimamente messe in scena.
3,5 stelline
In definitiva, credo si stia sopravvalutando questo doppio episodio, semplicemente perché la serie ha trovato un suo potenziale e una sua struttura più densa proprio in vista di un finale, peraltro annunciato.
ManuLele: il re delle 3,5 stelline XD, ti prenderei per un incontentabile, o per uno che non ama sbilancarsi troppo nei giudizi, se non fosse che 3,5 stelline le dai comodamente anche a episodi del genere http://www.serialmente.com/2009/10/28/flash-forward-1×05-gimme-some-truth/ perciò, onestamente, non so come prendere i tuoi giudizi, ma quantomeno sono sempre ben argomentati!
Sei un tipo così equilibrato anche nella faccende quotidiane? XD (non c’è bisogno che rispondi, sto scherzando)
Non ho capito una cosa: ma se Bennet debilita a Caroline l’uso di un braccio, come mai da un momento all’altro lei lo utilizza di nuovo? E il fatto che nel flashback la chiami SORELLA è un modo di dire?
E poi non so se avete notato: quando Perrin strangola la moglie/addestratrice, lei è ancora viva nel momento in cui lui la lascia andare. Addirittura, quando tenta di risollevarla, l’attrice SI MUOVE…e infatti pensavo fosse semplicemente svenuta. Invece boh…mi dicono che è morta.
Avete notato che il reset/imprint della DH di Washington è diverso da quello a cui siamo abituati? Lungo e doloroso. Infatti nella puntata in cui ci facevano vedere l’arrivo di Topher alla DH, lui aveva ideato un nuovo metodo di imprint.
Durante la conferenza di Perrin mi è sembrato che inquadrassero qualche poliziotto pronto a sparare nel caso Perrin avesse detto qualcosa di sbagliato. Ma allora lui finge? Oppure l’hanno re-imprintato? Non è che in quella scatola c’è una specie di marchingegno simile al ‘disgregatore’?
Johnny ha scritto:
perché Bennet le debilita il braccio a livello mentale, ma Caroline si gestisce i vari imprint come più le fa comodo e in quel momento il braccio le serviva
Johnny ha scritto:
credo che alluda ad una qualche sisterhood del college di cui forse entrambe facevano parte. è solo un’ipotesi, dubito che fossero davvero sorelle.
Bab ha scritto:
Il fatto è che tu mi metti la faccina sorridente, ma purtroppo (come scritto nell’articolo) la gestione di Caroline dei suoi vari imprint è un vero e proprio deus ex machina.
Altro deus ex machina è il disgregatore: da oggi fino all’episodio finale, basterà puntarlo su una persona per capire se è una doll.
@ Johnny:
sì, la faccina sorridente è proprio lì per sottolineare quanto io trovi la cosa troppo conveniente. l’articolo l’ho scritto io, quindi più o meno la mia opinione è quella :p
il fatto è che Dollhouse era una serie condannata fin dal suo esordio alla cancellazione precoce: aggiungici un buon 50% di episodi stand-alone per far contento il network, è ciò che rimane per far evolvere i personaggi all’interno della loro presa di coscienza è veramente poca roba, soprattutto date le premesse così complicate.
quindi hanno trovato questa “soluzione”, che io trovo approssimativa e fastidiosa e che tra l’altro mal si applica alla recitazione già zoppicante di eliza dushku!
Bab ha scritto:
Ah, non ci avevo fatto caso che eri la stessa persona :p
Bab ha scritto:
Sì ma sai cos’è? E’ che alla fine, della storia di Caroline che ha coscienza di essere una doll on interessa più a nessuno. Ora c’è di mezzo il senatore Perrin, c’è di mezzo la congiura nazionale che coinvolge la Rossum, c’è questa lotta tra le Dollhouse, ci sono i risvolti etici e psicologici del lavoro di Topher e Bennet (perennemente da soli e costretti a vivere nascosti…e poi quando si incontrano diventano due bimbi dell’asilo)…alla fine possono anche utilizzare la storia Echo come collante, ma ormai nessuno si interessa più di lei. Già solo la vicenda di Madeleine è più interessante.
Johnny ha scritto:
ma questo è sintomo di una mancanza, se ci pensi, da parte degli autori: per quanto composto da svariati personaggi, Dollhouse ha una sola protagonista, Echo. se Echo smette di essere interessante (se, poi, lo è mai stata) alla serie viene a mancare una componente importantissima.
Io di solito detesto i protagonisti (con qualche eccezione, ovviamente), ma in un buon prodotto non manco mai di trovarli interessanti. ed è assurdo che la prima fiamma di curiosità per la storia di Echo me l’abbia accesa Bennet, che per ora è poco più di una comparsa appena arrivata!
Bab ha scritto:
Forse questa è una premessa sbagliata, o comunque cambiata in corsa.
Io non conosco bene le opere di Whedon, ma mi pare di aver capito che nei suoi telefilm ci fosse un protagonista “di facciata”, ma in realtà tutti i personaggi avessero eguale importanza.
No, guarda, cambia davvero poco tra Dollhouse e Buffy da questo punto di vista, e anche Firefly…
Il problema è che questa protagonista “di facciata” (che brutta espressione, ma non mi viene in mente un altro termine) in Dollhouse è lungi dall’essere perfetta… nelle prossime due puntate, da questo punto di vista, si migliora notevolmente…
Mmmh, secondo me Firefly è molto più collettivo di BTVS o Angel.
Dollhouse fatico a inquadrarlo, perché soprattutto ora Echo è molto meno protagonista di quanto fosse all’inizio.