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14 nov
sabato
Bored to Death
Bored to Death – 1×08 – Take a Dive

Bored to Death - 1x08 - Take a Dive Non nascondo di essere un fanatico della HBO. Sarà perché quasi tutte le mie serie preferite sono targate HBO, ma ogni volta che l’inossidabile logo grigio fa la sua comparsa sono contento e inizio già a godermi lo spettacolo. Da  bravo fanboy, quindi, seguo e supporto la HBO da sempre, per sempre, sostanzialmente qualunque cosa faccia. E lo ammetto, spesso non sono poi così oggettivo nel giudicare una serie HBO, perché, insomma non è TV, è HBO, no?

Tuttavia, nell’ultimo anno, la parte di me che non ragiona con il cervello di un fanboy ha iniziato a prendere il sopravvento e da qui è scaturita la prima delusione, poi la seconda, poi la terza. Prima c’è stato Eastbound & Down, che andava comunque bene, nel complesso. Ma poi c’è stato Hung. E poi Bored to Death. Cresce un dubbio paradossale: la HBO non sarà mica diventata la Showtime?

Mi spiego. La sindrome Showtime. Ve la spiego.

E’ un morbo televisivo di recente diffusione che intacca svariate serie, sia comedy, che drama e si presenta con i seguenti sintomi:

  • un ottimo spunto iniziale, che si esaurisce immediatamente
  • uno o più bravi attori protagonisti non sufficienti a reggere una serie che non ha niente da dire
  • compromissione del genere madre della serie (una commedia tenderà a non farvi ridere e sarà caratterizzate da pretese fallite di essere un telefilm vero e proprio; un drama diventerà invece talmente imbarazzante da farvi ridere)

Ecco, dunque. Bored to Death è l’ultimo caso noto di commedia dalla bellissima premessa (lo aspettavo anch’io con un certo entusiasmo) e dal bel cast, ma che, come purtroppo è stato facile intuire sin dall’inizio, non ha molto da dire.

Sì, sì, è verissimo che il quarto episodio, ricorderete, mi era piaciuto e quindi non tutto è da buttare (è stato molto piacevole anche il sesto e, meno, il settimo). Ma.

Prendiamo per esempio questo finale, diretto da Paul Feig (l’uomo che qualcuno potrebbe ricordare per essere il creatore del super-sopravvalutato carinoFreaks & Geeks“). Ci ritroviamo con George che alla fine dell’episodio precedente ha accettato la sfida di Richard (quello di GQ) di scontrarsi in un incontro di pugilato e con lui Jonathan (che combatterà contro Louis Greene, critico che non ha amato il suo romanzo) e Ray (che combatterà con Francis, un fumettista incuriosito dal sadomaso). Si allenano, combattono. Jonathan è protagonista per un attimo di una fugace e inutile scena in cui spalanca una porta in maniera ovviamente consapevolmente autoironica (sarà l’ennesima goccia di una pioggia di citazioni e riferimenti a romanzi e film gialli di cui non ce ne facciamo assolutamente nulla). Le solite comparse marginali di un paio di personaggi secondari qua e là (giusto per riempire la sezione ‘guest-star’ sul sito ufficiale) e boh. Nulla di più.

Tolta una noiosissima scena in cui Jonathan ha un appuntamento con Stella e un’altra in cui Priscilla (la moglie di Richard) salta addosso al suo ex Ted Danson causa astinenza forzata di due anni, l’episodio è quasi totalmente occupato dalla vicenda pugilato. Che di per sè non è molto interessante e non offre molto materiale su cui si possa lavorare per creare scene o battute divertenti (al contrario di quanto accade di solito con i casi di Jonathan).

Non si tratta dell’episodio più brutto di sempre, certo, ma è comunque un episodio tutto sommato un po’ sottotono e piatto, tanto che fatico a trovare qualcosa di concreto e costruttivo da dire sulla trama.

Indubbiamente il trio Ray-Jon-George funziona e la serie respira quando i tre sono tenuti insieme per qualche motivo durante tutto l’episodio (di nuovo, basta vedere il sesto episodio). Ma è sempre troppo poco.

Jonathan: “You think we learned anything tonight?”
George: “No. But that’s okay. It’s good to stay in the dark about things. Keeps life interesting.”

Quasi per dire: non abbiamo davvero alcuna ambizione in questa serie, rassegnatevi, avrete solo Ted Danson che fa idiozie random e Jonathan che risolve casi fin troppo bizzarri.

Ora. Se siete arrivati a leggere fino a questo punto, probabilmente starete pensando che il personaggio del critico Greene sia basato su di me (non confermo, né smentisco) e sarete saltati verso il form dei commenti per scrivere qualcosa tipo “ma zitto brutto idiota che sa solo criticare!!!1 perchè lo guardi se non ti piace? perchè non lo scrivi te un telefilm visto che sei tanto bravo????”.

E’ comprensibile.

Ricapitolerò, cercando di essere più propositivo, però.

  • Cosa ha funzionato in Bored to Death? Ted Danson, il trio negli ultimi episodi, l’ambientazione.
  • Cosa non ha funzionato? La schematicità delle storie, Ray in quanto personaggio autonomo, il tono a volte svogliato e snob della serie.
  • Episodio migliore: il quarto o il sesto.
  • Episodio peggiore: il quinto (i russi! i russi!).
  • Come potrebbe migliorare la serie? Aggiungendo personaggi interessanti e meno macchiettistici, creando una storyline di fondo più concreta, evitando di far fare sempre le stesse cose ai personaggi, in generale lasciandosi andare un po’.
  • Jonathan ha davvero il naso grosso come vogliono farci credere? No.

In conclusione viene davvero da chiedersi: cos’è Bored to Death? Una sitcom, una comedy, una comedy che non fa ridere, un telefilm breve, un mix? Cosa? Niente, di tutto un po’.

Il difetto principale è la sua inconsistenza, perché sostanzialmente fallisce in qualsiasi modo lo si veda. E’ un problema di definizioni e aspettative che derivano da esse? (Articolo di approfondimento consigliato: Screw Dramedy: How We Distinguish Between Comic and Dramatic Television).
O semplicemente sono gli autori che, pur avendo tra le mani attori bravi e volendo affiatati, non sono riusciti a dare un’identità e una direzione alla serie? Propendo decisamente per la seconda ipotesi.

Tuttavia, poiché il fanboy che è in me non è ancora morto, darò una possibilità alla seconda stagione, sperando nel balzo (da ‘…uhm, sì, c’è del potenziale, ma non sono convinto’ a ‘OMG! best series ever!!!!’) che di solito si verifica in quasi tutte le produzioni HBO.

E ora che il recap cumulativo Bored to Death – stagione 1 camuffato da recap dell’episodio finale è finito, scusatemi, ma vado a ridere sul serio guardando una vera commedia.

All’episodio e alla stagione:




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6 commenti a “ Bored to Death – 1×08 – Take a Dive ”

  1. Dextha - 14-11-2009, 11:26

    Per quanto mi riguarda (non sono un fanboy della showtime, ma sono un certamente fanboy di dexter, lo si può intuire anche dal mio nome utente) quest’anno Californication e Dexter sono ad ottimi livelli e ti dirò, anche californication secondo me ha qualcosa da dire (non esattamente qualcosa di colto o spirituale, ma trasuda una visione decadente e autocritica di hollywood) e fa ridere, poi magari intendi “qualcosa da dire” in termini di show (i famosi “colpi in canna”) e rispondo con Sue Collini (californication) e Triniy Killer (dexter)

  2. Rei - 14-11-2009, 11:27

    Intervengo per dire due cose:

    - Freaks & Geeks non è SOPRAvvalutato ma BEN valutato, essendo un piccolo gioiello tv. ù____ù

    - Sì, la serie è affetta dalla sindrome Showtime, purtroppo. Non al suo peggio (perché il suo peggio involverebbe violenza o sesso a cazzo di cane “tanto perché siamo della Showtime”), ma che crea comunque un prodotto assolutamente inconsistente, sì. Dopo tre episodi mi sono rotto. Spero davvero che la HBO non si avvi su questa brutta china.

    - Ho trovato HUNG di gran lunga migliore (nonostante tutta la parte dell’ex-moglie e dei figli) anche solo per l’alchimia tra i due protagonisti e per il taglio/atmosfera che si respirava.

    E ora aspetto che la HBO si rifaccia con i nuovi drama. Non voglio essere deluso, stavolta. Potrei prenderla malissimo.

  3. gothic - 14-11-2009, 12:07

    Analisi impeccabile, concordo al 100%. Alla fine io l’ho guardato volentieri, soprattutto per quel gran faccia da culo (ma lo dico in senso positivo :p) di Ted Danson.

    Rei, c’è da dire che hai anche visto gli episodi peggiori. Già dal quarto qualcosa di bello si è visto, e il sesto mi ha fatto morire dal ridere. Con Hung non sono mai andato oltre un sorrisetto appena accennato, per dire.

    Dextha, passi Dexter che quest’anno è effettivamente migliorato parecchio (non che ci volesse molto, dopo quella terza stagione lì), ma Californication ad ottimi livelli, scusa se te lo dico, manco per il cazzo XD
    Io lo guardo anche volentieri, è simpatico e tutto, un paio di episodi sono particolarmente riusciti, ma è una serie da nulla basata sul pene di david duchovny sul nulla, e che neanche ci prova a nasconderlo più di tanto.

  4. Dextha - 14-11-2009, 12:41

    Californication E’ basato sul nulla, sulla dissolutezza del vivere delle stelle bruciate di hollywood (che hanno “sniffato lo sniffabile” e “scopato lo scopabile”), ma è un delle poche eccezioni (di telefilm basati sul nulla) dove questo si rivela essere un punto di forza (stilistico e narrativo) e devo dire che questa terza stagione sta regalando episodi molto godibili (mentre nella seconda stagione il basarsi sul nulla mostrava un risultato quasi opposto)

  5. frisio - 14-11-2009, 13:21

    Si, tutto sommato concordo con la recensione. I primi tra episodi sono stati francamente inguardabili, però poi hanno iniziato a far interagire meglio il trio Jonathan-Ray-Dio (si, sto parlando di Danson) e i miglioramenti si sono visti eccome. La serie ha sofferto anche della sindrome del “guardaquantosiamofighi” che ha colpito gli autori. Ora apsettiamo la seconda stagione con moderato interesse…

  6. ManuLele - 21-12-2009, 16:55

    Io l’ho trovato gradevole, anche se il problema è che spesso Ames eccede, o comunque non usa al meglio, l’estrema libertà concessagli…
    3,5 stelline


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