hustle

[Serial Wars] Leverage vs. Hustle

Tremate tremate i ladri e/o truffatori son tornati: oltre ai poliziotti, gli investigatori benché sui generis e i dottori benché tutto fuorché professionali, una delle figure professionali più in voga in questa stagione è stata quella del moderno Arsenio Lupin, dei parenti alla lontana di Robin Hood alle prese con casi degni de La stangata.

Figura “professionale” tanto in voga che ha avuto l’onore di ben due serie tv nella stagione appena conclusa, e ne abbiamo parlato anche qui a Serialmente: da un lato la serie TNT di Chris Downey e John Rogers con Timothy Hutton, dall’altro lato (dell’oceano, s’intende) la serie BBC di Tony Jordan con Adrian Lester. E qui sta a noi stabilire chi, in questo scontro ravvicinato, abbia vinto la stagione.

La serie americana, oltre a seguire i casi con cui i nostri, attraverso truffe e raggiri, si vendicano di multinazionali e miliardari, segue anche il passato del protagonista Nathan, che proprio nel season finale affronta l’assicurazione che ha fatto morire sua figlia e la sua insana passione per l’alcool; in quella inglese invece, la storyline di Albert (era in carcere) si svolge senza intoppi (alias esce), mentre nel finale un gruppo di vittime di Briggs e soci si raduna per truffarli e riprendersi il maltolto.

Due serie che, almeno strutturalmente sono piuttosto classiche anche all’interno del proprio contesto, visto che quella a stelle e strisce segue il tipico percorso verticale con una lieve storyline a palesarsi nel finale, mentre quella inglese segue lo schema BBC di puro intrattenimento auto-conclusivo. Ma ciò che conta soprattutto, per confrontare i due prodotti, è lo stile.

E’ fuori di dubbio che Leverage sia stato pesantemente influenzato, fina dalla sua creazione, dal prodotto inglese, distaccandosene sia per il tono più serio (il velo della crisi economica e i risvolti di storie e personaggi) sia per la minore verve stilistica, ma va anche detto che a sua volta ha influenzato la quinta stagione della serie britannica: che si è fatto un po’ meno sfacciatamente cool e trendy, almeno nell’uso di musiche e grafica, e ha scelto anch’essa di abbracciare il fenomeno globale della crisi. Chiaro che dal punto di vista del racconto e del contenuto, si sia nel campo del divertissement puro, anche come scelte di narrazione, ma fa piacere vedere come, in America più che in Gran Bretagna, una vaga aria no global investe anche il più “lussuoso” dei filoni, quello del con-movie.

L’atout di entrambe le serie, ovviamente è il brio scanzonato sia delle storie, sia dei personaggi, sia dell’uso ironico e umoristico del crimine – per quanto a fin di bene – cercando di mettersi nella scia di film come Ocean’s eleven e simili: è qui che Hustle dimostra, nonostante una stagione non esaltante, una certa superiorità, visto che Leverage, muovendosi tra drammi più o meno patetici, non riesce a replicare la brillantezza di tono e leggerezza del modello britannico.

Tono leggero che si sublima nelle scelte di stile e regia che, pure se limitate rispetto alle stagioni precedenti, sono ancora un fiore all’occhiello: split screen, ralenti, salti all’interno di altri luoghi e immagini, sdoppiamenti della realtà “filmica”. Distantissima dalla regia pulita, corretta e professionale di un prodotto che, anche in sede di sceneggiature, sembra più uno standard CBS – seppur piacevole – che un prodotto cable. L’unico appunto che si deve fare a Jordan e soci è nella scelta di nuovi personaggi poco attraenti che si portano con sé storie qua e là gia viste e cattivi fin troppo delineati.

Fatte le debite proporzioni e riflessioni

Hustle:

Leverage:

il caro e vecchio aplomb britannico vince sul più sgangherato pragmatismo USA (che non a caso si fa accompagnare da un’affascinante attrice inglese), in virtù di una serie di fattori tra cui gli attori non sono per nulla trascurabili, anche perché, dove Hutton e soci ci mettono la simpatia, Lester, Robert Vaughn e Robert Glenister, ci mettono anche il talento.

Alla prossima stagione, per il prosieguo del match.

Emanuele Rauco

Per darvi conto di chi è, è uno che scrive da molti mesi qui - di solito cose che non vede quasi nessun altro - e si ricorda con estremo ritardo di mettere uno straccio di biografia. Se proprio volete leggere gli articoli, sapete a cosa andate incontro...

2 Comments

  1. [...] Lupin, dei parenti alla lontana di Robin Hood alle prese con casi degni de La [...] Fonte: http://www.serialmente.com/2009/06/22/leverage-vs-hustle/ Segnala presso: Nessun articolo collegatoMy Camp Rock: il concorso di Disney ChannelAMICI 8, SESTA [...]

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