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18 lug
venerdì
Life On Mars, Pilot 2008/2009
Life On Mars – 1×01 – Pilot [Pre-air]

life-on-mars.jpgUn paio di premesse sono doverose nel momento in cui mi accingo a recensire questo episodio pilota. Innanzitutto (ma questo penso lo sappiano un po’ tutti) si tratta del remake dell’omonima serie televisiva inglese, che stando a quello che ho letto ha avuto un notevole successo di critica e di pubblico.

L’aspetto più importante della cosa è che il sottoscritto di questa serie inglese non ha mai visto nemmeno mezzo episodio, di conseguenza non è in grado di giudicare se e quanto questo Life On Mars “made in USA” sia migliore o peggiore dell’originale.

La seconda premessa è che voci non confermate (leggi: Wikipedia) sostengono che, a seguito della visione di questo preair da parte dei capoccioni di turno è stato deciso di apportare dei significativi cambiamenti di impostazione. In particolare, l’attore che interpreta il protagonista dovrebbe rimanere lo stesso, mentre gli attori che interpretano i comprimari più importanti dovrebbero cambiare, e ci dovrebbe essere uno spostamento di tutta la vicenda da Los Angeles a New York, chiaro segno che si è percepito che qualcosa non andava.

Comunque sia, è quasi certo che la serie si farà, quindi qualcuno che ci ha scommesso dei soldi c’è.Mi rendo conto che quanto scritto sopra non depone a favore della qualità dell’episodio, ma bando alle ciance e buttiamoci nella mischia…

In due parole, la serie narra le avventure di Sam Tyler (interpretato dal mascelluto attore irlandese Jason O’Mara), detective del LAPD nell’anno del Signore 2007, che dopo essere stato investito da un’automobile mentre sta lavorando ad un caso, si risveglia ritrovandosi catapultato nel 1972. Come ci sia giunto è un mistero, anche se molti elementi fanno pensare che non si tratti di viaggio nel tempo, quanto piuttosto di una sorta di allucinazione imbastita dal cervello di Sam mentre il suo corpo giace in terapia intensiva. Certo è che anche nel 1972 Sam fa il poliziotto, e si trova ben presto coinvolto in un caso che pare avere molte connessioni col caso a cui stava lavorando nel 2007.

Inutile dire che la più grossa carta che questa serie si gioca è il contrasto tra due mondi: l’ipertecnologico 2007, in cui fare il poliziotto significa sì irrompere in case piene di scoppiati e menare le mani coi sospettati, ma significa anche analisi del DNA, identikit fatti al computer ed ambienti di lavoro algidi e patinati in stile CSI, ed il ruspante 1972, in cui tutto sembra sporco ed affollato, il massimo della tecnologia sono le macchine da scrivere, le analisi del DNA sono al di là da venire, i poliziotti non si fanno scrupolo ad essere brutali e violenti e le poliziotte sono rare come mosche bianche.

E del resto quando il passaggio tra i due mondi avviene mentre Sam sta ascoltando “Life On Mars?” di David Bowie dal suo iPod magistralmente collegato allo stereo dell’auto, e dopo il salto temporale è sempre la stessa canzone a suonare da un Super 8 (una di quelle cartucce tipiche degli anni ’70) inserito nell’autoradio di una muscle car decappottabile, subito si capisce dove si vuole andare a parare. E che si voglia giocare sul filo dei ricordi e del “come eravamo” contrapposto all’era di Internet è chiaro anche quando Sam entra in un negozio di dischi con l’aria di un bambino che entra in un negozio di giocattoli, e la prima cosa che dice è che si, nel 2007 la musica si ascolta da apparecchi piccolissimi, però la qualità del suono non è granchè (probabilmente è uno di quelli che ascolta roba compressa a 128 Kbps…).

Parlando di poliziotti, come non citare il capo di Sam, il sanguigno Gene Hunt (interpretato da un Colm Meaney decisamente non in parte)? Da uno che accoglie il suo nuovo sottoposto con un cazzottone nello stomaco c’è da aspettarsi un po’ di tutto, anche che alla fine riesca a dimostrare un minimo di rispetto, visto che tutto sommato Sam è uno che i casi li risolve…

Per quanto riguarda il versante poliziotte, ecco la dolce Annie Cartwright (l’attrice che la interpreta è la canadese Rachelle Lefévre, con alle spalle una lunga carriera di apparizioni in serie TV varie, a mio avviso decisamente troppo carina per il ruolo) che manco a dirlo cade ai piedi di Sam dopo una sola occhiata. Ed ovviamente, per contribuire a dare alla serie quell’atmosfera sognante ed onirica ma al tempo stesso “malata” e cupa, di cui Sam sembra essere prigioniero, come trattenuto a forza in un incubo dal quale non riesce a risvegliarsi, a chi se non a lei è demandato il compito di provare a convincere lo stesso Sam (ma anche noi spettatori) che tutto quello che sta accadendo è reale, che il 1972 sono proprio l’anno ed il luogo “giusti”? Il tutto principalmente nel corso di un imbarazzante dialogo sul tetto di un edificio dal quale Sam progetta di lanciarsi, dopo aver concluso che è l’unico modo che ha per tornare a casa.

E dico imbarazzante perché va bene che è un preair, ma che il responsabile degli effetti speciali non si sia preso nemmeno la briga di nascondere i cavi di sicurezza che impedivano agli attori di cadere veramente di sotto proprio non mi va giù. Anche perché quando ti fissi su questi particolari di dettaglio, che ti ricordano che quello che stai guardando è “solo” recitazione e finzione, tutto il pathos della scena va ampiamente a farsi benedire.

Pessima realizzazione dei dettagli a parte, posso dire che secondo me l’idea di base e le potenzialità di questo incrocio tra il poliziesco, il revival anni ’70 e il soprannaturale ci sono. Del resto il successo della versione inglese è lì a dimostrarlo, però a seguito della visione di questo preair ho i miei dubbi che gli americani riusciranno a fare altrettanto: immagino che effetti speciali e cura dei dettagli saranno ben superiori rispetto all’originale, ma resta il sospetto che verrà fuori qualcosa di freddo e senz’anima.

A meno che, ovviamente, Jason O’Mara non riesca a rendersi più espressivo, il recast dei comprimari non faccia veramente miracoli e l’ambientazione a New York non sia decisamente più efficace di quella nella Città degli Angeli. Mi accorgo solo adesso che non ho fatto cenno alla trama dell’episodio, che essendo un pilot deve per forza di cose restare in sottofondo e non essere troppo complessa per dare modo agli sceneggiatori di presentare i personaggi, ma al tempo stesso deve essere convincente per “segnare il passo” della serie, e far capire a noi spettatori dove si andrà a parare. In questo senso non me la sento di dare un giudizio negativo, nel senso che la storia del serial killer che influenza negativamente il figlio della sua vicina, che a sua volta diventerà un killer trent’anni dopo, è palesemente funzionale alle esigenze di costruire un facile collegamento tra il 1972 ed il 2007, ma nonostante questo non arriva ad essere noiosa né eccessiva.

Forse soltanto il rapporto tra Sam e la sua collega (amante?) Maya (la classica latina belloccia) non è chiaro, sospeso com’è tra la classica (infelice) storia d’amore tra colleghi poliziotti, i giochetti di potere “io capo – tu sottoposto” ed il fatto che Maya finisca per essere la “solita” damigella in pericolo.

In due parole, posso dire che questo preair è un discreto passo falso, ma a quanto pare chi se ne doveva accorgere se n’è accorto, e quindi quello che vedremo a settembre sarà decisamente diverso.




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8 commenti a “ Life On Mars – 1×01 – Pilot [Pre-air] ”

  1. Rei, the frakkin' Serialmente guy - 19-07-2008, 16:31

    Io ho visto l’originale e per principio non lo guarderò. La serie inglese era praticamente perfetta, che qualsiasi remake può solo essere peggiore. Quindi, perché rovinarsi lo stomaco?

  2. Morry - 22-07-2008, 13:59

    Io ho visto l’originale in…sedici ore continuate due settimane fa…e concordo sul fatto che rasenta la perfezione.
    E penso che John Simm sia difficile da eguagiale, ma anche per il resto del cast, Gene Hunt (Philip Glenister) in molti frangenti è il mio mito personale lol
    Già mi avevano detto, avendo visto o cominciato a vedere il polot della versione US fosse abbastanza scadente…quindi penso che non lo guarderò di sicuro…
    Però in effetti potrei guardare il Pilot definitivo…giusto per curiosità ^^
    E su cui poi probabilmente metterò una pietra sopra…

  3. paulus... - 23-07-2008, 15:00

    Ho anche io visto e apprezzato l’originale (purtroppo solo la prima serie, perchè la seconda per una serie di motivi non riuscii a seguirla), ed infatti sono restio a seguire la versione USA, cosa che non succede con The Office USA, che spero un girono di vedere, o il remake di Suburban Shootout, che aspetto impazientemente; ma un occhiata al pilot voglio dargliela, ed è per questo che mi sono visto il preair.
    Avevo ragione, perchè questo preair è brutto, 2 stelline non di più, e fortunatamente si sono presi un anno per rivederlo e correggierlo, l’ambientazione a New York la trovo più congeniale alla serie, i comprimari non mi hanno convinto quasi per nulla, quindi spero che la versione definitiva sia migliore.
    Ci sono rimasto male vedendo il filo che teneva i due attori, capisco che sia un preair e che tanto l’avrebbero poi sistemato ma insomma non pensavano mica di venir presi dopo questo discutibile lavoro.

  4. Bella Donna - 23-07-2008, 19:50

    Io ho visto l’originale, ma sporadicamente, quindi penso che prima mi metterò in pari con quello e poi darò un’occhiata a questo versione USA. Anche se Sam Tyler per me è assolutamente John Simm, perchè è una gran “cartola” (come si dice dalla mie parti!) e ha la faccia molto “anni ‘70″, mentre invece Jason O’Mara mi sembra un belloccio mascellone!

  5. Rei, the frakkin' Serialmente guy - 23-07-2008, 20:35

    Ma non c’è paragone tra il carisma di John Simm e di quel coso lì, per non parlare poi di come possa venire adattato il personaggio di Gene Hunt!
    Scusate la mia intolleranza, ma quella serie è perfetta così com’è! E’ come se mi rifacessero il remake di Buffy o X-Files o adesso Lost o Battlestar Galactica. NON AVREBBE SENSO!!!

  6. skorpio - 27-07-2008, 23:04

    insomma, leggendo i commenti direi che il confronto con l’originale inglese è decisamente impari: vedremo cosa faranno col nuovo pilot, a questo punto sono curioso anch’io… :-)

  7. Morgan - 27-08-2008, 12:37

    Volevo sottilizzare: l’attrice che interpretava Maya non era latina, o comunque non del tutto: il taglio degli occhi tradiva qualche antenato asiatico…ma non sono riuscita a trovare il nome dell’attrice, visto che in IMDB ci sono ormai i nomi dei nuovi attori scelti in sostituzione di quelli del pilot pre-air: pare quindi confermatissima la messa in onda.

    In particolare, Maya sarà intepretata da Lisa Bonet (Denise de I Robinson, nella vita ex moglie di Lenny Kravitz e madre di Zoe Kravitz, oggi sta con Jason Momoa – Ronon Dex di Stargate: Atlantis), il detective Ray Carling da Micheal Imperioli (di Sopraniana memoria), Annie dalla (per me) quasi sconosciuta Gretchen Mol; ma il meglio arriva ora: Gene Hunt sarà interpretato nientepopodimenoche dal ca**utissimo Harvey Keitel :D

    http://akas.imdb.com/title/tt0787490/


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