venerdì
Mad MenMad Men – 3×09 – Wee Small Hours
In un mondo raffinato ed elegante, fatto di giacche, cravatte, drink sofisticati e abiti costosi, dove le persone parlano di 20 milioni di dollari con la noncuranza con cui si rimpiange la stagione passata, viene strano pensare che possa esistere la prepotenza e tanto meno la lotta di classe.
Invece ciò che ci insegna il nuovo episodio di Mad Men, perchè qualcosa Weiner c’insegna sempre, è che nonostante tu sia in alto c’è sempre una scala sociale in cui qualcuno più in alto di te ti dirà cosa fare e come farlo e quando farlo. E c’insegna anche che in una serie come questa, un episodio minore farebbe la felicità di un qualsiasi sceneggiatore.
Don è ancora alle prese con Hilton, che per la sua campagna vuole sempre qualcosa di diverso e di più grande, mentre Betty comincia un’ambigua relazione epistolare con Henry. Nel frattempo anche la Lucky Strike dà del filo da torceere all’agenzia, stavolta a causa delle tendenze omosessuali di Garner e al rifiuto imbarazzato di Sal.
Aperto da un’immagine quasi emblematica della stagione, ossia Betty ben vestita stesa sensualmente sul divano, l’episodio scritto da Weiner con Dahvi Waller e diretto da Scott Hornbacher continua l’opera di demolizione della figura quasi mitica di Don tramite l’analisi del suo rapporto con la moglie e, come specchio, le difficoltà della Sterling e Cooper.
Il macro e il micro-nucleo così si alternano di continuo, da una parte la descrizione dei rapporti di forza tra l’agenzia e i suoi clienti, rappresentati ironicamente come bulli, prepotenti e infantili (lo stesso Hilton è paragonato saggiamente da Betty all’ultimogenito di casa Draper), ma soprattutto come il vertice di una piramide socio-politica che Roger e compagnia devono affrontare in una paradossale lotta di classe; dall’altra lo sguardo sulla noia e l’apatia dei coniugi Draper che vivono in modi differenti l’imminente doppio tradimento.
Ma se capiamo perfettamente cosa significhi Henry per la delusa e sconfitta Betty, non capiamo cos’abbia di particolare la maestra per Don finchè nel finale non lo rivela lei stessa (“Sei a tre kilometri da casa tua”) e cioè la voglia di osare e rischiare il disastro in una vita in cui il suo potere va di volta in volta diminuendo.
Interessante poi il gioco meta-linguistico di Sal costretto a vivere la sua sessualità come una condanna – e una rivelazione, visto il confronto con Don che sa tutto – e reso “impotente” dal suo cliente miliardario che ne chiede e ottiene il licenziamento: e non è un caso che la scena chiave delle avances avviene in sala di regia e montaggio, visto che l’omosessualità di quegli anni è stata analizzata in uno studio (Lo schermo velato) che svelava i modi di Hollywood di occultare la materia.
Ennesima prova di assoluta finezza di Weiner e soci, autori di uno script in cui gli eventi sostanziali sono relativi ma che abbonda di simmetrie e rimandi (come quella globale del rapporto tra padri e figli) e permette alla regia di trovare soluzioni intelligenti e raffinate senza mai specchiarsene (checchè se ne dica).
In un episodio con poca Peggy (ma non si può sempre tirare in ballo tutti i personaggi), il cast resta quasi sur place, sul posto come si dice nel ciclismo, e lascia spazio a due imponenti guest come Chelcie Ross, perfetto nell’incarnare il lato estremo e familiare a un tempo del capitalismo a stelle e strisce. Che voleva la Luna, e alla fine, in un modo o nell’altro, l’ha ottenuta.

















Che dire?ho cominciato a seguire questa storia perchè tutti ne parlavano bene,ero scettica perchè non è il mio genere,ma ad ogni episodio non riesco a distogliere lo sguardo dallo schermo,è tutto perfetto.Grande Weiner.Ma voi che ne sapete a pacchi,quest’uomo ha lavorato ad altro prima di MadMen?
anna, Matthew Weiner ha collaborato con David Chase e scritto alcuni episodi de I Soprano
episodio bello, come sempre. Anzi, io avrei dato altre 5 stelline. le dinamiche all’interno della sterling&cooper tornano a bomba dopo le vacanze romane, riflettendosi su quello che, nelle vacanze romane, sembrava sopito, cioè i tradimenti rispettivi dei Draper.
Con l’unica differenza che Betty, scatti d’ira a parte, è una donna di classe.
Di Don non riesco a dire altro se non che ogni suo tradimento mi spezza letteralmente il cuore.
ma hilton si sta facendo odiare!!! inoltre POVERO sal! non ho altro da aggiungere…
Puntata davvero molto bella, e complimenti per l’analisi, Manulele.
Betty che capisce che non è l’intimità fisica ciò che vuole, ma l’intimità emotiva di quelle lettere che scrive di getto. Lei che non vuole essere amata, ma compresa. Che personaggio meraviglioso…
Invece trovo che gli autori abbiano avuto una caduta di stile nel tratteggiare l’insegnante, personaggio per niente carismatico e che agisce in modi abbastanza insensati (fa jogging a notte fonda in mezzo alla strada??? really???) e davvero troppo pretestuosi. Capisco che tutto ciò serve allo sviluppo interiore di Don, ma da Mad Men queste grossolanità non me le aspetto!
Eh, sì, povero Sal.
Pur apprezzando sempre tanto Mad Men, forse di questa stagione è la puntata che ho apprezzato meno, sarà che in questa puntata sta venendo meno anche l’apparenza e tutti tirano fuori il peggio di sè, sarà che trovo impossibile che nessuna donna sappia resistere a Don… anche se in questo caso forse è solo invidia
e in effetti mi sembrava che per Don la maestra fosse una delle tante ma è vero quello che si dice nella recensione, Don ha bisogno di osare per sentirsi ancora forte, mentre tutto gli sta crollando intorno… E mi è mancato di sapere cosa farà Penny adesso, si comporta come nulla fosse successo… ma sempre 4 stelline, chiaro!
D’accodo sulla valutazione dell’episodio.
Come sempre mi succede in questa serie ci sono cose che mi piacciono moltissimo unite ad altre che non amo. Tutta la dinamica dell’ufficio mi piace molto, uno sguardo lucido su un mondo pieno di crudeltà, di cui sono via via vittime i più deboli ed esposti (Sal). La parte delle dinamiche familiari e soprattutto extraconiugali di Don, per quanto costruita logicamente, mi irrita invece profondamente. Tra l’altro , in una serie che fa della precisione un punto di vanto, risulta quanto mai sorprendente che con tutte le donnine che Don si è portato a letto con estrema facilità, non ce ne sia una che gli abbia “regalato” non dico un pargoletto a sorpresa ma neanche una malattia venerea di piccola entità, eppure è bastato un incontro con la moglie per far arrivare il terzo figlio.
Adesso questa maestrina , prevedibilissimamente finita nelle braccia di Don, cosa combinerà? Il personaggio è sgradevole, e credo batterà in antipatia Bobby. Concordo con Rei sull’assurdità di presentarla a far jogging di notte (non siamo mica negli anni ottanta eh!..) e vorrei far notare come nel caso suo e di Don sia stato sprecato il momento del discorso epocale di Martin Luther King.
E Betty? Sempre più insoddisfatta e infantile, madre davvero orribile per i suoi figli.
Ma sono tutti i personaggi maggiori di Madmen che mi creano il cortocircuito emozionale: davvero non riesco a provare alcuna umana simpatia per loro, mentre sono quelli minori che hanno dignità e integrità,. Carla su tutte, e poi il povero Sal, licenziato su due piedi da uno Sterling sempre più squalo. Adesso continuerò a seguire per vedere il dipanarsi degli avvenimenti, ma con l’emozione che provo ad osservare gli insetti al microscopio stroboscopico.
Volevo fare notare una cosa (non ho ancora deciso se mi piace o no..) e cioè come i grandi avvenimenti americani di fine anni sessanta (discorso di King, elezioni, bambine di Birmingham..) sembrano ovviamente influenzare molto tutti i personaggi (maestra, Carla..) TRANNE Betty e Don. Capisco l’intento di renderli semplicemente “spettatori” e non dare loro nessuna tinta di attivismo politico, però a volte sembra proprio che vivano su marte… Cosa dite voi?
Secondo me è perchè entrambi, anche se in modo diverso, sono fondamentalmente troppo egocentrici per accorgersi di quello che li circonda!
harth88 hai assolutamente ragione!!
ManuLele, sei un grande.