the-middleman-1×03.jpgHo sempre avuto problemi a riempire il precut di ogni articolo. Mi arrovello sempre chiedendomi cosa metterci. Una battuta dalla puntata? Uno pesudoriferimento/commento all’episodio in generale, ovviamente senza spoilerare troppo? Oppure partire da una cosa comune e banale come, che ne so, le condizioni metereologiche e inspiegabilmente ricollegarmi all’episodio in questione con un’azzardata analogia? E se invece parlassi del modo in cui riempire il precut riempiendo nel frattempo il precut? Mh… Cosa posso scegliere? Che posso fare, perdindirindina! Oh, dalla regia mi dicono lo spazio è stranamente finito. Vabbé, ci penserò la prossima volta.

Questa puntata di The Middleman, scritta dal caro Javier Grillo-Marxuach e diretto da Jeremiah Chechik, non si scosta particolarmente dalle precedenti. Stavolta Wendy deve vedersela con un gruppo di Lucha-Libre che ha deciso di rapire Middleman e il tanto temuto maestro Sensei Ping del Clan del Bastone Appuntito, trascinandoli nel tempio di Itzilichlitlichlitzl per la tanto agognata vendetta. Riuscirà Wendy da sola a salvare i due prima che il Clan del Bastone Appuntito abbia la sua testa? Riuscirà ad affrontare il fatto che non era per niente la prima scelta di Middleman e che la sua macchina è veramente un vecchio catorcio?

Stavolta, prima di parlare dell’episodio in particolare, vorrei fare una piccola riflessione. The Middleman, oltre a battute e personaggi divertenti, si presenta sempre di più come una serie che, parlando e ironizzando su personaggi e stili presenti negli anni d’oro del fumetto e della tv statunitense e del mondo cine-serial-fumettistico che vi ruota attorno, ne conserva allo stesso tempo le regole base di sviluppo narrativo nella classica avventura di formazione, che qui si configura in maniera semplificata e iconica. La particolarità della serie tuttavia è un’altra: se di solito, in prodotti simili, ogni nemico rappresenta (in maniera più o meno astratta) un problema o incarna debolezze che devono essere affrontate e superate dal protagonista, qui più che altro ogni nemico rappresenta niente di più di quello che rappresenta, ovvero niente, o meglio, niente di più di una citazione, un gioco. Mi spiego meglio (o almeno ci provo. Voi intanto fate cenni di finto assenso). Ovviamente anche in questo caso risultano centrali le vicende della cara Wendy, ma è così flebile il filo che le lega ai nemici e ai pericoli di volta in volta affrontati che si può benissimo dire questi siano un pretesto per enumerare, rivisitare e ironizzare sulle grandi icone che il fumetto e le serie tv classiche hanno istituito. Ma, se allarghiamo un attimo il nostro orizzonte, questo approccio sembra una costante che unisce molte serie di questo periodo, che dall’ibridazione dei generi sono addirittura passate ad una vera analisi e scomposizione dei generi stessi (ne avevo già parlato per Medium e C.S.I. Crime Scene Investigation). Certo poi verrebbe a galla l’inquietante domanda (verrebbe vero? Solito cenno di finto assenso): quando avremo finito di fare a pezzi e analizzare i generi sotto ogni aspetto e forma, generi che rappresentano unità di base nel campo della narrazione in generale, cosa ci resterà per costruire una storia? Come si reggerà in piedi? Ma questo è un discorso lontano, non pertinente e fin troppo apocalittico (e da pippa mentale molto molto cerebrale), soprattutto per una serie divertente come questa.

Anche se, a dire la verità, questa volta avrebbero potuto essere più divertente. Battute e citazioni non mancano, ma forse sono un po’ troppo centralizzate attorno al personaggio di Wendy e al poco simpatico “tizio della strada” che speriamo non si riveda più (per chi lo ricordasse è Andrew Goode di Terminator: The Sarah Connor Chronicles), lasciando troppo poco spazio a chi se lo meritava davvero: Sensei Ping, che in due battute ha già dimostrato tutte le sue potenzialità… comiche.

Ma in fondo questa puntata delle perle ce le regala. Oltre a citazioni dei film “alla Bruce Lee” (con tanto di maschera gialla e nera, colonna sonora e del colpo segreto mortale Il pollice della morte di Wu-han!) e dei fumetti (quando Wendy si immagina con il costume di Robin), ci sono le solite didascalie assurde dei luoghi (vorrei sapere come gli attori siano riusciti a ripetere la parola “Itzilichlitlichlitzl” così tante volte!) e soprattutto dei tempi (se non ci avete fatto caso andate a ricontrollare, vi prego!). Poi stavolta c’è anche posto per i sottotitoli, che ora compaiono persino quando i personaggi parlano inglese, traducendo il dialogo in spagnolo, ovviamente (???!). E ancora segnalo il flashback della lotta finale tra Sensei Ping e El Sapo Dorado, e infine il modo (molto Full Monty in effetti) in cui Sensei Ping si tira via la maglietta.

E ora la rubrica The Middleman dixit:

Tizio del museo: Così è nel Mossad? Ho prestato servizio nell’esercito israeliano. (In ebraico… credo) E’ un prodotto del movimento kibbutz come me?
The Middleman: Una volta un uomo mi fece questa domanda. Ho spinto a calci i suoi organi riproduttivi maschili nel suo taschino da orologio. Ora deve controllare l’ora ogni volta che deve copulare.

Sensei Ping: Te l’ha detto The Middleman di recitare la più sacra forma di saluto a Sensei Ping?
Wendy: Uh, sì.
Sensei Ping: E’ proprio un burlone. Sai molti di noi maestri delle arti marziali sono in realtà molto informali.
Wendy: Veramente?
Sensei Ping: NO!

The Middleman: Così, il solo modo che hai trovato per gestire un nervoso maestro di arti marziali proveniente da una cultura diversa dalla nostra, un uomo che ha speso il doppio dei tuoi anni per arrivare al massimo nella sua arte e guadagnarsi il rispetto di ogni lottatore del mondo, dopo che ha volato per mezzo mondo per allenare te, è stato offendere il suo onore e renderlo vulnerabile a un’imboscata?
Wendy: Come potevo sapere che c’era una truppa di luchadores che gli dava la caccia? Questo non è giusto!

Quindi per questa settimana il voto diminuisce un pochettino. Ad ogni modo The Middleman resta un prodotto godibilissimo e simpatico che non vi conviene perdere.

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7 Risposte a “The Middleman - 1×03 - The Sino-Mexican Revelation”
  1. _klaus__klaus_ scrive:

    Concordo con ogni tua parola rei, e concordo assolutamente sul fatto che la serie è GODIBILISSIMA!!! Un piccolo appunto: per la rubrica “Middleman Dixit” ci stava benissimo la telefonata di Wendy a Lacey (sempre piu bona!!! Slurp!!!) a bordo dell’harrier…

  2. paulus... scrive:

    o cielo lo screencap mi fa morire!
    non ho ancora visto l’episodio, non vedo l’ora!

  3. LucasCorso scrive:

    Grazie per il quote e per la piccola correzione :p
    Esclusa questa cosa (e un paio di altre cosine minuscole che ho gia’ fixato) spero che abbiate gradito i sottotitoli, che noi del Middleteam cerchiamo sempre di fare al meglio nonostante la difficolta’.
    Questo telefilm e’ davvero uno spasso.

  4. manukimanuki scrive:

    Concordo in pieno con il tuo “pippone mentale”… anche sulla parte apocalittica!
    In effetti è proprio quello che mi chiedo ultimamente righuardo a serie tv come Lost, Samatha who, The secret life of the american teenager. Che fine possono fare queste serie una volta che si esaurisce il filone principale? Ovviamente la mia e’ un’osservazione più superficiale rispetto alla tua e sono stata smentita almeno riguardo a Lost che sta diventando un fenomeno dilagante. Evidentemente gli sceneggiatori si giocano bene le loro carte.
    Credo che la risposta sia che “quando avremo finito di fare a pezzi e analizzare i generi sotto ogni aspetto e forma, generi che rappresentano unità di base nel campo della narrazione in generale” o s’inventeranno qualcosa di geniale… o finirà la serie!
    Per la rubrica Middleman dixit, o meglio Sensei Ping dixit, citando Danny Zuco “E’ il mio nome non sciuparlo”.
    Forza MiddleTeam! … uh cosa?… ok ok… sono un po’ di parte, lo so!

  5. Rei, the frakkin' Serialmente guyRei, the frakkin' Serialmente guy scrive:

    Il mio “pippone mentale” era proprio una visione generale e anche troppo apocalittica. In fondo tutti i mezzi con cui si narrano storie hanno una fase di massimo sviluppo in cui toccano l’apice della loro capacità di linguaggio e poi vivono un periodo di assestamento (come lo è stato col cinema), ma sono ben lontani dalla fine.
    Poi per par condicio volevo ringraziare anche l’altro team di subber (tra l’altro la prossima volta eviterei info di servizio del tipo “li abbiamo fixati”, solo per una questione di correttezza e di pertinanza, grazie - senza nulla togliere al vostro lavoro sia chiaro ;-) ).

    E per ultimo vi volevo informare che finalmente ho beccato la canzone di Noser, o meglio di Noser e Middlemen stavolta, ovvero “What Becomes of the Broken Hearted” di Jimmy Ruffin. Yu-huuu!!!!

  6. LucasCorso scrive:

    Ah ok, scusa. Non succedera’ piu’.

  7. paulus... scrive:

    Ho finalmente visto l’episodio…bellissimo.
    Ma quanto parlano veloce, in alcuni punti ho annche fatto fatica a seguire i sottotitoli (devo ricontrollare poi il dialogo inglese con sott spagnoli).
    Il tizio della strada non era una cattiva idea, ma mi sa che non lo rivedremo più (amnesia? di 2 giorni?).
    Le didascalia degli orari sono un piccolo tocco di genio, bellissimo il nome del tempio molto fumettistico.

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