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09 nov
lunedì
Mad Men
Mad Men – 3×12 – The Grown Ups

Mad_Men_3x12Where were you when JFK was assasinated?
Where were you on 9/11?
Where were you this morning?

(V – Pilot)

L’idea di iniziare la recensione di “The Grown Ups” con le tre domande introduttive di ”V”, non risponde ad un piacere citazionista fine a sé stesso, piuttosto, trovo significativo il voler attribuire una parentela agli avvenimenti citati. 

Nazione apparentemente inattaccabile, patria del self-made man, l’America è apparsa per lungo tempo il paese perfetto dove emigrare per inseguire i propri sogni. Non a caso, sono riportati i fatti storici che, più di tutti, hanno turbato, destabilizzato, e messo a nudo quest’immagine.

La cosa più giusta che possiamo fare per avvicinarci emotivamente ai nostri Mad Men, è ricordare il modo in cui è stato percepito e vissuto l’undici settembre 2001, perché è in un clima simile che Matthew Weiner muove i protagonisti della serie, il 22 Novembre 1963.

“The Grown Ups” racconta la perdita dell’innocenza di una nazione attraverso la dettagliata ricostruzione dell’assassinio del 35° presidente degli Stati Uniti, John Fitzgerald Kennedy.                                                                                                           “Thats’ owful..i don’t care what your politics are, this is america, you don’t just shoot the president!”.

E’ interessante notare la rilevanza mediatica all’interno dell’episodio: la pesantezza dell’accaduto impone ai personaggi un’attenzione verso il mezzo televisivo che, per la prima volta, risulta impossibile da ignorare. La cronaca televisiva è presente in sottofondo per la quasi totalità dell’episodio. La televisione, infatti, è stata fin ora un importante veicolo di divulgazione, più utile allo spettatore che ai personaggi, non andando mai ad intaccare veramente la vita dei pubblicitari della Sterling Cooper. Al contrario, l’attentato alla vita del presidente Kennedy, innesca una morbosità televisiva mai vista prima. Significativa la scena in ci mostrano le immagini in slow motion dell’uccisione di Oswald.

Non c’è spazio per la dolce vita, per bollenti incontri segreti o per un fastoso matrimonio; la leggerezza che ha sempre contraddistinto e premiato i Mad Men non può essere utilizzata come filtro di difesa, per reagire agli avvenimenti che stanno turbando il paese.

Doug non può ignorare quello che sta accadendo semplicemente staccando la spina del televisore, così come Roger fallisce nel tentativo di ricreare a tutti i costi un’atmosfera serena per il matrimonio della figlia.

Acuto il commento di Joan riguardo allo sconforto di Roger: “beacause there’s nothing funny about this”. Sono uomini estremamente capaci di dominare la scena lavorativa, ma assolutamente inermi di fronte a qualsiasi altro tipo di difficoltà che non richieda ironia.

La leggerezza è una caratteristica che non appartiene a Pete Campbell: la desiderata carica di “Head of account services” va al collega Ken Cosgrove, con la motivazione che quest’ultimo possiede il dono di far sentire i clienti senza bisogni.
La smania di successo ha sempre appesantito i movimenti di Pete, sicuramente non il meno meritevole, ma il più esterno al modus operandi dei Mad Men. Se nella prima parte dell’episodio la pesantezza del ragazzo è percepita come handicap, successivamente la sua serietà nell’ affrontare i fatti risulta particolarmente efficace nel criticare le reazioni all’accaduto non solo dei colleghi, ma anche del mondo “esterno” alla Sterling Cooper. In lui nasce l’idea di abbandonare  l’agenzia (matrigna) per ricercare una realtà lavorativa probabilmente più vicina al suo modo di intendere e vivere il lavoro.

La dissoluzione di Don Draper continua inesorabile. Nonostante sia un uomo dalla doppia identità, egli è completamente incapace di utilizzare qualsiasi registro umano in grado di sopravvivere agli eventi. Con le mani sul viso, lascia senza parole la reazione di Don davanti all’uccisione di Oswald; terrorizzato, immobile.
Il carnefice ora è Betty, vero simbolo della disillusione americana e del sogno che ella incarna. In linea con l’impulsività del suo personaggio, è lei a porsi degli interrogativi doverosi sul futuro. Spinta dalla convinzione che nulla sarà più come prima, non stupisce la sua decisione di dare un’opportunità a Henry , il personaggio più rassicurante insieme a Joan. Un uomo stufo del melodramma (la relazione tra Betty e Don), un personaggio in completa antitesi con quello del marito, ora vittima, il consigliere rappresenta per lei la scelta migliore: una speranza in un domani spensierato in stile “ Cantando sotto la pioggia”.

Non sorprende che Betty scelga il film di Stanley Donen come suo preferito, anzi, è un ulteriore esempio della raffinatezza di Mattew Weiner, il quale non lascia niente al caso. Così come l’assassinio di Kennedy ha radicalmente cambiato la nazione, anche il musical del ’52 segna un importante cambiamento storico: è il simbolo del passaggio del cinema da muto a sonoro.

Mentre l’America individuava in Lee Harvey Oswald il responsabile della sua perdita d’innocenza, è chiaro che per Betty è Don il responsabile: la donna confessa al marito di non amarlo più, di provare solo indifferenza nei suoi confronti. Quello che spaventa è che non ci troviamo di fronte a un capriccio, ma a un’emozione concreta. E’ davanti alla possibilità di perdere la moglie che l’uomo non riesce a sentire più nulla. Il mattino dopo niente è scomparso, anzi, tutto è ancora più reale: sono i figli a caricarsi del ruolo di “moglie”, davanti all’ immobilismo della madre. “Where are you going?”/”It’s cold outside”.

Peggy e Don, sempre più simili, si ritrovano in ufficio a fine episodio, unico vero rifugio in cui potersi sentire veramente protetti dal dolore che li circonda. “My mother was crying and praying so hard that there was no room for anyone else to feel anything”, racconta Peggy.

Una cosa è sicura: da quando Dick Whitman è uscito allo scoperto, tutto è cambiato, e la serie con lui. L’assassinio di Kennedy ha influito in maniera irreversibile all’interno del plot, e i Mad Men dovranno confrontarsi con le conseguenze delle loro decisioni. “The whole country is drinking”.

 Semplicemente perfetto! “The Grown Ups” entrerà nell’antologia della serie.




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16 commenti a “ Mad Men – 3×12 – The Grown Ups ”

  1. molly - 09-11-2009, 09:28

    Bellissima recensione BluSpike!
    Molto intimista, come questo episodio in cui si diventa ‘adulti’ del resto.

    Don: Everything’s gonna be fine.
    Betty: How do you know that?
    Don: You’ll see

    …vedremo!

  2. Rei - 09-11-2009, 10:42

    Episodio capolavoro, e condivido tutto quello che hai detto, anche se più che perdita di innocenza io parlerei di un’innocenza già persa che ora non si può più fingere di aver conservato.
    Don non può più impedire alla sua famiglia di accorgersi della violenza del mondo al di fuori del cortile perfettamente tagliato della loro casa, Betty non può più evitare di fare i conti con la realtà di ciò che prova e di ciò che desidera per se stessa.
    Perfetto.

  3. Lillussia - 09-11-2009, 11:54

    episodio PERFETTO e analisi oculata di cui condivido quasi tutto, ma non sono d’accordo su un paio di cose: la tv in Mad Men è utile ai personaggi e funzionale alle storyline da molto tempo. Almeno dall’episodio della prima stagione in cui Roger vuole seguire in diretta lo spoglio dei voti JFK-Nixon…
    o quando la ragazza di Paul lo vuole far partire come Freedom Rider verso il Mississippi, dove sorgono proteste e manifestanti…

    e come ha sottolineato Rei, l’innocenza a Madison Av l’hanno persa già da un po’; la leggerezza di cui parli tu io non l’ho mai sentita, neanche durante il charleston dei coniugi Campbell… Ora si tratta di non poterla più simulare, questa vita perfetta e questo sogno americano. Perché tutto il paese sta bevendo adesso, e le certezze non esistono più.

    Chissà cosa succederà quando uccideranno anche Bob Kennedy…

    Magistrali Roger e Joan, ma Don e Betty non li batte nessuno.
    Sbaglio o Peggy si è incicciottita di nuovo?

    Comunque, epico sin dai particolari: da quando tradisce, da quando è lei ad essere gelida nella coppia Draper, è Betty che dorme dall’altro lato del letto.

    E il terrore sul volto di Don, il terrore di essere lasciato solo, di essere abbandonato da tutti e trattato, un’altra volta, come un reietto, come un bastardo, come il figlio di una prostituta, l’abbiamo sentito tutti.
    Pugnalate. Perfezione. Non oso pensare al season finale.

  4. klatu - 09-11-2009, 12:47

    Episodio bello ma non fenomenale a mio avviso, perchè è successo assolutamente tutto quello che avevo previsto e non sono stato sorpreso da nessuno degli eventi narrati e dalle reazioni dei personaggi, per i quali l’assassinio del presidente diventa la cartina di tornasole delle problematiche personali. Forse era inevitabile, non so. L’unica cosa inaspettata per me , ma costruita nel tempo assai bene, è la progressiva maturazione di Pete e sua moglie. Tra l’altro , nella scena di loro due sul divano l’abbigliamento mi ha fatto più pensare al casual degli intellettuali anni sessanta piuttosto che al conformismo dei cinquanta. Credo che anche questo sottolinei il distacco dalla vecchia vita di Pete.
    Don mi sembra l’unico che non afferri la portata del dramma nazionale, anche questo un segno evidente del suo perdere colpi. Peggy si porta dietro un po’ della solita sfiga, perchè la sua pubblicità con la decappottabile non poteva arrivare in un momento meno opportuno. Sia lei che Don sono fuori fase in questa situazione e non dovrebbero essere al lavoro, proprio no.Questa volta ha ragione la massa.

  5. AlphaRex - 09-11-2009, 16:51

    io ho toccato le sensazioni degli attori, delle persone, in questa magnifica puntata. niente di più meraviglioso i miei occhi hanno avuto la fortuna di vedere.
    era, è e resterà per sempre scolpita questa puntata, magari nelle mie ossa, un po’ come il sigillo dei winchester, ma DI PIU’, ho sentito gli anni 60 dentro i miei occhi.

  6. behemot - 09-11-2009, 17:11

    Mi è piaciuta moltissimo la reazione di Betty subito dopo l’omicidio in diretta televisiva di Lee Oswald; la sua frustrazione un po’ infantile di fronte a una realtà che non corrisponde minimamente alle sue aspettative e alla sua visione un po’ edulcorata del mondo fa riemergere per un istante il personaggio capriccioso e immaturo che avevamo conosciuto nella prima serie.

  7. Celluz - 09-11-2009, 17:11

    Bello questo episodio anche se parecchio deprimente. Cmq io nn ho mai visto i mad men così spensierati, cioé si é sempre visto che era solo una facciata, da Joan e il suo matrimonio con il chirurgo mancato, Salvatore con il suo matrimonio di facciata, il passato di Don sempre dietro l’angolo, la solitudine e l’incomprensione da parte degli altri di Peggy, l’insicurezza e lo scontento di Pete Campbell, per non parlare poi di Betty…. In seguito ad un evento così tragico hanno lasciato cadere tutte le loro barriere.

    Io ho appena visto il season finale! fantastico… malinconico e abbastanza triste come al solito (soprattutto in un buio pomeriggio di pioggia battente) ma bellissimo! Mad Men rimane un capolavoro di serie sia per come riesce a farci sentire gli anni 60 e la società americana sia per le storie umane che racconta.

  8. salvag - 09-11-2009, 17:51

    Dunque: Cantando sotto la pioggia, del 1952, non è il simbolo del passaggio del cinema da muto a sonoro, ma una storia ambientata a quei tempi. L’avvento del sonoro, ovviamente, avvenne vent’anni prima.

  9. molly - 09-11-2009, 18:12

    in Cantando sotto la pioggia la transizione al sonoro viene ricostruita attraverso la realizzazione di un musical, con una forte tendenza metalinguistica e autoriflessiva, quindi è assolutamente ‘simbolico’

  10. klatu - 09-11-2009, 19:57

    Ma questo è un po’il problema di Madmen a mio avviso: troppo simbolismo. Bellissimo da decostruire, ma inevitabilmente destinato ad appesantire. E poi non finirò mai di ripetere che la musica è troppo retro. Ma Wiener li ha mai ascoltati i Beatles? O anche Chuck Berry? Siamo nei sessanta, basta con Perry Como. E Cantando sotto la pioggia è vecchio per l’epoca, diamine! Qui si parla di pubblicitari che devono cogliere la novità . Com’è che cinema e musica rimangano così indietro?

  11. BluSpike - 09-11-2009, 22:35

    @ Rei, Lillussia, Celluz:

    La televisione è sempre stata presente, è vero, e ha influito su alcune storyline. Quello che intendo è che non ha mai avuto un effetto così devastante sull’intero paese e sulla totalità dei personaggi, nessuno escluso.
    Sono assolutamente d’accordo con il vostro concetto di “perdita dell’innocenza”…è anche il mio! la pensiamo allo stesso modo, ho solo espresso il senso in modo diverso, ma uguale.
    L’immagine innocente di una nazione, vera o falsa che sia, è stata definitivamente annientata e questa volta tutti dovranno affrontare la realtà.
    La leggerezza a cui faccio riferimento non è interiore, ma lavorativa.

    Non vedo l’ora di vedere il finale!!!!!!! :-)

  12. nica - 10-11-2009, 01:14

    Che pensare di Joan??? Quando la smetterà con questa farsa…forza Joan fa’ qualcosa!!!

  13. LuiGi - 10-11-2009, 20:03

    Ottimo ottimo e ancora ottimo!!!
    Potente!! Mi è piciuto tutto!! Betty poi….superlativa!! E Peggy poi con quella frase finale…!!
    Ora mi godo il finale…non sto nella pelle!!!

  14. DaphneMoon - 11-11-2009, 12:32

    Episodio molto bello. Betty sempre più “centrata”: lei non dice a Don cose tipo “mi ha tradita, mi hai mentito”, no, dice semplicemente: “io non ti amo più”. Don e Peggy che si ritrovano nell’agenzia deserta sono due persone dai sentimenti paralizzati, profondamente simili.
    Bello, bello. 5 stelle.

  15. ManuLele - 24-12-2009, 13:22

    Splendido episodio, sebbene, per raggiungere l’assoluta perfesione, gli mancava quello scavo emotivo – e non semplicemente psicologico, che ha avuto per esempio The West Wing nel parlare dell’11/9. O meglio, non ce l’ha a quel livello.
    Comunque, sia chiaro
    4,5 stelline

  16. Boss - 23-05-2010, 02:47

    Che capolavoro… Che capolavoro!!


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