Fear Itself - 1×05 - Eater Ok, lo so, vi avevo detto che da Fear Itself non ci saremmo dovuti aspettare niente di eccessivamente splatter o violento, perchè va in onda su una rete nazionale che ha degli interessi da tutelare e blah blah blah, però per stavolta fate finta che non lo abbia mai detto. Forse il capoccia che si occupa della censura alla NBC è in ferie, forse si è distratto un attimo quando gli hanno passato la cassetta con l’episodio di Stuart Gordon (autore dell’ottimo Re-Animator), forse col caldo si è rammollito un pò e ha lasciato correre, o forse si è lasciato intenerire dal timeslot un pò di nicchia della serie e dai ratings modesti delle ultime settimane, chi lo sa. Fatto sta che tra amputazioni di parti umane con cesoie da giardinaggio, cuori strappati a mani nude dai petti dei rispettivi proprietari e orecchie mozzicate che neanche in Tyson/Holyfield, Eater è senza ombra di dubbio l’episodio più sporco, violento e splatter tra tutti quelli trasmessi finora.

Ambientato tutto in un vecchio distretto di polizia che molto ricorda il distretto 13 di Carpenter, Eater parte dalla cattura di Duane Mellor, un imponente cajun sbattuto in cella per la notte in attesa che i federali arrivino in questo paesino in culo al mondo sperduto per prenderlo in custodia. Oltre a conoscere vari riti voodoo (la leggenda narra infatti che alcuni cajun riescano a prendere le sembianze di altre persone, strappando loro il cuore dal petto e mangiandolo mentre ancora batte) e un paio di canzoncine tribali dal ritmo molto catchy, Mellor è un serial killer di quelli deluxe, con oltre trenta vittime sul groppone. O meglio sullo stomaco, visto che lui le sue vittime se le mangia.

A sorvegliarlo per la notte vengono affidati tre agenti: Steinmetz (che d’ora in poi per comodità chiameremo culodiburro), Mattingly (che invece chiameremo testacalda) e Dani Bannerman, una giovane recluta presa in giro dai colleghi in quanto recluta, in quanto recluta donna, e in quanto recluta donna con la passione per i giornaletti horror. Trifecta, baby!
Dani, sicuramente anche in virtù della sua passione per l’horror, sembra prendere molto a cuore il caso e approfitta di una pausa per leggere avidamente il rapporto. Un flashback ci dimostra come Mellor si sia guadagnato il soprannome di “eater”, strappando la lingua ad una donna incatenata e friggendola in padella con un tocchettino di burro, per la gioia delle sue arterie.
Poi le luci all’improvviso vanno via, facendo riemergere Dani dalla lettura. Quando sale a controllare si accorge che la porta della cella è aperta, il prigioniero è nascosto sotto le coperte della branda e non si muove, e culodiburro e testacalda sono strani, sudaticci e si comportano da stronzi. Beh, più del solito, almeno. Inoltre non si fanno mai vedere insieme nella stessa stanza e hanno la stessa identica postura quando si siedono, e Dani ha visto troppi film dell’orrore per non essere insospettita almeno un pò da questa cosa. Una veloce ispezione del distretto la porta a scoprire di essere chiusa dentro per via di una grossa catena che blocca la porta, e non va niente bene. Soprattutto se si considera che due minuti dopo trova i cadaveri di testacalda, culodiburro e del sergente, tutti con un grosso buco nel petto. Due più due fa cinque, e Dani capisce che Mellor li ha uccisi tutti, ne ha mangiato i cuori e ha giocato con lei al gatto col topo assumendo di volta in volta le identità dei colleghi morti.

Disarmata e intrappolata all’interno, alla povera recluta non rimane che cercare quantomeno di rallentare la bestia, ma lo scontro è impari e così Dani si ritrova con un braccio rotto, un lobo strappato via a morsi e qualche altra smozzicata sul collo. Riesce a sfuggirgli e a nascondersi per un pò in uno sgabuzzino, ma sa di non poter permettere che Mellor, una volta finito con lei, torni libero di andare in giro per l’america a mangiare altre persone. Se fossimo in un film di Schwarzenegger, qui ci starebbe benissimo una battuta del tipo “è arrivato il momento di pagare il conto”.
Sapendo comunque di non avere molte speranze ridotta in quello stato, Dani decide di portare quantomeno il mostro all’inferno con sè, e quindi si cosparge le ferite con del veleno del topi, prima di ingerirne anche una bella manciata per sicurezza. E così, quando Mellor inevitabilmente la trova e le strappa allegramente a morsi un lato della faccia, il veleno fa subito il suo effetto e anche il bestione cajun abbandona questa esistenza terrena, lasciandoci con delle ultime parole pregne di significato, e cito testualmente: “Mi hai ucciso, mi hai ucciso, brutta cagna mi hai ucciso. Bwargh.”

Chiariamoci, Eater non è un capolavoro. Abbiamo già appurato che non dobbiamo aspettarcene da Fear Itself, ma non fa certo male ribadirlo. Inoltre soffre di quella stessa mancanza di originalità che sembra ormai caratteristica comune a tutti gli episodi - evidenti le influenze di La Cosa e del già citato Assault on precinct 13, oltre a Il silenzio degli innocenti che viene addirittura menzionato in una scena. Il giochetto del “chi è veramente chi” dopo un pò diventa prevedibile, e la velocità con cui il veleno per topi fa effetto su un bestione di due metri per cento chili come Mellor lascia un pò interdetti, soprattutto se si considera che la piccola e minuta Dani, che peserà poco più cinquanta chili con i vestiti bagnati, riesce a sopravvivere per alcuni minuti dopo l’ingestione senza apparenti sintomi.
Ma laddove Eater manca in originalità, Stuart Gordon compensa in efficienza. Non perde tempo ad approfondire eccessivamente i personaggi - cosa necessaria in un film, ma che in un episodio da quaranta minuti richiederebbe troppo tempo - che invece vengono caratterizzati quanto basta in pochissimi minuti (merito anche di un cast onesto e competente), facendo così entrare sin dall’inizio la storia nel vivo e catturando subito l’attenzione dello spettatore, alternando momenti di finti spaventi (come Dani che per un momento vede un occhio umano sulla pizza che sta mangiando culodiburro) ad altri di puro e vecchio gore (Mellor che frigge la lingua di una sua vittima in padella e poi mangia con gusto).
E a differenza degli altri episodi - che troppo spesso sembravano drammetti televisivi mal illuminati e dal budget basso - quello di Gordon, girato bene e con un’ottima fotografia, non sembra per niente un prodotto destinato alla tv, ma un film vero e proprio. Scene come quella di Dani che si aggira di notte nella stazione, illuminata appena da una luce verdognola e intermittente, col dettaglio della neve che cade fuori dalla finestra, trasudano quella sensazione eterea chiamata “atmosfera”. E di atmosfera, questo episodio, ne ha a pacchi. Ben fatto, Gordon.

Hey, I know that guy!

  • Pablo Schreiber (testacalda) è l’ennesimo attore di The Wire (dove interpretava Nick Sobotka) prestato a Fear Itself.
  • Stephen R. Hart (Duane Mellor) ha giusto un paio di brevi apparizioni in Silent Hill e Shoot ‘Em Up. A me viene spontaneo chiedermi come sia possibile che non sia già una stella del cinema horror, visto che sembra nato per fare il mostro/maniaco/assassino.
  • Elisabeth Moss (Dani Bannerman) ha avuto un discreto stint come figlia del presidente Bartlet in The West Wing, ma è più conosciuta come la cara Preggy di Mad Men. Scusate, volevo dire Peggy.

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5 Risposte a “Fear Itself - 1×05 - Eater”
  1. skorpioskorpio scrive:

    Si vede bene che il regista è un mestierante del genere horror, che sa fare certi giochetti, a volte si inventa anche qualcosa di originale (nel corso del dialogo con Steinmetz viene sottolineato l’audio dei suoi rumori corporei per accentuare il senso di ribrezzo che suscita) e più in generale non cerca chissà che cosa ma si limita a fare del suo meglio con quello che ha…
    Come influenza sull’episodio citerei anche i survival horror (la serie Silent Hill su tutte) per via dell’atmosfera “sporca” e “verdognola”…
    Nota di merito per la protagonista, che tanto per cambiare non è una delle solite sventolone ma è bruttina al punto giusto… :-)

  2. DrHorrible scrive:

    Ciao

    a me sta serie piace molto!!!

    diciamo che non stanca mai, ogni volta non sai cosa ti può capitare, più che horror secondo me è più una serie “gialla”, mentre la guardi provi a ipotizzare e a capire come andrà a finire.

    questa serie specialmente in family man e nella puntata del matrimonio, è maestra a seminare falsi indizi che ti compromettono le ipotesi sul finale.

    riguardo alla “paura” sarò io che sono di ghiaccio ma non mi ha fatto paura ancora una volta, eppure guardo le putnate a notte fonda e solo in casa….. :D

    si sa qualcosa sul futuro della serie ?
    quante puntate mancano ?

  3. gothicgothic scrive:

    skorpio: A me Elizabeth Moss piace, però capisco cosa vuoi dire, non è la tipica stangona che sembra uscita da un catalogo di moda prestata all’horror, ma una donna molto più “normale”.
    E si, direi che il richiamo a silent hill ci può stare :D

    DrHorrible: Sono stati girati tredici episodi, quindi ne rimangono altri otto.
    Il tuo nickname è meraviglioso, comunque :P

  4. buffyforever scrive:

    L’episodio migliore fino ad adesso. L’unico che mi ha tenuto col fiato sospeso ed ho sperato fino all’ultimo che lei si salvasse, però a volte nn c’è altra alternativa che sacrificarsi! :(

  5. YusakuYusaku scrive:

    Ho appena visto l’episodio (li sto vedendo in ordine sparso),
    ma il tipo in questione, l’attore che impersona il cannibale, si è mangiato anche la Pausini e Luxuria?

    http://www.imdb.com/media/rm3246034944/nm1242679

    XD

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