mercoledì
House M.D.House M.D. – 6×07 – Teamwork
Lavoro e famiglia. Dovere e piacere. Sesso e sentimenti. Separazioni che non reggono a lungo andare.
Perché poi capita che lavori insieme al tuo compagno. O per il tuo compagno. Capita che una malattia più o meno improvvisa cambi la vita a tutti quanti. E certe ripercussioni a valanga non tengono conto delle barriere virtuali tra vita privata e vita pubblica: ti ritrovi improvvisamente di fronte a quest’onda, senza avere il tempo di riflettere e spesso neanche di prendere un bel respiro.
Scappare non è mai una soluzione efficace. Meglio nuotarci dentro e cercare di restare a galla.
In questo episodio sono in molti a nuotare: c’è chi si lascia trasportare dalla corrente, chi annaspa, e chi si muove tra le onde perfettamente a suo agio. Cominciamo dal paziente.
Conosciamo Hank mentre è impegnato in una conversazione sul valore semiotico di un bagel raffermo e sul privilegio di fare un lavoro per cui si ha passione in questo periodo di crisi economica. Siamo sul set di un film porno e a scambiarsi le battute sono il regista e l’attore principale, Hank appunto, in procinto di cominciare le riprese.
Mal di testa, fotofobia, epistassi, vermi: i problemi di Hank aumentano di minuto in minuto. Ma a volte la soluzione fa parte del problema e fortunatamente qualcuno ha l’intuizione giusta prima che sia troppo tardi. Per la cronaca, va detto che la terapia con i vermi è scientificamente riconosciuta. Quello che invece non può essere detto, non con sufficiente certezza, è chi abbia avuto l’illuminazione questa volta. Taub? Thirteen? House?
Secondo Cameron, la soluzione era alla portata di House già da tempo e lui avrebbe rimandato l’annuncio della diagnosi corretta solo per portare avanti la sua strategia di recupero degli ex-impiegati.
Sinceramente, credo che Cameron esageri. House aveva ancora dei dubbi riguardo all’ultima diagnosi e alla conseguente terapia, che avrebbe avuto danni collaterali molto pesanti, ma non credo che sapesse qual’era la vera ragione dei disturbi di Hank prima della telefonata doppia di Taub e Remy. Comunque non prima dell’ultima differenziale: dopo 97 Seconds dovrebbe aver imparato la lezione!
Pericolosamente o moderatamente machiavellico che sia, House si dimostra molto interessato al recupero dei suoi precedenti collaboratori. Se per Cameron e Chase un po’ ce lo potevamo aspettare, il fatto che sia così insistente con Taub e Thirteen è invece una sorpresa maggiore. Cosa significano davvero le sue richieste? Si tratta, come ritiene Cameron, di un gioco infantile? Oppure, come suggerisce Taub, è solo una addiction di un nuovo tipo? Sarà una questione di affetto? E più che nei loro confronti, non potrebbe essere, come dice Wilson, una reazione alle novità sentimentali relative a Lisa Cuddy?
Intanto i due sono tornati nel team, ciascuno con le proprie personalissime motivazioni.
Secondo me ha ragione House nel dire che la scelta di Taub mostra più rispetto e affetto per sua moglie di quanto non sembri superficialmente.
Non sono molto convinta, invece, che la tregua in vigore tra Thirteen e Foreman possa reggere molto a lungo. Lui sembra vivere apaticamente questi cambiamenti: dopo la rabbia mostrata alla fine di The Tyrant, sembra che nulla gli importi granché. Lei invece, complice forse la mise da palestra, sembra pronta ad investire di nuovo energia ed entusiasmo nel fronteggiare House e i misteri della diagnostica. Spero che presto si trovi a fronteggiare anche la huntington’s desease: tra le caratterizzazioni dei personaggi, è quella che mi mette più curiosità e che mi sembra più promettente.
Resta anche Chase, mentre Cameron lascia il marito e il lavoro. Definitivamente? Chissà.
Non è possibile stabilire quanto ci sia di vero nella previsione di House e nemmeno quanto ci sia di vero nella dichiarazione finale di Cameron. Si tratta di punti di vista, possono essere affermazioni sincere ma false allo stesso tempo. Entrambe. Solo il tempo avrebbe potuto confermare una delle versioni, ma certe decisioni sono già state prese e vediamo Cameron andarsene con una valigia.
La reazione di Cameron alla confessione di Chase meriterebbe un articolo a parte. Incolpa House per non accettare che suo marito possa aver fatto una scelta del genere per conto proprio e quando invece ha la conferma che Chase si addossa non la responsabilità ma addirittura il merito di quel gesto e lo considera qualcosa di cui andare quasi fiero, è troppo tardi.
Ragionare insieme non è più possibile, le accuse, il risentimento che aveva riversato su House investono Chase senza che possa essere messo un freno al transfert.
Lei, che ha posto richieste ai limiti dell’assurdo, dalla relazione segreta alla scorta surgelata, che ha mandato a monte i piani di Chase per la proposta di matrimonio pur di non confessargli apertamente i propri timori, non ha nessuna intenzione di cambiare atteggiamento proprio ora. La fiducia e la stima nei confronti del proprio compagno sembrano essere sentimenti semisconosciuti, per Cameron, mentre resta ad alti livelli la presunzione di avere la verità in pugno e di essere il metro morale più attendibile della coppia.
E se non sono valide le ragioni di Cameron, non lo sono nemmeno quelle di Chase. Di sicuro non è il richiamo della diagnostica, men che meno può essere una semplice ripicca.
Andare da House prima di parlarne con sua moglie è probabilmente indice di altre intenzioni: più che tornare nel team, Chase voleva mettere Cameron di fronte ad un fatto compiuto. Un altro. Uno di troppo, probabilmente. Perché? Per avere la conferma che non condivide il suo orgoglio, che non pensa che uccidere Dibala possa essere addirittura la cosa migliore che Chase abbia mai fatto?
Se per lui è difficile, ma accettabile, restare tra le mura dell’ospedale in cui è successo tutto questo, frequentarne luoghi e personale, forse per lei non lo è altrettanto. Forse era lei quella che aveva bisogno di scappare, di voltare pagina e sì, anche di fare finta di nulla, per un po’. Può darsi che House abbia ragione, che dopo essere fuggita dal Plainsboro Cameron avrebbe deciso di fuggire anche da suo marito, ma questo Chase non lo sa, non può saperlo. E non è con una specie di ultimatum che può scoprirlo.
La storyline di Dibala non si è ancora chiusa, secondo me. Le indagini di Lucas non promettono nulla di buono: dopotutto, era in sintonia con House mica per nulla. Che Wilson e Cuddy non sappiano ancora nulla di tutto questo non può essere una situazione a lungo termine. Le bugie in questo show hanno davvero le gambe corte (o le caviglie gonfie, notava Jenny la scorsa settimana).
Oltre a questo cosa possiamo aspettarci dal futuro? Magari qualche paziente più interessante, ché Hank è già il secondo a non offrire più di qualche cliché e anche se la storia orizzontale aveva molto da mostrare, questa volta il risultato è stato poco equilibrato. Senza contare che Cameron puritana era davvero eccessiva e anche un po’ out of character.
A compensare queste cadute di tono e la pesantezza di certi momenti, ci sono un sacco di scene rapide e brillanti, tra cui spiccano sicuramente quelle in cui House va a bussare più o meno metaforicamente alle porte di Taub e Thirteen. Si conferma ottima location l’appartamento di Wilson, mentre la scena in casa Cuddy mi è sembrata poco naturale. Bello però il breve dialogo tra Lisa e James, con quel sorriso che spunta alla fine sul viso di lui dopo aver sentito lei precisare for the first time.
Il voto non è facile: la storyline di Cameron e Chase predomina sulle altre e purtroppo, per i miei gusti, ha qualche punto debole. Forse è giusto che non vogliano restare insieme nell’ipocrisia. Però mi rifiuto di pensare che siano arrivati ad una separazione senza discuterne oltre quelle poche battute che abbiamo sentito pronunciare di sfuggita.
Nel complesso direi tre stelline e mezza, augurandomi di rivalutarla in futuro, quando l’effetto sorpresa sarà svanito e qualche dubbio sarà ormai sciolto.









Effettivamente hanno calcato un pò troppo la mano ad House in questa puntata, che dimostra (come se ce ne fosse bisogno) che la fantomatica nuova visione della vita post sanitarium si è fermata alle scuse al veterano di guerra canadese…. direi che è tornato il bastardo di prima.
E non posso che esserne felice.
recensione bellissima, nusta, e con cui mi trovo d’accordo.
capisco benissimo le motivazioni di chase (essere perdonati su basi “sbagliate” è inutile: o si sopporta di mentire per tutta la vita -e lui la menzogna e l’omissione non pare proprio reggerle, complice forse il periodo in seminario- o è meglio togliersi subito il dente, mettere le cose in chiaro e vedere se si può essere perdonati DAVVERO) e per estensione le applico anche ad house -ovviamente lui lo fa per altre ragioni, ma cerca di sviscerare il problema in tutte le sue sfaccettature perchè sa che solo così la situazione finale (positiva o negativa) che ne conseguirà sarà “stabile” (e non credo che noi a questa “situazione finale” siamo ancora arrivati)- ma davvero cameron è la non-coerenza fatta persona…
…una sorta di scimmietta nonvedononsentononparlo bionda… irritante… e quasi superficiale, direi…
E’ vero, non è semplice giudicare l’episodio. Non sono però completamente d’accordo con smokingkid sul fatto che House sia tornato il bastardo di prima: è vero che certi lati assolutamente “jerky” della sua personalità sono insopprimibili ( e mi arrabbierei davvero se fosse diventato tutto di un colpo “nice”), ma in questo episodio, se guardiamo bene sotto la superficie, House tira veramente la corda solo nel caso del paziente, quando sapeva in anticipo la diagnosi e invece aspetta che Taub e 13 facciano fare la brutta figura al trio Lescano
.Ma per riconquistare i due non opera trucchetti sporchi, cerca invece di allettarli con la prospettiva di un lavoro che ha tanti lati negativi (uno per tutti, lui è il boss), ma offre soddisfazioni dal punto di vista medico che non hanno paragoni.
E non voglio neppure pensare che sia responsabile della rottura tra Chase e Cameron: non fa altro che rendere amaramente evidente quanto è mal costruito questo matrimonio. House non ha mai avuto paura di sentirsi dire che è uno stronzo e accetta sempre le critiche quando si comporta come tale. Quando Cameron gli parla per l’ultima volta invece è evidente che si sente ingiustamente accusato, e credo che in questo caso abbia perfettamente ragione.
sarò giovane e inesperto e con una fulgida visione della vita fatta di eroi ecc…però cameron in questo episodio ha sbroccato troppo…
lei è stata la prima a n voler curare dibala e secondo me le rode che il salvatore di migliaia di africani sia chase e n lei…insomma rasentiamo l’ipocrisia…
nel mondo moderno mandare a quel paese un matrimonio per aver fatto del bene perchè chase porello ha perso la visione dell’importanza della vita umana che cha dato il signore…ma va la…in convento n in ospedale!!!
ribadisco han calcato troppo la mano
p.s.
house machiavellico per riavere i suoi dipendenti per poi salvare il malcapitato hank mi sembra na str…ata…
lo sanno anche i sassi che avrebbe fatto la diagnosi in ogni caso…
“meglio un uomo morto che una diagnosi errata” indi se la sapeva l’avrebbe detta o n sarebbe riuscito a sopportarsi
Gli autori avevano deciso purtroppo e semplicemente di far fuori la morrison da molto tempo. Allo scopo si sono atttivati per tutto l’inizio di questa stagione cambiando le idee che avevano fin da giugno… (Se andate a guardare le interviste della morrison di allora lei parla esplicitamente ad esempio che avrebbe avuto un ruolo nella riabilitazione di house).. il punto pare semplice e cioè puntare su cuddy e 13. Soprattutto la wilde ha avuto una svolta del personaggio in questa stagione, difatti sebbene centellinata è stata fatta una campagna simpatizzante facendola interagire spesso con house (in maniera complice e mostrando un rapporto maestro allieva che era appunto della collega) mentre le sceneggiature punivano cameron rendendola sempre antipatica quando non era anonima.
Addio terapia di House. Addio passi avanti .. peccato. In due episodi e tornato in grande spolvero. Peccato. Mi sembra che ad ogni passo avanti se ne faccia .. mezzo indietro: Due significherebbe Vicodin.
Sono contento che siano tornati tutti e che Cameron sia andata via .. una volta era l’anima pura del gruppo, poi si era trasformata nel grillo parlante delle cause perse. Adesso in un colpo solo addio anima innocente, addio finta morale. Fatemi affogare in un letto con 13.
Bell’episodio cmq, sono curioso di vedere come saranno sviluppate le vicende fino al finale di stagione.
Mah. Per come si è comportata Cameron, dico: Alleluja. Ma mi dispiace. Se ripenso a com’era quando voleva un rapporto di solo sesso con Chase… si è persa per la strada, o meglio l’hanno fatta perdere gli autori.
Sinceramente ho trovato troppo frettoloso l’addio con il marito: “ah, non sei pentito? Allora ti lascio, ciao. Ciao, stammi bene”.
E’ vero che secondo me il personaggio di Chase ha tantissime potenzialità e che il matrimonio lo “ammazzava” un pò, ma potevano svolgere il tema un pò meglio.
E House? E’ bastato scoprire che la Cuddy sta con un altro, per farlo tornare bastardo? Mah.
L’unica cosa che mi è piaciuta è stata la sua reazione alle parole di Cameron, sembrava realmente ferito.
Anche se in effetti in un certo senso lui ha dato la sua “benedizione” a ciò che ha fatto Chase.
Grande episodio, sotto molti aspetti. Unica nota stonata, il paziente il cui caso è ridotto un tantino a “pretesto” e contorto, ma va bene, almeno tutti sembravano più interessati a fare… ehm, i medici rispetto agli ultimi (deludenti) tempi, in cui se il poraccio moriva o si alzava gridando “Miracolo!” non gliene fregava quasi niente a nessuno, al contrario degli episodi più smaglianti di questo medical drama che ci riserva ancora tante sorprese, persino dopo 6 anni.
Nusta devo dire che sono un po’ perplessa dal “tepore” di alcune osservazioni
Per esempio, non mi è sembrato (forse erroneamente) che l’episodio fosse troppo incentrato su Cameron, cmq credo abbiano gestito la faccenda Dibala-Chase-Cameron nel miglior modo possibile: inaspettato, per me, ma non stucchevole, e soprattutto, non scontato. E ho tanto idea che la separazione da lavoro e marito sia intesa, per ora, come definitiva.
A mio avviso, poi, la scena fra lei e House (checché lei non abbia grande considerazione delle possibilità di essere autonomo pensante di Chase) meritava non solo uno screencap
, ma proprio un pare di un paragrafo a parte: si noti House che è quasi turbato, non risponde, non fa battute, quasi non parla, e alla fine cerca (invano, per il suo handicap o cosa?…) di seguirla. Dopo una stagione e mezza in cui di lei se n’è sbattuto e l’ha punzecchiata abbastanza crudelmente, direi che si tratta di una sequenza molto significativa (oltre che girata e interpretata benissimo). Ottimo dialogo, ultimamente sopportavo poco Jennifer Morrison ma qui mi ha toccata sul serio (e in fondo in fondo un po’ temo abbia ragione, House è sempre stato una figura “paterna” per il gruppo, ben oltre la semplice definizione di mentore), e House che non stringe la sua mano protesa può significare che a lei (come persona e medico) un po’ ancora ci tiene, e davvero non voleva che se ne andasse.
Non capisco ragazzi, prima dicevate tutti o quasi che House era cambiato, cresciuto, maturato etc., e poi vi sorprendete che rivoglia i suoi vecchi collaboratori? Il nostro Greg, lo abbiamo visto, sotto sotto è sempre stato un “tradizionalista”, e già nella 4 stagione avevamo visto quanto il suo vecchio team gli mancasse, insomma – anche se pare incredibile, a volte
– che avesse dei sentimenti quasi “umani” non è una totale sorpresa, né una novità. Sa che quei medici sono bravi, ha già lavorato tanto tempo con loro, non sono fattori da trascurare neanche per un tipo scorbutico come lui.
Piuttosto, mi ha fatto enormemente piacere, ma anche un po’ spaventato, la durezza mostrata da House in questo episodio: che fosse un “bastardo manipolatore” (cit. Foreman) lo sapevamo, ma era da tanto che non lo vedevo così cinico e spietato nel cercare di distruggere la vita altrui (cercare di far separare Cameron e Chase mi è parso di grande bassezza morale, anche se più che per pura cattiveria è assai probabile che stesse solo spingendo per “anticipare l’inevitabile”), e la zizzania che semina nel team mi ha ricordato (con un po’ di inquietudine) i tempi in cui House stava (per modo di dire) benissimo (o così credeva).
Infine, riguardo alla diagnosi… ragazzi, io credo proprio (diciamo al 90%) che Cameron abbia avuto ragione: notate che House non ha neppure provato a negare o a fare del sarcasmo (!) quando lei lo ha accusato di conoscere da tempo la diagnosi, e questo a mio modesto parere, considerato il personaggio che abbiamo di fronte, è molto più che un’ammissione di “colpa”. In caso contrario, io inizierei (come avevo già fatto) anche un po’ a preoccuparmi sulle attuali capacità diagnostiche di House. Ricordando quel “that should be my epiphany” detto a Kutner, col senno di poi mi sorprende pure la sua reazione gioiosa alla scoperta (?) che i suoi ex collaboratori siano arrivati prima di lui alla diagnosi corretta.
@ Raffa:
tantissime ottime osservazioni che non sto qui a ricordare una x una
Senz’altro hai ragione Raffa per quanto riguarda la diagnosi: House sapeva in anticipo e non ha perso le sue capacità intuitive e diagnostiche uniche (spoilero dicendo che lo dimostrerà anche nel prossimo episodio) e sono d’accordo su quasi tutto quello che dici, eccetto che su un ritorno all’House totalmente bastardo del passato. A mio avviso il suo comportamento non è cos’ riprovevole con Chase e Cameron, non è lui la causa della loro rottura, ma non fa nulla per supportarli come coppia, e anzi lascia che l’infezione scoppi e si faccia irrecuperabile. E’ anche vero, come ci ricordava Amber in una allucinazione di House, che non è neanche un gran fan della felicità altrui.
Che voglia indietro il suo team non mi sorprende neanche un po’, in fondo noi sappiamo che non ama cambiare e non credo che in questo momento comunque delicato per la sua esistenza se la senta di ricominciare con gente nuova.
klatu ha scritto:
D’accordissimo
, cmq neanch’io penso che House sia la causa della rottura dei due, anzi, però appunto come tu dici invece di “arginare” (se mai avesse potuto e dovuto farlo, cosa di cui si può tranquillamente dubitare) al massimo ha “peggiorato”
… ma tutto sommato anche relativamente… tuttavia avrebbe potuto far notare a Cameron che Chase si suppone un essere autonomo pensante, invece non lo fa, e i casi sono due: o pensa che non lo sia, oppure sa di avere una certa parte di responsabilità per quanto accaduto (”Better a murder than a misdiagnosis”), e House stesso sa che un omicidio volontario nn è cmq una cosa da prendere tanto alla leggera (forse per questo il suo silenzio è l’unica risposta possibile).
Sai, a me sembra proprio colpito dalle accuse di Cameron : credo le ritenga profondamente ingiuste ma lui non è tipo da autogiustificarsi sulle faccende importanti, anche se viene ingiustamente incolpato ( vi ricordate l’episodio “Il metodo socratico”?). Poi la insegue e la lascia subito perdere, mi sa che la considera ormai irrecuperabile al suo team.
Mah, io invece credo proprio che fino all’ultima differenziale ad House non fosse venuta in mente la storia dei vermi. Poi invece, quando erano già lì pronti per la terapia distruttiva, ecco, lì sì che forse poteva già aver intuito qualcosa.
Quanto alle accuse di Cameron, anche se la scena a me non è piaciuta moltissimo perché è una di quelle “pesanti” (come quelle di Chase di Brave Heart, col poliziotto) che io trovo un po’ stonate, in più qui ci hanno messo pure il ralenti finale, nonostante questo, dicevo, le accuse le trovo giuste. Dal punto di vista di Cameron, ovviamente. Cioè, lei è convintissima che l’influenza di House sia qualcosa di intossicante, qualcosa di velenoso da cui si deve fuggire prima che sia troppo tardi. E’ un ragionamento che fanno anche altri (Foreman, per esempio, ma un po’ anche Cuddy e Wilson, più o meno tra le righe) e quindi non è la prima volta che House se lo sente dire. Però questa volta, dopo la prima replica (che io trovo coerente e condivisibile), sta zitto e non risponde più.
Secondo me non si tratta di ammettere silenziosamente che Cameron ha ragione, io credo piuttosto che, come dice Klatu, sia colpito. Forse lui sperava che messi di fronte a una verità scomoda Cameron e Chase avrebbero resistito, o che la rabbia di lei non avrebbe raggiunto questi livelli.
Secondo me comunque è stato più colpito dal fatto che il loro matrimonio sia andato in pezzi per “colpa sua”, che non dalle accuse concrete di Cameron riguardo a Dibala. Lui è capace di reggere la responsabilità dell’essere un bastardo come medico e dell’insegnare ad essere bastardi ad altri medici, ma questa cosa della distruzione dei matrimoni altrui è un suo punto debole. Gli piace fare battute, stuzzicare, è geloso e invidioso della felicità altrui, ma quando poi la coppia si rompe secondo me ci rimane male.
(sì, secondo me House è uno shipper)
klatu ha scritto:
Infatti credo che sia per un misto di pigrizia e autodifesa che li vuole, oltre che per capriccio. Però sinceramente non mi aspettavo tanta “velocità”, pensavo che avrebbe insistito meno e che il “corteggiamento” sarebbe durato di più.
@ Nusta:
Mah non so Nusta
, riguardo all’invidia di House per la felicità altrui… be’, ecco, io non credo si tratti tanto di gelosia, quanto piuttosto di “incredulità”, nel senso… QUANTE volte abbiamo visto House SFATARE e smascherare di brutto delle situazioni il cui idillio era solo apparente e che di felice in realtà avevano ben poco? Più che invidioso forse è miscredente, e abbiamo visto che spesso, purtroppo, ha ragionissima di esserlo.
No, neanch’io penso che House sia tornato “del tutto bastardo”, né che, IN FONDO, lo sia mai stato realmente
, però hai fatto un’osservazione giusta, anch’io credo che nel finale ci sia rimasto parecchio male (persino dispiaciuto, si sarà magari sentito anche un po’ colpevole?) della separazione fra Cameron e Chase, chissà, magari in realtà voleva semplicemente “metterli alla prova”… però Nusta, a me quella scena non è sembrata pesante ma solo “sentita”, soprattutto mi ha colpito la reazione attonita e turbata di House (notare il primo piano di Laurie quando Cameron gli dà il bacio di addio sulla guancia)… E non credo che abbia rinunciato a seguirla perché lo voleva, ma perché ha capito – dolorosamente – che stavolta non c’era possibilità che lei tornasse.
E per dirla proprio tutta, la faccenda “House intossica chiunque gli stia intorno” non la trovo neppure così campata per aria. L’unica che ne appare miracolosamente immune o quasi è Thirteen, motivo per cui probabilmente il personaggio, che prima detestavo, ha iniziato a piacermi.
Sì, anch’io mi aspettavo che House arrivasse ai limiti dello stalking, che ha già ampiamente superato del resto
, con i suoi ex collaboratori, ma d’altra parte quelli friggevano per tornare a lavorare per lui (anche questo, sotto certi aspetti, non è stato un po’ controsenso/affrettato?… va bè)…
Nusta, io mi ricordo che l’allucinazione Amber diceva che House non era un gran fan della felicità altrui (House divided). Non l’ho mai pensato come shipper, ma questa tua osservazione mi ha lasciato i dubbi.
Quanto al fatto che prima del trattamento già sapesse la risposta, mi sono chiesto che cosa mi avesse dato questa certezza: mi sono rivisto la scena , ebbene è l’intonazione di quell’ultima parolina “because…” (because, non why!) che introduce una spiegazione che lui conosce già.
Sì, infatti al momento della telefonata è proprio quasi certo che lui si aspettasse quella diagnosi. Però non credo che avrebbe lasciato peggiorare fino a quel punto il paziente se l’avesse saputa prima. Ma non tanto prima quanto intende Cameron, ecco. A sentire lei pare che House pensasse alla soluzione dei vermi quando ancora manco li avevano trovati!
Sulle reazioni di House alle felicità altrui: sicuramente ogni felicità è un caso a parte, quella di Stacy non è quella di Cuddy, quella di Foreman e Thirteen non è quella di Cameron e Chase, però mi sembra un pattern ricorrente, lui che si trova in relazione a qualcuno che è contento (per amore), lui che cerca di verificare se il sentimento è forte e sincero, con metodi poco convenzionali e generalmente poco graditi, e quando scopre che la situazione non è paradisiaca come sembra a prima vista, che le persone sono meno felici di quanto appaiono, ci rimane male, come se non si aspettasse di avere davvero quel risultato. Come se sperasse di sbagliarsi.
Secondo me House ha così tante difficoltà a trovare qualcosa e qualcuno che gli dia delle reali soddisfazioni in campo emotivo, che anche le sconfitte altrui finiscono per pesargli, come se allontanassero ancora di più quel traguardo, come se gli dicessero “guarda che anche se ci provi non ci riuscirai mai, non ci sono riusciti loro, in realtà non ci riesce nessuno, è inutile anche provarci”.