venerdì
2424 – 7×05 – 12:00 p.m. – 01:00 p.m.
Come ampiamente fatto notare da Gothic nella maxi-recensione dei primi 4 episodi, quello che dovevano fare sceneggiatori e produttori, ma anche i registi di 24, era cancellare i problemi che affliggevano le precedente stagione (sottotono, certo, ma niente affatto brutta come la fame), soprattutto a livello di forza, compattezza narrativa e sguardo sul mondo, e anche – fin dove possibile – allontanare un po’ le polemiche politiche che hanno accompagnato quell’annata.
Se infatti, almeno fino alla quarta stagione, la serie di Surnow & Cochran aveva riflettuto problematicamente sul ruolo degli Staes nel mondo e sul loro rapporto con i propri ideali, parte della 5^ e soprattutto la 6^ stagione parevano essersi piegate alle logiche editoriali della Fox che dovevano assistere un’amministrazione Bush nel più completo pallone. E proprio come il buon Gothic aveva notato, questo nuovo ciclo di episodi sta decisamente risalendo la china.
Si parte con Jack infiltrato nella banda di Dubaku col compito di rapire il generale Matobo chiusosi dentro una panic room dell’ambasciata; mentre cercano di stanarli, interviene l’agente Walker (col solito tempismo fuori luogo della narrazione di genere americana. Nel frattempo, il presidente sta temporeggiando prima di decidere se supportare la rivoluzione in Sengala o ritirare le truppe (come da ultimatum di Dubaku) e il first gentleman sta per capire chi ha ucciso suo figlio, grazie a una rivelazione dell’ex-ragazza.
Appurato che il sottoscritto non potrebbe mai occuparsi dei previously di una serie, la breve sinossi dell’episodio, scritto da Howard Gordon e Evan Katz e diretto da Jon Cassar, il materiale narrativo è tanto, complesso, a tratti quasi complicato; ma la visione dell’episodio, che come tutto l’avvio di stagione si muove più sul thriller spionistico e sulla suspense sottile, piuttosto che sull’adrenalina di azioni a volte ripetitive, conferma che il tutto è stato gestito con coerenza, compattezza, e quella capacità di colpo di scena e gestione della tensione che facevano della serie (specie di 2^ e 5^ stagione) veri e propri capolavori di architettura narrativa.
In questo episodio, che deve confermare la validità della stagione e delle sue storyline, dopo una prémière multipla fin troppo succulenta, gli autori hanno voluto segnare continuità e discontinuità rispetto ai temi e ai toni del passato della serie: ad esempio, il ruolo della tortura come mezzo narrativo e spettacolare, che è stato la pietra scandalo dello show – visto il modo in cui se ne giustificava comunque l’uso – è qui lievemente rivisto, o perlomeno diviene perno di una riflessione sul suo valore morale e politico, sottolineandone le conseguenze legali e l’inutilità delle prove con essa acquisite; oppure il sacrificio, come valore fondante degli ideali della repubblica americana, qui riproposto soprattutto dalle figure femminili dello show con risultati opposti, come l’agente Walker – una specie di Bauer in gonnella – o la moglie del generale Matobo, che invece preferisce vivere.
Ma al di là dei valori morali e politici della serie, dove la serie acquista molti punti è nei valori puramente filmici e di messinscena, su tutti una suspense grandiosa e incessante, una tensione a tratti travolgente che alza il ritmo pur limitando l’azione pura a pochi attimi, basata – come nella tradizione della serie – su clamorosi colpi di scena (il risvolto dell’indagine del marito della presidentessa) e sul rilancio di situazioni che sembrano disperate (il finale sulla sepoltura di Walker).
Merito principalmente di una sceneggiatura finalmente curata e ben costruita, coerente e capace di legare e rilegare fili all’apparenza distanti, tanto da far apparire il progetto narrativo globale uno dei più ambiziosi dell’intera serie, se si esclude la linea del Presidente un po’ troppo ferma e che rischia di contagiare gli autori, con la sua voglia di temporeggiamento (e si sa che la pubblica opinione vuole decisioni e azione). Cassar è uno dei director storici della serie e conferma la sua capacità di gestione della suspense attraverso l’uso della musica (di Sean Callery, a simulare il ticchettio dell’orologio) e del gran montaggio.
Kiefer Sutherland ormai respira dentro gli sguardi e i gesti di Bauer, tanto che nessuno degli attori, con lui a contatto riesce a tenergli testa – meno che mai l’incupito Carlos Bernard – fatta eccezione per Colm Feore (il marito della presidentessa), che avevamo già notato come ottimo attore in La tempesta del secolo. Detto ciò, concludiamo con un giudizio più che positvo e con la sensazione del ritorno di un amico: non Bauer, ma lo spasmo d’attesa per il prossimo o il ticchetti di una tensione che accompagnava, ed è tornata a farlo, le nostre settimane televisive.
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questa stagione se continua cosi’ sara’ sicuramente una delle migliori, mi piace tantissimo
Non ho ancora visto niente di questa stagione di 24, ma volevo dire che io in realtà di filo-bushano nella serie non l’ho trovato, sicuramente non nella quinta stagione, in cui l’unico presidente repubblicano (che in più assomiglia incredibilmente a Nixon) si dimostra un pazzo e in cui il nemico terrorista arabo sembra quello meno peggio. Ecco, non posso dire di più perché non ho ancora visto gli episodi. Buona discussione.
Si, infatti l’atteggiamento critico verso il fronte interno della politica americana è da sempre presente, ma è chiaro l’intento e il ripiegamento nel modo in cui si guarda all’uso della violenza, e soprattutto al rapporto dell’america col resto del mondo.
Come sempre dopo un episodio di 24 mi viene da pensare che ci vuole proprio un Jack Bauer!
Un inizio veramente avvincente!
Questa stagione è magnifica, boh sarà che in produzione è arrivato qualcuno che ci ha sempre regalato prodotti di similar taste than mine (ma anche maledetti a livello di ascolti)…
Io ho visto le prime 4 del day 7 poi ho scoperto che tra il day 6 e il 7 è stato girato un film di congiunzione, 24: redemption (solo in lungua originale).
Grazie a questo ho capito molte cose che subito mi sembravano un po’ oscure.
Io adoro Jack!!!! Poi il ritorno di Toby è stato assai gradito!!!