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Maharishi: secondo Wikipedia, in sanscrito significa “grande Rishi” (wow!). Nei Veda (i testi sacri induisti) tale parola denota un cantore di inni sacri, un poeta o saggio ispirato, o qualsiasi persona che da sola o con altri invochi le deità con canti o mantra di carattere sacro.

Terminato l’angolo del saputello, teso a dimostrare una volta di più che le recensioni del buon (?) skorpio sono un utile (?) arricchimento per la cultura generale, arriva la grande domanda: come sta andando Life On Mars? In termini di ascolti il crollo tra la prima e la seconda puntata pare essersi convertito in una ulteriore leggera diminuzione del numero degli spettatori, forse interpretabile semplicemente come un assestamento. Senza voler trarre auspici da fondi di caffè o viscere di animali (arti nella quale peraltro non sono particolarmente versato), pare quindi che per noi affezionati (?) fan di Sam Tyler ci siano buone probabilità di vederlo in azione ancora per un po’.

Terminata anche la parte precut, nella quale me la sono cavata con un rapido accenno agli ascolti della serie (devo ricordarmi che è una buona mossa di apertura, sicuramente la userò di nuovo) e dopo essere riuscito ad infilare ben tre punti interrogativi tra parentesi in un solo paragrafo, è il momento buono per capire dove andiamo a parare in questo episodio.

La parte investigativa e “procedurale” della faccenda verte sull’omicidio di un veterano del Vietnam, tale Robert Reeves, il quale viene trovato picchiato a morte in un parco. Senza menare troppo il can per l’aia, posso dire che ho trovato questa parte relativamente ordinaria, ed implicante la scoperta che il morto era gay (dopo che Annie Norris ha fatto sfoggio di uno sviluppatissimo gayradar ed ha scoperto che il commercialista era gay, era peraltro chiarissimo dove si volesse arrivare…), e che il colpevole altri non era che un suo commilitone, il quale, da ben inserito uomo d’affari, non voleva che la loro storia venisse alla luce. E’ la componente “1973-2008” che tutti noi ci aspettiamo da questa serie, è una parte che trovo fatta discretamente bene ma che in questo caso non mi ha entusiasmato. Va bene, ci sono i soliti scontri tra Sam e i suoi colleghi (in questo caso con Ray Carling, che non appena apprende che di “storia di froci” si tratta subito abbassa la guardia e pensa ad altro, salvo poi essere richiamato all’ordine da Gene Hunt), c’è la solita parte in cui Annie Norris dà una mano nonostante gli altri poliziotti la usino al più per le fotocopie, c’è un bel pestaggio di sospettati in puro stile “poliziotto buono-poliziotto cattivo” (in cui come al solito si distingue Gene Hunt, e già che ci siamo buffa ma niente più la parte sulla “sodomy-major sodomy”), in breve c’è tutto quello che ci piace in questa serie (perché ci piace, vero?) ma stavolta mi pare manchi il “colpo d’ala”, quel qualcosa in più che separa un episodio onesto da un episodio buono o più che buono.

E poi c’è il resto. Già, perché ancora non abbiamo capito cosa ci faccia Sam nel 1973, e se il 1973 sia “vero” o sia solo un frutto della sua immaginazione. E qui, devo dire, la puntata (e la serie) si gioca le carte migliori. L’episodio (come già i precedenti), è ricco di flashback, ricordi ed allucinazioni che evocano in Sam il 2008. E mentre nell’episodio precedente l’apparizione del robottino innescava i ricordi visivi del 2008, e dava l’idea che forse c’era “qualcosa” o “qualcuno” che controllava le azioni di Sam nel 1973, in questo episodio non vi sono visioni del 2008, lasciando aperta la domanda se effettivamente questo “qualcosa” o questo “qualcuno” ci sia davvero. E ci sono anche quegli elementi che inizialmente sembrano casuali (i “diamanti” sulla fronte del guru) e che poi scopriamo avere un significato (li ritroviamo sulla porta della casa che potrebbe essere quella in cui Sam ha vissuto da bambino), o forse no (nel suo ripostiglio segreto non ci sono i giocattoli che ci aveva nascosto lui ma altri giocattoli e la foto di un’altra famiglia). E c’è, infine, il continuo errare di Sam sulla “sottile linea rossa” che separa l’essere sano di mente (e quindi scherzare sul suo viaggio nel tempo o perfino salire in cattedra e redarguire i suoi colleghi perché lui ha visto e quindi sa che un certo tipo di atteggiamento non farà altro che innescare una serie di eventi che porteranno alla distruzione delle Torri Gemelle) dal perdersi in una ridda di domande senza risposta e di paradossi temporali (un urrà per Sam che finalmente ha pensato che nel 1973 potrebbe incontrare sé stesso bambino o i suoi genitori: brotha, ti ci sono volute solo due puntate, complimenti vivissimi!).

E poi c’è Windy, ovviamente. Posso dire che adoro questa ragazza? Vabbè, l’ho detto. Fatto sta che appare sempre più chiaro il suo ruolo di guida di Sam, quasi una sorta di Virgilio di sesso femminile, che lo invita a trovare sé stesso, lo spinge a pensare che si, forse certe cose sono collegate e che, perché no, può essere tutta una questione di destino, e che, magari, c’è un motivo per cui lui si trova lì. E ho appena realizzato che sono un po’ le solite domande che si pongono costantemente, tanto per dire, i personaggi di Lost, e già che c’ero ho anche realizzato che in questa serie c’è un sacco di potenziale e che decisamente è bene che non vada a recuperarmi l’originale inglese altrimenti rischio di rovinarmi la sorpresa.

Che poi (come qualcuno ha ipotizzato) Windy non sia reale (la vediamo interagire solo con Sam, anche nella scenetta non proprio riuscitissima in cui quest’ultimo la nasconde ad Annie) ma sia una sorta di “spirito guida”, una parte della mente di Sam che cerca di guidarlo tra le insidie ed i pericoli e che forse (e dico forse) per vie misteriose cerca di ricondurlo a “casa” (by the way, il voice over dei titoli di testa questa serie non vi pare assomigli tantissimo a quello di Farscape? E anche lì c’era un uomo perso in una realtà lontanissima da quella a cui era abituato e che cercava solo di trovare un modo per tornare a casa. Mi sa che ho visto troppe serie tv in vita mia…) è forse intuibile dalla quantità di volte che lei e Sam si incrociano nel corso dell’episodio, e dal modo in cui lui finisce per citarla. Sotto questo aspetto, per ora nulla può la simpatica e razionale Annie Norris, che pare rappresentare l’altra faccia della medaglia, quella che lo induce a pensare che forse è tutta una “coincidenza”, tutta colpa di una botta in testa e che, in definitiva, vuole Sam ancorato al qui ed ora. Ma confido che nel corso degli episodi capiremo meglio il suo ruolo.

Il mio giudizio finale si attesta di nuovo sulle tre stelline e mezzo: di nuovo una vicenda poliziesca appassionante ma non superlativa, di nuovo un rebus di elementi incongrui, inspiegabili e che si prestano a varie interpretazioni (Destino? Allucinazione? Viaggio nel tempo?) e vari piani di lettura. Cosa manca per un voto più alto? A mio modesto avviso, una maggiore integrazione tra i due: e che non mi si venga a dire che il parallelismo tra il figlio di Reeves e Sam bambino doveva fare da trait d’union, perché secondo me non c’è riuscito.

Commenti
9 commenti a “Life On Mars – 1×03 – My Maharishi Is Bigger Than Your Maharishi”
  1. LuiGi scrive:

    Anche questa puntata mi è piaciuta e mi ha divertito! Non è ovviamente perfetta ma molto godibile, così come il caso della settimana! Che correva il rischio di essere patetico e troppo buonista!
    Di sicuro neanche io vado a ripescare la versione UK, per non rovinarmi nulla! Per questa serie ha un potenziale e me la voglio godere finche si può! WIndy è simpaticissima!
    Sisi Life on Mars mi piace proprio!

  2. Ziggy Alex scrive:

    Io la trovo molta carina questa serie.
    E Windy mi piace da morire!

  3. Ziggy Alex scrive:

    Ah, ma la “sigla” quant’è brutta?

  4. Tetsuya scrive:

    @LuiGi: fai molto male a non vedere la versione inglese, che e’ un capolavoro. Tra l’altro mi pare che la versione USA poggera’ su una mitologia differente dall’originale, quindi penso sara’ difficile tu ti possa spoilerare qualcosa.

  5. skorpio scrive:

    sono costantemente tentato di andare a recuperare Life On Mars UK (di cui tutti dicono un gran bene), ma ho paura di non riuscire più ad essere obiettivo nelle recensioni…
    e poi, molto banalmente, ho paura di incasinarmi quando scrivo… :-)

  6. Sebartus scrive:

    ieri ho visto la 2×01 inglese, in originale, oggi o domani vedo la 1×02 US…nu burdell! ;)

  7. skorpio scrive:

    @ sebartus: veramente complimenti per la dedizione! :-)

  8. Sebartus scrive:

    sono curioso, tutto qui, mi piace confrontare. Avrei voluto finire di vedere tutta la serie inglese, solo non ho fatto in tempo e quindi mi sono buttato per gioco in questo parallelismo sfalsato: è come vedere in contemporanea il secondo tempo di un film e il primo tempo del suo remake :)

  9. Sebartus scrive:

    Anche qui, puntata ripresa dal’inglese ma modificata in gay vs fricchettoni rispetto a Manchester City vs Manchester United. Molto meglio per noi italiani amanti del calcio!
    Non penso di rovinare la sorpresa a quelli che recupereranno in seguito l’originale, se ne accorgerebbero comunque subito.
    Non riesco ad inquadrare Windy, e ricordate che io della seconda stagione inglese ho visto solo la prima…
    Buon proseguimento!

    PS Se manteniamo gli 8 milioni, forse riusciamo a portare a casa un’intera stagione a 22, che è quello che mi interessa di più!

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