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06 gen
martedì
Flashback, Il Prigioniero
[Flashback] Il Prigioniero – Serie completa

the_prisoner

Numero Sei: “Io non sono un numero! Sono un uomo libero!

Il Prigioniero è una serie televisiva britannica, risalente agli anni ’60 (per la precisione al 1967) e composta da 17 episodi, che venne ideata, interpretata e diretta dall’allora famosissimo attore Patrick McGoohan. La trama in due parole: un agente segreto (per motivi che resteranno sconosciuti) si dimette, e non ha nemmeno il tempo di prendersi una meritata vacanza in qualche paradiso tropicale che viene rapito e portato nel Villaggio, una sorta di campo di concentramento in cui le persone sono ridotte a numeri. Al nostro agente segreto viene assegnato il Numero Sei, mentre il Numero Due è il direttore del Villaggio, ed ha l’obiettivo di scoprire i motivi che stanno dietro alle dimissioni del Numero Sei.

Per raggiungere lo scopo di far confessare il Numero Sei, verranno impiegati dai vari Numeri Due (praticamente ogni episodio ce n’è uno nuovo) svariati mezzi di manipolazione mentale, che vanno dall’ipnosi all’utilizzo di droghe sempre più potenti. Dal canto suo, il Numero Sei ingaggia una dura battaglia con i suoi carcerieri, con l’obiettivo da un lato di fuggire dal Villaggio e dall’altro di scoprire l’identità del Numero Uno, il vero capo del Villaggio.

In realtà, l’ultimo episodio della serie, intitolato “Fall Out”, lascerà non pochi dubbi agli appassionati della serie. Eggià, perché definire il finale “ambiguo” è dire poco: il Numero Sei riesce infine a raggiungere la centrale operativa all’interno della quale viene controllato il Villaggio, e si trova finalmente a confronto col Numero Uno. Costui si rivela essere una sorta di monaco, coperto da un saio col cappuccio, sotto il quale c’è un volto scimmiesco. Colpo di scena: è solo una maschera! Ma sotto la maschera, il Numero Sei non trova altro che il suo stesso viso, in preda ad un accesso di folle ilarità…

Inutile dire che, da allora, le interpretazioni sul finale si sono sprecate, mentre il fascino emanato dalla serie è rimasto pressoché inalterato nel tempo, alimentato da numerosi siti sull’argomento e da ripetuti passaggi televisivi (il mio primo contatto con il mondo del Prigioniero risale infatti all’estate di qualche anno fa su Italia Uno). E, come spesso succede in questi casi, si è pensato di proporre un remake, attualmente in lavorazione e che andrà in onda sulla AMC nel corso del 2009, con James Caviezel nel ruolo del Prigioniero e Ian McKellen nel ruolo del Numero Due.

Da notare comunque che a nessuna delle “grandi domande” della serie (i motivi delle dimissioni del Numero Sei, l’identità del Numero Uno ecc.) verrà mai data una vera e propria risposta, mentre l’interpretazione più accreditata (o forse la più semplice) è quella che vede il Villaggio come una metafora della vita, in cui il vero carceriere siamo noi stessi, in cui ognuno di noi porta dentro di sé il proprio Numero Uno, e la maschera scimmiesca non è altro che un ricordo della nostra ancestrale natura di animali. O forse, come pensano altri, dopo tutte le aspettative che si erano create all’epoca era impossibile dare una risposta soddisfacente, e si è optato per un finale ambiguo in cui tutti potessero vedere quello che faceva loro più comodo (scommettiamo che anche il finale di Lost sarà un po’ così?).

Da parte mia, insisto a vedere quest’opera come figlia dei tempi in cui è stata creata, ovvero gli anni Sessanta, con tutto ciò che ne consegue: la Guerra Fredda, le droghe psichedeliche, il desiderio di libertà che si confronta con istituzioni sentite come distanti e manipolatrici. E la dittatura del Villaggio, che si ammanta dei riti della democrazia (in uno degli episodi, “Free For All”, si tengono addirittura le elezioni), resta nell’ombra e si avvale di tutti i più moderni mezzi di comunicazione (vedi la radio che non si spegne mai, palese eco degli schermi televisivi di 1984 di George Orwell) per condizionare il popolo.

Spendo qualche parola anche sul look della serie, curato nei minimi dettagli per essere un’eco del “mondo reale” ma al tempo stesso per differenziarsi, quasi per dare l’impressione di un mondo in cui le regole sono in apparenza quelle ordinarie, ma in realtà sono sovvertite: ed ecco quindi il blazer del Numero Sei con un assurdo bordo bianco, i distintivi col Numero, le coloratissime “divise” degli “ospiti” del Villaggio. Per non parlare degli inquietanti Rover, i palloni bianchi incaricati di catturare i fuggitivi (qualcuno si ricorda il video di Caparezza, vero?), del ridicolo giornale locale (il Tally Ho), nonché del particolarissimo font usato per tutte le scritte del Villaggio (fateci caso, è lo stesso che viene usato per i prodotti della DHARMA in Lost).

Per tutta la serie ci si chiede dove sia veramente il Villaggio, e sarete (forse) lieti di sapere che esiste veramente ed è perfino visitabile virtualmente. Il suo nome è Portmeirion e venne costruito tra il 1925 ed il 1975 nella regione di Snowdonia in Galles, per essere una sorta di “villaggio modello”, in cui l’uomo e la natura potevano coesistere armoniosamente. E si dice che l’idea della serie sia venuta a McGoohan proprio aggirandosi tra le sue vie, così quiete e al tempo stesso così bizzarre, quasi un Paese delle Meraviglie in cui le tecnologie usate per piegare le menti degli “ospiti” sono nascoste e mai evidenti.

Per quanto riguarda gli episodi, la maggior parte di essi sono una riuscita combinazione di fantascienza e spionaggio, in cui il Numero Due di turno escogita un piano per costringere il Numero Sei a rivelare le famose “informazioni”. Il Numero Sei ovviamente non sta con le mani in mano, e spesso oltre che difendersi riesce anche a contrattaccare, tentando più volte la fuga. Il tutto condito con numerosi duelli verbali in pieno stile spy story “british”, freddi ed al tempo stesso cortesi (vedi l’episodio “The Chimes Of Big Ben”, in cui il Numero Sei ed il Numero Due, seduti al bar del Villaggio, fanno due chiacchiere come amiconi), e con parecchie scene d’azione.

Non so cos’altro dire a questo punto se non esortarvi a recuperare questa serie televisiva: se non si ha la pazienza di aspettare un passaggio televisivo, il cofanetto con i DVD costa una trentina di euro e, a mio modestissimo avviso, li vale veramente tutti. Sono ovviamente curiosissimo di vedere il remake della AMC (che spero proprio di recensire a tempo debito), ed altrettanto ovviamente timoroso che tutto possa risolversi in una gran cavolata, ma fino ad allora godiamoci la versione originale.

Be seeing you!




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11 commenti a “ [Flashback] Il Prigioniero – Serie completa ”

  1. isametal88 - 06-01-2009, 21:25

    mmm… solo 17 episodi… la recupererò…

    io l’ho conosciuta con “The Prisoner” degli Iron Maiden, che ovviamente è ispirata dalla serie….

  2. paulus... - 06-01-2009, 23:08

    Ho recuperato questa serie un paio di anni fa, molto bella, mi è spiaciuto un po’ questo finale così ambiguo, però resta comunque una gran serie, spero che il remake della AMC sia all’altezza, ed essendo questa la rete che ha dato i natali a Med Men e Breaking Bed sono abbastanza fiducioso.

  3. Golem - 06-01-2009, 23:14

    “The prisoner” insieme a “Zaffiro e Acciaio” e alla “Guida Galattica per autostoppisti” sono in assoluto i migliori prodotti Scifi seriali mai prodotti … un gran fiore all’occhiello della bbc … naturalmenti tengo da parte il Dottor Who in quanto prodotto a parte.

    Davvero bello … sono pure andato a fare una vacanza nel villaggio turistico che hanno fatto in “the Village” ,,, ed era ancora pieno di gente nel 2005!!!!!!

  4. CiccoPiccolo - 07-01-2009, 18:21

    spettacolare..
    l’ho visto epr caso su italia uno all’una di notte e da allora non l’ho più lasciato. Ho comprato i dvd e me li rivedo ancora.

    Sembra una serie 40 nel futuro, non nel passato

  5. mauro - 07-01-2009, 18:37

    caro Skorpio finalmente sono pienamente d’accordo con te, cinque stelle per “The Prisoner” sono più che giuste.
    La sci-fi inglese nel decennio 1965/1975 ha creato dei must veramente unici e, secondo me, irripetibili (Prigioniero, Zaffiro e Acciaio, The Avengers, I sopravvissuti, Ufo, Thunderbirds, Doctor Who e altri ancora), sintomo si dei problemi di quel periodo storico come la “Guerra Fredda”, la psichedelia causata da allucinogeni (il finale di The Prisoner è veramente un episodio “psichedelico”), ciononostante restano dei punti di riferimento per diverse serie crate in seguito sia in UK che in USA.
    Sicuramente questa è una delle 10 migliori serie TV della storia, sebbene il finale non abbia veramente mai chiarito nulla, ma, come hai detto tu ha lasciato aperte diverse vie in cui tutti si sono visti, ma la musica dei Beatles, il montaggio serrato e la recitazione del “pazzo” McGoohan (vera star TV all’epoca), ne hanno fatto un cult unico e irripetibile per me.
    Anch’io aspetto il remake con entusiasmo e, ovviamente, con molte perplessità sul come migliorare un capolavoro, comunque la curiosità è al massimo.
    Grazie per aver portato a conoscenza questa serie e, ti consiglio uno sguardo a “Survivors” 1975/76/77 e al remake 2008 made in UK. sono solo 38 puntate in tutto della vecchia serie e 6 della nuova.
    Ci leggiamo presto

    P.S.: molte cose di questa serie restano ancora oggi, per esempio la Lotus Seven CATHERAM usata dal personaggio è stata eletta auto dell’anno nel 2008 da Top Gear, alla faccia dei circa 40 anni di produzione.

    ciao

    —SPERO CHE NON SIA SOLO PERCHE’ RIESCO A FARMI CRESCERE I BAFFI IN UNA SOLA NOTTE?—
    numero 6

  6. skorpio - 07-01-2009, 18:52

    @ mauro: in realtà un flashback di “Survivors” è attualmente già allo studio da parte del sottoscritto, anzi ho già iniziato a riguardarmi le puntate… :-)

    ne avevo sbiaditissimi ricordi infantili (quando la rai iniziò a programmarlo avevo sette anni, ma ricordo che suscitò scalpore), e li sto pian piano ravvivando. Ho iniziato anche a vedere la nuova versione, ma verrà recensita da un altro componente del team…

    A quando il flashback? Non so, spero tra la fine di gennaio e la fine di febbraio…

  7. kaw - 07-01-2009, 22:58

    ottima recensione, serie straordinaria.
    anche tu rovinato dalle repliche notturne di italia uno di qualche estate fa? XD credo sia stato il punto più alto nella storia dei palinsesti mediaset…

  8. mauro - 08-01-2009, 13:15

    io ne avevo già 11 di anni quando la rai mandò in onda la prima (ed unica in Italia) stagione de “I sopravvissuti”.
    Pensa che già allora c’era la bruttta abitudine di dover adattare per forza materiale prodotto in un modo ad uso RAI, la prima stagione di 13 puntate da circa un’ora UK in Italia fu riadattada in 8 puntate da circa 90 min., per fortuna allora non c’era la pubblicità in mezzo.
    Naturalmente alcune scene “cruente” vennero censurate in quanto troppo forti per i deboli cuori italiani dell’epoca.

    Al prossimo flashback

    ciao

  9. skorpio - 09-01-2009, 15:13

    @ kaw: credo quelli di Italia Uno abbiano agito più o meno secondo lo stesso principio per cui anche un orologio rotto due volte al giorno segna l’ora esatta… :-)

    @ mauro: in realtà ricordo pochissimo della trasmissione di “survivors” dell’epoca, se non il fatto che i miei compagni di scuola ne parlavano parecchio e i miei vicini di casa non se ne perdevano una puntata… ho rivisto ieri la prima puntata, salta agli occhi l’impostazione praticamente “teatrale” delle scene e dei costumi, ed ovviamente è un bello shock culturale rivedere in funzione cose tipo mangianastri, giradischi e telefoni a disco… :-)

  10. mauro - 09-01-2009, 20:43

    bei tempi, c’erano anche i mangiadischi le tv in bianco e nero e UFO alla domenica alle 5, di registrare la V non se ne parlava ancora, al massimo registravi la sigla con il microfono vicino all’altoparlante (The Persuaders ce l’ho ancora reg così).
    Caspita ma quanti anni ho???

    ciao

  11. Code2 - 15-01-2009, 13:15

    “Patrick McGoohan si è spento ieri (14 gennaio 2009) a Los Angeles dopo una breve malattia, all’eta’ di 80 anni.

    Classe 1928, McGoohan era arrivato alla popolarità negli anni ‘60 granzie alla sua interpretazione della serie televisiva Il Prigioniero, in cui interpretava il ruolo del protagonista, Numero 6, un ex agente segreto del governo britannico, che si ritrova prigioniero in un misterioso villaggio senza avere memoria di come o perchè sia arrivato lì, nè dove si trovi esattamente.

    Frai i titoli più conosciuti che figurano nel suo lungo curriculum artistico, ci sono Base Artica Zebra (1968) al fianco di Rock Hudson, Fuga da Alcatraz (1979) con Clint Eastwood, Braveheart – Cuore impavido (1995) con Mel Gibson, Il momento di uccidere (1996) con Sandra Bullock, Samuel L. Jackson, Kevin Spacey e Ashley Judd. Ha preso più volte parte alla serie televisiva Colombo, come interprete prima, poi come regista, sceneggiatore e infine produttore.”

    Rest in peace.


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