sabato
The OfficeThe Office – 5×13 – Stress Relief
I have made a list of people that I would make out with before I would make out with Michael Scott.
A turtle. A fridge.
Anybody from the warehouse.
A wood chipper.
Kevin.
A candle.
And Lord Voldemort.
Curiosamente, il titolo di questo episodio mi dà da pensare. E i pensieri sono più o meno questi: che The Office non è affatto rilassante, che scrivere per Serialmente non è affatto rilassante, che sono stressata. Qualche schizzinoso mi capirà se dico che, per me, metà delle scene di Grey’s Anatomy sono composte dall’ombra sfocata delle mie dita, in primo piano. Ecco, ormai guardo così anche The Office, coprendomi gli occhi con le mani, nella sfiancante attesa di ciò che Michael potrebbe dire o fare. E guardo così anche Serialmente, perché nel marasma delle cose da fare per il sito (you know, grafica, loghi…) le recensioni tendono a scivolare inesorabilmente in fondo alla lista delle priorità. Scusatemi!
La quesione è la seguente: The Office è una serie che si recensisce praticamente da sola. È come recensire una bella barzelletta, una di quelle che ti fanno ridere per mesi solo se ci ripensi: una volta che la spieghi, la sezioni, la analizzi… smette di far ridere. Quindi l’obiettivo ora è parlare dell’episodio senza rovinarlo irrimediabilmente.
Personalmente trovo incredibile, e mai troppo lodata, la capacità di The Office di mantenere il contatto con la realtà, non soltanto citando in continuazione persone o programmi effettivamente esistenti (prendendo dichiaratamente spunto, ad esempio, dal “Comedy Central Roast“, uno show dal tema così agghiacciante da rendere assolutamente probabile che lo guardasse solo Michael, o con la battuta forse migliore dell’episodio: “Stanley! You can’t die! Barack Obama is president! YOU ARE BLACK!!”) ma anche creando situazioni parallele credibili: per quanto il tema centrale dell’episodio vada in tutt’altra direzione, c’è sempre spazio per la vita privata di Jim e Pam, o per Andy che scarica film illegalmente (che delinquente, dico io). Insomma, non perdiamo mai di vista il contesto-ufficio inteso come insieme di persone non solo realistiche, ma proprio reali.
Poi mi sembra scontato specificare che amo Jim e Pam (ma soprattutto Jim), li amo come individui e come coppia, perché anche quando sono vagamente stucchevoli lo sono di quella stucchevolite che un po’ tutti vorremmo vivere o abbiamo vissuto. E io amo quella stucchevolite. Un po’ come amo Dwight che stacca la faccia ad un manichino da 3500 dollari, o Michael che pone fine all’incidente sostenendo che ora il suo quantomeno strano impiegato ha imparato a non staccare la faccia ad una persona vera.
Insomma, per farla breve: Michael, responsabilizzato per la quasi-morte di Stanley, capisce di essere una causa di stress all’interno dell’ufficio e decide che la soluzione migliore è farsi insultare dai suoi dipendenti. Il risultato è uno spettacolino estremamente divertente e allo stesso tempo piuttosto amaro, che ha lo straordinario merito di riassumere in poche battute tutti gli ingredienti che rendono The Office una serie meravigliosa: la totale assenza di buonismo gratuito, il realismo dietro ogni paradosso, e Kelly.
Ho sempre considerato l’umorismo di questa serie non per tutti. Non che sia particolarmente sofisticato, anzi: certe battute sono più terra terra delle terribili freddure che ogni padre sopra i 40 si sente costretto a fare nei momenti meno opportuni della vita dei suoi figli. Semplicemente è una di quelle cose che devono incrociare immediatamente i tuoi gusti, altrimenti non funzionerà mai. Qui gli autori, riconfermandosi i migliori di sempre, sono riusciti a concertare una puntata splendida per gli appassionati e contemporaneamente comprensibile (e ad alto livello di ridicolo) per gli spettatori casuali portati dal Super Bowl. Io, se ripenso alle battute, ancora rido.
E ora, dato che ho in cantiere anche il recap dell’ultimo episodio di Friday Night Lights, a cui (vi anticipo, SPOILER ALERT!) darò 5 stelline, credo che correrò a guardare Private Practice o Gossip Girl. Ho bisogno di pensare crudeltà inaudite su personaggi ricorrenti, che ci posso fare? È la mia natura!








La citazione del precut è troppo da dottor cox di scrubs!! esempio: http://www.youtube.com/watch?v=1ZdT34upCKE
(scusa se non posso commentare meglio ma non guardo the office :°D)
Io Michael lo adoro da morire quando fa delle cose solo perchè le ha viste nei film e pensa siano appropriate in quel momento. Come quando durante il cazziatone a Dwight si alza e va alla finestra con fare contemplativo perchè nei film il boss osserva sempre il mondo dalla finestra quando deve prendere una decisione, solo che poi non sa come continuare. Oppure quando è triste e va al parco con un sacchetto di pane, perchè in qualche film avrà visto la classica scena del tipo depresso che getta pezzi di pane alle anatre nel laghetto. Solo che il suo parco non ha un laghetto.
Comunque episodio incredibile, credo sia diventato il mio preferito in assoluto. Miglior cold open di sempre, le giuste dosi di Michael umiliato – Dwight psicotico – Jim/Pam cuteness, un uso perfetto di tutti i personaggi minori (ma di Kevin che assalta il distributore di snack, o che ridacchia incontrollabilmente all’annuncio del roast, ne vogliamo parlare? XD), e una quantità spropositata di battute memorabili (”The fire is shooting at us!”, tanto per ricordarne una non ancora citata).
5 stelle tutta la vita! Quoto gothic in tutto e lo dichiaro anche io il miglior episodio di The Office, nonché l’esempio perfetto di tutto quello che rende il telefilm meravoglioso.
Milioni di battute da citare, spazio per tutti i personaggi minori, Jim/Pam iper-romantici senza essere zuccherosi, un Michael mai così tragi-comico.
L’ho già visto tre volte.
Ciao a tutti, mi avete fatto venir voglia di seguire la serie! Nel ringraziarvi vi segnalo un sito divertente http://www.resistenzaumana.it/ … ovviamente sulla tragicomica vita negli uffici!