venerdì
Flashback[Flashback] The Office UK – Stagioni 1, 2 e Christmas Special
Questo tizio qui a fianco, che deve mettersi sempre in posa davanti ad una macchina fotografica, è nientepopodimenoche il creatore. Colui che è riuscito a partorire l’idea primigenia di The Office. Tutti dobbiamo essergli molto grati per questo!
Inevitabilmente farò paragoni fra questa serie del 2001 e il The Office US del 2005, al quale sono molto molto affezionata. E di cose da dire ce ne sono talmente tante che non so da che parte cominciare, Ma una cosa in particolare mi ha colpito tantissimo ed è capitata proprio durante i primi episodi.
Le battute e le gag erano le stesse! La mia prima reazione è stata di delusione
Ma come? Va bene che ti sei comprato un programma, ma devi proprio copiare le cose in questo modo? Ingenuamente pensavo che da un’idea di base si sarebbero studiate situazioni più “americane” e cose così, invece evidentemente no. Ed una delle cose che mi ha fatto più male è stata la caratterizzazione dei personaggi. La stessa mimica! Lo stesso tipo di espressioni! Riuscirò a guardare di nuovo Jim senza pensare che Tim avrebbe probabilmente alzato il sopracciglio allo stesso modo?
E per finire la lista delle delusioni vi rivelerò che alcune idee della serie UK sono poi state utilizzate anche molto avanti nella serie USA. Una specie di frigorifero delle trovate per non restare mai senza acqua fresca.
Però non fraintendetemi
continuo ad amare The Office US, anche perchè per fortuna alcune cose sono andate avanti diversamente e i personaggi si sono piano piano distaccati da quelli originali.
Lo Show si presenta come un documentario girato all’interno di un ufficio, in un modo più credibile che non la versione US. Tanto per dare l’idea a volte appare da una porta un addetto alle pulizie un po’ anziano, con rotoli di carta igienica in mano, e si imbambola letteralmente davanti alla telecamera. Lo adoro *_* E Tim ad un certo punto si è pure tolto il microfono…
Scusate se do per scontato che abbiate visto The Office US, ma per me è così e quindi scriverò di conseguenza.
Mi sono sempre chiesta come fosse possibile che personaggi come Michael Scott o David Brent siamo potuti arrivare alle posizioni dirigenziali, in un certo senso per Michael ad un certo punto lo scopriamo anche, era molto bravo nelle vendite e talvolta dimostrava di non aver perso il tocco, ma per David, davvero, nessuna scusa di questo tipo. Passa assolutamente le sue giornate a gingillarsi con cose stupide e non fa nemmeno finta di lavorare. Certo molte cose sono simili. Non è assolutamente in grado di gestire le diversità, è convinto che i suoi sottoposti lo amino e siano come una grande famiglia, deve essere sempre e assolutamente protagonista, non accetta un no come risposta e se vede qualcuno fare meglio di lui, beh… si salvi chi può, dice di se stesso che è un grande e che gli altri non capiscono niente.
Ma manca totalmente dell’ingenuità infantile di Michael Scott e quindi rimane sempre un personaggio decisamente odioso e sopra le righe. E la dura realtà del documentario non può che portare al suo licenziamento alla fine della seconda, e ultima, stagione. E’ una cosa che onestamente mi ha colto di sorpresa, piacevolmente. E con lui gli autori sono stati ancora più cattivi (cioè… l’attore/autore è stato cattivo con il personaggio… quindi alla fine con se stesso… tipo strano questo Ricky Gervais
), dicevo sono stati cattivi.
Per il Natale del 2003 hanno fatto uno speciale di The Office per raccontare al pubblico del documentario dove fossero andati a finire i protagonisti. Ritroviamo quindi David che fa il rappresentante di prodotti per la pulizia per l’ufficio, ha inciso un disco (a sue spese) e sfrutta la partecipazione al documentario per fare l’ospite in giro nei locali, con risultati disastrosi ovviamente. Certo verso la fine c’è un piccolo tentativo di riabilitazione, ma mi risulta molto meno credibile di tutto il resto.
Ma parliamo di Tim Canterbury, a mio parere molto più stronzo di Jim Halpert, che rimane un giuggiolone dolce e amabile *_*. Ma non posso parlare di lui senza citare Dawn o Gareth, che corrispondono a Pam e Dwight. Ovviamente Tim ha una cotta per Dawn e la sua scrivania confina con quella di Gareth, a cui fa in continuazione scherzi cattivelli. Quello che forse ci rende il tutto più familiare è che in Uk i ragazzi trentenni vivono ancora a casa con i genitori, nonostante abbiano un lavoro a tempo indeterminato
. Non resta che presentare Lee, fidanzato di Dawn, e il triangolo amoroso al quale siamo abituati è completo.
Solo che quelli del magazzino sono davvero delle bestie, non c’è mica la sensibilità musicale di Darren, o la sua saggezza “da strada”, sono proprio il peggio del peggio. Sessisti, xenofobi e maleducati, spero che siano davvero delle caricature perchè fanno davvero tanta tanta tristezza, ma che dico, li prenderei a calci negli attributi ogni volta che aprono bocca, anzi anche se non la aprono. Lee ovviamente non si discosta dagli altri e tratta Dawn come sua proprietà e lei, come tante donne purtroppo, non lo manda a quel paese. Niente a che fare con Roy, lui almeno ogni tanto si mostrava pentito. Dicevo, Tim è più stronzo di Jim, ma lo trovo anche più vero, non solo per qualche atteggiamento, ma anche perchè quando un litigio fra Dawn e Lee lo porta a dichiararsi e lei lo rifiuta, reagisce in modo molto umano. Noi abbiamo visto Jim chiedere un trasferimento, Tim invece, dopo aver avuto una promozione, tratta male Dawn. Cioè non che le dica cose brutte ma la tratta come una recepionist e si rifiuta di scherzare con lei. Certo alla fine la ama e ritorna sui suoi passi, ma la reazione mi è piaciuta molto.
E poi arriva la Karen della situazione, sì anche in questo caso la fusione di due filiali, e vediamo Dawn soffrire alla vista dei due che si baciano dietro qualche porta, ebbene sì non lo immaginiamo soltanto, li vediamo proprio. C’è molta meno preoccupazione a far vedere due persone che si baciano in inghilterra ![]()
Quindi Dawn decide di andare via dall’ufficio con il progetto di trasferirsi negli Usa con il fidanzato. Prima della loro partenza Tim decide di tentare un’ultima volta, si toglie il microfono e parla con Dawn, ma la risposta è ancora no.
Lo spettatore decide che Dawn non c’è proprio tutta con il cervello perchè nel frattempo l’ha vista con quella bestia del fidanzato e pensa/spera che il momento sia quello giusto.
Con lo speciale di Natale vediamo lei e Lee in Florida, a casa della sorella di lui, che fanno le classiche cose da parenti poveri immigrati. Dawn fa da babysitter e Lee il giardiniere, superfluo dire che non sia il massimo. Grazie alla BBC però possono tornare in UK per rivedere gli altri alla festa natalizia. Grazie alla classica cosa del regalo sorteggiato a Tim tocca Dawn, ma non chiedetemi come è andata di preciso perchè non saprei bene bene, e le regala una confezione di colori accompagnata da un biglietto di incoraggiamento, anche Dawn è un’artista in fieri osteggiata dal fidanzato, cosa che finalmente smuove le acque e i due possono essere felici e contenti.
Gareth Keenan non è Dwight Schrute, cioè, condividono la stessa passione per i pupazzetti, vestono con gli stessi colori, si spacciano per militari anche se non sono proprio nell’esercito (o nella polizia), sono molto bravi sul lavoro, sono lecchini con il capo, ma sono differenti. Mentre Dwigth è eccentrico Gareth è più stupidotto, però ha più successo con le donne, anche se non arriverà ad avere una storia vera. Anche se come seconda scelta alla fine Gareth prenderà il posto di David, ma sarà anche quello che permetterà a quest’ultimo (sarà un bene o un male?) di tornare nell’ufficio di tanto in tanto… non è vero… spessissimo. Come dire anche lui è un personaggio più reale, di certo non si mette a ridipingere di nero le pareti dell’ufficio, ha sempre voluto essere al di sopra degli altri, se non altro come Team Leader e ha “inventato” la solfa del Manager Regionale Assistente invece di Assistente del Manager Regionale, ed è decisamente più volgare. Ma tutti lo sono in realtà.
La serie stessa è più volgare, la mia sensazione è che quando gli inglesi parlano di sesso non possono farne a meno. La cosa che mi ha lasciato così O_o è il regalo di compleanno che Dawn fa a Tim, un grosso pene gonfiabile. E tutti a scherzare con sta cosa, ok va bene facciamoci quattro risate per carità, non sono un’educanda, ma a te piace uno (non negare Dawn tanto lo sappiamo tutti!) e gli regali un pene gonfiabile?!? Anche se lo avessi fatto comprare dal fidanzato a mio parere non sarebbe una scusante. C’è da dire che anche in un altro compleanno abbiamo visto un vasto assortimento di oggetti da sexy shop, in particolare una frusta, un corpetto e un vibratore, erano per una signora ovviamente, forse è una tradizione ![]()
Ma tutta la serie è piena di riferimenti, azioni, battute, simulazioni, palpamenti, giocattolini… onestamente l’ho trovata un po’ pesante da questo punto di vista, però nel complesso mi è piaciuta.
Gli altri personaggi sono un po’ in secondo piano, fra tutti vorrei citare Keith di cui non trovo un vero e proprio corrispettivo americano e che è davvero una bella sagoma.
La serie americana è meno cruda, più solare, più favoleggiante, anche se la base di partenza è la stessa alla fine sono due prodotti diversi e vanno visti e goduti entrambi.
Per questioni di affetto e anche di preferenza darei a The Office US 5 stelline, alla prima versione di The Office ne voglio dare 4 e spero che qualcuno di voi la voglia commentare con me.








Io devo finirlo.
Ma non lo guardo da mesi.
Però lo farò prima o poi.
Che poi Gervais comunque è un po’ artefice di entrambe, dato che continua tuttora a seguire tutti gli sviluppi di The Office e si considera parte dello staff, non a caso è produttore o qualcosa del genere.
Per esempio, quando c’è stata la notizia che Steve Carrell sarebbe rimasto altri 3 anni lui ha detto ‘Steve rimarrà con noi altri tre anni’.
Quindi tiene anche alla versione USA.
E d’altronde quella UK sarebbe stata – per quel che ho visto – troppo UK per gli americani. E gli americani non sono americani se non fanno remake (quest’anno è il turno di Little Britain).
Però, indubbiamente, sempre da quel poco che ho visto, concordo sul fatto che UK sia più realistico di US (ma è così per definizione, le ‘americanate’ si chiamano così per una ragione, non che The Office lo sia, ma, insomma, spero di essermi spiegato…), e concordo con la reazione di ‘meh’ alla visione dei primi episodi US, che sono identici a quelli UK.
E sono anche quelli che mi piacciono di meno.
Poi però c’è la seconda stagione US che trova il suo stile ed è perfetta.
Nella terza c’è un calo secondo me, non esagerato, ma anche il triangolo, ecco, mi smorza un po’ l’atmosfera. E in effetti non avevo idea che fosse presente anche nella versione UK, mi sembra una scelta di sceneggiatura così americana, appunto.
Ora leggendo l’articolo mi sono anche un po’ spoilerato, ma fa niente, il fascino di The Office non è nella trama orizzontale secondo me.
Gli inglesi sanno essere crudeli. Sinceramente io avevo visto un paio di episodi di The Office UK parecchio tempo fa, quando lo davano su MTV, ma non mi aveva particolarmente colpito, come invece ha fatto la controparte americana. E forse è proprio per Michael Scott e Steve Carrell, i protagonisti volutamente odiosi non li sopporto tanto (è per questo che non reggo troppo Peter Griffin). E poi basta amarezza. Oggi ne ho avuta già tanta!!
anche io ho intravisto qualche puntata quando la passavano su MTV, non mi ha mai entusiasmato anche perchè della vita da ufficio ne ho abbastanza nella vita reale… e per fortuna il mio capo non è odioso come David Brent!
Io non ne ho visto nemmeno una puntata e sinceramente non lo guarderei mai!
Sono troppo innamorato di Steve Carrell per vedere qualcun’altro “prendere il suo posto” (in un certo senso).
Ma non solo. Adoro in maniera smodata il personaggio di Michael: il suo essere un vero e proprio bambino in un corpo da adulto, la sua infinita stupidità, il suo infantile razzismo.. che accompagnato alla figura di Dwight (carattere eccezionalmente fuori dagli schemi) forma un connubio geniale! Vedere questi due interpretati da qualcun’altro sarebbe come un pugno sullo stomaco!
Trovo in fine strano che la versione britannica sia più cruda e piena di riferimenti al sesso e quella statunitense “più solare e più favoleggiante”… mi sarei aspettato il contrario sinceramente: la comicità americana è sempre così bassa e grezza (non c’è un film comico americano senza che i personaggi espletino i loro bisogni fisiologici tanto per fare un esempio..).
Questo aumenta ulteriormente la considerazione che ho per The Office US.
avete detto più o meno tutto.
Aggiungo solo che anche le sigle delle due 2 serie ci fanno capire il diverso approccio.
Amo la serie inglese e adoro Gervais (vedetevi Extras se non l’avete ancora fatto!), ma sono un grosso fan anche della versione USA.