the-sarah-connor-chronicles-2x12

Terminator: The Sarah Connor Chronicles – 2×12 – Alpine Fields

Mentre in rete è sbarcato il trailer del nuovo capitolo cinematografico della saga di Terminator -  in cui scopriamo che la ragione per cui John Connor è il messia dell’umanità e per cui tutti sono (più o meno segretamente) innamorati di lui è perché in realtà è Batman – noi nel nostro piccolo (schermo, che ha ben poco da invidiare al grande) ci godiamo il dodicesimo episodio delle Cronache di Sarah Connor, ora come non mai in ottima forma. Certo, non credo ci sia alcuna possibilità di vedere nel prossimo futuro Thomas Dekker diventare Christian Bale (“je piacerebbe!!!”, come dicono dalle mie parti), ma noi abbiamo sempre Summer Glau. E, prima che incominci a perdermi fantasticando un incontro tra Christian “John Connor” Bale e Summer “Cameron” Glau, passo subito a commentare la nostra serie cybernetica preferita.

Il tempo nella mitologia di Terminator è da sempre un elemento centrale. Sfruttarne le potenzialità per strutturare un episodio è per The Sarah Connor Chronicles, più che un’interessante variante, quasi un obbligo morale. E’ indubbio infatti che puntate come Dungeons & Dragons e Allison From Palmdale, in cui abbiamo visto mischiarsi presente e futuro (o futuro-passato, tanto per citare una delle saghe più famose degli X-Men di Chris Claremont), sono sicuramente tra le migliori di sempre. Alpine Fields – scritto da John Enbom e diretto da Charles Beeson & Bryan Spicer – si divide addirittura in tre temporalità, raccontandoci la storia e il destino di una famiglia, pedina in una partita più grande che non lascia alcuno scampo.

A legare le varie linee narrative, oltre agli sfortunati Fields, ecco il nostro Derek Reese. Il caro zietto, perso un po’ di smalto dalla sua prima apparizione nella stagione scorsa, ha recuperato spessore dall’arrivo del personaggio di Jesse. Stavolta gli è stata riservata finalmente la giusta attenzione, protagonista degli eventi ambientati nel presente e nel futuro (passato). Sarei portato a concludere che il motivo per cui sia completamente assente dalle scene svoltesi “six months earlier” sia rintracciabile nell’incapacità di Derek di vivere il tempo passato (passato), di ambientarsi in esso e di fare i conti con la normalità che rappresenta, in quanto per lui non esiste alcuna normalità (“The rule number one is there’s no normal), cresciuto in un mondo dove non è mai esistita. Derek quindi rappresenta, più di Cameron, le conseguenze per l’umanità dell’apocalissi che deve essere sventata, incarnando l’esempio di un essere umano privo di ogni speranza, un uomo che preferisce puntarsi una pistola alla tempia piuttosto che continuare ad assistere alla carneficina (direi persino olocausto, rivedendo quelle immagini) che si perpetua attorno a lui. Eppure, per la prima volta, Derek riceve in dono qualcosa: dando alla luce la vita che un giorno avrebbe impedito la sua morte, Derek in pratica salva se stesso. E ne aveva sicuramente bisogno.

La sventurata famiglia Fields. Di nuovo la normalità – una normalità fatta di piccoli e grandi tradimenti, segreti, banalità e routine – che collassa ed esplode, colpita da qualcosa di più grande (il destino?) alla quale non può ribellarsi. Così tutte le sciocchezze, le abitudini e le incomprensioni diventano pesi inutili da scrollarsi di dosso prima che sia troppo tardi, prima che si trasformino in imponenti macigni (“Don’t confuse close with happy). Ha un sapore dolceamaro la conclusione della storia dei Fields, che trova un lieto fine (per modo di dire) solo postulandolo ad un futuro che si cerca disperatamente di evitare, in quanto al presente non corrispondono che tre morti, una ragazza in fuga con una bimba appena nata e il ricordo di una famiglia distrutta.
Mi piace come la serie punti sempre sull’impatto emotivo, sulle conseguenze e i rischi (anche psicologici) che corrono i personaggi. Voglio far notare infatti come Terminator: The Sarah Connor Chronicles giochi prevalentemente su una tensione costante che non scade quasi mai nell’azione sfrenata. In fondo la puntata si sviluppa attorno ad una famiglia bloccata in casa, una donna incinta che partorisce in un edificio abbandonato e una missione di salvataggio in un luogo praticamente deserto. A sorreggere il tutto, unicamente scene piazzate ad hoc che alimentano la suspence per il resto dei quaranta minuti. Che la serie non abbia un alto budget rispetto a prodotti di fantascienza o azione più famosi è un dato incontestabile. Il fatto che non lo dia a vedere però è un segno di classe.

Interessante poi assistere finalmente al primo incontro tra Derek e Jesse, di cui ci era già stato raccontato in The Tower Is Tall But The Fall Is Short.
Cameron poi ci regala come sempre alcune divertenti perle (“This wouldn’t work in a situation like this… or a bear”/ “Is human?” “Yes, of course!” “My mistake”).
John invece non compare, per la prima volta. Sentita la mancanza? Ad essere sinceri, non troppo.

Bell’episodio. D’altronde questa stagione di Terminator: The Sarah Connor Chronicles ci ha abituato bene, non c’è che dire.

Giovanni Di Giamberardino

Giovanni Di Giamberardino nasce qualche tempo fa da qualche parte. Da tempo complotta per la conquista del mondo e la distruzione dell’umanità. Come se non l'avesse mai fatto nessuno pure lui ha scritto un romanzo, che comunque nessuno ha letto.

16 Comments

  1. Ho rivisto lo scorso episodio perchè dovevo capire il perchè non mi piaceva e poi ho guardato questo ed è riapparsa la prima impressione avuta con Self made man…sarò ignorante ma tutta questa esplorazione dei personaggi in questa serie mi stanca terribilmente O_O però guardando ad altre serie del momento che non nominerò per decenza verso gli altri e per orgoglio con Sarah Connor si va sempre su livelli altissimi per fortuna.

    PS:non centra nulla però…ma una retrospettiva su quel capolavoro immenso e maltrattato e sottovalutato nel nostro paese che è stato,ed è,Buffy?? posso immaginare che parlare di una serie del genere sia un compito proprio arduo però…ce la potete fare XD

    Rispondi

  2. Un altro episodio riempitivo. Basta, vi prego!
    Per carità, a me l’azione sfrenata fine a sè stessa non piace, ma è un po’ che la serie sembra essere entrata in completa stasi narrativa.
    Per questo io volevo una stagione da 13 episodi: per evitare di averne poi una decina totalmente inutili.

    Spero che non diventi un continuo andare avanti e indietro nel tempo.

    Io so che, sinceramente, fino a febbraio non mi mancherà nè John, nè tutto il resto, visto il ritmo calante dell’ultimo mese.

    Ma immagino che questi episodi siano stati scritti prima della conferma fino a maggio, quindi testimoniano il fatto che gli autori non sapevano assolutamente che ne sarebbe stato della serie e che non avevano idea di dove andare a parare e come.

    Rispondi

  3. Ho aspettato questa recensione con impazienza perchè la puntata mi è piaciuta davvero molto… alla fine è vero le puntate con presente-futuro-passato sono quelle che preferisco (per non dire “obbiettivamente le migliori”)… in più c’è Derek… in meno c’è John…. (volevo dire che la puntata mi è piaciuta proprio perchè non c’è John, ma suvvia, non voglio essere cattiva, è quasi Natale). ;)

    Come sempre dopo aver letto le recensioni di Rei non riesco a trovare “parole” migliori per commentare l’epidosio.
    Grande puntata e come sempre grande recensione (“Che la serie non abbia un alto budget rispetto a prodotti di fantascienza o azione più famosi è un dato incontestabile. Il fatto che non lo dia a vedere però è un segno di classe.” COME SI FA A NON APPREZZARE UNA SERIE COME QUESTA!?!?!).

    Rispondi

  4. “Che la serie non abbia un alto budget rispetto a prodotti di fantascienza o azione più famosi è un dato incontestabile. Il fatto che non lo dia a vedere però è un segno di classe.”

    Quoto in pieno anch’io.

    La puntata è stata un po’ lenta ed ha dato spazio a personaggi un po’ meno “trattati” negli ultimi episodi. Sarah compresa.
    Mi è piaciuto molto il legame naturale tra la ragazza Lauren e Sarah…come se quest’ultima rivivesse la propria storia.
    Poche battute di Cameron, ma geniali e micidiali.
    Sicuramente lavorando in questo modo, tra le linee temporali, gli stati emotivi dei personaggi e le loro relazioni, uniti ad episodi più ricchi d’azione al termine della stagione si avrà una serie decisamente completa. Cosa che poche hanno la fortuna di poter vantare.

    Rispondi

  5. Ho visto il trailer… ho visto il trailer!
    Già era difficile immaginare che il John Connor di “oggi” diventerà il John Connor di “domani”… e certo il divario Thomas Dekker – Christian Bale non aiuta… e non si può neanche dire che è perchè Thomas è più giovane e “in erba”, perchè Christian già nell’Impero del Sole “spaccava di brutto”. Non c’è gara!
    Mi aspettavo di vedere tra le macerie il nostro Derek e invece nulla… ;)
    Secondo voi ci saranno dei piccoli rimandi tra la serie e il film? Non dico l’apparizione di Cameron o Derek appunto… ma qualcosa… non ho letto niente sul film perchè non ho misura nelle cose e mi “galvanizzerei” troppo, impazzendo nell’attesa di maggio… ma mi sa che non resisterò più di tanto!

    Rispondi

  6. da quel che so nel film dovrebbero esserci riferimenti al telefilm, mi chiedo però se avranno il coraggio di sostituire summer glau con un’altra attrice?
    trnando a noi ho apprezzato le tre linee temporali, anche se mi hanno lasciato un dubbio, ora come ora in che anno, mese siamo(nella serie itendo).

    Rispondi

  7. No, no, film e serie sono due cose separate, dicono:

    James Middleton was asked about the challenges about working on the Terminator TV show, and the new Christian Bale Terminator movie coming out next May, and said that they both take “cues” from the original films, but that they take the original idea and go in two different directions. Each franchise is meant to live alone, and they’re buffeted by the idea that “fate is what you make it” – i.e. these could be different alternate realities for the different characters from Terminator.

    (link)

    Rispondi

  8. E’ quello che ho pensato avrebbero fatto, non “seguire” la serie e mettere in campo le different alternate realities… ok per aver eliminato T3 con il “trucco” del salto temporale per non legarsi la mani (e perchè diciamocelo non era poi un gran film e una gran storia)… ma non mi piace molto la politica del “two different directions – meant to live alone” se è un franchise è un franchise… seguiamo almeno un po’ tutto quanto, visto che sono anche due cose che vanno anche in onda quasi contemporaneamente… basterebbe poco… e i fan ne sarebbero super felici (ok, IO sarei super felice) senza nulla togliere allo spettatore occasionale…
    Devo smetterla di mettere … ovunque…
    ;)

    Tornando a noi, molto bravi Samantha Krutzfeldt e Brian Austin Green devo dire… mentre il “my mistake” di Cameron è stato favoloso!

    Rispondi

  9. Però, elemiglio, prodotti di quel genere sono fatti per attirare non solo i fan, ma il maggior numero di persone, tra cui perfino persone che non hanno mai sentito nominare Terminator. E preferisco che un film o una serie si esprima al suo meglio piuttosto che rispetti pedissequamente i punti della continuity come fossero quelli del 7 e 40.
    Tra l’altro mi sono fatto un piccolo ragionamento: se l’uscita del film è prevista più o meno per la prossima primavera, le riprese si saranno cocluse almeno un anno prima. Quindi facendo un po’ di calcoli, aggiungendoci lo sciopero degli sceneggiatori, direi che la sceneggiatura deve essere stata ultimata al massimo per l’inizio dell’autunno scorso. Mi pare evidente che, anche volendo inserire dei riferimenti, non ce ne sarebbe stata la minima possibilità…

    Rispondi

  10. Concordo con te Rei sull’esprimersi al meglio. Tra l’altro non pensavo alla tempistica (sceneggiatura/sciopero) etc… lo dico io che quando mi galvanizzo non ragiono più… in linea teorica credo comunque che inserire anche solo un paio di riferimenti con la serie (e bada bene intendo piccoli particolari, un nome) non possa nuocere allo spettatore “comune” nè legare troppo le mani agli sceneggiatori, no? Ma ho battuto la testa due giorni fa e non so bene cosa dico ultimamente… ;)
    Comunque sia attendo con ansia di vedere Batman che uccide i Terminator!!!

    Rispondi

  11. Non penso che sul film di Terminator: Salvation si sentirà nominare Cameron o Derek… questo perchè il film è ambientato nel 2018, e loro provengono dal 2027, quindi mi sa che per sentirli nominare dovremo aspettare almeno il secondo film della triologia, quando gli eventi si sposteranno più avanti nel tempo… e lì potranno mettere anche altri riferimenti, visto che la serie per quella data sarà sicuramente ultimata (speriamo non cancellata xò).

    Rispondi

  12. il trailer del nuovo Terminator fa pensare che il film sara’ paro paro Mad Max

    anche questa puntata mi e’ piacita, meno di Self Made Man, ma comunque era una buona puntata

    Quello che mi lascia perplesso e’ il personaggio di Sarah, sempre pronta a fare la vittima. Lei e’ in una situazione di merda, lei preferirebbe far gabbie per uccelli, lei soffre il peso di tenere il destino del mondo sulle spalle. Che palle… non se ne puo’ piu’

    Rispondi

  13. Tutti bravi e bell’episodio ma in effetti Sarah mi rimane un pò troppo sullo stomaco…
    Un pò pesantuccia diciamo!
    Vabbè che è stata in manicomio, vabbè che ne ha passate di cotte e di crude,
    ma quasi 2 serie senza mostrare un sorriso ti mettono un pò di angoscia!
    Cacchio, dovresti essere morta da qualche anno e tuo figlio pure ma siete ancora in giro stranamente sempre pieni di soldi, armi e auto da 3000 di cilindrata in su, per non parlare di Cameron che lava, stira e si pulisce da sola!
    “Effattèla na risata, no?”
    :D

    Rispondi

  14. Io comunque propongo una mozione per TOGLIERE LA PATENTE A SARAH CONNOR!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    E’ sempre a fare incidenti…….

    Comunque grande puntata…. Solo io ho notato il “doppio senso” della frase “grazie per aver salvato mia sorella”…. Bellissimo…. Poi è bello vedere come il piano di Skynet si allarga, non colpendo solo Connor….
    Devo solo capire dove cavolo era scritto nel muro di Sangue “salvate la famiglia Fields…..”

    Comunque questa puntata deo dire che mi è piaciuta….

    Rispondi

  15. @ LucaP: Alpine Fields è una delle scritte fatte col sangue sulla parete della cantina di casa Baum.

    @ Code2: Guarda che Sarah e Cameron sono un insolito duo comico. Quando i Fields dicono che vogliono portare il cane e loro contemporaneamente dicono no, sono scoppiato a ridere! ;-)

    Rispondi

  16. A me l’episodio è piaciuto molto, mi piace sempre quando si intrecciano più piani temporali.
    Comunque anche io a volte non capisco proprio Sarah, soprattutto perchè dovrebbe cercare di non farsi notare troppo, e invece si comporta sempre in modo strano quando parla con la gente, anche quando va da panettiere invece di fingersi una normale madre di famiglia che fa la spesa, la butta sul drammatico!

    Rispondi

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>