giovedì
Pilot 2008/2009, The UnusualsThe Unusuals – 1×01 – Pilot
Questa 2008-’09, dopo una stagione “regolare” priva di novità particolarmente esaltanti e deludente anche dal fronte degli ascolti di molti programmi, potrebbe essere ricordata soprattutto per la sua mid-season, ricca di novità e prodotti anche interessanti, uno su tutti Kings.
Non a quel livello, ma con qualche interesse, troviamo questo nuovo prodotto della ABC, che promuove Noah Hawley da produttore di Bones a creatore di una serie tutta sua con la quale rispondere al poliziesco della NBC Southland, molto più serioso e molto meno interessante. Certo, The Unusuals per ora non entra negli annali della tv americana, ma ha qualche freccia al suo arco.
Il plot ruota tutto intorno a un distretto della polizia di New York, che si riunisce intorno al detective Walsh, dopo che gli hanno ammazzato il partner. Ma il vero legame che unisce la squadra sono le loro follie e debolezze: il detective Shraeger che risponde alla ricchezza paterna lavorando come finta prostituta per la buoncostume, il detective Banks, che ha una dannata paura di morire, il detective Cole, passato al fondamentalismo cattolico e il detective Delahoy, malato terminale di cancro.
Un quadretto tragico e bizzarro, con cui Hawley denota le peculiarità di questa sua dramedy poliziesca, diretta da Stephen Hopkins (regista di non pochi episodi di 24), in cui gli ovvi rimandi corali e realistici di NYPD Blue e Hill Street Blues si arricchiscono di un umorismo grottesco e sopra le righe che, pur restando lontano dal demenziale, da una luce molto particolare allo show.
Come le due serie citate precedentemente, figlie della grande mente di Steven Bochco, anche auella di Hawley cerca di comporre una “ballata” su New York, i suoi abitanti, la sua polizia, le sue follie quotidiane e straordinarie (come ad esempio trovarsi di fronte a un vagone della metro mentre si caccia un killer di gatti), puntando quasi esclusivamente sul lato paradossale meno su quello poliziesco o misterioso, a eccezione di un risvolto sui dossier posseduti dal compagno di Walsh che vedremo se sarà seguito nei successivi episodi.
Forza e limite del pilot è proprio questa scelta narrativa, che, se dà una patina nuova e curiosa all’ambientazione urbana, rischia di diventare una ripetitiva sequela di figurine e bozzetti che, anche ammettendo un maggiore approfondimento dei personaggi, diluita lungo 45 minuti può risultare insopportabile.
Per ora il rischio è evitato, grazie sia alla capacità di Hawley di gestire con misura l’ironia sottile delle situazioni (la straordinaria tortura a base di gatti), sia alla curiosità del primo impatto con una mistura così bislacca, sebbene Hopkins non riesca a dare alla regia la stessa follia del racconto né a entrare in pieno contatto con tutti i personaggi.
Soprattutto con i due protagonisti Jeremy Renner e Amber Tamblyn, ancora un po’ troppo convenzionali per gli standard dello show, sebbene lei dopo una sorta di profeta cristiana (Joan of Arcadia) sembra una specie di triviale S.Francesco (per come rinnega la ricchezza paterna); molto meglio i comprimari, più delineati, con un paio di arrivi da Oz e Lost (Harold Perrineau e Terry Kinneay). Una serie improbabile e forse intelligente, che merita un secondo sguardo, per capire se può meritare l’interesse e se la strada che intraprenderà sia la mistificazione del solito poliziesco.
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Oddio, sembra un disperato tentativo di rendere nuovo qualcosa di già visto e rivisto…
Non ho ancora avuto il tempo di leggere la recensione, ma volevo dire questo pilot mi è piaciuto, migliore di quelli di castle e cupid! Spero continui su questa scia!
Sarò un po’ OT ma non c’è una recensione ancora
Cupid a me è piaciuto… divertente, fresco, ti fa passare un’oretta piacevole. Mi ricorda come atmosfere Ultime dal Cielo e ho trovato Bobby Cannavale più sciolto rispetto a quanto fosse in Will & Grace.
Insomma, il messaggio è che c’è bisogno anche di queste serie (da “mattino” di Canale 5 diciamo)… non si vive di soli Lost o Kings!
Boh… mi trovo d’accordo con Dextha… un modo di riprendere qualcosa di già visto…
Fra i nuovi prodotti, voglio vedere il secondo episodio di Harper Island, il pilot era interessante.
no, no, io l’ho visto il pilot, e fa proprio schifo. L’unica storyline che si salva è quella del tipo che uccideva i gatti, e già questo è dir tanto. Torno ad Harper’s Island, grazie.
contento tu