lom-1×05-things-to-do.PNGSam: Tell me why I’m here!

Drifter: I would tell you, Sam, if you knew exactly where “here” was.

La blaxploitation è un genere cinematografico che emerse negli Stati Uniti agli inizi degli anni ’70. In quel periodo vennero girati molti film interpretati da attori neri, con una colonna sonora composta in larga parte da brani funk e soul. Questi film in genere sono ambientati nei ghetti, popolati da papponi, spacciatori di droga e assassini, e l’atmosfera complessiva è per lo più quella del sottobosco criminale. Era abbastanza comune che i personaggi bianchi che apparivano in tali film avessero connotati negativi (poliziotti e politici corrotti ecc.) e che, in generale, si parlasse di elementi di interesse comune ai neri.

Dopo un’introduzione precut in puro stile angolo del saputello™, la domanda è una sola. Era possibile che il buon Sam Tyler si ritrovasse a New York nel 1973 e non avesse a che fare con Shaft?

Possibilissimo, in realtà, visto che in questo episodio di Shaft non c’è nemmeno l’ombra, anche se viene nominato almeno una volta e, per essere sinceri, la sua presenza aleggia un po’ su tutta la vicenda.

A parte l’atmosfera “black” di tutto l’episodio, con pettinature afro come se piovessero e Sam che si trova a formare un’improbabile coppia “sale e pepe” con Clams (al secolo Fletcher Bellow, colui che in seguito sarà il mentore di Sam) allo scopo di fermare un conflitto razziale tra neri e portoricani, nessun altro episodio di Life On Mars in precedenza si era così baloccato con questioni teologiche. E’ vero, Sam aveva preso in considerazione in precedenza l’idea di essere morto, ma era solo una delle spiegazioni possibili, mentre in questo episodio i riferimenti ad angeli, demoni, preghiere ed alla possibilità che Sam sia passato all’altro mondo si sprecano. E se, come dice il tizio con la barba grigia, la cosa spiegherebbe un po’ tutta la storia del passaggio dal 2008 al 1973, resta aperta la questione se Sam si trovi in purgatorio o se tutto ciò che ha dovuto affrontare finora non sia altro che un’elaborata tortura di Messer Satanasso.

Comunque sia, in compagnia di Clams vediamo Sam finalmente libero dalle solite diatribe con Gene Hunt, Ray Carling e soci, e la sensazione è che se la stia godendo un mondo, col risultato di un rapporto col proprio collega che ricorda un po’ quello tra Starsky ed Hutch o quello tra Kojak ed i suoi scagnozzi.

Parliamo della guest star dell’episodio? Massì… E vi parlo nientemeno che di Whoopi Goldberg, che dopo qualche film divertente agli esordi, un altro paio vestita da suora (che non ho apprezzato particolarmente) e una rispettabile serie di apparizioni in Star Trek: The Next Generation, ha deciso di far capolino anche in questa (direi chiaramente) ben finanziata serie televisiva. E lo fa indossando gli abiti di Brother Lovebutter, un deejay che parla alla comunità nera e la aizza contro i portoricani: personalmente mi ha fatto venire in mente la malefica deejay de “I guerrieri della notte” (che film mitico!) piuttosto che Super Soul di “Punto Zero” (stramitico!), e ho apprezzato la sua apparizione. E a dirla tutta, ho il sospetto che la rivedremo…

Sorvolo su Sam che, trovandosi prigioniero del Black Liberation Army (palesemente ispirato alle Pantere Nere) per provare quanto è figo e parlare in rima non trova di meglio che rispolverare Vanilla Ice (che fine ha fatto quel ragazzo?), sulla quasi-sparatoria sul tetto in pieno stile John Woo, piena di armi puntate e battute cazzute e sul colpo di scena (la finta morte di Angel Ramirez) che tanto tale non era, visto che Gene Hunt tutto mi sembra tranne che un assassino a sangue freddo.

Dedico invece un ultimo paragrafo ai soliti momenti di realtà sottile™: massì, quelli in cui Sam vede luci lampeggianti e cose che non quadrano con la realtà del 1973. Tralasciando la scena finale del funerale di Clams (in cui rivediamo finalmente Maya), e il barbone che, nel corso dell’episodio, fa strane osservazioni sul suo conto e poi si allontana con la bambina morta per mano (è un angelo? È un demone?), penso sia il caso di sottolineare ciò che dice Annie. Colei che da sempre fa la scettica e non crede alla storia del viaggio nel tempo, parlando di Clams osserva che stava aspettando Sam, e che è lieta che Sam sia riuscito a salutarlo. Ed a mio modesto avviso, è un bell’indizio di dove si vuole andare a parare sul filone “perché Sam si trova nel 1973”.

Giudizio finale? Bell’episodio in generale, non troppo calcato il revival della blaxploitation, interessante il personaggio di Clams, finalmente vediamo Sam che si diverte a fare il detective, qualche indizio succoso sul mistero del viaggio nel tempo/allucinazione/purgatorio/dio solo sa cos’altro e c’è pure il momento in cui la serie non si prende troppo sul serio (scusate il gioco di parole…). Tre stelline e mezzo, ma solo perché non c’era Windy.

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10 Risposte a “Life On Mars - 1×05 - Things To Do In New York When You Think You’re Dead”
  1. LuiGiLuiGi scrive:

    Beh che dire! Mi è piaciuto anche questo episodio! Divertente, ben costruito e anche molto interessante!
    Mi è piaciuta Whoopi Goldberg! E anche la parte finale è stata ben realizzata!
    Questa seria mi convince sempre di più! E il fatto che la ABC abbia deciso di piazzarla dopo Lost da gennaio, mi da la sensazione che anche la rete creda nel prodotto! O sono io che mi illudo?!
    Mi dispiace solo per il capolavoro Pushing Daisies! Non cancellato! Please!!!!

    Ottima recensione!

  2. skorpioskorpio scrive:

    Anche a me l’episodio è piaciuto molto, inoltre secondo me LOM per ora è riuscito a mantenere un livello costante piuttosto alto e la cosa mi fa ben sperare per il futuro…

  3. LuiGiLuiGi scrive:

    Concordo! Certo, però, gli ascolti non decollano! la 1×06, anche questa una bella puntata, ha fatto 8 mil! Chissà quale sarà il destino di questa serie! Spero davvero che venga rinnovata assieme a Pushing daisies! Please ABC!!

  4. skorpioskorpio scrive:

    guarda, non sono un fanatico del rinnovo a tutti i costi, se una serie non piace è giusto che venga cancellata anche se magari la riteniamo il massimo: chissà, potrebbe sempre essere sostituita da qualcosa che ci piace ancora di più… :-)

  5. SebartusSebartus scrive:

    La serie a gennaio andrà il mercoledì alle 22 dopo Lost. Teoricamente un’abbinamento più corretto rispetto a quello con Grey’s, ma è tutto da vedere il risultato finale.
    Una buona notizia comunque è che, se è già in programma per gennaio, le probabilità per una stagione completa aumentano, anche perchè ABC su questa serie ci aveva puntato parecchio. Almeno avremo una fine, e chissà se serà la stessa dell’inglese (lì sono alla 2×02, puntata bellissima).
    Ieri ho visto la 1×04, con Sam e mammina, farò un commento domani con calma ;)

  6. skorpioskorpio scrive:

    anche io penso che una collocazione più degna non potrebbe che fargli bene, e tengo le dita incrociate almeno per una stagione completa, detesto le stagioni che si interrompono a metà con le storyline irrisolte… :-)

  7. LuiGiLuiGi scrive:

    Ecco e invece NO!
    Al mio rientro ho scoperto che la ABC aveva cancellato ben due delle mie sere in un colpo solo, escludendole dal palinsesto invernale!!! Pushing Daisies e Life on Mars non compaiono ma a loro posto ci sono Scrubs (!!?!?) un nuovo cartone e una nuova serie The Unusuals….che terribile notizia!! A questo punto spero che almeno finiscano la produzione dei 13 episodi! e che vengano mandati in onda! Però che cavolo la NBC ha rinnovato la commedia Kate & Kim che fa solo 5 mil…LoM ne fa 8 e viene cancellato!!! Uffa!

  8. SebartusSebartus scrive:

    Pazienza…il giovedì delle 22 del post Grey’s di ABC fa un’altra vittima dopo Six Degrees e Big Shots.
    Che coglioni quelli della ABC, c’hanno meso 2 anni per capire che lì ci andava Private Practice!
    Come “dice” Skorpio, speriamo che almeno sto The Unusuals sia un buon programma…e che ci sia degna conclusione per LOM usa!

  9. skorpioskorpio scrive:

    Vorrà dire che una volta conclusa LOM USA sarà la volta buona che mi metterò a guardare LOM UK… :-)

    Peccato perchè secondo me questa era una serie con enormi potenzialità ma pazienza, contro i bassi ascolti c’è poco da fare… :-(

  10. SebartusSebartus scrive:

    Prima vera puntata inedita, o almeno non ripresa dalle prime 10 inglesi che ho già visto.
    Buon segno, anche se la puntata è nella media e non è niente di clamoroso, però godibile e non noiosa.
    Il mentore di Sam da vecchio, come visto già nel pilot, viene dritto dritto da The Wire: quelli sì poliziotti veri ( e non che qiesti non lo siano).
    Mi mancano due puntate prima della pausa, ho abbastanza certezze che la ABC di soldi ce ne ha messi in questa serie (pure Whoopi…) e che quindi il post-Lost è un tentativo finale di sollevare lo show, magari tenendo una maggiore percentuale di spettatori rispetto a Grey’s come lead-in e di levarlo dallo scontro con ER e 11 Hour, con i quali, anche se di poco, perdeva regolarmente.

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