Holla atcha boy! (Non ho la più pallida idea di cosa significhi, posso solo avanzare l’ipotesi che Blayne abbia mortalmente storpiato le parole “hello/hola at you boy“)
Scusate il ritardo, ma mentre io diventavo olimpiadi-fanatica, mentre la Rai mi obbligava a scrivere e-mail rancorose in merito alla programmazione delle suddette Olimpiadi, il cugino cominciava a darmi problemi di spedizione. Speriamo si tratti di una cosa momentanea, ma sapete come vola il tempo quando ci si preoccupa.
Comunque, tornando a noi, non ho citato le Olimpiadi a sproposito: infatti in questo quarto episodio di stagione, nonostante sia stato filmato tot mesi fa, i nostri sono chiamati a progettare l’eventuale divisa dell’intera compagine statunitense in occasione della cerimonia di apertura dei giochi che si è tenuta l’8 agosto scorso, a Pechino: “This is serious business here, no joke”.
Il tutto introdotto da Apolo Ohno, celebre e iper-premiato pattinatore sul ghiaccio (ma corre, non balla). Il fatto che abbai vinto la versione americana di “Ballando con le stelle” non sembra aver turbato nessun altro tranne me, ma vabbè, si tratta pur sempre di un campione olimpionico.
In più, visto che probabilmente era stato previsto il netto spiazzamento di fronte alla parola sport per la maggior parte dei partecipanti, gli è stato concesso di visitare il museo di salcpiffero che raccoglie cimeli e fotografie dalla storia dello sport americano.
Non è assolutamente un compito facile: anche dovendo creare solo la divisa per la componente femminile della nazionale, la capacità di sintetizzare lo spirito olimpico, l’eleganza e il fatto che debba rappresentare gli Stati Uniti in modo univoco non è comune a tutti, soprattutto pensando che se è vero che un’atleta professionista è probabilmente in forma bisogna sempre tenere in mente che molte di loro saranno muscolose al limite del maschile, altre massiccie per gli sport di forza, altre ancora molto basse o molto alte. Purtroppo, e non solo secondo me, quasi nessuno ha centrato il punto. Anzi, molti hanno progettato non curandosi affatto di una o più di queste componenti.
Il passato dei giochi purtroppo non aiuta: in tempi recenti la maggior parte delle nazioni occidentali ha sfoggiato varie forme di completi classici come giacca-pantalone o giacca-gonna, mentre le altre hanno spesso integrato costumi tradizionali; in passato invece era molto legato alla moda dell’epoca, e questo ha portato decisamente fuori strada molti concorrenti. Al reality, non alle Olimpiadi.

Blayne:
E’ psicologicamente alla frutta. Come un Sansone moderno, Blayne sente di perdere progressivamente forza e sicurezza, che vengono lavate via insieme alla sua abbronzatura. La migliore battuta della puntata riguarda proprio lui, infatti Jerell afferma, preoccupato: “Credo stia diventando abbronzoressico. Fortunatamente ha quelle splendide meches bionde che lo tengono in vita, ma vorrei vederlo almeno con un po’ di fondotinta“. Oddio, anche il momento in cui Tim gli fa notare che il suo abito comincia a ricordare la cover dell’album che per brevità chiamerò Sergeant Pepper, dei Beatles, e Blayne ammette candidamente di non sapere assolutamente di cosa si stia parlando, infilando una figuraccia dietro l’altra, è stato parecchio divertente… “Sorry Ringo!”
Per lui un paio di pantaloni a sigaretta bianchi e un top monomanica sempre bianco con inserti fucsia e azzurri, che forse nella sua testa sono ottimi sostitutivi per il rosso e il blu. Comunque niente di speciale e, come molti altri, leggermente fuori contesto.
Daniel:
Sempre con la flemma che caratterizza ogni sua esternazione, Daniel dichiara che “è piuttosto confuso da tutto questo“, perchè lui è “sul glamour” e “questo non c’entra niente” con ciò a cui è abituato. Povera stella, lui è stato in collegio (leggi: è ricco sfondato), lui odia le divise che è stato costretto a portare perchè rendono tutti “un poco generici”. Ottima idea quindi realizzare un vestito da coktail, un po’ da sera, ispirato agli anni ‘40 e rimodernato. Quando iniziano a blaterare di rimodernare qualcosa o qualcuno vuol dire che avranno dei guai, è ufficiale.
Terribile realizzazione infine: non tanto tecnicamente, quanto la scelta della stoffa che risultava quasi viola in passerella e l’ispirazione generale dell’abito che lo rendeva del tutto inadatto alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi. A meno che, a detta di Michael Kors, non dovesse vestire la rappresentante della Republica di Cocktailandia.
Jennifer:
La povera Jennifer è la classica concorrente che avrebbe bisogno di un designer di sostegno. No ma voi ditemi come si fa a buttarsi a pesce su una tutina striminzita risalente almeno agli anni ‘30, tutta dorata e lisa e mangiata dalle tarme, per poi affermare di voler tradurre quello stile in moderno! Ma che stile scusa?!
Jennifer era inizialmente indecisa se creare un outfit adatto alle richieste dell’episodio o un outfit che le piacesse e basta, e ovviamente opta per quest’ultima opzione. Una canotta bianca, una gonna bianca a striscie oro e una giacca/maglione blu (soprattutto con l’88% di umidità rilevata in Cina in questi giorni) sono l’esempio più lampante di un designer che non riesce ad evadere dai vincoli del proprio gusto personale nemmeno se obbligato: il suo outfit non è America, non è 2008, non è Olimpiadi, non è nemmeno Cina o sport o orgoglio o nient’altro. E’ solo Jennifer. Come volevasi dimostrare: eliminata. Era una mia impressione o Nina Garcia le parlava più lentamente? o.O
Jerell:
Jerell è simpatico. Dico davvero, è omosessualmente simpatico, e divertente.
Però è un pessimo stilista. Ripeto: PESSIMO.
Per lui una gonna a matita, di quelle tanto care a Victoria Beckham, blu a righe bianche e rosse, una camicia su cui riesco a contare almeno 5 diverse fantasie, dai pois alle righe al pizzo, con l’aggiunta di un colletto annodabile e un paio di leggins neri… il tutto concluso da un enorme, sformato ed egualmente fantasioso cappello. Privo di senso, tutto totalmente privo di senso. Oltre, ovviamente, al fatto che una donna che solleva pesi o lancia il martello o fa ginnastica artistica starebbe così male che non voglio nemmeno pensarci.
Certo, da un uomo che indossa una giacca da completo completamente strappata praticamente a torso nudo non dovremmo aspettarci poi tanto…
Joe:
Joe spalanca subito gli occhi come un bambino in un negozio di dolciumi: da bravo ex-giocatore di football è un grande patito di sport e in più ha disegnato molto abbigliamento sportivo nella sua carriera. Questo tra l’altro spiega mooooolte cose…
In un attimo è dramma: Joe irrompe in sala macchine (fa molto Titanic chiamarla sala macchine XD) e accusa Daniel di avergli non solo rubato la macchina da cucire, ma ADDIRITTURA di averci caricato sopra del filo rosso dopo aver tolto il suo bianco! (Per chi non lo sapesse, per permettere alla macchina di cucire con un determinato filo bisogna creare un rocchetto apposta con quel filo e poi caricarlo sulla macchina, operazione non dico lunga e difficile, ma quasi) Certo, Rossella O’Hara non avrebbe saputo fare più scena di così, visto e considerato che di macchine ce ne sono pure in eccesso… Beh, è andato avanti due ore a rompere le palle, secondo me solo per il gusto di rompere le palle.
Joe decide immediatamente di realizzare una SKORT: davanti gonna (SKirt), dietro pantaloncino (shORT). E che Dio lo perdoni. In generale molto, troppo sportivo, molto, troppo tuta, molto, troppo Adidas. Però ai giudici è piaciuto… bah.
Keith:
Al momento di comprare i materiali da Mood ha un leggero screzio con Terri: mentre lei è girata lui trova una stoffa e inizia a tagliarla, senza sapere che era stata proprio Terri a metterla sul tavolo. A occhio direi che alla fine l’ha avuta vinta lei, ma quante scene santocielo! Non prendetela dal verso sbagliato, ma da certi reality le donne afroamericane vengono fuori immancabilmente incazzose e paranoiche, e in definitiva insopportabili!
Keith, nel suo essere stranamente virile per uno stilista omosessuale, ci rivela di essere stato un ginnasta fin da bambino e che quindi ha sempre guardato alle Olimpiadi con ammirazione. Questo spiega il bel bozzetto che ci mostrano ad un certo punto, ma non il mediocre abitino che realizza alla fine! Un miniabito bianco, smanicato, con un enorme colletto in alto e un’esplosione di gonna blu in basso. In mezzo, il foulard più grosso che io abbia mai visto. Gigantesco.
Kelli:
A detta sua, il suo vestito “forse non è 110% pertinente alle Olimpiadi”, ma perdio “lei [la modella] è favolosa!”
E a noi fa tanto piacere, Kelli. Peccato che non sia questo il punto.
Gonna a matita anche per lei, blu, con due specie di ali sui fianchi che ricordano stranamente un enorme colletto, e camicia rossa a pois bianchi piena di frillifralli (termine tecnico) che fanno sembrare la modella una mera comparsa di un un film ambientato negli anni ‘40… Insomma, non pessimo, ma nemmeno buono! E di certo non pertinente, nemmeno un misero 5%.
Kenley:
Finisce ad un passo dall’essere linciata dal resto della truppa a causa della sua risata, ma io sospetto sia solo perchè erano invidiosi del fatto che qualcuno potesse anche divertirsi, invece limitarsi che farsi venire l’ulcera.
Sceglie immediatamente di lavorare con il bianco e il blu, lasciando monco il classico tricolore americano, e crea l’ennesima gonna a matita con quello che potrebbe benissimo un plaid rubato ad un povero anziano che a quest’ora è morto di polmonite.
Korto:
Se Korto stesse zitta la amerei molto di più, non fa altro che lamentarsi e attaccar briga, eppure anche così mi piace parecchio. Da Mood compra subito lino bianco e pelle, blu e rossa: inutile sottolineare quanto sia insolita questa sua scelta. E se a noi non sorprende lo sguardo spiazzato di Kenley, Korto la prende sul personale e commenta dicendo che farebbe meglio a badare al plaid che sta comprando lei piuttosto che al suo lino.
Infine per lei un outfit che forse è più ricco di significati veri che quello di altri, non essendo americana ma avendo trovato negli Stati Uniti la terra promessa. Pantaloni larghi in lino, a vita alta, bordati da pelle rossa e blu molto scura; una camiciola smanicata bianca e una speciè di gilè sempre in lino, con le spalle in pelle. Korto vince quindi l’immunità, perchè è stata in grado di creare un abito adatto all’occasione, innovativo, ben construito e ben pensato. Non le si poteva davvero chiedere di più.
Leanne:
Leanne, in vena di confessioni, ammette di essere stata una ragazza pon-pon ma, ai miei occhi, il fatto che si giustifichi dicendo che era solo perchè praticava anche ginnastica e danza è inutile: una volta cheerleader, per sempre cheerleader.
Leanne si conferma ancora una volta una delle mie (due, con Korto) preferite: per lei un paio di shorts bianchi molto eleganti e al tempo stesso giovani e sportivi, e una camicietta smanicata molto strutturata con un enorme colletto blu, bianco e rosso. E, come al solito, uno di quegli abiti che comprerei subito potendo, e scusate se è poco. Non è forse questo lo scopo ultimo di uno stilista? Creare qualcosa che valga pena pagare per avere. E poi, voglio dire, io sono una persona importante, insomma.
Stella:
Quando Tim, per cercare di far uscire il suo cervello dal tilt provocato dall’idea di disegnare vestiti anche solo remotamente collegati con dello sport, le mostra la foto di un atleta che compie un salto in alto in un due pezzi di pellicciotto e lei risponde sicura “So cosa fare ora!”, penso immediatamente: oggi va a casa. E’ la volta che la sbraga, Tim l’ha incastrata.
Infatti Stella, appena può, compra del satin elasticizzato nero e della pelle rossa, bianca e blu. “Non posso farne a meno: il nero è figo!”. Del resto, lo sappiamo tutti, “ci sono un sacco di motociclisti in questo paese che guardano le Olimpiadi”, quindi no Blayne, non è tutto nero perchè il paese sta attraversando un periodo di depressione economica, ma perchè è “moderno”, “potente” e “da gladiatori”. A me continua a sembrare un sacco della spazzatura con l’orlo, ma tant’è.
Suede:
Suede questa volta non ci ha allietato parlando di Suede come se Suede non fosse lo stesso Suede qui presente, ha solo fatto notare come, in pieno dramma in sala macchine, fosse tutto totalmente “wackadoodle“.
Molto molto molto poco spazio al nostro Suede di fiducia, che ha del resto realizzato un abitino per cui meglio se non me ne parlano diffusamente: top bianco con collo alto ma scollatissimo dietro, gonna blu ampia e sballonzolante. Se ve lo state chiedendo, si, è praticamente lo stesso vestito della scorsa settimana, solo che se lo facciamo bianco, rosso e blu fa più orgoglio nazionale e anche quell’armadio della lanciatrice del peso di 180 chili per 3 metri di altezza lo può portare e andarne fiera.
Terri:
Anche Terri è tra i pochi che hanno mai seguito i giochi e si è subito concentrata sulla tradizionale eleganza americana (anche se credo di aver visto delle tute e dei cappellini da baseball tra le foto delle passate cerimonie): giacca, pantalone, top e foulard. Anche lei era partita con l’idea di modernizzare qualcosa di non ben definito, e in questo direi che ha toppato, mentre è stata la sola a concludere con “qualcosa di cui l’America possa andare fiera”. Io, ho i brividi.
Certo, considerando che la maggior parte degli altri non ha assolutamente capito cosa gli veniva chiesto, sembra quasi scontato che il look classico con un leggero twist sadomaso (quel top era decisamente troppo stretto) abbia ottenuto consensi. Una scelta sicura che le ha portato decisamente fortuna. Dalla sua aveva di sicuro la versatilità e la perfetta esecuzione.
E’ sicuramente stato un episodio molto interessante, la sfida era bella grossa, ma la risposta degli stilisti è stata a malapena mediocre: su 13 concorrenti solo 4, forse 5, hanno fatto qualcosa di vagamente appropriato all’occasione per cui erano tenuti a progettare, mentre tutti gli altri si affannavano a creare qualcosa per loro, o qualcosa che parlasse di loro o qualcosa e basta. E nessuno che se ne sia reso conto! Ad ora ho due punti fermi che mi stanno dando grandi soddisfazioni a livello di creazioni (Korto e Leanne), pochi altri che mi fanno molto ridere (Blayne, Jerell e Suede) e un magma informe di delusione che comprende tutti gli altri. Speriamo bene per il futuro! ToT
Dopo il quarto episodio è l’outfit-non-olimpico di Jennifer che va a rimpolpare un ancora scarno MURO DEL DISONORE! In attesa del prossimo fortunato, così avete il tempo di votare i vestiti, noi ci salutiamo qui!










Articoli (RSS)
Agosto 14th, 2008 alle 09:31
c’è da dire una cosa su questo programma…le modelle sono BRUTTE, quasi tutte, ce n’è una che ha sempre una smorfia sul viso (Nicole) che è orrenda.
per quanto riguarda gli abiti, non ne ho visto uno che c’entrasse molto con lo scopo della puntata anche se alcuni erano davvero carini.
non ho seguito le altre edizioni perché non conoscevo nemmeno il programma però è divertente tutto sommato vedere cosa fanno uscire dalle mani questi ragazzi!
in realtà mi è piaciuto molto il vestito di Suede.
Agosto 15th, 2008 alle 01:22
il vestito di suede non era brutto in sè, ma assolutamente improponibile per una cerimonia di apertura.
Agosto 15th, 2008 alle 10:40
Ma solo io penso che jennifer sia completamente senza talento, e che si veste come una nonnina ? E che i vestiti creati da lei siano assolutamente asessuali?? cioè mai qualcosa che mostri un po’ le tette o il sedere (scusate.. nn sono un morto di f… ma cavolo sono dellle modelle!! e lei le copre nella maniera piu assurda!) Neanche mia nonna indosserebbe quei vestiti perchè appunto troppo da vecchi!
E poi era scontato che se ne andasse, già settimana scroso mi sembra che i giudici abbiano detto (forse heidi klum) che erano stufi di lei, e che proponeva sempre e solo cose barbose! Come darle torto??
Ah cmq.. secondo me il vestito di joe nn era così male.. era veramente sportivo.. (forse anche un po’ troppo..) e per la lite per la macchina da cucire ho riso come un pazzo! bauhauhauahuuah cavolo ce ne sono centomila! sarà anche l’unico etero ma ogni tanto è un po’ una queen drama!! ghghghghg
Agosto 18th, 2008 alle 14:55
A me il più adatto alla cerimonia sembrava quello di Terri in realtà… Anche se Korto ammetto che fa sempre cose molto belline però proprio non riesce a starmi simpatica!
Cmq decisamente nessuno di loro aveva mai visto una cerimonia di apertura delle olimpiadi! O_O
Ecco, Jerell invece tento di non sopportarlo perchè non mi piace come stilista eppure è proprio simpatico, hai ragione!
Lui e Korto potrebbero scambiarsi di personalità, sarebbe un’ottima soluzione…
Settembre 27th, 2008 alle 11:15
Ma come ha fatto la famosa “pencil skirt” a trasofrmarsi da gonna a tubo … a gonna a matita? Santo cielo, è come chiamare il kilt gonna scozzese. Horror allo stato puro per una gonna che invece è un classico intramontabile (se si hanno polpacci lunghi e affusolati).