Feed rss

Abbonati ai feed di Serialmente e segui tutti gli articoli.


01 set
martedì
Psychoville
Psychoville – Stagione 1

psychoville - stagione 1La Gran Bretagna è la patria dell’humour britannico e questa sembra una tautologia degna di Monsieur De Lapalisse, cioè uno che asseriva l’ovvio appena si alzava la mattina. E l’humour britannico, provvisto ovviamente di bombetta e ombrello al braccio, è molto diverso dall’humour comunemente inteso: è freddo, fatto di nonsenso, non di rado cinico e grottesco. Dai Monty Python a Rowan Atkinson, fino all’accoppiata Lucas-Walliams di Little Britain, la tv inglese è stata uno dei maggiori veicoli di diffusione di questo devastante modo d’intendere l’intrattenimento.

Nuovo arrivato in questo olimpo della risata scorretta è Psychoville, serie BBC (e chi altri sennò) creata e scritta da Steve Pemberton e Reece Shearsmith, già famosi in patria (e per quei felici pochi italiani) per The League of Gentlemen: continuando su quella scia, anzi aumentando il livello di grottesco e ibridazione tra i generi, i due realizzano una nuova perla nel loro cammino.

Cinque personaggi diversi per lavoro, vita, residenza geografica, ricevono contemporaneamente un misterioso biglietto: so cosa hai fatto. Da questa premessa da banale horror giovanile si sviluppano le vite di personaggi tremendi: una mamma con un figlio serial killer, un disgustoso clown senza una mano, un’infermiera che crede che il bambolotto sia suo figlio, un nano attore dotato di poteri paranormali, un cieco collezionista di peluche. Cosa li accomuna?

In sette episodi (non si sa una seconda stagione verrà realizzata o meno), i due autori e attori seguono le vite di questi folli personaggi, e con una serie di flashback, ellissi, montaggi paralleli ne ricostruisce le motivazioni e, come un puzzle, cosa lega gli uni agli altri: il tutto per un esperimento a tratti eccezionali, a volte un po’ stiracchiato, ma comunque notevole, in cui il thriller e la suspense – specie nel senso televisivo del termine – si legano a un senso dell’ironia e dell’umorismo talmente raffinato e/o scioccante da destare stupore.

Se nella loro precedente serie avevano analizzato con sorprendente acume la vita della provincia britannica, qui il centro dell’intera operazione sembra teorico e meta-linguistico, riflettere e scardinare cioè i meccanismi del racconto di genere, sia esso il giallo classico, il thriller, il soprannaturale fino all’horror per restituirne la comicità nel contrasto tra volontario e involontario, facendo uscire fuori il lato deviato della risata e quello ridanciano della morte.

Per farlo Shearsmith e Pemberton, proprio come i loro predecessori, vestono molti ruoli a testa, si travestono e si camuffano in modo spesso ributtante, ma soprattutto si divertono a giocare con il racconto, con gli elementi propri dell’uso televisivo degli elementi del genere, come la suspense serializzata, il cliffhanger, l’attesa settimanale moltiplicata per ogni sottotrama, a cui si aggiunge uno straordinario – in tutti i sensi – omaggio al re del genere, quell’Alfred Hitchcock di cui si replica il piano sequenza totale, con annessa situazione, di Nodo alla gola nel 4° episodio.

E così, oltre agli elementi narrativi che la sceneggiatura dosa con grande abilità – seppure qualche volta facendo sentire molto il peso del meccanismo, il duo riesce a far emergere il valore e il senso della regia, della messinscena, del vedere in un contesto in cui lo sceneggiatore è l’assoluto re: e quindi spazio all’uso perfetto dello spazio (perdonatemi l’idiota gioco di parole), del tempo filmico, della fotografia, dei toni che si mescolano con grande intelligenza dando vita a una risultanza nuova e diversa, come la maggior parte delle produzioni britanniche.

Che hanno anche dalla loro, come sempre, un cast imperdibile: oltre ai due trasformisti/tuttofare, vale la pena sottolineare la prova di Dawn French e del suo Fruit Cake, un bambolotto che l’ingranaggio dello show rende più espressivo di ogni altro bambino. Merito anche questo della regia e che in tv se ne scoprano le magie è tutto dire.




Bookmark and Share
1 Stella2 Stelle3 Stelle4 Stelle5 Stelle (10 voti, media: 3,20)
Loading ... Loading ...

5 commenti a “ Psychoville – Stagione 1 ”

  1. Close To me - 01-09-2009, 18:28

    Ho seguito questa serie con piacere trovandola pittorescamente brillante, con un tocco alla horror show, anche se in alcuni momenti la ricerca dello strambo e dello humor a marchio british mi è sembrata un po’ troppo pedante.

  2. paulus... - 01-09-2009, 19:58

    Io non riesco a trovare le parole per descrivere quello che secondo me è il capolavoro della stagione, tra questo e being human l’Ighilterra si è ufficialmente guadagnata tutta la mia fiducia sulle proprie serie!
    Adoro l’humor british presentatoci in questa serie, le atmosfere horror, quelle surreali, i colpi di scena e il finale sconvolgente.
    Spero se ne farà una seconda stagione, ma se sfortunatamente così non sarà mi ritengo soddisfattissimo di come si è concluso tutto ciò! Veramente un’ottima serie! 5 stelle++

  3. ManuLele - 01-09-2009, 22:01

    Io sto recuperando Being Human in questi giorni e dimostra ancora di + come la BBC sia una rete strepitosa…

  4. Elladan - 04-09-2009, 01:46

    Davvero una chicca, spero in una seconda stagione.


Scrivi un commento

Non sono graditi riferimenti ad argomenti illegali e spoiler sugli episodi successivi.

(Il sito utilizza gli avatar di Gravatar.com)



Copyright © 2010 Serialmente | Tema News Plus realizzato da Zidalgo | Archivio | Promuovi Serialmente!

Torna in alto