[Flashback] Day Break - Serie Completa

[Flashback] Day Break – Serie Completa

Estate. Tempo di vacanze e di recuperi.
Come ha sottolineato Gothic prima di me, quale momento migliore della nullafacenza estiva per guardare nuove serie?
È l’occasione perfetta per scoprire piccoli capolavori (chi non ha ancora visto Pushing Daisies? Parlo con voi!), per mettersi in pari con quelle serie osannate da tutti che durano ormai da troppo tempo per recuperarle durante la pausa natalizia (Weeds, Lost, siete sulla mia lista…) e magari anche per sperimentare a scatola più o meno chiusa delle serie di cui si è sentito parlare di sfuggita, ma che potrebbero riempire efficacemente qualche pomeriggio afoso.
Se siete in cerca di consigli e non vi bastano queste pagine, sul forum c’è un thread apposta per voi.
Ed è proprio lì che vengo a sapere di questa serie: una combinazione di poliziesco, giallo e loop temporale. Alla breve descrizione, Bradipo aggiunge le parole magiche “nel cast c’è il mitico Adam Baldwin”.

Non serve altro per convincermi a vedere almeno il pilot e nel giro di qualche giorno ho finito tutti i 13 episodi. Il plot è piuttosto semplice e nemmeno troppo originale: un poliziotto, Brett Hopper, viene accusato di un omicidio che non ha commesso e deve cercare di provare la propria innocenza; vantaggio e svantaggio in questa impresa, un loop temporale lo blocca nella giornata successiva all’omicidio, assicurandogli una certa libertà di movimento almeno per le prime ore mattutine, ma costringendolo a procurarsi le informazioni e le complicità dei colleghi nel giro di meno di 24 ore.

La ragione per cui si è incuriositi a proseguire la visione sta nel fatto che gli indizi collezionati episodio dopo episodio formano una rete di informazioni che include sempre più strettamente le persone collegate a Hopper, fino a coinvolgere persino i più insospettabili. Sono pochi gli episodi che non si concludono con una svolta tale da far venire voglia di andare subito avanti, per sapere che cosa c’entra proprio quel personaggio con tutto quello che si è scoperto fino ad allora.

Che altro aggiungere senza spoilerare troppo? Si può dire che in ciascun episodio assistiamo a varie repliche delle giornate di Hopper: la struttura dunque non è affatto “un episodio per ogni giornata”, ma piuttosto quaranta minuti per una storyline in particolare, spesso apparentemente slegata da quella principale. Ogni evoluzione però è utile alle indagini di Hopper, sia a livello di indizi che vengono a galla, che a livello di interazioni con gli altri personaggi.
For every decision, there’s a consequence.
E questo è tanto vero nelle piccole scelte, quanto negli atteggiamenti che tengono gli altri nei confronti di Hopper nelle repliche successive: quando si tratta di decisioni davvero importanti, di quelle che cambiano la vita di una persona, resta una traccia attraverso il loop e Hopper si ritrova così con un problema in meno o con un complice in più.
Il puzzle si arricchisce progressivamente di nuovi pezzi, ma non sempre questo significa maggiore chiarezza. Anzi, proprio quando il disegno sembra completo, c’è qualcosa che non torna e la ricerca deve proseguire. Apprezzabile tra le altre cose che ad un certo punto Hopper faccia una scelta radicale come abbandonare tutto e andarsene in vacanza “perenne” con la sua ragazza, per poi capire che restare accanto a lei mentendole giorno dopo giorno non è affatto accettabile.
Interessante anche l’idea che il corpo di Hopper resti incastrato nel loop a livello di collocazione nello spazio (si sveglia sempre nello stesso posto), ma non a livello di integrità fisica: se le domande sulla ricrescita della barba non sono un grosso problema, quando subirà una ferita ad una spalla le risposte non saranno altrettanto facili.

Il ritmo non è serrato, le giornate di Hopper sono cadenzate da alcune tappe fondamentali che sembrano vincolarlo ad un tragitto, a certe scelte, ma nel corso degli episodi alcune di queste situazioni vengono sottintese e non c’è il rischio che il tutto diventi fastidioso.
A salvare dal pericolo della noia da ennesimo déjà vu sono comunque soprattutto i dialoghi: c’è un costante sottofondo di ironia sia nelle battute di Hopper, quando si ritrova a rispondere alla stessa domanda o a fronteggiare la stessa situazione più e più volte, sia nei dialoghi con gli altri personaggi, che involontariamente farciscono le proprie affermazioni con considerazioni più o meno a tema con la ripetitività, l’imprevedibilità, la causalità e via dicendo.

La risoluzione dell’enigma è ben architettata per quanto riguarda la parte poliziesca, tutti i tasselli si incastrano senza troppe forzature, mentre resta qualche perplessità riguardo alla faccenda del loop, poco analizzata e di fatto lasciata senza chiarimenti. Alla fine mi sono chiesta come avrebbero costruito una seconda stagione, dato che difficilmente avrebbero potuto riciclare questi protagonisti.

Ho poi scoperto che il problema non si poneva affatto, dato che era previsto sin dal principio che la storyline principale si concludesse alla fine della prima stagione. Inoltre, già dopo sei episodi la trasmissione era stata interrotta nel dicembre 2006 ed i restanti erano stati rilasciati sul sito della ABC con cadenza piuttosto irregolare a causa di alcuni problemi di diritto d’autore dovuti alla colonna sonora adottata. Il risultato alla fine è quasi una miniserie più che un telefilm.

Il cast è pienamente convincente e Taye Diggs (da queste parti probabilmente più conosciuto per il suo ruolo in Grey’s Anatomy e Private Practice come Sam Bennet) riesce a reggere il ruolo da assoluto protagonista molto bene: è davvero credibile nella foga iniziale e nella stanchezza rabbiosa che si accumula nel corso del tempo. Gli altri interpreti non sono da meno, prima fra tutti Moon Bloodgood nella parte della fidanzata, Rita, anche lei costretta a rendere diverse scene sempre simili e a mostrare quei lievi cambiamenti d’umore che le piccole e grandi scelte di Hopper causano di giornata in giornata. Baldwin digrigna perfettamente i denti come suo solito, ha un ruolo più marginale di quanto sperassi, ma si guadagna almeno una puntata in primo piano e tanto mi basta. Tutti gli altri assumono spessore e personalità col proseguire della trama, che introduce ed elimina personaggi chiave molto rapidamente. Parlare di uno piuttosto che dell’altro rischia di sfociare facilmente in uno spoiler, ma si può dire almeno che ciascuno sembra a suo agio nel ruolo e che il risultato è un buon amalgama di attori che ruotano intorno a Diggs senza farsi mettere in ombra nonostante le apparizioni frammentate.

Giudizio finale? Non sarà un capolavoro, non ha delle basi originalissime, ma è una storia ben raccontata, senza troppi cali di tensione e buchi narrativi. Io direi che si merita quattro stelline piene.

Nusta

Perennemente affamata di storie, ama divorarle in grandi abbuffate ma anche gustarsele piano piano, assaporandone ogni capitolo. Che siano lunghe o corte, semplici o ingarbugliate, surreali o realistiche, che siano dolci, amare, aspre o dal sapore misto, che siano delle vecchie compagne o delle novità assolute, dopo un primo assaggio convincente le è difficile abbandonare a metà la portata. Talmente difficile che a volte la si potrebbe definire narrativa-dipendente. Se ci fosse una cura, comunque, non la vorrebbe affatto.

8 Comments

  1. […] Fonte: http://www.serialmente.com/2009/08/20/flashback-day-break-serie-completa/ Segnala presso: Tags: Da Troppo Tempo, Day Break, Durano, Flashback, Pushing Daisies, Quelle […]

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  2. Ho recuperato anch’io di recente questa serie, proprio poche settimane fa.
    Che dire, concordo in pieno con il tuo giudizio, non è un capolavoro non è originale ma si lascia guardare con piacere. La bellezza di Moon Bloodgood poi, è un plus da non sottovalutare. :p

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  3. Purtroppo sono al mare e la connessione a internet mi è permessa solo quando il vicino di casa accende il modem con la sua connessione senza fili non protetta ignaro degli sciacalli che lo aspettano ed inoltre la batteria del portatile sta finendo quindi non ho ancora letto l’articolo… Però sono felicissimo che abbiate recensito Day Break perchè mi è piaciuto un sacco e soprattutto posso annunciare che per la prima volta sono comparso in una recensione di Serialmente! :)
    Adesso la mia esistenza ha un perchè!
    Appena posso leggo e commento il tutto! ;)

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  4. Alienware ha scritto:

    Ho recuperato anch’io di recente questa serie, proprio poche settimane fa.
    La bellezza di Moon Bloodgood poi, è un plus da non sottovalutare. :p

    A chi Baldwin, a chi la Bloodgood ^__^
    E comunque anche Diggs si fa guardare volentieri…

    Bradipo_89 ha scritto:

    Adesso la mia esistenza ha un perchè!
    Appena posso leggo e commento il tutto!

    XD
    Ti aspettiamo allora! Intanto, buone vacanze!

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  5. Tornato al caldo afoso di una maicosìtantoumidiccia Firenze rieccomi a commentare! Buona recensione, mi dispiace per i pochi commenti che mettono in evidenza quanto poco sia stata considerata questa, a mio avviso, ottima serie. Purtroppo non si può riassumere tutto in un commento senza spoilerare niente a chi legge e di conseguenza non rende appieno come dovrebbe ma è inevitabile… Comunque ribadisco che non posso credere al fatto che siamo solo in tre in questo sito ad aver visto Day Break… è una serie ben riuscita, sicuramente poco impegnativa visto che è di sole 13 puntate, tutte scorrevoli e piacevoli… La persona che me ne parlò mi disse che si vide tutta la serie in una giornata… Visto però che non tutti sono a tali livelli di nerdaggine come lui potete optare per una visione diluita in una o due settimane come ho fatto io…
    Resta il fatto che è una ottima serie, non certo originalissima, ma pur sempre buona, ben recitata, con un ottimo cast…
    Piccola nota: Ancora non conoscevo Baldwin quando vidi Day Break e li per li mi stava quasi quasi antipatico… Ero ancora un giovane ed inesperto padawan…

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  6. Bradipo_89 ha scritto:

    Piccola nota: Ancora non conoscevo Baldwin quando vidi Day Break e li per li mi stava quasi quasi antipatico… Ero ancora un giovane ed inesperto padawan…

    In effetti al personaggio di Baldwin avrei tirato due schiaffi più che volentieri in varie occasioni, ma almeno nell’episodio che lo vede in un certo senso protagonista, quello alla centrale, insomma, mi è proprio piaciuto: come si può non apprezzare uno che tiene il conto al centesimo dei caffè che gli deve il suo ex-collega e che nel tempo libero legge roba sul continuum spazio-temporale? Maniaco, senza dubbio, però con un suo fascino :D

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  7. Nusta ha scritto:

    In effetti al personaggio di Baldwin avrei tirato due schiaffi più che volentieri in varie occasioni, ma almeno nell’episodio che lo vede in un certo senso protagonista, quello alla centrale, insomma, mi è proprio piaciuto: come si può non apprezzare uno che tiene il conto al centesimo dei caffè che gli deve il suo ex-collega e che nel tempo libero le

    Si certo, in fondo il personaggio deve farsi detestare, è messo li appositamente per fare da antagonista a Hopper, sia nelle indagini che (soprattutto) nel rapporto con Rita. E in questo Baldwin riesce benissimo.
    Che abbia un suo fascino però non posso negarlo. Un po come per tutti i personaggi (Andrea in primis) mostra diverse sfaccettature della sua personalità in base alla giornata e alle scelte di Hopper (da qui uno dei maggiori pro della serie) e questo lo rende un personaggio molto più interessante di quel che sembra.
    Il conto del caffè! :D

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  8. E’ una vergogna che una serie piacevole come questa sia stata mozzata senza ritegno. Sarebbero sicuramente riusciti a cavare qualcosa di interessante anche con una seconda stagione, se solo ne avessero avuto la possibilità. Una action series coi fiocchi, dal ritmo serrato, sacrificata dopo che ha racimulato qualche soldino. Che peccato

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