martedì
House M.D.House M.D. – 5×14 – The Greater Good
Nonostante si tratti del centesimo, questo episodio non è particolarmente significativo rispetto agli altri. Non è un episodio “sui generis” come potevano essere Son of a Coma Guy o Frozen o Three Stories. Addirittura non trova spazio per due personaggi fondamentali.
Di celebrativo insomma ha ben poco, ma riesce comunque ad essere un episodio interessante, in cui avviene una svolta importante in una storyline e si affronta esplicitamente uno dei temi a cui si è fatto riferimento spesso in modo meno approfondito: the big picture o, come da titolo, the greater good.
Si comincia in una cucina, scherzando sui massaggi thailandesi ed i loro happy ending.
L’allegria scompare rapidamente quando l’assistente del cuoco si autodiagnostica un pneumotorace e crolla sul pavimento. Scopriremo che si tratta di Dana Miller, ricercatrice famosa nella lotta al cancro, vicina ad una svolta decisiva in merito alla cura per il retinoblastoma, un tipo di tumore particolarmente aggressivo che colpisce prevalentemente i bambini.
Il team è ben felice di prenderla subito in cura, sapendo che le “corsie preferenziali” adottate da House consentiranno alla dottoressa di tornare a lavorare quanto prima.
Resteranno delusi su più fronti: innanzi tutto perché Dana confessa candidamente di aver abbandonato la ricerca delle cure per dedicarsi a quella della propria felicità, in secondo luogo perché si accorgeranno presto che le condizioni di Dana sono più gravi e più complicate di quanto sembrasse inizialmente.
Personalmente sono rimasta delusa anche dal fatto che più che una dottoressa sembrava una guru da televendita, ma pare che al Plainsboro nessuno abbia fatto caso a questa sfumatura. Anzi, Wilson la ringrazia per avergli aperto la mente alla possibilità che la sua frustrazione aveva qualcosa a che fare con la morte della sua ragazza e al fatto che lui continuava a vivere tra le sue cose in casa sua. E per “sue” e “sua”, intendo “di Amber”. Ci voleva proprio la saggezza della signora Miller per capire che tenere in esposizione di fianco al lavello una tazza sporca di rossetto non è il miglior modo per superare un lutto. Lavarla, comunque, difficilmente avrà effetto sulla situazione di quei bambini del reparto di oncologia chiamati in causa da Wilson.
Già, perché la discussione di base verte su questo interrogativo: un dottore che si scopre scontento del suo lavoro, ha la libertà di abbandonarlo per cercare di realizzare i propri desideri senza subire una condanna morale?
E che effetto ha una scelta simile su tutti gli altri?
Illuminante a tal proposito lo sfogo di Wilson: “I’m in the trenches. I’m… I’m doing triage as best I can. You had the chance to end the war. How is someone like me supposed to keep fighting when someone like you just… walked away?”
Secondo Thirteen, Taub e Wilson, almeno fino a metà episodio, il dovere prevale sulle aspirazioni personali. È possibile cercare un compromesso, ma gli investimenti che la società ha caricato sull’individuo non possono essere disattesi senza una ragione più che valida e certo non in modo così netto come ha fatto Dana.
Kutner e Foreman sono più indulgenti e ritengono che la propria serenità sia più importante delle promesse fatte alla comunità, che possono essere accantonate nel momento in cui ci si rende conto che si è infelici. Kutner, per la precisione, è convinto che sia possibile cercare la felicità senza fare scontento nessuno, basta saper gestire bene tempo ed impegni.
House è il più disincantato e rinuncia direttamente all’idea che ci siano realmente due opzioni: “People act in their own self-interests. You’re all here because you’re happy to be here. Or at least because it’s your best option”.
Foreman, per la verità, non è del tutto neutrale nel formulare la sua opinione. Dopo aver scambiato il placebo somministrato a Thirteen con il vero farmaco, non può che schierarsi con chi difende le proprie priorità a scapito di quelle collettive.
Ben presto, però, deve fare i conti con una conseguenza che non aveva nemmeno preso in considerazione: Thirteen comincia a presentare alcuni effetti collaterali determinati certamente dalla medicina che ha cominciato ad assumere. Finché si tratta di mal di testa, la preoccupazione è contenuta, ma quando Remy comincia a perdere la capacità visiva è ora di confessarle la verità e di indagare con qualche esame più approfondito.
Al di là della rapidità con cui si è evoluta la situazione e con cui si è anche risolta, questa è sicuramente la parte migliore dell’episodio.
Vediamo Foreman combattuto e frustrato per le sue decisioni, per averle prese senza valutare tutte le possibili conseguenze e soprattutto senza consultare la diretta interessata. Vediamo Thirteen che affronta con delusione e irritazione la verità confessata da Foreman e con crescente paura l’aggravarsi della malattia. Vediamo House nell’inedita veste di Cupido, indossata volentieri pur di salvare il più possibile del suo team, cercando di evitare di peggiorare ulteriormente la posizione di Foreman.
La conclusione è un lieto fine per tutti, nonostante Foreman abbia voluto a tutti i costi raccontare quanto successo ai responsabili del trial. Gli consentono di proseguire il lavoro come medico a patto che non partecipi più a sperimentazioni e ovviamente che mantenga riservato il caso di Remy. Loro faranno altrettanto e se la fortuna li assiste potranno inserire una semplice riga in più nella parte delle controindicazioni sul foglietto illustrativo. Mi pare un po’ semplicistica e opportunistica come soluzione, non tanto da parte delle case farmaceutiche, quanto da parte degli autori della serie. Evitiamo di concentrarci su questo aspetto negativo solo perché abbiamo avuto l’occasione di vedere Omar Epps e Olivia Wilde in circostanze un po’ diverse dal solito: no, non mi riferisco in particolare alle scene a letto, ma alla storia intera che li ha coinvolti ed ha dato modo di approfondire i loro personaggi. Chissà cosa ne sarà di loro adesso. Torneranno ad essere i soliti rompiscatole? Sarebbe un vero peccato, perché entrambi gli attori hanno dimostrato che in ruoli drammatici danno il meglio di sé.
Comunque le scene a letto sono dolci e buffe, giusto per la cronaca.
Il resto dell’episodio si divide tra due coppie.
Da una parte abbiamo Taub e sua moglie, che si interrogano in maniera tutto sommato un po’ noiosa e fuori luogo sulla possibilità di fare un figlio. Con tutte le puntate in cui si parla di bambini, proprio qui si dovevano investire minuti in una discussione del genere? Va bene che c’è la faccenda della ricerca della felicità, ma se non riprenderanno l’argomento nei prossimi episodi, queste scene per me resteranno classificate tra gli sprechi di tempo.
Dall’altra parte abbiamo House e Cuddy alle prese con le infantili manie di vendetta di quest’ultima. Costretta a tornare al Plainsboro per il bene maggiore, ovvero per sorvegliare sull’operato di House, Cuddy si sfoga rendendogli la vita più difficile e, siccome una rappresaglia psicologica non è alla sua portata, organizza un attacco fisico su più fronti: ascensori bloccati, luce elettrica staccata da casa, trabocchetti con il filo tirato, sparizione del bastone e chissà che altro aveva in mente. Immagino che resterà un mistero, perché entro la fine della puntata Wilson riesce a convincerla a rinunciare e addirittura a scusarsi con House.
Se penso che lui aveva in mente di farle costruire un bagno senza wc, mi pare che lei avesse ottimi motivi per comportarsi come ha fatto. Nessuno che avesse a che fare con Rachel, certo, ma comunque ne aveva. Quindi non la biasimo affatto per aver complottato un pochino alle spalle di House, anche questo in fondo fa parte del loro modo di rapportarsi l’una all’altro e non è scritto da nessuna parte che lei debba essere sempre la più matura dei due. Tanto più che lui sembra apprezzare questa temporanea inversione di ruoli e gli scappa quasi da ridere.
Che altro dire? Peccato per la mancanza di Cameron e Chase, soprattutto considerando che si trattava di un episodio in un certo senso importante per la serie. Kutner invece, nonostante le poche battute rispetto agli altri, riesce a mostrare carattere e non passa affatto inosservato.
Il giudizio è di tre stelline e mezza, raggiunte soprattutto grazie ai piccoli dettagli, come Rachel che gioca con la copertina, Remy che sbava ed Eric che russa, Razionalization Man e l’idea della dirty version delle immagini per i test di memoria della sperimentazione.


















Penso anche io che come puntata 100 potevano anche “fare meglio”… anche io speravo in un bel episodio significativo, ma comunque ho apprezzato molto la parte Foreman-Remy, nonostante non ami particolarmente nessuno dei due personaggi. E assolutamente peccato per la mancanza Cameron-Chase…
puntata mediocre secondo me. salvo le scene forteen a letto che sono simpatiche ma un po’ tutto lì. Anche la vendetta della cuddy in perfetto stile house non era male, peccato sia finita troppo velocemente, con il solito wilson che la fa ragionare e lei che torna sui suoi passi. Io l’avrei messa diversamente, magari una vendetta un po’ più lunga e con lei che cede semplicemente perchè house non glie la dà vinta.
Una cosa sola mi ha irritato: foreman incasina una sperimentazione e le uniche conseguenze sono uno schiaffetto sulla mano e il divieto di partecipare ad altri trial??? mah…
L’impressione generale, ripensando a tutta questa storyline della sperimentazione, è che abbiano velocizzato i tempi senza ragioni valide. Potevano diluirla in un paio di episodi in più, come minimo, senza renderla meno interessante: di cose da mostrare o approfondire ce ne sarebbero state sicuramente e forse la conclusione sarebbe sembrata meno “insulsa” (ché in effetti pensare che Foreman non affronti nessuna conseguenza significativa è un po’ deludente).
Chissà comunque che i prossimi episodi non riservino qualche sorpresa, anche la faccenda del padre di Chase era stata apparentemente conclusa e poi è stata ripescata in seguito…
Nota per chi ha un fratello piccolo che legge Topolino o per chi non ha bisogno di fratelli piccoli e Topolino se lo compra ancora per sé: da qualche settimana è in corso la storia a puntate del Dr Mouse e sul sito ufficiale sono disponibili i pdf delle prime due puntate (saranno quattro in totale, ma sinceramente spero che ritorni in futuro con il primo episodio della quarta stagione della quarta serie, se non altro per introdurre Wilson!)
Sì, lo so, Topolino a volte è antipatico, ma Fuoriman, “versione pippide di Foreman” (cit.) con la storia dell’unghia incarnita mi ha conquistato!
(Ne hanno parlato anche su tvblog e su comicsblog )