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Gli anni ’60 sono forse il periodo più affascinante della storia americana del ’900, e sono senza dubbio tra i periodi più studiati. Cosa riassume l’espressione di Don Draper, pubblicista di Madison Avenue? Tutto. Le speranze, le delusioni e le angosce. Il viso che guarda il futuro senza sapersi distaccare dal passato. Un uomo più che moderno, che sa osare in nome del sogno americano, e che di botte ne ha prese molte, metaforiche e non. Un uomo degli anni ’50, senz’altro, ma forse anche un uomo che sa vedere molto più lontano di questa cupa e fredda, benché soleggiata, fine del 1963.

Il problema che abbiamo di solito con le serie tv che più amiamo è che, nel dubbio se verranno o meno riconfermate per una stagione, gli autori non si impegnino più di tanto a dare ad ogni finale di stagione una sorta di chiusura come si deve. Con Mad Men succede sempre il contrario; come i precedenti, anche questo sarebbe un perfetto Series Finale, quando in realtà la serie è già stata rinnovata. Il che, ovviamente, ci lascia sempre contenti, ma forse anche un po’ inquieti: la prossima sarà, ancora una volta, all’altezza della precedente?

Perché, sul serio, non riesco a capire dove siano le vette di perfezione degli autori, al momento.

Dopo averci regalato due perle come The Gypsy and The Hobo e The Grownups, i pubblicisti di Madison Avenue tornano a colpirci, ripetutamente, con pugni nello stomaco.

Da quanto ho visto Don dormire nella camera del pupo ho capito che, stavolta, facevano sul serio. Gli autori, gli attori, i personaggi, un po’ tutti. Perché l’assassinio di Kennedy è stato un spartiacque nello show, nella vita dei personaggi, degli americani e dei telespettatori.
Ora abbiamo chiaramente un prima e un dopo.

Prima, Don aveva mille amanti, tutte diverse da Betty e tutte che la ricordavano in qualche modo. Era libero da obblighi morali e contrattuali, libero di trattare male i clienti, libero di bere giorno e notte e di passare intere settimane in giro con dei nomadi viveurs a spendere soldi e non fare nulla. Era libero di sparire, e si sentiva il padrone del mondo, come la sua nazione.
Prima, il peggio che potesse succedere era che un incidente aereo rovinasse una campagna pubblicitaria, o che la Sterling&Cooper venisse ceduta in modo soft, senza altro effetto collaterale che un po’ di accento britannico sulla Quinta Strada. Prima Betty era tutta un andare in giro con le sue amiche, prendere tè, equitazione ed educare i bambini, senza mai scordarsi di far trovare una cena al marito al ritorno dal lavoro. Prima Peggy era spaurita e senza difese, così legata a Don da non potergli neanche rispondere male. Roger era sposato con una minorenne ragazzina, senza curarsi del futuro. Joan era sposata con un medico, proprio per avere un futuro.
E prima, ognuno viveva con o senza certezze, ma tranquillo che si sarebbe andati avanti.

Dopo, non c’è più nulla. Il dopo è fatto di urla davanti al televisore, il dopo è fatto bar vuoti e di bicchieri pieni, di sotterfugi e di accordi segreti, di scappatelle con vicine di casa e di importanti politici.
Dopo, a Don non viene perdonato nulla; la Betty di dopo reagisce a mente fredda, si esprime, decide, agisce. C’è Peggy, che non si fa calpestare da nessuno, e c’è Peter che inizia a crescere.
Dopo, c’è un’azienda in rovina e una che nasce. E c’è Joan, più battagliera che mai, e una nuova agenzia pubblicitaria dal nome così lungo da sembrare ridicolo.

In Mad Men il prima e il dopo sono così mischiati e legati da poter essere colti solo in episodi come questo; in cui i flashbacks di Don sono finalmente staccati dalla realtà che vive, e in cui la realtà stessa è così reale da non potersi assolutamente confondere.
Perché nel momento in cui Betty e Don si siedono a parlare con figli su quel divano, non si torna più indietro. C’è l’espressione di Sally, che mi rimarrà incisa nella mente per giorni, e c’è l’abbraccio di Bobby. Ma c’è anche la lacrima di Betty, e la rassegnazione di Don.
E il Goodbye della telefonata finale è un addio, non un arrivederci. Così come sottolinea quel viaggio aereo per Reno.

Prima, c’erano tante famiglie felici, alcune infelice, chi più unito chi meno. Ora, non ci sono dubbi, le famiglie  si sono sciolte; ma molte altre se ne sono create. Ed è così che vediamo scorrere immagini che ci sembrano familiari nel senso più biblico del termine, con facce nuove; è Carla che tiene Bobby e Sally davanti la tv, la sera. E Betty, su quell’aereo, con il bebè in braccio, è già sposa di Francis, non ha nulla di Draper. È Trudy l’artefice del riavvicinamento Campbell-ex soci, mentre è un Bertram Cooper più adorabile che mai a riunire Sterling e Draper, da troppo ostili.
Ovviamente, la più grande famiglia che si scioglie è la Sterling&Cooper. Con delle mosse degne di uomini d’affari odierni e, allo stesso tempo, che a noi, col senno del 2009, continuano a sembrare ingenue. Ci fanno quasi sorridere.

Questo season finale ci lascia con l’amaro in bocca tipico della fine di un’era; quell’amaro che è reso meno pesante dal nuovo inizio verso il quale volano a velocità sempre più elevate i nostri personaggi.
L’evoluzione della coppia Draper mi ha lasciata allibita. La svolta si ha avuta a Roma, forse, o molto prima. O forse si ha avuta veramente con Henry Francis: il punto è proprio che il cambiamento, che pur ci sembra radicale, non riusciamo a situarlo esattamente in nessun punto. Ed è paradossale: un Don libero da vincoli e da contratti era infelice, fedrifrago, irrequieto. Legato al suo passato, incerto nel presente, noncurante del futuro. Un Don obbligato a firmare un contratto torna nella sua vita di padre di famiglia. Ricade in un tradimento peggiore dei precedenti. Riceve il colpo di grazia dalla moglie. Un nuovo Don si impegna ancora di più. E dopo aver ottenuto un licenziamento, si impegna anima, corpo e portafoglio in una nuova avventura, con una nuova famiglia e con un nuovo appartamento. Da divorziato, da padre single. Da solo, e con tantissimi amici in più (nuovi e ritrovati).
Così pure mi ha stupita la velocità e la naturalezza (elementi che raramente in un telefilm vanno molto d’accordo!) con la quale la Sterling&Cooper, da punto fermo in cui si svolgeva l’azione da due anni a questa parte, viene sgretolata, derubata, privata di ogni suo avere e sostanza che ci potesse interessare, trasferita in una suite al Pierre e lasciata semplicemente piena di persone troppo pettegole, poco ambiziose e troppo ’1963′ per essere invitate nel futuro.
D’altra parte, non riesco ad essere triste in tutto e per tutto del divorzio tra Don e Betty. I continui tradimenti di Don erano una pugnalata dopo l’altra, e l’infelicità di Betty così evidente che una via d’uscita era necessaria. E per quanto il suo essere così eccessivamente perfetto mi disturbi molto, un po’ apprezzo anche la coppia Betty-Francis. Staremo a vedere.
C’è già chi vorrebbe vedere Don in coppia con Joan…

E, per concludere, il dopo assassinio di JFK vuol dire anche il 1964. Con nuove elezioni, con un duro colpo per la guerra in Vietnam (l’incidente del Golfo di Tonchino), con una politica di Johnson, riconfermato presidente, che dal Medicare prenderà vie insinuose fino a portare all’elezione di Nixon, nel 1968.

Quel Goodbye a fine telefonata tra i coniugi Draper sapeva veramente di addio definitivo: per noi è semplicemente un arrivederci al 1964, tra solo un anno.

ed è ancora perfezione.

Camilla A.

Alias Lillussia, strambo nick dovuto a problemi di pronuncia di un nipotino in fasce. Nata a Roma, ho vissuto un po' ovunque; le serie tv americane mi hanno insegnato l'inglese, quindi a loro devo tanto. Tanto almeno da scriverci qualcosa sopra e da diffondere il verbo, ogni volta che posso. Amante delle serie considerate belle, ma anche di quelle dette "lammerda". Inspirational quote of the day "THAT.BITCH" (Survivor).

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Commenti
29 commenti a “Mad Men – 3×13 – Shut the Door. Have a Seat.”
  1. vmarsfan scrive:

    Standing ovation, tanto di cappello, mi inchino di fronte a tanta perfezione (cast, sceneggiatura, scenografia, tutto!): non so come facciata voi a recensire Mad Men (complimenti), a me lascia sempre senza parole, questo episodio specialmente!
    Mi viene solo da dire “wow”.

  2. Rei scrive:

    Bello, emozionante, esaltante, perfetto. Davvero perfetto. Sì, per me poteva finire qui la serie e sarei stato felice. Perfetto.

  3. Bella Donna scrive:

    Che meraviglia! Mi è piaciuto molto il contrasto tra le scene stile stangata alla S&C e quelle in casa Draper. Sul fronte lavorativo, “la fuga di cervelli” ha un’atmosfera lieta e un ritmo incalzante, degne di un film d’azione, vediamo l’eccitazione trepidante dei congiurati, che senza poi molto timori si imbarcano in una nuova avventura verso l’ignoto. Cosa che, in fin dei conti, fa anche Betty, Probabilmente lei e Henry non sono andati oltre a qualche bacio appassionato, forse non si sono visti altre volte oltre a quelle mostrate sullo schermo, sono praticamente due sconosciuti, anche loro verso qualcosa di ignoto, quindi,ma le sensazioni sono ben diverse, atmosfera più cupa e pesante. Don che aggredisce Betty, dandole della zoccola (da che pulpito poi!) è il definitivo punto di rottura, certo nella telefonata finale, sembrano tornati a termini più civili, ma ormai sappiamo che questa è la fine.

    E finalmente Joan è tornata in tutto il suo splendore! Non appena ho visto che avevano problemi con l’organizzazione ho cominciato a sperare di rivederla, poi quando Roger ha detto che avrebbe fatto una telefonata, ero già in visibilio! Spero, però, che rifacciano tornare anche Sal, dato che non hanno più un reparto artistico (a proposito: avete notato che sulla porta hanno aggiunto una F davanti ad art, trasformandolo così nel Fart department? Reparto scoregge!) anche se la Lucky Strike è ancora loro cliente.

    Trudy e Pete si sono avvicinati molto in questa stagione, sembra esserci più intesa, anche se lui resta sempre infantile come una volta, ma il loro rapporto comincia a piacermi.

  4. klatu scrive:

    Fuochi di artificio per il finale di stagione. Complimentissimi a Wiener per la maestria e per l’immensa furbizia dimostrata (lo dico in senso positivo e senza ironia.)
    Perché diciamocela proprio tutta: da quando le cose si erano movimentate ed erano successi tanti fatti interessanti i pericoli per la serie erano aumentati esponenzialmente: Don in caduta libera nella vita matrimoniale e nel lavoro , i personaggi più amati o mezzo spariti (Joan, Sal), o in procinto di mollare l’agenzia (Peggy e Pete), Sterling ai ferri corti con Don, Betty sempre più insofferente e via di questo passo.
    Ora non tutto giustamente si mette a posto, (altrimenti che ci aspetta la prossima stagione?) e la vita di Don , sentimentalmente parlando, è tutta un punto interrogativo, ma l’dea geniale del licenziamento mette a posto un sacco di tasselli: il ritorno di Joan (non ditemi che non avevate capito che Joan era la destinataria della telefonata di Sterling), Pete riconquistato, Peggy accalappiata ma con un rango e una dignità diverse, l’amicizia fra Don e Sterling ricostruita, il sig Hilton che si toglie dalle scatole, perché delle sue menate patriottiche non ce ne poteva fregare meno, ma che perlomeno, dopo tutto il casino, regala a Don uno scoop geniale, l’entusiasmo che ritorna al gruppo, finalmente liberatosi degli orpelli vari etc.
    Manca ancora qualche pezzo, che credo verrà recuperato l’anno prossimo, come il buon Sal (Cosgrove spero di no, mi sta sulle scatole), mentre il mondo cambia, l’agenzia si dovrà presumibilmente confrontare con le nuove sfide sociali e Don potrà magari aspirare, ora che è libero, a qualche avventura più appagante.
    Insomma Wiener ha dato al suo pubblico esattamente quello che questi gli chiedeva, e glielo ha dato su un piatto d’argento. Guardando il season finale non ho potuto far a meno di pensare al season finale di House : lo so che le due serie non hanno niente in comune, ma non ho potuto fare a meno di notare come Shore abbia caparbiamente seguito il suo intento di mostrare la caduta fino in fondo di un uomo, facendo finire House nell’inferno dell’istituto psichiatrico, mentre Wierer abbia dimostrato in fondo di amare di più il suo imperfettissimo eroe, che pure ha davvero tanto da farsi perdonare, decidendo sì di punirlo sul piano privato, ma gratificandolo su quello lavorativo, laddove House perdeva proprio tutto: senno, lavoro, affetti ( e aveva molto meno da farsi perdonare)
    Ultimo appunto: per quanto abbia amato le scene dell’ufficio, a mio avviso il pezzo forte della puntata, e, in assoluto, di tutta la serie, è stato il breve crudelissimo dialogo fra Betty e Don. Mai l’odio dovuto a rottura matrimoniale si era manifestato con tanta chiarezza sul piccolo schermo . E forse anche su quello grande.

  5. LuiGi scrive:

    Ovazioni. Perfezione.
    48 minuti pieni ed incalzanti. Con sviluppi repentini ma tutti con un senso. Ancora una volta il confronto Peggy/Don è stato da brividi!! Cooper adorabile e poveri Ken e Paul abbandonati allla vecchia agenzia…chissà se li rivedremo. Di sicuro rivoglio Sal.
    Una terza stagione fantastica e già muoio dalla voglia di vedere la quarta…

  6. enrico scrive:

    Qualcuno avrà il coraggio di dare meno di 5 stelle a questo capolavoro? Perfetto è l’unica parola che mi viene!

  7. Bab scrive:

    è bellissimo, e al tempo stesso un po’ inquietante, vedere che Don è in grado di trovare la sua vera famiglia solo nel lavoro. E lo sguardo di Sally è ancora più profondo e significativo, più maturo anche, di qualsiasi sguardo che Betty ha mai rivolto al marito. Sally non è spaventata dal divorzio dei suoi genitori, non si sente colpevole come il piccolo Bobby, si sente tradita da suo padre.
    Bellissima riflessione sulla stagione appena conclusa, serviva davvero tirare un po’ le fila. Complimenti a camilla :)

  8. Bella Donna scrive:

    Vorrei solo aggiungere un’ovvietà: Kiernan Shipka, la bambina che fa Sally, è sempre bravissima, il modo in cui tratteneva le lacrime, senza scoppiare in pianto, era magistrale. Mi sa che impareremo presto a pronunciare il suo strano nome, perchè spero proprio abbia una fulgida carriera davanti a sé. Anche perchè poi ultimamente pare vadano di moda gli attori con nomi impronunciabili!

  9. Bab scrive:

    Bella Donna ha scritto:

    Anche perchè poi ultimamente pare vadano di moda gli attori con nomi impronunciabili!

    dovremmo fare una nuova categoria per i serialemmy: il miglior attore con un nome impronunciabile! :D

  10. Gander scrive:

    Meraviglioso… non ho altro da dire.

  11. Celluz scrive:

    Fantastico! perfetto anche nei minimi dettagli come il viaggio a Reno per il divorzio, come nel film “the Women”. Speriamo di rivedere Sal e la fantastica Joan, magari con il marito in partenza per il Vietnam! Davvero una bellissima stagione, piena di sviluppi sempre coerenti con la storia e il passato dei personaggi. A me piace molto anche Henry il futuro marito di Betty, e sono curioso di vedere come si svilupperà la loro storia…

  12. harth88 scrive:

    Mi paicerebbe che la prossima stagione facesse un salto temporale diretto fino al ’68. Quello sì che è un anno interessante…

  13. daphne scrive:

    Questo episodio l’ho già guardato tre volte, non so credo che potrei continuare a guardarlo fino alla nausea, perchè è la conclusione magistrale di una serie meravigliosa.
    Si chiudono capitoli dolorosi e si aprono nuovi scenari imprevedibili ed eccitanti. La fuga dagli uffici è qualcosa di sorprendente. Nessun rimpianto, o timore, nessuno scrupolo nel lasciare quei poveracci rimasti in braghe di tela.
    Cmq la telefonata di Pryce con il simpaticone isterico in Inghilterra da tanta soddisfazione…
    Si riparte in una suite, dove tutti ammucchiati in una stanza costuiscono il loro futuro. Mi piace il nuovo gruppo, mi associo con chi pretende che anche Sal ne faccia parte, speriamo…
    Don e Betty, mamma mia che tensione e che tristezza, soprattutto la scena con i bambini. E’ proprio la fine…
    Sono curiosa di vedere nella prossima stagione come e se funzionerà il nuovo nucleo familiare con Henry, secondo me per Betty un grande azzardo.
    Che dire vorrei che fosse già tempo per la nuova stagione, sono già in astinenza…

  14. DaphneMoon scrive:

    Che dire? Sono a lutto per la conclusione della stagione, specialmente dopo aver visto questo magnifico episodio. Che perfezione. Vorrei poter stringere la mano agli autori, agli scenografi, al direttore della fotografia etc. Grande dialogo tra Don e Peggy: “ti ho trattato male perchè ti considero un’estensione di me”. Come evolverà il loro rapporto? Don che sembra finalmente felice adesso che può ripartire quasi da zero, e che la moglie sa chi è lui veramente. “Non mi sono mai visto, in un posto come questo”, dice a Roger. In fondo si è sempre sentito un usurpatore. E adesso? Si ricomincia, Betty lo ha mollato. Come si comporterà Don ora?
    E soprattutto: ora che questa favolosa serie è finita (per ora), ora che “sons of anarchy” si avvia alla conclusione e “true blood” riprenderà a giugno… cosa guarderò io???? Disperazione.

  15. Francesco scrive:

    Ho già visto questo episodio 4 volte e potrei rivederlo ancora: un capolavoro.
    Onestamente, a parte “the gipsy and the hobo”, gli altri episodi di questa stagione non hanno “preso” come quelli della seconda e (soprattutto) della prima, ma QUESTO episodio vale, da solo, tredici puntate !
    Devo dire, poi, che mi ha fatto piacere osservare, nel corso della stagione, il cambiamento (in meglio) di Peter Campbell.
    Gli attori sono stati fantastici, tutti.
    Un capolavoro, davvero.

    (PS: bell’articolo, complimenti).

  16. fran scrive:

    qualcuno di voi sa quando la terza stagione arriverà in italia?

  17. Rei scrive:

    Dal 13 dicembre su Cult. :-)

  18. anna scrive:

    Il pallore tirato di Don in queste ultime puntate non ha prezzo(quanto è bello quest’uomo!).
    Tutto magnifico davvero,troppo reale,se guardo più episodi di seguito mi dimentico di vivere nel 2009

  19. ManuLele scrive:

    Sarà, ma più che un finale di stagione mi è sembrato un prologo alla prossima, lasciando la stagione a finire nei dubbi e nelle contraddizioni dell’episodio precedente.
    Perfettamente ritmato e calibrato, ma forse un pò leggero, tranne che in quelle speice di strazianti dialoghi tra Don e Betty, e Peggy è sempre più grande.
    4 stelline

  20. ManuLele scrive:

    Alla stagione invece 4.5.

  21. gracecarrie scrive:

    Questo episodio è bellissimo! Si assapora rivalsa, in tutti sensi. Amarezza e rivalsa, tristezza e rivalsa, delusione erivalsa. Betty è giustificabile, ma la scena con i bambini è stata starziante. E’ vero, Don ha un pallore tirato terribilmente realistico, ma in questo episodio ha una luce negli occhi che credo di non avergli mai visto. La serie è spettacolare. Anche io quando la vedo credo di vivere nel 1963, e durante l’assassinio di Kennedy, m’è venuto di chiamare il mio compagno e dirgli, hai visto cos’è successo? hanno ucciso il presidente degli stati uniti!!! Assurdo lo so!!! 5 stelle per tutto!!!!!!

  22. frederickstudio scrive:

    Ho scoperto questa serie un annetto fa, dopo che un’amica me ne aveva parrlato. Inizialmente mi ha intrigato anche se a tratti devo dire la trovavo un po’ lenta. Poi piano piano mi sono appassionato sempre di + alla vita degli uomini di Madison Avenue! Anche perché nonostante l’azione si svolga nei favolosi anni ’60 (quanto ci mancano!) non è molto cambiato da allora nei rapporti di lavoro, personali, sentimentali ecc. ecc. Bravi gli attori, gli sceneggiatorie, la quasi assoluta mancanza di retorica, la presenza spesso di bravi registi a girare gli episodi (uno degli ultimi è stato girato da Barbet Schroeder!) e bravissimi anche gli scenografi a ricostruire un’era mitica. Tra l’altro gli stessi scenografi di Mad Men hanno firmato le scenografie del bellissimo film di Tom Ford “A single man” (che consiglio di vedere se nelle vostre città non lo hanno tolto ancora) anche quello ambientato nello stesso periodo di Mad Men, serie, che indubbiamente sta lanciando al cinema la moda dei favolosi sixties vista la presenza sui grandi schermi di pellicole ambientate in quegli anni (“A serious man” dei Cohen” e l’imminente “An Education”)! L’ultimo episodio di questa stagione che sono riuscito a vedere solo ieri (registrato su DVD) mi ha messo veramente di buon umore! Come non si fa a fare il tifo per tutta la squadra della nuova agenzia pubblicitaria! MAD MEN fateci sognare ancora!

  23. Frida scrive:

    ahahah grande! e ovviamente complimenti per la recensione! Alla prossima stagione!

  24. Frida scrive:

    ROGER STERLING: Peggy mi prenderesti un caffè? PEGGY: No! ahahah grande! e ovviamente complimenti per la recensione! Alla prossima stagione!

  25. Boss scrive:

    Episodio, stagione e serie stupenda.
    Quasi quasi devo rivalutare le mie serie preferite di sempre…

  26. Giddo scrive:

    Questo season finale è un signor season finale, senza dubbio uno dei più belli che abbia mai visto.
    Si respira un’aria di grandissimi cambiamenti, belli e brutti, ed è assolutamente fantastico.
    10 + a Roger per la battuta ad Harry: “Yes, we’re kidding. Happy Birthday”.

    Quarta stagione arrivo. :D

  27. mate scrive:

    che bella recensione!!!!!

  28. gio scrive:

    perfettamente d’accordo con te.
    ho cominciato a guardare madmen qualche settimana fa e ne sono rimasta totalmente invischiata.
    la terza serie finalemnte fa esplodere tutte le tensioni calme che trascinavamo dalla prima e le ultime puntate sono un delirio che avrebbero chiuso felicemente la serie!

  29. Elena scrive:

    l’entusiasmo per l’inizio di una nuova attività e di una nuova vita professionale è sicuramente contagioso…. ma io ho pianto per la fine del matrimonio di Don e Betty.
    Peccato perché tifavo veramente per questa coppia di esseri bellissimi e fragili, e dopo il suo viaggio in California credevo che avesse ritrovato veramente mille motivi per essere innamorato di Betty…..ma poi mi ricasca di nuovo nell’ennesimo tradimento….. e allora non c’è più speranza…..
    E nonostante la scelta di lei sia perfettamente comprensibile, non ho potuto fare a meno di sentire una stretta al cuore per Don….alla fine, è sempre stato un pessimo marito, ma anche un padre affettuoso e vedergli portare via i suoi figli mi ha colpito profondamente.

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