venerdì
FringeFringe – 1×03 – The Ghost Network
E’ sempre strano iniziare a scrivere di una nuova serie tv, soprattutto quando l’hai aspettata con curiosità, una delle poche (insieme a Dollhouse) nuove proposte interessanti della stagione televisiva 2008/2009. E’ come attaccare bottone per la prima volta con una persona e cercare di capire di che pasta è fatta (ora l’aver paragonato un serial televisivo a un essere umano potrebbe darvi l’impressione che il sottoscritto sia un sociopatico con turbe paranoiche e maniaco ossessive… non vi preoccupate: lo sono). Quindi, se non dovessi arrivare subito al punto o mi trovassi a ripetere cose già dette dai miei colleghi, per favore pazientate . Ho bisogno di un po’ di tempo. D’altronde sono timido io.
Abbiamo detto e ridetto fino alla nausea che Fringe è l’ultima creatura nata in casa Abrams, o meglio l’ultimo prodotto per il quale J.J. mette a disposizione firma e fama, di cui cura il lancio e del quale molto probabilmente si dimenticherà alla terza puntata. O almeno è quanto spero. Con tutto me stesso.
Già, perché sappiamo bene la sorte alla quale sono condannate le serie di cui il vecchio J.J. si occupa personalmente: svaccano appena l’autore in questione comincia ad annoiarsi e si dà alla macchia, come è sua frequente abitudine (vedi Felicity e Alias). Da Lost in poi, grazie al cielo, J.J. ha compreso il trucco per evitare di essere preso a selciate: prestare il suo nome di richiamo, aiutare a sviluppare l’idea di base (sua innegabile abilità) e infine delegare completamente il totale controllo dell’opera agli scrittori-executive producers. Così nel 2004 (e ancora oggi) ci sono stati Damon Lindelof e Carlton Cuse, ora nel 2008 tocca a Roberto Orci e Alex Kurtzman.
Detto questo, posso finalmente entrare nello specifico e dire chiaro e tondo che Fringe mi piace e che questo episodio, scritto da Davi H. Goodman & J.R. Orci e diretto da Fred Toye, è forse quello che più mi ha convinto finora, per ragioni che ora vi spiegherò.
Innanzitutto il caso mi è piaciuto (a parte la scena poco credibile dell’irruzione nell’ex-residenza dei Bishop), mi ha intrigato subito anche senza ricorrere alle sequenze truculente dei primi due episodi. Ho trovato originale la versione high-tech del preveggente, un’antenna che capta e decodifica i messaggi trasmessi attraverso la Ghost Network invisibile ma fisicamente esistente. Gli autori si sono divertiti a giocare sulla figura del disegnatore del futuro (alla Heroes, per intenderci) giusto per poterne spoetizzare e demistificare il fascino dipingendolo come un walkie-talkie umano.
Gli attori poi mi hanno convinto tutti (beh, escludendo l’attrice che interpreta Astrid, personaggio di utilità pari – se non minore – a quella della mucca – c’è da stupirsi che il caro Walter non se ne ricordi mai il nome?), a partire dalla algida Anna Torv passando per Kirk Acevedo e Blair Brown fino a Lance Riddick, per non parlare poi del duo Joshua Jackson/John Noble. Mi sorprende davvero come il cast abbia saputo dimostrare, dopo solo un paio di episodi, tanto affiatamento. Complimenti.
Ma i complimenti più grandi vanno fatti a qualcun altro, anzi a “qualcos’altro”, qualcosa che forse un po’ ignoriamo ma che resta l’elemento basilare del sistema cinetelevisivo: la produzione. Perché è alla macchina produttiva che va veramente il merito di aver realizzato un’opera di qualità nella sua interezza: una fotografia visivamente d’impatto senza risultare costruita, una regia visionaria, veloce che non scade nel videoclip e che non ha nulla da invidiare al cinema, effetti speciali ricercati eppure realistici, una rosa di attori eterogenea ma compatta, una scrittura priva di punti morti e che sa spaziare abilmente tra vari registri (dramma, azione, umorismo). Insomma un sistema complesso in grado di brillare non per una delle sue parti ma per il prodotto completo. Può sembrare un discorso scontato o non pertinente, eppure non lo è. La BAD ROBOT sa il fatto suo. E J.J. ha dimostrato di essere un produttore coi controfagotti (vedi Cloverfield), se mi passate il termine.
Un altro motivo per cui l’episodio mi ha convinto sta nel fatto che per la prima volta non ho avuto la sensazione di stare guardando una puntata di X-Files con Scully bionda. Poche storie, questa non è la fantascienza sottile, ambigua, grigia, dai tratti horror tipica della serie di Carter, in cui si respirava l’inquietudine di una società, di un’America dalle mille facce e dai mille volti, in una ricerca che si faceva metafora, indagine sociologica (persino antropologica) di una nazione multirazziale e multiculturale nel suo ingresso nell’era della globalizzazione, in un turbamento interiore che si faceva mistico ed esistenziale (ammazza come m’è uscita bene!).
Quella di Fringe invece è una fantascienza pura, diretta (in X-Files non si sarebbero mai azzardati a mostrare un bus al cui interno l’aria si è solidificata), cupa sì ma meno pessimista, in cui gli episodi non terminano con un angosciante punto interrogativo, ma semplicemente con dei puntini di sospensione. Certo, questo per il momento pone la serie a un gradino più basso, che tuttavia le permette di seguire una strada differente, forse meno sfaccettata e complessa, ma più personale e autonoma.
Arriviamo quindi alla nota dolente, perché una ce n’è sempre. Purtroppo sopporto veramente poco il “supermegacomplottone universale”, abbreviato per esigenze di copione col termine “pattern”. Questa componente, più delle altre, mi dà l’impressione del già visto e rivisto, un mistero di vago sapore x-filesesco (lì era il governo, qui una multinazionale, con spruzzate di Da Vinci Code e di gente che parla latino) che si spera eviti le derive nonsense della serie di Carter come quelle di Alias, per fare un altro esempio.
Il fatto è che ritengo questo elemento uno stratagemma narrativo così abusato da essersi ormai sfibrato, sfiancato, un mezzuccio facile giusto per tenere assieme gli episodi e la serie stessa. Sono convinto che ormai il tema del complotto, per essere utilizzato ancora, debba essere ripensato e revisionato completamente, anche perché non possiamo non accorgerci che i colpi di scena (tipo quello con cui si conclude la puntata) non sconvolgono più nessuno.
Mi auguro che gli sviluppi futuri potranno contraddirmi. D’altronde per Fringe si preannuncia una lunga corsa (a meno di eccessivi tracolli non credo che la FOX tarderà molto a ordinarne una stagione completa) e c’è tutto il tempo per dire “Cavolo, interessante, questa non me l’aspettavo proprio! Non credevo che ponessero la questione sotto questo aspetto!”, ma adesso come adesso i fatti sono questi. Prometto che mi asterrò dal giudicare ancora la trama del complottone, almeno fino al termine della stagione, quando più o meno sarà chiaro cosa gli scrittori intendano farsene. Non che mi aspetti alcuna risposta, ovviamente; mi aspetto invece di capire come le domande verranno poste.
Giunto al solito paragrafetto finale, ribadisco che la serie mi garba. Non ha certo ribaltato il mio modo di pensare alle serie tv, però Fringe è un prodotto di fantascienza ben fatto, particolare che gli riserverà la mia attenzione ancora a lungo.
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Ma io scommetto che un giorno arriverà l’episodio in cui la mucca potrà riscattarsi appieno e far vedere le sue doti!
Questa serie garba anche a me. Ma come in tutte le serie di JJ ho sempre paura di come andranno a finire… che dietro a tutto ci sia Rambaldi?
La coppia padre e figlio la adoro, Lance mi inquieta da morire, ha delle espressioni e delle inquadrature fantastiche, ma non capisco perchè si ostinano a tenere in secondo piano Kirk Acevedo.
Ammetto che dovrei rivedere la puntata (ieri sera ho fatto una minimaratona di puntate che mi si erano accavallate per mancanza di tempo e ho fatto notte fonda) con più lucidità, ma il fotografo al caffè che seguiva Pacey? Mandato dal tipo a cui deve i soldi?
Penso anche io che la mucca prima o poi farà vedere di che pasta è fatta.
nn ho capito quale sarebbe il problema con alais o con rambaldi……
Questa puntata mi è piaciuta molto! Continuo a pensare che non sara’ un telefilm che mi prendera’ da matti come può capitare con alcuni, però lo trovo molto bello per ora e piacevole da seguire. Anche se concordo pienamente che con la storia della Evil Corp e mega complottone ci hanno un po’ rotto… ma forse è ancora presto per dirlo magari ci stupiscono. E poi Joshua Joshua mamma mia *_* sto diventando un po’ monotematica ultimamente ma quell’uomo è semplicemente sbavoso.
Che dire, confermo le impressioni positive… ed anche secondo me la mucca servirà a qualcosa di concreto prima o poi
Concordo su praticamente tutto…
Mi sono ricreduto anche su Joshua Jackson; inizialmente non lo credevo adatto ma si sta comportando bene, anche se però…col pizzetto o meno ha sempre la faccia da bambino.
Piacevole da seguire ma JJ deve trovare qualche altra idea…originale…
- I protagonisti con possbile love story…(alias)
- Legami familiari (o simili…) tra personaggi…(alias)
- Megasupercomplotto con possibili spie e controspie…(alias)
- Fenomeni paranormali, fantascienza e quant’altro…(alias, lost)
- i buoni che non sanno mai fino in fondo contro chi stanno lottando…(alias,lost)
Non vi pare??
Ragazzi, sono sicuro che la mucca salverà il mondo. Non sono sicuro che lo farò Astrid. Anzi, non sono sicuro che Astrid farà mai qualcosa.
@ Draco: Sicuramente le somiglianza ci sono, però anche con quarantamila altre cose diverse, dai. Ormai siamo nell’era in cui l’originalità, più che in quanto ci viene proposto, sta in COME ci viene proposto.
Finalmente qualcuno dà i meriti di Lost a Damon Lindelof e Carlton Cuse
Io manco me lo ricordo il colpo di scena di fine puntata, figurati
@ Nicola: non per sminuire il mio intelletto superiore (cosa che non farei mai neanche sotto tortura
), ma è ormai fatto assodato (almeno tra quelli un minimo informati) che Lost appartenga di diritto a Lindelof e Cuse.
@ quella: La puntata termina con l’inaspettatissima scoperta che l’agente FBI traditore aka amante di Olivia è VIVO! o qualcosa del genere… wow… c’è da dire che, usandolo come colpo di scena alla terza puntata, ne hanno sminuito l’importanza (anche perché cmq era una svolta prevedibile, anzi praticamente certa, dopo aver visto la scena finale del primo episodio).
Acevedo piace molto anche da queste parti. Ci vedo comunque un senso nel non metterlo in primo piano dall’inizio, è il classico ‘underdog’ che fa il suo lavoro senza spiccare particolarmente ma che, al momento opportuno, può dare delle grandi sorprese. (Ma, a differenza di Astrid, comunica da subito un certo carattere anche se compare in poche scene). Spero solo che in questo giochetto troppo facile dei colpi di scena non arrivi anche il suo turno per finire nel libro paga della Massive Dynamics…
A questo proposito spero che il ‘pattern’ della storia sia meno prevedibile di quello che sembra profilarsi, cioè 1. uno alla volta scopriamo che sono tutti al soldo della MD, 2. uno alla volta scopriamo che in realtà fanno il doppio gioco e li rimettiamo nella lista dei ‘buoni’.
@ brise: Sì, anche a me piace molto Acevedo e concordo con quanto hai detto su di lui.
Purtroppo concordo anche sui timori per le svolte future del complottone, anzi sono non poco convinto che gli eventi seguiranno tutti e due i punti da te elencati. Spero proprio che gli autori aggiungeranno un terzo punto che possa ribaltare i due precedenti. Voi che dite?
Concordo anch’io col fatto che ormai il megacomplottone è qualcosa di tropo scontato, neanch’io mi sono sconvolta più di tanto per il “colpo di scena” finale, sa molto di già visto …
Comunque sono daccordo con Rei che l’importante è COME il tutto ci viene proposto!La cosa divertente rimane l’attesa di scoprire lungo tutta la serie di che si tratta, cosa sia sto famoso pattern, sperando sempre che alla fine te lo spieghino!!!
Infatti sono contenta che ogni episodio sia strutturato con un caso in un certo senso autoconclusivo, e soprattutto trovo divertente il ricorso ogni volta a qualche macchinario bizzarro per risolverlo.
Forse non avendo visto nè X-Files nè Alias trovo questa serie più godibile e magari con meno senso di già visto rispetto a molti di voi, ma devo dire che il prodtto mi convince molto.
L’unica cosa in cui stanno esagerando secondo me, è il personaggio di Peter, ogni puntata scopriamo una nuova abilità, oggi si trasforma in un perfetto scassinatore, suonatore provetto di piano, per non parlare del tizio con la maccina fotografica….vabbè che ha un quoziente intellettivo da paura ma così si esagera!
Temo un pò a lasciare un commento negativo ma..Io devo dire che questa serie non mi ha ancora convinto, no no! Visto che si è ripetuto che è figlia di JJ e Co io ripeto che proprio per questo avevo una grande attesa-finora delusa! non dico sia male o da buttare però io non vedo queste grandi innovazioni, richiama spesso X-files strizza l’occhio ad Alias e bo.. Ogni puntata si pensa la cosa più assurda del mondo e toh lo scenziato l’aveva inventata 30 anni fa! Non mi aspetto realismo ma nel contesto di Alias o su un’isola che manca dalle cartine geog. di tutto il mondo certe cose sembrano più ammissibili.
Quando ho visto che il tizio (non ricordo il nome) forse non è morto mi è venuto da ridere perchè mi è venuto in mente che succede la STESSA COSA in Chuck!Comunque secondo me è morto e cercano di recuperare informazioni dal suo cervello..
Infine: Astrid? Che ruolo insignificante ha? Soprattutto messa tra personaggi/attori molto importanti e bravi!
A me l’episodio è piaciuto, però sono un pò preoccupato. E’ vero che sono soltanto tre episodi, però si inizia già a vedere uno schema ripetitivo nelle puntate:
- si apre col mistero misterioso della settimana.
- durante l’indagine emerge un collegamento col Dr. Bishop.
- dopo un pò di ricerche, Bishop si ricorda che già in passato aveva collaborato/ideato/pensato ad una cosa simile.
- Bishop chiede ad Olivia un aggeggio futuristico per risolvere il caso, e ovviamente l’aggeggio è marcato Massive Dynamics.
- grazie all’aggeggio si arriva alla risoluzione del mistero. Segue inquietante scena finale, che implica che forse il mistero misterioso non è davvero chiuso e che dietro ad esso si aggirano forze misteriose.
Spero che JJ inizi a variare un pò lo schema, altrimenti poi si corre il rischio di diventare noiosi.
@ Gio never sleeps: i personaggi che resuscitano ci sono in quasi ogni serie, mica solo in Chuck!
Ultima ora: Fringe è stato confermato per l’intera stagione. Io tiro un sospiro di sollievo (anche se era praticamente certa la cosa). Voi?
A me la serie piace però quoto Gothic *_*
Però spero ci stupiranno.
Mi unisco a tutti i fan della mucca *_* se le succede qualcosa di male mi arrabbio sul serio.
Holy Cow!
Visto l’episodio, mi è abbastanza piaciuto, però mi aspetto di più dalla serie…
per ora confermo il 3 stelle e mezzo…
p.s. c’era l’osservatore nel treno, questa era la sua prima apparizione?
L’Osservatore compare fin dalla prima puntata ed è presente in ogni episodio, a volte è abbastanza facile notarlo altre è quasi impossibile!
Se non ricordo male nella prima puntata era un riflesso sui vetri del palazzo della MD!!!