domenica
Friday Night LightsFriday Night Lights – 4×02 – After the Fall
Ogni volta che si chiude una stagione perfetta, l’apertura della successiva trova i fan ormai in preda ad un’angoscia composta da interminabile attesa, felicità, gratitudine per il rinnovo e da una sorta di ansia da prestazione riflessiva: sarà bella come la precedente? Se a questo affianchiamo una sterzata narrativa non indifferente, come è successo in Friday Night Lights, si rischia di guardare la premiere con un occhio così attento al dettaglio da rendere quasi impossibile una del tutto buona impressione. Poi la premiere arriva, e spacca i culi è meravigliosa, perfetta, ti prende a pugni nello stomaco e rischia di lasciarti inerte, estasiato e in lacrime, senza neanche aver capito bene come sia successo. Ed è qui che i più pignoli, i miscredenti o semplicemente i più insicuri diranno che una premiere è una premiere, aspettiamo il secondo episodio. Eccolo.
Se mi dicessero che Friday Night Lights è un Reality, ma con telecamere nascoste, personaggi realmente inconsapevoli e una regia coraggiosa, io probabilmente ci crederei. Perché la realtà è che, quando guardo questa serie, ho come l’impressione di spiare la vita di persone reali. La cosa bella è che non sai mai cosa aspettarti: non pensi che dopo gli insulti e la rabbia e le minacce riversatesi su Tami, Luke si sarebbe girato in lacrime per scusarsi di averle mentito. Non pensi che, nonostante gli sia crollato il mondo addosso, sia il primo a presentarsi all’allenamento speciale dei Lions il sabato sera successivo.
Ricordiamoci che quando uno di questi ragazzi dice che il football è la sua vita, non è mai un’esagerazione. La pressione che hanno addosso come Dillon Panthers è solo parte del problema, e il fatto che ogni energia della piccola cittadina sia proiettata verso la partita del venerdì sera conta, ma non è tutto; il sistema di valori con cui sono cresciuti è quanto respirano ogni giorno, ma dalla loro buona riuscita come giocatori di football spesso dipende anche il loro futuro, la possibilità di allontanarsi da quel sistema di valori e farsene uno proprio, la possibilità di crescere e studiare altrove, di avere una prospettiva diversa e, forse, più rosea.
Questo passava, tra le lacrime e la pioggia, sul volto di Luke, almeno quanto non se ne vedeva traccia (come non si vede traccia di una qualsiasi speranza di riabilitazione, di riscatto) sul volto di Vince. Ed è per questo che leggiamo una profonda amarezza nell’espressione del Coach, che crede profondamente nella possibilità di riscatto sociale o anche solo di sfogo fisico e di opportunità legata al gioco di squadra, alla competizione sana, al luogo neutro e alieno da insormontabili problemi che diventa il campo da football.
Senza dimora: spesso è il luogo in cui viviamo a decidere l’andamento della nostra esistenza, tanto che alcuni di noi sono portati a evadere, se non fisicamente, almeno con dei brevi e inefficaci sogni ad occhi aperti. O a cambiare, idealmente, domicilio: chi non vorrebbe poter piantare la propria cassetta delle lettere ovunque, lasciare che sia questa a determinare la nostra posizione nel mondo, il nostro ruolo? Senza fissa dimora lasciarci alle spalle ciò che significa essere nati in un certo posto, vivere in funzione di decisioni prese dai nostri genitori. Ha ferito anche noi vedere il Coach, vinto, tendere quei 20$ alla madre di Vince; ci ha feriti vedere sul volto del ragazzo l’offesa, l’umiliazione, la vergogna; e abbiamo percepito il senso di rivalsa quando ha potuto rendere i soldi, il lieve disprezzo composto da timidezza e autodifesa, abbiamo percepito tutto, ci è crollato tutto addosso.
Sembra l’episodio in cui ognuno trova una casa: magari non la più desiderabile, o la più desiderata, ma sempre un luogo da cui lasciarsi accogliere, trovare rifugio, imparare qualcosa. Tim nella sua roulotte, Julie nella nuova scuola, i Lions sul campo polveroso che diventerà la loro dimora (senza neanche il bisogno di una fittizia casella postale), Luke con i suoi nuovi compagni di squadra, Matt nell’officina-laboratorio di un artista pazzo, il Coach nella nuova fiducia accordatagli dal suo team: tutti bruciano, strappano, voltano le spalle a qualcosa di vecchio, per avvicinarsi a quella crescita mai prevedibile e sempre un po’ brutale a cui Friday Night Lights ci ha abituati.
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Note sparse:
- Devo riconoscerlo a wild_honey: l’unico neo dell’episodio, perfetto sotto ogni altro punto di vista, è la bruttezza esagerata della piccola Gracie Bell. Dove l’hanno trovata, all’orfanotrofio di Dakota Fanning??
- Landry, con la sua solita grazia e predisposizione all’omicidio facile, quasi mette sotto una delle facce nuove della sigla: una ragazza di estrazione sociale molto modesta (ma ci siamo abituati) che sembra voler diventare la nuova Tyra. A me i nuovi piacciono più o meno tutti, ma per rimpiazzare Tyra ci vuole qualcosa in più.
- Joe McCoy è un big bad fantastico. Lo detesto con ogni fibra del mio essere, e ho amato Tami per averlo affrontato in quel modo.

















bellissima recensione, e bellissima puntata.
inutile dire che ho pianto anche qui.
aggiungo solo – perchè anche lì il magone mi ha devastata – l’incontro tra il coach e tim riggins al campo dei lions. io non so se sia stata un’impressione mia oppure no, ma secondo me il coach aveva lo stesso magone mio.
e quel sorriso del coach, il primo, forse, in una giornata dimmerda come quella, e quella stretta di mano, con tutte le lacrime trattenute dentro, e tutta quella gratitudine, sono due cose, semplicemente, perfette.
poi se mi viene in mente qualcos’altro, aggiungo, perchè anche solo leggere le recensioni di fnl mi commuove e mi scombussola tutta.
bab ha scritto:
Mamma mia, davvero
è una particolare combinazione di atteggiamento sbruffone e supponente unito ad una faccia da schiaffi d’antologia, roba che ti fa venir voglia di lanciare qualcosa contro il monitor ogni volta che salta fuori.
Comunque splendida recensione, e splendido episodio. Kyle Chandler avrà fatto un patto col diavolo or something, perché ogni volta che fa uno dei suoi soliti discorsi io mi commuovo sempre. Sempre. Diamine, quando si è incontrato con Riggins sul campo ero ridotto una chiavica, e lì non aveva neanche ancora iniziato a parlare, mi è bastata soltanto la sua espressione.
L’unica cosa che mi sento di criticare è la bruciatura delle magliette. Scena forte, d’impatto, suggestiva quanto volete, ma troppo… “cinematografica”, ecco. Lo stesso fastidio me l’aveva dato anche Tim che butta i libri dal finestrino nello scorso episodio, per dire. Mi sembrano scene fuori posto in una serie come questa.
@ gothic: forse hai ragione sull’eccessiva “teatralità” della scena del falò di magliette…ma secondo me il tutto è ritornato perfettamente con i piedi per terra con l’ultima battuta della puntata. come a dire: “eh si, ho fatto il bullo e ha funzionato. ma mo’ chi me le ricompra le magliette?”. il che rende il tutto, come sempre, perfettamente e dannatamente reale.
Come sempre c’è poco da dire, ancora una volta episodio meraviglioso. Anche io mi sono emozionata tantissimo per l’incontro tra il coach e Tim, un momento da brividi. Come da brividi la scena tra Tami e Luke, ho sentito tutta la paura, il dolore e la delusione di quel povero ragazzo, la difficoltà di Tami nel dargli la notizia, e mi ha spezzato il cuore il modo in cui Luke, in lacrime, si scusa.
Anche l’incontro tra il coach e la madre di Vince è stato un pugno nello stomaco. E il discorso finale del coach ai suoi non c’è nemmeno bisogno di commentarlo…
P.S: Concordo su Gracie Bell, quella bambina è spaventosa O_o
welcome to yet another FNL perfect episode!
spettacolare, non ho molto da aggiungere alla meravigliosa recensione. Tami che affronta Joe McCoy è una delle cose più belle che io abbia mai visto. Sul serio.
Mi è piaciuta tantissimo anche la scena di Julie inserita in un contesto piuttosto diverso dal suo. E anche il povero Luke.
Insomma, si prospetta anche questa una stagione da brivido. Non vedevo l’ora
Ecco, è bastata la scena di Tami che gli comunica il trasferimento all’East Dillon per farmi piacere subito il personaggio di Luke. Gli sceneggiatori me l’hanno fatta un’altra volta! ç_____ç
Ottima puntata, non c’è da dirlo più ormai.
A McCoy deve cadere un pianoforte a coda sulla testa il prima possibile. è__é
Naima* ha scritto:
Ok, l’esercizio più difficile è fare le pulci a questo episodio, allora, proviamoci.
Non sono d’accordo con Gothic sui libri volanti, perchè rientra nel personaggio Tim, e sulle magliette,che tutto sommato ci sta nello spirito dei riti de football americano. Ho trovato un po’ inutile e fuori stile la scena dal benzinaio, della ricerca del pirata interiore,forse perchè esce proprio dal tracciato di quel reality (in senso buono) che è FNL.
Ma mi sono dovuto sforzare….. FIuu, ce l’ho fatta a trovare qualcosa che non va, ma mi sono dovuto sforzare….
Bellissimo episodio, la scena sotto alla pioggia tra la Divina Tami e Luke è stata meravigliosa!
gothic ha scritto:
Io in scene del genere non riesco a non pensare a tutta la roba che viene sprecata, soprattutto perchè ne Tim né i Lions navigano nell’oro!
L’unica cosa che non perdono a FNL è l’eccessiva differenza di età tra attori e personaggi, non riusciranno mai a convincermi che Vince abbia meno di 23 anni, come non sono riusciti a convincermi che Tyra o Jason fossero teenager nelle stagioni scorse. Certo, alla fine ci passo sopra perchè tutto il resto, le storie, i personaggi, sono ottimi, però a volte non riesco a prenderlo troppo sul serio.
Ah, e a proposito della bruttezza di Gracie Bell: pensate che probabilmente è interpretata da due gemelle, come tutti gli infanti cinematografici, e che forse sono le gemelle Olsen del futuro!
Bella Donna ha scritto:
allora cominciano già col piede giusto, sono oscene e fanno paura!!
Naima* ha scritto:
Sì, anche io credo che fosse andato prendersi un po’ di vento in faccia per ricacciare indietro la tristezza.
max ha scritto:
Ecco, io sono d’accordo con te sui libri e sul rito finale (anche se magari trovare qualcosa di meno dispendioso e dannoso di una fumata di magliette sintetiche sarebbe stato meglio), ma non sulla scena dal benzinaio: è così folle e il coach guarda il tizio in un modo tale che è perfettamente in linea con il resto della serie, che è piena di altri folli e di altri discorsi assurdi, che per noi sono comprensibili ed emozionanti proprio perché sappiamo tutto il resto, tutti i loro presupposti e sottintesi. Anche quel tizio avrà avuto dei presupposti e dei sottintesi, a proposito di pirati e quant’altro, e anche se non li avesse e fosse davvero solo un pazzoide di passaggio, almeno ha avuto il merito di dedicare qualche parola di incoraggiamento al nostro coach….
Gothic la scorsa settimana diceva che dopo il forfait la strada probabilmente sarebbe stata più facile: se possibile, invece, questo episodio è stato ancora più triste e straziante del primo, da questo punto di vista. Spero proprio che quello spirito di rimonta che mostrano davanti al falò non si assopisca troppo in fretta…
Comunque guardare FNL è difficile: ti sale una tristezza fatta di rabbia, che se non fai in tempo a vivere la visione in modo catartico e a sfogare il tutto prima della fine, rischi di passare ore in preda allo sconforto e di prendere a sberle il primo che ti passa davanti con uno sguardo storto (sì, McCoy, sto pensando a te e a quella tua espressione tronfia, non vedo l’ora che qualcuno ti infili un palo rovente in fronte >_< )
la scena dell’allenamento notturno e delle magliette è un richiamo all’allenamento al torrente sotto la pioggia della prima stagione (quando il coach lascia Tim a piedi): è il momento in cui un gruppo di ragazzi reagiscono alle circostanze e cominciano a diventare squadra. molto poetico. (e certo, anche io ho pensato: e mo come fanno senza magliette?)
l’unica cosa che riscivo a pensare guardando l’episodio a quanto coraggiosamente abbiano fatto fuori praticamente mezzo cast delle stagioni precedente, senza che i fan si arrabbiassero (come accade altrove) e rendendo il tutto organico con la storia. L’introduzione dei nuovi personaggi è fatta benissimo, rendendoceli subito familiari, e, almeno per me, evitando di presenterceli come “il nuovo X” o la nuova “Y”.
dielle, sono d’accordo con la tua osservazione sul cast. Alla fine penso che questo modello funzioni per FNL perché il vero protagonista della serie è Dillon. Finché i nuovi attori sono capaci e la scrittura si mantiene su alti livelli, la cittadina americana di provincia insieme al coach riescono a fare da collante e fattore unificante per gli episodi della serie.
Per quanto riguarda le magliette, mi ero fatto spontaneamente l’idea che l’officina dei Riggins facesse da “nuovo sponsor” per la squadra dei Lions. Vedremo se sarà effettivamente così. Anche Tim potrebbe aver trovato un ingaggio come aiutante allenatore di Eric. In fondo in questo momento sarebbe probabilmente la soluzione ideale per l’ex numero 33 dei Panthers.
Io se Tim si mette a fare l’allenatore dei Lions vado perennemente in arresto cardiaco…lui e il Coach insieme…che urlano, fischiano e imprecano…ma io potrei morire…
Puntata bellissima ed emozionante.
La scena della bruciatura delle magliette ha secondo me un forte valore simbolico, non per noi spettatori, ma per i ragazzi della squadra che deve ancora nascere. Ognuno di loro esegue il “rito” per dimostrare la propria appartenenza al gruppo e la volontà di dedizione per affrontare la sfida. Plateale sì, ma necessario.
Per il resto che dire, commozione a più riprese, tra il discorso del Coach, il pianto di Luke, ha ragione Bab, scena bellissima perchè inaspettata, lui che le chiede scusa disperato…caroooo!…Amo già questo ragazzo. Tim che offre il suo aiuto ad Eric…e al coach comincia a tremare il mento…quando gli trema il mento io non rispondo più di me….Tami è una gran donna, ammiro la sua capacità di guardare a testa alta un’intera palestra che le urla contro.
Sono ansiosa di vedere cosa combinera quel bastardo di McCoy non credo si arrenderà così facilmente per la perdita di Luke.
Io non so più se amo più FNL o FNL…quando ti presentano episodi come questo…come si fa a vedere qualcosaltro e trovarlo anche lontanamente bello????
Comunque…note sparse…mi spiace vedere Matt così scollato dalla storia, senza più Landry, con ormai solo Julie a tenerlo ancorato alla sua vecchia vita…
e ho la netta sensazione che “usignolo spaccapalle” sarà la nuova fiamma di Tim…ma un po’ single no???
Per me la bruciatura delle magliette ci sta, è nel personaggio del nostro amato coach (soprattutto alla luce della battuta finale). Secondo me è anche finalizzata al far bruciare la maglietta dei Panthers, atto che, indipendentemente dal fatto che sia Luke a farlo, ha un fortissimo valore simbolico per il nuovo inizio.