sabato
In TreatmentIn Treatment – 2×26/30 – Week 6
Con una settimana di terapia rimasta tutto comincia a diventare più intenso, le crisi si accavallano, lo smarrimento ondeggia maligno sulle teste dei pazienti e di Paul stesso. Pur immaginando a grandi linee ciò che ci aspetta, non ho alcuna idea sulla risoluzione che toccherà ad ognuno di loro: sono tutti ottimi candidati al tormento eterno o al trovare un poco di pace, anche se al momento la prima ipotesi sembra la più probabile per tutti. In fondo lo sa anche Paul, che curare un paziente è una cosa più unica che rara, ma ciò non significa che quei breakthroughs così dolorosamente conquistati siano inutili, anzi. Di certo servono ad aumentare ancora di più il nostro piacere nella visione, e a questo punto è davvero tutto grasso che cola.
Mia – lunedì – ore 7:
Mia è uno dei personaggi più affascinanti: sembra sia disposta a fare di tutto pur di trovare la felicità, persino autoconvincersi di essere incinta, ma in realtà è il suo modo di porsi a precluderle tutto. Lei vorrebbe, ma nessuno la ama veramente e non c’è speranza per lei. Avrebbe potuto, ma gli altri non gliel’hanno permesso. Paul, più che con ogni altro paziente, si trova in una posizione scomoda: ciò che lei vorrebbe è una famiglia e Paul nella sua mente potrebbe dargli tutto questo, quasi glielo deve, visto che l’ha portata ad abortire anni prima. Per tutta la vita Mia ha avuto un punto fermo: un padre adorante e una madre che la rifiutava, le portava rancore. L’unica cosa che può fare Paul per aiutarla è costringerla a revisionare la sua storia, vedere i genitori per quello che sono e non per quello che lei vorrebbe siano, distaccarsi da tutto quello che ha influenzato il suo modo di essere per voltare pagina e stare meglio con se stessa, forse trovare la felicità.
Le rivelazioni sono sempre ottimamente costruite: la perdita del bambino che non c’era, la vera natura della madre che voleva stare vicina a Mia, il padre che non l’ha reso possibile. E in questo caso è anche un po’ opera di Gina, visto che Paul ha usato gli stessi trucchetti che Gina ha usato con lui la settimana scorsa. Tra colleghi ci si aiuta!
April – martedì – ore 12:
La sessione comincia in modo brusco, è successo qualcosa a noi oscura ma che percepiamo subito, come un elefante gigante nella stanza. Anche April è dovuta entrare in contatto con una madre a cui non voleva dare accesso nel suo dramma, e stavolta per colpa di Paul. Ora non è più la figlia perfetta, non può più superare la malattia da sola ed essere amata ancora di più dalla madre, visto che sa prendersi cura di se stessa (a contrario del fratello). Il piano di April è scoppiato ed è ora furiosa con Paul, l’ha delusa e non è più in grado di aiutarla. Paul dal canto suo non è più distanziato professionalmente, anche se cerca di esserlo (diventando il contatto per le emergenze di April, è chiaro che lei non lo considera solo il suo terapista), cosa che con una come Gina non sarebbe successa. L’unica cosa che può fare è aiutarla ad accettare l’aiuto e l’affetto dei suoi genitori, soprattutto in caso in cui i risultati della chemioterapia non portino buone notizie. Alla fine della sessione sembra che April abbia capito le ragioni di Paul, anche se è troppo orgogliosa per ammetterlo in modo esplicito. E quando ha dovuto chiedere aiuto per alzarsi all’uomo il cui aiuto non è sicura di volere ancora, è stato così mortificante e simbolico che mi ha fatto intravedere un lieto fine per la dolce e aggressiva April. Speriamo.
Oliver – mercoledì – ore 16:
Il mio paziente meno-preferito, ma non perché il bambino non mi stia simpatico: è colpa dei genitori. Nelle sue sessioni Paul è talmente vittima degli eventi (o meglio: dei genitori egoisti) che sembra non abbia modo per aiutare Oliver, ed è snervante. Può fargli i sandwich, rincuorarlo dalle azioni dei bulletti a scuola, ma qualunque progresso viene distrutto dalle novità dei genitori, che questa volta andrebbero presi entrambi a schiaffoni: Bess ha trovato un lavoro per il quale deve trasferirsi, e né lei né Luke vogliono prendersi cura di Oliver, si trovano d’accordo in un compromesso assurdo pensando solo alla propria convenienza. Nel bel mezzo dell’egoistica pantomima Paul finalmente esplode, ma è tutto inutile. Bess e Luke continueranno per la loro strada, Oliver ha capito benissimo che nessuno lo vuole e chiede a Paul di adottarlo (Mia lo vorrebbe come marito/padre di suo figlio, April come padre/fidanzato, Oliver come padre. Meno male che Walter non è in cerca, al massimo vuole un amico!), ma Paul sa benissimo di aver di nuovo sconfinato nel rapporto terapeuta/paziente, e non c’è modo ora di far capire ad Oliver che non si può fare, senza deluderlo. La scena finale mi ha dato l’impressione che non vedremo più Oliver, e se questa fosse davvero la “fine” per lui… che tristezza.

Walter – giovedì – ore 18:30:
Le interazioni tra Paul e Walter sono sempre una partita a chi la sa più lunga, cosa che mi è sempre piaciuta (sin dai tempi di Alex). Questa volta è reso tutto più gustoso dalle sue lodi evidentemente finte (tu mi capisci al volo! tu mi rispetti e io rispetto te! è così bello parlarti. ho capito da subito che eri un figo da paura…- STOP BULLSHITTING ME!), ed infatti direbbe di tutto pur di non dover stare in ospedale, controllato 24/7. Vorrebbe manipolare i giochi, convincere tutti di essere sano per tornare ad avere un minimo di libera scelta. È l’unico modo che il Walter tutto lavoro e vita frenetica conosce per riconquistare il comando. Ma Paul riconosce un altro Walter, quello che si trascina tutto il dolore e la sofferenza sin dalla morte del fratello. Quello che non lo faceva dormire di notte, ma al contempo l’unica parte che vuole sopravvivere, vuole essere sentita, afflitta da una repressione lunga una vita. E il momento finale, ancora più potente vista la figura di uomo forte e distante che Mahoney ha costruito nelle 5 settimane precedenti, arriva esattamente al momento giusto, portando la speranza di un probabile recupero. Proprio come con Alex, Paul ha aperto il vaso di Pandora di Walter. Che questa volta porti ad un finale positivo?
Gina – venerdì – ore 18:
Ci voleva metà episodio di provocazioni da parte di Paul per far arrabbiare Gina, ma ne è proprio valsa la pena. Carino da notare che appena il bimbo riceve l’attenzione di mamma, si calma e si lascia andare all’introspezione. Ed è stato bellissimo vedere finalmente la Gina meno professionale, sentire qualcos’altro oltre che la sua voce melodica, vedere Paul messo al suo posto, era proprio quello che gli serviva. Non capisco però come possa dire che il suo lavoro con i pazienti è praticamente inutile, soprattutto visto il grande passo avanti con Walter del giorno prima. Certo, lui vorrebbe salvarli tutti, ma forse c’è il presentimento che anche se ci riuscisse gli rimarrebbe se stesso da salvare – e questo è molto più difficile. Forse è meglio lasciar perdere, avere una scusa per mollare la professione e dedicarsi al life-couching. Ma noi non ce lo vediamo Paul a diventare uno di quei guru, magari vendere qualche libro e andare in trasferta. E se è d’accordo con Gina (la loro professione è importante, riescono ad aiutare le persone anche se a volte non è così evidente) lo capiremo la settimana prossima, da una decisione presa probabilmente in base alle sedute con i nostri pazienti: spedirà la lettera o no?
Visto che tutti gli episodi per me sono da 5 stelline, le metto direttamente in generale:
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Momento topico della settimana: il ritorno del coso con l’acqua! *_*

















E’ tornata l’acqua blu…! anch’io ne sentivo la mancanza..
avrebbero dovuto cambiare la sigla se fosse sparita del tutto…!
Intitolerei la Settimana: “The Dark side of the moon” o (per chi conosce un pò di Psicologese) “Veri e Falsi Sé”.
E’ davvero la settimana in cui vengono a galla i lati oscuri dei personaggi e delle loro relazioni con Paul…e alcuni tirano fuori la loro vera essenza!
Mia: La finta gravidanza di Mia, secondo me, era prevedibile… Sembrava tutto troppo facile…!Totalmente insaspettato il retroscena sulla sua vita. Questa narrazione parallela che Mia sente per la prima volta da sua madre…E’ una sorta di lotta tra paradigmi per leggere la realtà…A quale teoria affidarsi? Meglio la versione del Padre idealizzato, che da sempre la sostiene e la conforta…o quella di una Madre che le racconta tutti suoi dolori, le sue lotte per avvicinarsi a Mia le resistenze del marito…
Secondo me la “Rivoluzione Scientifica” è vicina…
April: Mi è piaciuta tantissimo l’interpretazione di Paul…Rivolgersi a lui forse era davvero l’unico modo in cui poteva salvarsi la vita e mantenere l’immagine di bambina coraggiosa…
Come dice Paul con Gina…A livello di fantasie, April è ancora un pò indecisa, non sa se vuole Paul come uomo o padre…
Tutto il racconto su come la madre l’abbia portata (con buone intenzioni) a costruirsi una corazza emotiva lo intitolerei (citando Fossati) “La costruzione di un Falso Sé…”
Oliver: Questo bambino mi spacca il cuore. Non sono d’accordo né con Ania né con Francesco, sul fatto che sia il più noioso…(Questione di gusti)
Dopo aver passato settimane a vedere questo teatrino in cui entrambi i genitori fanno a gara a chi si prende più cura di Oliver, sembra che adesso nessuno lo voglia più… Profetico l’istinto del ragazzino che aveva già espresso il desiderio di farsi adottare…(Già in quella puntata si poteva leggere un chiaro segnale per Paul che questa settimana viene esplicitato).
Walter: Dopo aver passato settimane a vedere la spavalderia e l’atteggiamento aggressivo di Walter, vederlo fare il “leccapiedi” e “sviolinatore” fa un certo effetto…!!!
Bellissima seduta e personaggio fantastico. Dietro l’IMMENSO Falso Sè si stà affacciando un pallido ma tenace Vero Sè, che ha aspettato tutta la vita per trovare il momento giusto per affacciarsi, senza stress e pressioni insostenibili.
Paul un uomo alla frutta…! Non ce lo vedo proprio a fare il Life- Coach!!!
Settimana FA-VO-LO-SA!!! Mamma mia che piacere questa serie!
Mia: e le sue rivelazioni, dalla gravidanza isterica alla rivalutazione dei genitori. Deve mettere in discussione l’unica certezza che aveva, il padre.
April: continua ad essere il mio personaggio preferito in assoluto! Una potenza sconvolgete, e una interpretazione fantastica! E quando chiede a Paul aiuto per alzarsi è stata disarmente.
Oliver: il ipiù debole, ma questa settimana (e nella quarta) mi ha davvero preso, la fuga e la richiesta di adozoione mi hanno commosso!!
Walter: io sono 5 settimane che amo questo uomo e in questa da il meglio di se (per ora!). Tutta la sessione, in particolare i minuti finali, è stata perfetta! Straziante!! Non sono riuscito a trattenermi dal versare qualche lacrima…
Gina: lo sappiamo che il meglio arriva a fine settima, ma questa volta si sono superati!! Gina arrabbiata e conseguente lite sono stat due momenti top dell’intera serie! WOW!!
E ora manca SOLO una settimana!!! Spero solo che per qualcuno ci sia il lieto fine!
Ps Sapevo avreste scelto questa immagine per lo screencap! Oppure Gina e Paul in piedi post lite.
@ LuiGi:
Come mai manca solo una settimana? pensavo ce ne fossero nove come nella prima stagione!!
Anche per me è stata una settimana intensa!!
ho adorato le facce di Paul che parteggiava per Oliver, mentre ascoltava i discorsi egoisti di entrambi genitori!!
Walter è stato davvero toccante…
gina si è superata, appena lei si è incavolata, Paul, ottenuto il suo scopo, si acquieta come se avesse bisogno di prendersela con gina per poter fare terapia su se stesso.
L’amore che provo per questa serie mi ha spinto a chiedere la tesi su di essa!! se conoscete siti e info varie su in treatment, fatemelo sapere!!
grazie mille
Per un momento ho temuto che Oliver rompesse il coso dell’acqua.
In ogni caso, come quasi sempre, purtroppo, ho trovato l’episodio su Oliver eccessivo, marcato e davvero insopportabile. Sarà che i genitori sono da prendere e sbattere a testate sul muro e che anche Paul non è che faccia granché alla fine per aiutare Oliver, ma, davvero, l’ho odiato.
Tolto questo, meravigliosi gli episodi su Mia, April e Gina (la scena citata da Luigi è bellissima), e anche Walter. Spero anch’io in un finale positivo per lui.
@ Jessica:
Se ti serve, ti segnalo Jung at Heart, un blog in cui un vero psicologo analizza tutti gli episodi della serie sia singolarmente che in blocchi settimanali (lo ha fatto anche con la prima stagione). Dà alcune informazioni più tecniche sulle patologie dei pazienti. Addicting.
L.L: quanto Winnicott nelle tue parole!
))
Viste Mia, April e Oliver, gli archi narrativi si stanno chiudendo in maniera perfetta, mentre nella scorsa erano un tantino bruschi (pur avendo più puntate), rimane grande tristezza, genuina…
Ma nessuno scrive un articolo sull’ultima settimana?
Ormai è un bel pezzo che è uscita…!
Viste Walter e Gina: entrambe notevoli, soprattutto la seconda, che ha toccato picchi elevatissimi
LuiGi ha scritto:
Quoto, è stata una sessione storica… VOGLIO UN TERZA SERIE… IO AMO QUELLA DONNA!!! XD
Francesco ha scritto:
Io ero sicuro che si sarebbe rotto, c’era TENSIONE XD
ho finito di vedere la stagione, francesco, non la recensisci la settimana finale?
dextha me ne sto occupando io perché francesco è impegnato in questo periodo. arriverà in serata
grande Bab!!!
avevo letto che in base agli impegni di Gabriel Byrne si decideva se ci sarebbe stata una terza serie… io lo spero vivamente perchè non può finire così!!! completely addicted to in treatment!!!
hey, ve l’avevo promessa! è arrivata! potete andare a insultarmi di là! XD
Splkendida settimana, dove il dolore di ognuno è portato al culmine: se non fosse per qualche semplificazione su Oliver, come non si potrebbe dare 5 stelline a una settimana in cui Gina sbrocca?
4,5 stelline