Fear Itself - 1×06 - New Year’s Day Beh, sapevamo tutti che prima o poi sarebbe arrivato questo momento. Ad essere sinceri sono moderatamente sorpreso che sia arrivato solo adesso, ero convinto che avrei dovuto scrivere un’introduzione del genere già dopo i primi episodi. Comunque via, togliamoci il pensiero. Scritto da Steve Niles (28 Days Later, 30 Days of Night) e diretto da Darren Lynn Bousman (Saw II, III e IV), New Year’s Day è il punto più basso mai toccato della serie. Lo dico a malincuore, perchè adoro le storie di zombie e perciò questo episodio in particolare era da tempo nella mia wishlist. E per quanto lo spunto di base sia molto intrigante, la realizzazione è terribilmente insulsa - e non possiamo neanche consolarci dicendo che è uno di quei casi da “so bad it’s good”. No, purtroppo New Year’s day è quello che gli americani chiamerebbero “crapfest”, e i romani invece “nammerda”.

E’ il primo dell’anno e i morti hanno ripreso a camminare sulla terra, trasformati in zombie da una non specificata sostanza rilasciata nell’aria dall’esplosione di un laboratorio chimico. Helen si sveglia nel suo appartamento alle quattro di notte, con i postumi di una sbronza epica che le impedisce di ricordare cosa abbia fatto la notte prima e la lenta, inevitabile realizzazione di essersi svegliata in un mondo completamente diverso da quello che conosceva prima di entrare nel suo coma etilico. Le pareti dell’edificio in cui vive sono ricoperte di sangue, la sua padrona di casa morta vaga per i corridoi tirando capocciate alle porte degli appartamenti (sarà arrabbiata per i ritardi sull’affitto, chissà), i telefoni funzionano male - come in ogni apocalisse che si rispetti, d’altronde - e il suo coinquilino/migliore amico Eddie, indiscutibilmente morto, le dà la caccia. Helen decide di rifugiarsi dal suo fidanzato James, ma per strada scoprirà che Eddie e la landlady non sono gli unici nonmorti in giro e che la città pullula di zombie.

Apriamo una piccola parentesi su questi zombie. L’andatura dinoccolata e lo sguardo vacuo sono quelli tipici della cinematografia zombesca, ma le similitudini finiscono qua. Gli zombie di New Year’s Day non sembrano conoscere il classico vocabolario del genere (che, ricordo, è composto da tre semplici parole: “NNNHHHHHH”, “UUUUUUUUUGH” e “BRAAAAAAINS”), ma preferiscono “comunicare” con suoni afoni e scricchiolanti che danno invece la sensazione di un linguaggio più vicino agli insetti. Inoltre, e non ridete adesso, sembrano soffrire di cervicale. Giuro. Piegano tutti la testa di scatto come se volessero far schioccare le vertebre del collo, quindi le cose sono due: o è davvero cervicale (e in quel caso si prospetta un periodo di affari d’oro per i chiropratici che sopravviveranno all’apocalisse), oppure hanno riciclato gli zombie di Thriller.

Durante la fuga di Helen, intanto, noi assistiamo a quelli che probabilmente sono i flashback più inutili di sempre. Lei, la sua amicadelcuore, Eddie e James si ritrovano la notte prima ad un party per festeggiare il nuovo anno. Helen è depressa, in uno stato mentale instabile, ancora in lutto per la morte recente del fratello e disperata perchè James sembra essere totalmente disinteressato a lei. Seguono un paio di pseudorivelazioni che in realtà si erano già intuite alla prima occhiata (brevemente: amicosfigato ama protagonista, che invece ama ragazzofigo, che invece preferisce spupazzarsi miglioreamica. Wow, che intreccio inedito e inatteso! /sarcasm), che preparano per l’improvviso e scioccante finale: Helen è uno zombie, e lo è stata sin dall’inizio dell’episodio. Il che, effettivamente, spiega perchè in quaranta minuti la ragazza non abbia fatto una mazza, limitandosi ad essere inutile. Un ulteriore miniflashback getta una luce chiarificatrice su alcuni eventi della serata: il vecchietto che la incolpa per la morte della moglie, il fatto che Eddie si limitasse ad inseguirla senza mai attaccare, le telefonate incomprensibili - non per disturbi sulla linea, ma per la sua incapacità di articolare - sono tutti dettagli che visti in questa prospettiva risultano più chiari.

L’idea di base di Niles è molto suggestiva, una ventata di novità in un genere, quello degli zombie, che ultimamente (a parte qualche raro caso) pare essere diventato la parodia di sè stesso. Secondo la sua visione, infatti, le persone che si trasformano in zombie rimangono lucide, ma al momento della morte scatta qualcosa che va ad intaccare la loro capacità di linguaggio. Vedendo la cosa in quest’ottica è più facile ipotizzare delle giustificazioni plausibili per comportamenti “anormali” come quello della padrona di casa, che con molta probabilità era più spaventata di Helen e cercava soltanto di rientrare in casa. Certo, non è altrettanto facile invece trovare una spiegazione razionale al cannibalismo, ma si potrebbe ipotizzare che sia una conseguenza del corso degenerativo del virus.
Purtroppo, l’idea è l’unica cosa che si salva. Tutto il potenziale è stato sfruttato malissimo, i dialoghi sono vuoti e insulsi (“She’s one of them… and she’s been ALL NIGHT!”. Mapperfavore.) e il twist finale è meno inaspettato di quanto avrebbe potuto essere, anche perchè ormai si è capito che è questo l’andazzo con Fear Itself.

Quello che davvero uccide l’episodio, però, è la regia videoclippara e handicappata di Bousman, una roba talmente a cazzo di cane che persino Renè Ferretti ne sarebbe disgustato. E’ un miscuglio confuso di accellerazioni improvvise, inquadrature sovrapposte, colori ultrasaturati, movimenti di camera rapidi e un (ab)uso irritante del jump-cut che davvero, fa venire il mal di mare. Non so, per rendere un pò l’idea, è come se aLl’ImPRoVviSo mI MeTTeSSi a sCriVErE cOSì, alternando font e colori diversi nelle stesse parole.
Ogni volta che succede qualcosa di violento o anche solo vagamente interessante, Bousman sembra provare l’irrefrenabile bisogno di rovinare la scena girandola dal punto di vista di un epilettico. Il risultato è che per gran parte del tempo finisci per non capirci una mazza, perchè sei troppo impegnato a tentare di decifrare l’accozzaglia multicolorata di immagini che scorrono sullo schermo per seguire anche la trama. Maledetto sia l’enorme successo che ha avuto Saw, perchè è da lì che è partita la moda di girare i film “de paura” dal punto di vista di uno strafatto di LSD. Il giorno in cui capiranno che queste riprese “alla Lucignolo” non fanno atmosfera, ma fanno soltanto cagare, sarò un bambino più felice.

Hey, i know that guy!
Edizione ridotta oggi, dato che per molti di questi attori il ruolo più importante che hanno avuto in carriera è tipo “cadavere #3″ o “ragazza in coda alla cassa”. L’unica con un pò di gavetta alle spalle è Briana Evigan (Helen), che vanta nel suo curriculum l’apparizione in un video dei Linkin Park e un ruolo da protagonista in Step Up 2: The Streets. Oh, god.

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7 Risposte a “Fear Itself - 1×06 - New Year’s Day”
  1. romolo scrive:

    Credo che la sintassi corretta sia ” ‘na merda “, con l’elisione e senza doppia (si pronuncia ma non si scrive).

    Comunque l’idea di fondo non è male. Peccato per la regia, sarà per un’altra volta!

  2. skorpioskorpio scrive:

    tra l’altro ho la sensazione che questi ultimi due episodi debbano quasi tutto alle atmosfere dei videogiochi, nel caso della scorsa puntata l’ispirazione era quella di “silent hill”, qui è palese il debito nei confronti della saga di “resident evil”…

    comunque spezzo una lancia a favore dell’episodio, tutto sommato l’atmosfera non mi è dispiaciuta (anche se sì, la regia era un po’ da mal di testa) ma concordo pienamente sul fatto che il plot twist finale faceva veramente schifo (perchè si prendono per mano? ora che sono tutti e due zombi felici e contenti lei ha capito quanto lui lo ama?)…

  3. gothicgothic scrive:

    romolo, hai ragione. Cerca di capirmi, sono andato ad orecchio :P

    skorpio: Si, qualcosa di resident evil ce l’aveva, anche se (visto il regista) gli interni “sporchi” mi sembravano più un richiamo allo stile dei vari seguiti di Saw.

  4. Chris.p3 scrive:

    A me questo episodio è piaciuto. Non tanto la storia, un po scontata, nulla di che. soprattutto il finale. ma come è stato girato. sarà che è il primo episodio della serie che vedo. però l ho visto il inglese, capendoci pochissimo dei dialoghi, eppure lo capivo tutto. ora aspetterò di vedere gli altri x dare un giudizio anche in paragone ai primi 5 episodi. per adesso gli dò una sufficenza piena! :)

  5. YusakuYusaku scrive:

    a me è piaciuto abbastanza, anche se ho trovato alcune incongruenze:
    1. Come fa lei ad essere zombie se non è entrata in contatto con loro? Parlavano di virus o qualcosa del genere.
    2. Lei immagina di usare il telefono e la torcia, di accendere l’auto? Perchè altrimenti se lo fa lei, perchè non lo fanno tutti?

  6. gothicgothic scrive:

    1) è una citazione ai film di Romero. Nei suoi film, infatti, TUTTI i morti ritornano in vita come zombie, non soltanto quelli morsi/graffiati/contagiati.

    2) ah, boh. Le azioni secondo me le ha fatte davvero (vedi il flashback del cellulare, ad esempio), ma è inutile star lì a cercare una spiegazione plausibile alla cosa perchè tanto non c’è, è uno di quei casi dove lo sceneggiatore “imbroglia” per non svelare subito il colpo di scena finale. Anche perchè non esiste che uno, per quanto possa essere fatto fino alle doppie punte dei capelli, provi a rubare la macchina ad uno zombie. Cioè, allora sei un idiota e meriti di morire tra atroci sofferenze -_-’

  7. buffyforever scrive:

    Bah, per la regia sono d’accordo! Un colpo allo stomaco! -.- Certe volte non riuscivo a fare differenze tra i flashback e gli avvenimenti del momento e sono entrato in uno stato confusionale! Vorrei capire una cosa, il fratello di Helen è morto, ma lo vediamo anche nel flashback del 31 dicembre. Sta tipa soffre per un altro fratello morto o è sempre lui? Se la risposta è la prima - come diavolo è morto il ragazzo del flashback? - se la risposta è la seconda - perché caspita soffre allora? - Sto episodio mi ha davvero confuso eppure sembrava bello visto che ci sarebbero stato gli zombie! :S

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