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26 nov
giovedì
Friday Night Lights
Friday Night Lights – 4×04 – A Sort of Homecoming

fridaynightlights-homecoming La mia egregia collega Babs aveva trovato l’episodio precedente sottotono, che riferito a Friday Night Lights vuol dire meraviglioso – ma non così spettacolare da lasciarti in lacrime per le 24 ore successive. In realtà, mi sono trovata a vedere gli episodi 3 e 4 uno dopo l’altro e, forse perché visti insieme, il 3 a me è piaciuto. Quello di cui devo parlare ora, forse, anche di più.

Inizio a credere che il problema degli episodi che troviamo un pochino più statici sia proprio Dillon. Che la città fosse personaggio principale della serie, alla pari di Tami, del Coach, dei Panthers e, ormai, dei Lions, si era capito da molto tempo, ma è in questa stagione che, vedendola divisa, emerge veramente.

Emerge in vari modi, in vari rapporti e sottolineando e rendendo esplicite alcune cose che, obiettivamente, erano evidenti a tutti sin dalla prima stagione. Per cui, da un lato, le critiche che possono essere fatte a questi ultimi due episodi, in parte le capisco e condivido. Quello che, d’altra parte, continuo a sostenere, è che la sensazione di pantano da cui non si riesce ad uscire, la sensazione di pesantezza che personalmente avverto alla fine di ogni episodio e la lentezza degli avvenimenti, be’, non incolpo gli autori quanto proprio Dillon stessa, e questo suo ambiente pieno di colla che trattiene i personaggi non solo metaforicamente dall’essere quello che vorrebbero essere e dal fare quello che vorrebbero fare.

Da una parte, è la città che lascia cadere Tami dalla vetta più alta della montagna (ma neanche troppo, che la nuova preside non era mai stata particolarmente apprezzata) a bersaglio di tutti, in primis dell’odiosa vocina del programma radiofonico che ci lancia in Texas al primo minuto di ogni episodio, e da tutti gli altri McCoys e dirigenti che la incolpano non solo di aver diviso la città, di essere troppo fedele al marito ecc, ma anche di aver bloccato le donazioni alla scuola a causa dell’ormai carente squadra di football, ridotta al nulla dopo la partenza di Luke.

È sempre Dillon ad essere protagonista tra Matt e Julie, quando l’affetto reciproco li blocca dal vedere quello che andrebbe sbattuto loro in faccia da molto tempo, cioè che Matt in quel buco non ha più nulla da fare, esattamente come non avrà più nulla da fare lì Julie una volta finita l’High School. Perché quell’artista burbero e un po’ ubriaco, in fondo, a Julie ha solo sbattuto in faccia la verità, condendo con un po’ di fiato puzzolente e pessimismo cosmico di chi è già stato in una situazione simile.
Il punto però era, un tempo, che Matt era rimasto a Dillon per non abbandonare sua nonna, e non Julie; cioè, ovviamente avrà pensato anche a lei, ma come mai adesso diventa il centro di una scelta che, lo ricordiamo tutti, era stata fatta sulla porta di un grazioso ospizio?

Per quanto riguarda, invece, i fratelli Riggins, più che Dillon incolperei quella parte di Dillon che gli è ormai entrata nel cuore e nella testa. Quella parta che ha fatto sposare a Bill la sorella di Tyra (uno dei miei trash-personaggi preferiti dello show, btw), e che ha fatto mollare a Tim il college. Tim che butta i libri dalla finestra del pick-up è, invece, solo carattere, temo! Lo stesso carattere che lo porta ad andare a caccia, facendo tutte quelle cose che un’orripilata Julie definisce immorali, stupide e così provinciali. In compenso, ci dà modo di assistere alla scena senza dubbio più comica dell’episodio, in cui un Tim più che maturo porta un Matt sempre diviso tra il lato (e il faccino) da eterno ragazzino e le responsabilità di adulto che gli abbiamo visto piombare addosso negli ultimi due anni.

Ora, come Dillon sia intervenuta nella vita privata del coach è così ovvio che quasi non voglio soffermarmici, dal primo trasferimento lì all’abbandono del lavoro ad Austin (o era Dallas?). Il punto però è proprio che non solo lo era all’inizio della serie, è ancora il punto fermo intorno a cui ruotano le varie storyline. Dal trasferimento a coach dei Lions all’amicizia con Buddy Garrity, è sempre la città e la sua mentalità ottusa e un po’ provinciale che fanno sì che Eric firmi assegni scoperti, o che sia così meravigliosamente perfetto con sua moglie, o che riesca ad organizzare a sort of homecoming in quella parte della città dove nessuno sa cos’è il football, or they don’t care.
Un modo per tirar su soldi che si rivela tutt’altro che fallimentare, al punto che persino il padre di Jess esce dal nascondiglio per vedere i suoi ex-compagni.
Ecco, Jess e Landry sono così prevedibili che, in realtà, dovremmo solo odiarli. E invece, mi piacciono. Ma non vorrei dilungarmici troppo, perché sono sicura che, negli episodi successivi, ci sarà qualcosa di più di un bacio su cui pontificare.
Così come, ne sono certa, non rimarrà campata in aria l’uscita di Julie e Devin al gaybar, che, guardacaso, è
just outside of Dillon. È una realtà alla quale non è permesso entrare in città, così come non è permesso all’assistente del coach di fare coming out. Al punto che, se l’avesse fatto, ci sarebbe sembrato fin troppo out of character
.

Lato football, secondo me, troviamo le debolezze più grandi dell’episodio. Perché l’East Side di Dillon sta sorgendo come personaggio, differenziandosi molto rapidamente dalla West Side, così come si differenziano i campi da football e i giocatori. Qui, il punto fermo, è proprio il Coach. Un Coach che, riparato l’incidente delle magliette bruciate nello scorso episodio, ora deve fondare una squadra. Una squadra in cui le divisioni non sono più di tanto tra bianchi e neri, per quanto esistano e si esasperino nel rapporto VinceLuke, sono semplicemente tra un giocatore e l’altro, e tra i giocatori e il loro allenatore. Perché sì, la palla è stata posata per terra e Vince il punto l’ha segnato, ma a quale prezzo?
Peraltro, il coach ha già scelto a chi affidare la squadra nel momento in cui ha offerto a Luke la posizione in offence in cambio di un atteggiamento da leader. Che sia o meno la scelta giusta, lo staremo a vedere.
Le debolezze dicevo, sono nel cliché della squadra di perdenti, nel personaggio di Luke (per quanto sia bono un figo molto dolce e io lo adori), e nelle dinamiche di gruppo che, complici 3 stagioni in cui abbiamo visto crescere i Panthers, sanno fin troppo di déjà-vu.

In questo episodio succede molto poco, o nulla; eppure, tutto va avanti, lentamente, come avanzano le vite dei nostri personaggi, impantanati nel poco rassicurante, provinciale e monotono fango di Dillon che così tanto abbiamo imparato ad apprezzare.

le premesse per la solita perfezione ci sono tutte.




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11 commenti a “ Friday Night Lights – 4×04 – A Sort of Homecoming ”

  1. Bella Donna - 26-11-2009, 17:40

    Mi è piaciuto l’episodio come al solito.
    Ormai, ogni volta che vedo Matt, provo come un senso di soffocamento, è così evidente che è intrappolato in una realtà che vorrebbe lasciare, ma è troppo buono per farlo! E ora è pure ufficialmente orfano, anche se non è che suo padre sia mai stato molto presente.
    Tim, invece, è sempre Tim, spero solo che non succeda nulla con la nuova Tyra, lei proprio non mi piace!
    Per quanto riguarda Landy, per me, basta che non uccida nessuno, e va bene tutto!

  2. Gaia89 - 26-11-2009, 17:45

    Devo essere sincera, a me questo epiosodio è piaciuto meno del solito…più che altro mi confonde un po’ il modo in cui stanno portando avanti la storia di Matt…(inoltre ho un dubbio: ricordo nell’ultimo episodio della scorsa stagione che Matt era costretto a lasciare sua nonna in una casa di riposo…solo che non riesco a capire…non poteva lasciarla con sua madre? Cioè, la nonna si era rifiutata? non riesco proprio a ricordarmi questa cosa!) anche se il finale mi ha lasciata in lacrime come sempre…
    E poi non sono neanche tanto convinta riguardo la strada del personaggio di Tim…(anche se quando lui è Matt brindano con quel “Texas forever” mi è venuto il magone e una gran nostalgia)
    E non mi è piaciuta molto neanche la storia tra Vince e Luke…
    Certo, detto così sembra che l’episodio mi abbia fatto schifo, invece come al solito, nonostante i difettucci, l’ho trovato cmq di alto livello…è pur sempre Friday Night Lights!
    E mi è molto piaciuta la scena di Tami che sente la radio in macchina…povera donna…

  3. sistolina - 26-11-2009, 18:01

    Pantano, pesantezza, soffocamento…precisamente, come al solito, nella tua più che perfetta recensione hai centrato il punto. Dillon, Texas, mi sta soffocando…Tami che deve sempre lottare, lottare, lottare, e Matt che deve lottare, e Tim che deve lottare, e i Lion che devono lottare contro quella cavolo di mentalità provinciale che amiamo/odiamo della Dillon che amiamo e odiamo. E amo FNL perchè una città che nemmno esiste riesce a farmi sentire in questo modo. Sono ancora spaesata, e menomale, dalla frattura, dalla scomparsa dei miei Panthers, di Tyra, perfino di Lyla anche se non l’avrei mai detto, che Dillon e il fatto che sia ancora, malgrado tutto, la stessa città, è rincuorante e ridondante, perchè è ancora, giustappunto, la stessa città.
    E mi ci tuffo, benchè sembri di nuotare nell’olio, dove appena riesco ad afferrare e bearmi di un certo equilibrio, di una sensazione di evasione, mi scivola via e devo tornare a cercarlo…ho avuto la sensazione che in questo episodio, seppur così statico, siano stati ripresi un po’ di punti salienti: Matt è rimasto per Julie, a Tim manca Lyla e la sua vecchia vita da Panther (pure il berretto da caccia con il numero 33XDXDXD), Landry è pronto per una nuova vita e sono stati finalmente un po rinsaldate le storyline e approfonditi un po’ i personaggi di Luke e Vince che sono, a tutti gli effetti, i “nuovi volti di FNL”…il fatto che la nuova fiamma di Landry conosca Vince e abbia avuto una sorta di storia con lui unisce le due facce della vita di Landry stesso, così come la reunion decisamente tenera e comica fra Tim e Matt ha messo finalmente in contatto i due “superstiti” delle passate stagioni. Pian piano ho idea che Matt troverà il suo posto a Dillon, perchè ora come ora, dopo la morte del padre, il messaggio sembra chiaro: lui, da lì, non se ne andrà più. Mi è sembrata una puntata di transizione in cui si mettono a posto i pezzi del nuovo puzzle e si aggingono i pochi rimasti del vecchio, in cui, dopo la doverosa premessa che ci ha fatto entrare nella nuova ottica Panthers vs Lions, est vs west Dillon, si gettano le basi per tutte le storyline di questa stagione…
    Io amo FNL…amo questo episodio, non amo la ricciolina canterina che s’infilerà nei pantaloni di Tim…già lo so…

  4. Bab - 26-11-2009, 20:46

    FNL quest’anno si trova da un lato una sfida mica da ridere (con il trasferimento del coach all’other half è come se fosse cambiato il conteso, quando in realtà è lo stesso contesto che va ulteriormente approfondito), dall’altro per la prima volta ha la sicurezza del rinnovo. Le puntate di transizione, come la scorsa e come questa, dove gli eventi rallentano un attimo e ci lasciano il tempo di guardarci attorno, forse sono meno emozionanti ma di certo fanno parte della costruzione impeccabile della serie.
    gran bella recensione, totalmente d’accordo!

  5. daphne - 26-11-2009, 21:17

    Episodio dove più di altri, si sente a pelle la fatica del vivere. Alla fine ero spossata…
    E’ vero succede poco in realtà, ma si stanno delineando le varie questioni e i nuovi personaggi.
    Luke mi piace sempre, così come Jess, mentre non reggo la tipa che ronza intorno a Tim, non ricordo manco il nome…sarà un caso…
    I coniugi Taylor sono sempre il mio punto fermo, la tana sicura…
    Aspetto con ansia il prossimo episodio sperando di vedere un po’ di gioco…fango e sudore….
    P.S. Gracie Bell è sempre più inquietante….

  6. sara89 - 26-11-2009, 22:40

    oddio episodio davvero pesante.. non sono brava a scrivere quindi quoto tutti, avete centrato in pieno i miei sentimenti.. da quasi una pesantezza fisica vederlo.. il texas forebver è stato straziante questa volta, e li ho quasi pianto. rispecchia in pieno la mia sensazione, una nostalgia terribile del vecchi dilln panthers (e di riggins in divisa!!) e l’asfissiante sensazione di avere il vuoto davanti.
    e ha ragione lady quando dice mi sembra di nuotare nell’olio…
    ogni storia sembra soffocare, tim, matt&julie …
    voglio andare avanti e vedere che succede…

    ah una cosa!! vince a me non convince per nulla.. non lo so sarà che non l’ho ancora inquadrato per bene pero’ buh.. ah e si è capito perchè il padre della nouvelle fiancée di landry (non ricordo il nome scusate) non sopporta piu’ il football??

  7. Rei - 27-11-2009, 00:30

    Quando il quarto episodio sembra essere meno pesante degli altri, ecco che arriva la batosta. Per Matt. Forse l’unica cosa che riuscirà a smuoverlo e a indurlo ad andare avanti per la sua strada.
    FNL sta reggendo molto bene il game change attuato alla fine della stagione scorsa, approfittando dell’occasione non solo per offrirci nuove tipologie di personaggi (il padre di Jess è l’anti-Buddy per eccellenza), ma anche (e soprattutto, visto che Dillon è forse la vera protagonista) nuovi luoghi e ambienti.
    Mi piace, mi piace, mi piace.

  8. sistolina - 27-11-2009, 12:23

    Dici Rei che ora che è morto il padre Matt andrà per la sua strada?
    Perchè a me invece ha dato la sensazione che completasse la sua “metamorfosi adulta”? Come se la completa assenza del padre, per quanto evidente anche nelle passate stagioni, lo costringesse a prendersi la completa responsabilità per la nonna? Dice di essere rimasto a Dillon per Julie, ma, come avete già sottolineato, anch’io ricordo la porta di un’ospizio come teatro della sua decisione finale. Ora che la morte del padre non “porterà più soldi a casa” dovrà farlo Matt…a me ha dato l’idea di essere il suo freno definitivo alla fuga, il loro farci sapere che “sì vi abbiamo illusi trovando questo artista a cui fare da apprendista per scappare da Dillon e rincorrere i propri sogni, ma adesso col cavolo che glielo lasciamo fare, non c’è mica un happy ending per tutti????”

    Ma poi ieri pensavo, a Tim manca Lyla e ok, a Landry sarà pure mancata Tyra, così come a Tami che tanto ci teneva al suo futuro, così come a Mindy ecc ecc ecc…e io non ho mai visto una, e dico una, telefonata della vecchia guardia…un “sì sto bene il college è uno sballo”XDXDXD
    Lo dico perchè visto che FNL è realista fino all’inverosimile, nella vita vera non è che la gente sparisce senza più lasciare traccia di sè…

  9. Francesco - 01-12-2009, 22:16

    Convidivo le perplessità.
    In generale questo inizio di stagione non mi convince del tutto e non mi entusiasma come la terza.
    C’è l’atmosfera, ma molti contenuti mi sembrano un po’ altalenanti e altri riciclati.
    E’ sempre una serie più che buona, ovviamente, ma può fare meglio di così, quindi pretendo il meglio.

  10. Ciro - 04-12-2009, 12:05

    Dopo le 3 passate stagioni, viste tutte di un fiato lo scorso anno proprio in questo periodo…mi ero perso l’inizio della nuova stagione.
    Incurante del lavoro le ho viste tutte e quattro di file dalle 3.30 di stanotte fino al momento di andare a lavorare.
    La recensione è magnifica….avevo le stesse sensazioni, ma non riuscivo ad identificare il vero problema: “Dillon”….
    Che poi è quello che prova ognuno di noi giusto?
    Qualcosa o qualcuno che ci impedisce di esprimere al 100% quello che abbiamo dentro, quella “spinta” e quel potenziale che sentiamo dentro di avere…
    Questa penso sia la vera magia di FNL, un contesto così diverso, realtà così lontane dal nostro mondo italiano, età così diverse eppure tutti riusciamo a “capire” le sensazioni dei personaggi (a patto di non guardare il tutto con superficialità).

    Mi sono reso conto che tra tutte le serie che seguo è l’unica in cui veramente mi importa di personaggi così diversi, i liceali, gli universitari mancati, i genitori, i fissati con lo sport nessuno è veramente inutile….o forse sono io che a 32 anni mi riconosco un pochino in tutti :-D

  11. MartinaFNL - 04-12-2009, 23:18

    Salve a tutti ho appena visto l’ultimo episodio della 3^ serie su Joi e sono già in crisi d’astinenza da FNL…scusate l’ignoranza ma dove seguite la 4^???? Clear eyes, full hearts, can’t lose!!!!!!!!


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